Tarocco di Jacques Viéville (XVII secolo) - Héron, France
~ IL MATTO ~
E
~ IL JOLLY ~


LE RELAZIONI FRA
DUE CARTE PARTICOLARI
'Poker 700' - Masenghini, Italia


NOTA
i dettagli dei mazzi da cui le carte provengono si ottengono spostando il cursore del mouse su ciascuna illustrazione


produttore di stato, U.R.S.S. Nei mazzi di stile internazionale il Jolly viene considerato il personaggio più importante, ricercato dai collezionisti più di qualunque altra carta.
In effetti la varietà dei suoi multiformi aspetti può contribuire a spiegare tale comune interesse, ma non è certamente abbastanza: in un Jolly c'è ben altro che solo motivi fantasiosi e variopinti.
Piatnik, AustriaWaddingtons, Regno Unito
AG Müller, Svizzera(sconosciuto), Hong Kong Le radici di questo soggetto affondano nella storia delle carte da gioco occidentali: infatti il concetto di una carta "factotum" in grado di battere i valori più alti del mazzo prese forma col tarocco. Dei più antichi mazzi della tradizione araba non faceva parte alcun Jolly (o suo analogo), né se ne trova traccia in altri sistemi arcaici quali le carte da domino cinesi o quelle persiane/indiane Ganjifa.

L'avo del moderno Jolly è dunque il Matto del tarocco classico.
Nonostante la loro stretta parentela, quest'ultimo rivela una differenza importante: facendo parte di una serie di 22 trionfi, il Matto non rappresenta un soggetto autonomo. Ciononostante, nei giochi praticati col tarocco la carta del Matto cattura soggetti di rango superiore, alla stregua dei moderni Jolly.
Da un punto di vista grafico, la migliore prova della relazione fra questi due personaggi è offerta dai diretti "discendenti" del Matto negli stili regionali del tarocco: l'Excuse nel Tarot francese, lo Sküs nel Tarock germanico, lo Skíz nel Tarokk ungherese, ecc. di sicuro ricordano un Jolly più che qualsiasi degli altri trionfi.
Tarocco di Besançon di J.B.Benois (XVIII secolo) - Il Meneghello, ItaliaTarocco 1JJ - AG Müller, Svizzera

Sküs, dal Tarock - ASS, GermaniaExcuse, dal Tarot - Ducale, Francia Tali carte non hanno un livello gerarchico, o un valore di per sé: il Jolly non appartiene ad alcun seme, ed il Matto, sebbene faccia parte di uno specifico gruppo di carte (trionfi), è l'unico di queste a non avere un numero, almeno nella maggior parte degli stili e delle edizioni; solo il Tarocco Piemontese assegna a tale carta il numero 0, mentre nello stile belga del XVII secolo riporta il numero 22. Sküs, dal Cego Tarock - FX Schmidt, Germania

Quindi, con pochissime eccezioni, le carte del Jolly e del Matto da sole non valgono nulla, poiché il loro potere paradossale emerge solo in occasione dello scontro con un'altra carta.


Minchiate 'Etruria' (XVIII secolo) - Il Meneghello, Italia La scelta del Matto come carta vincente potrebbe apparire strana, quasi contraddittoria. Nel passato, come pure ai nostri giorni, la pazzìa non è mai stata considerata una virtù, e gli abiti laceri indossati dal Matto nella maggior parte dei tarocchi è una conferma del basso livello sociale occupato da questo personaggio.
Inoltre, secono i modelli culturali del Rinascimento, l'epoca nella quale il