Strategie di
mobilizzazione nei postumi di trattamento chirurgico per frattura del collo del
femore.
Citazione:
Handoll HHG, Sherrington C, Parker MJ. Mobilisation strategies after hip
fracture surgery in adults. The Cochrane Database of Systematic Reviews 2004,
Issue 4.
Scenario
Le fratture del collo del femore, che avvengono prevalentemente nella popolazione anziana, spesso danno luogo ad una riduzione della mobilità. I programmi di cura dei postumi di frattura del collo del femore includono strategie per la mobilizzazione, come il carico precoce ed il riallenamento al cammino. Altre strategie di mobilizzazione, come l’esercizio e l’allenamento fisico sono impiegati nei vari stadi della riabilitazione, compresi quelli post dimissione ospedaliera.
Obiettivo
Determinare l’efficacia delle diverse strategie e dei differenti programmi di mobilizzazione nei postumi di frattura del collo del femore trattati chirurgicamente.
Strategia di ricerca
La ricerca è stata effettuata nel “Cochrane Musculoskelatal Injuries Group Specialised Register (Maggio 2004), in CENTRAL (Cochrane Central Register of Controlled Trial, The Cochrane Library Issue 2, 200), MEDLINE ed altre banche dati, estratti di conferenze e congressi e le liste delle voci bibliografiche degli articoli.
Criteri di selezione
Sono stati inclusi tutti gli studi randomizzati o quasi-random, che confrontassero differenti strategie/programmi di mobilizzazione dopo interventi per frattura del collo del femore.
Raccolta ed analisi dei dati
Due revisori hanno valutato la qualità degli studi ed hanno estratto i dati in modo indipendente.
Risultati principali
Il nostro terzo aggiornamento di questa revisione, che si è ora ampliata a considerare l’intero periodo riabilitativo, ha incluso quattro nuovi studi. La maggior parte dei dieci studi considerati sono di piccole dimensioni ed hanno limiti metodologici, compreso un follow up inadeguato.
Sette studi hanno valutato strategie di mobilizzazione precoce dopo la sintesi chirurgica della frattura. Uno studio (273 partecipanti) non ha trovato differenze statisticamente rilevanti in termini di risultati indesiderati nel confronto tra carico precoce (2 settimane) e tardivo (12 settimane) dopo fissazione interna di fratture scomposte intracapsulari. Dei due studi (188 partecipanti) che hanno confrontato un regime fisioterapico intensivo verso uno meno intensivo, uno non mostrava significative differenze di recupero funzionale tra i due gruppi, l’altro un maggior numero di abbandoni nel gruppo di trattamento intensivo e nessuna differenza nella durata delle degenza. Uno studio (80 partecipanti) ha confrontato un programma di due settimane di esercizi in carico verso esercizi non in carico trovando un certo miglioramento di mobilità ed equilibrio a breve termine nel gruppo che faceva esercizi in carico. Uno studio (80 partecipanti) ha rilevato un miglioramento della mobilità, della forza di estensione della gamba e dell’indice di Barthel nei pazienti che facevano esercizi per migliorare la forza del quadricipite. Uno studio (40 partecipanti) non ha trovato differenze statisticamente significative nel recupero della mobilità o nella durata della degenza nel confronto tra programmi di recupero del cammino con o senza “treadmill”. Uno studio (27 partecipanti) ha confrontato la stimolazione neuromuscolare del quadricipite verso placebo riscontrando un maggior recupero della mobilità pre-frattura nel gruppo che ha effettuato la stimolazione.
Gli interventi esaminati nei rimanenti tre studi sono iniziati dopo la dimissione. Uno studio (28 partecipanti) ha trovato un miglior risultato dopo 12 settimane di trattamento intensivo. Uno studio (20 partecipanti) ha trovato un miglior risultato dopo un programma di esercizi domiciliari iniziato circa 22 settimane dopo il trauma. Uno studio (44 partecipanti) ha trovato che un programma di esercizi in carico iniziato a sette mesi (ndt dall’evento)non produceva una differenza statisticamente significativa eccetto, forse, una maggior forza del quadricipite.
Conclusioni degli autori
Scarse sono le evidenze da studi randomizzati e controllati in merito alla efficacia delle diverse strategie di mobilizzazione esaminate in questa revisione sia che partano nell’immediato post-operatorio che tardivamente durante il periodo riabilitativo. Ulteriori ricerche sono necessarie per stabilire un eventuale beneficio di altri interventi primariamente indirizzati al miglioramento della mobilità.