Canti anarchici 
In questa
pagina una piccola raccolta dei più famosi canti anarchici e antifascisti,
per alcuni di essi è disponibile il file audio in formato mp3.
Addio
a Lugano
Dimmi
bel giovane
L'interrogatorio
di Sante Caserio
Ballata
per l'Anarchico Pinelli
Inno
della rivolta (nel fosco fin)
Al principio
del 1895 la Svizzera decide di espellere la colonia di internazionalisti
anarchici che da tempo vi si erano rifugiati, Pietro Gori, durante un breve
periodo di prigionia scrive "Addio a Lugano", cantata per la prima volta
alla stazione mentre gli internazionalisti vengono fatti salire sul treno
che li avrebbe portati al confine. Diventerà col tempo la più
conosciuta
fra
le canzoni anarchiche in lingua italiana:
Addio, Lugano bella,
o dolce terra pia,
scacciati senza colpa,
gli anarchici van via.
E partono cantando
con la speranza in cuor
Ed è per voi sfruttati,
per voi lavoratori,
che siamo ammanettati
al par dei malfattori
Eppur la nostra idea
non è che idea d'amor.
Anonimi compagni,
amici che restate,
le verità sociali
da forti propagate.
E' questa la vendetta
che noi vi domandiam
Ma tu che ci discacci
con una vil menzogna
Repubblica borghese,
un dì ne avrai vergogna!
Ed oggi t'accusiamo
in faccia a l'avvenir
Banditi senza tregua,
andrem di terra in terra
a predicar la pace
ed a bandir la guerra.
La pace tra gli oppressi
la guerra agli oppressor
Elvezia, il tuo governo
schiavo d'altrui si rende
di un popolo gagliardo
le tradizioni offende.
E insulta la leggenda
del tuo Guglielmo Tell.
Addio cari compagni,
amici luganesi,
addio, bianche di neve,
montagne ticinesi.
I cavalieri erranti
son trascinati al Nord.
Dimmi bel giovane,
onesto e biondo:
dimmi la patria
tua qual'è
Adoro il popolo,
la mia patria è il mondo,
il pensier libero
è la mia fè
la casa è di chi l'abita
è un vile chi lo ignora
il tempo è dei filosofi
il tempo è dei filosofi
La casa è di chi l'abita
è un vile chi lo ignora
il tempo è dei filosofi
la terra di chi la lavora.
Addio mia bella
casetta addio,
madre amatissima
e genitor
Io pugno intrepido
per la Comune,
come Leonida
saprò morir
Ascolta
Dimmi bel giovane in mp3
Alla
fine del secolo scorso la Francia è scossa dalla bombe degli anarchici
individualisti: il 9 dicembre 1893 Auguste Vaillant lancia una bomba nell'aula
della Camera dei deputati, causando molti feriti. Il presidente Carnot
respinge la grazia e Vaillant viene ghigliottinato il 5 febbraio 1894.
Pochi giorni dopo Emile Henry getta un altro ordigno al Caffè Terminus,
causando un morto, il 21 maggio viene ghigliottinato. Ritenendo Carnot
responsabile della morte dei due compagni, Sante Caserio, anarchico, fornaio,
emigrato di nazionalità italiana lo ferisce a morte con una pugnalata.
Verrà ghigliottinato il 16 agosto. L'avvenimento lascia una profonda
traccia nellla memoria popolare del nostro paese, dando motivo ad una delle
più conosciute canzoni del repertorio anarchico:
Entra la corte, esamina il Casario
e gli domanda se si era pentito:
cinque minuti m'avessero dato,
un altro presidente
avrei ammazzato.
Lo conoscete voi questo pugnale?
Si, lo conosco,
ci ha il manico arrotondo,
nel cuore di Carnot
l'ho penetrato a fondo.
Li conoscete voi i vostri compagni?
Si, li conosco,
io son dell'anarchia,
Caserio fa il fornaio
e non la spia.
Ascolta L'interrogatorio di Sante Caserio in mp3
Il 12
dicembre 1969 una bomba in Piazza Fontana, a Milano, uccide 16 persone
durante un comizio sindacale; è l'inizio della strategia della tensione,
messa in atto da settori dello stato per bloccare la crescita delle lotte
studentesche ed operaie. Le indagini convergono immediatamente sul movimento
anarchico: il colpevole viene additato in Pietro Valpreda, che viene arrestato
e tenuto in isolamento. Nella notte fra il 15 e il 16, durante un interrogatorio,
il ferroviere anarchico Pino Pinelli cade, "suicidato" da una finestra
del quarto piano della questura milanese, dopo 3 giorni di fermo illegale.
Testimonianze sostengono che nella stanza fosse presente il commissario
Calabresi. Il questore, Guida, fu negli ultimi anni del ventennio direttore
del confino di Ventotene. Le contradditorie dichiarazioni della polizia
parleranno di suicidio, mentre in una sentenza il giudice Gerardo D'Ambrosio
addirittura si inventa il concetto di "malore attivo".
Passeranno
anni prima che la montatura contro gli anarchici venga smontata e si evidenzino
le responsabilità materiali dell'estrema destra nella strage.
Quella sera a Milano era caldo
ma che caldo che caldo faceva
"brigadiere apra un po' la finestra"
una spinta e Pinelli va giù.
"Sior questore io gliel'ho già detto
lo ripeto che sono innocente
Anarchia non vuol dire bombe
ma uguaglianza nella libertà."
"Poche storie indiziato Pinelli
il tuo amico Valpreda ha parlato
lui è l'autore di questo attentato
e il suo complice, certo, sei tu."
"Impossibile!" grida Pinelli
"un compagno non può averlo fatto
e l'autore di questo delitto
tra i padroni bisogna cercar."
"Stai attento indiziato Pinelli
questa stanza è già piena di fumo
se tu insisti apriam la finestra
quattro piani son duri da far."
C'è una bara e tremila compagni
stringevamo le nostre bandiere
quella sera lo abbiamo giurato:
non finisce di certo così.
e tu Guida e tu Calabresi
se un compagno è stato ammazzato
per coprire una strage di stato
questa lotta più dura sarà
Ascolta la Ballata dell'Anarchico Pinelli in mp3
Nel gennaio
del 1894, in solidarietà con gli insorti siciliani, sciopero generale
a Carrara: scoppia la rivolta con barricate e scontri armati, in prima
fila i cavatori anarchici. La repressione è durissima, si cerca
un inesistente capo e lo si trova in Luigi Molinari, un giovane
anarchico
di Mantova, avvocato e giornalista, condannato a 23 anni ma poi amnistiato
e liberato a seguito di una forte campagna della stampa democratica. Come
principale prova nei
suoi
confronti si citò questa canzone, da lui scritta l'anno precedente.
Nel fosco fin del secolo morente
su l'orizzonte cupo e desolato
già spunta l'alba minacciosamente
del dì fatato.
Urlan l'odio la fame ed il dolore
da mille e mille facce ischeletrite
ed urla col suo schianto redentore
la dinamite.
Siam pronti e dal selciato d'ogni via
spettri macabri del momento estremo
sul labbro il nome santo d'anarchia,
insorgeremo!
Per le vittime tutte invendicate
là, nel fragor dell'epico rimbombo,
compenseremo sulle barricate
piombo col piombo.
E noi cadremo in un fulgor di gloria
schiudendo all'avvenir novella via,
dal sangue spunterà la nuova istoria
dell'Anarchia.
Ascolta l'Inno della rivolta in mp3
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Questa
pagina è dedicata a Anteo Zamboni, lapidato a Bologna dalla folla
dopo aver attentato
alla
vita di Benito Mussolini, aveva 15 anni.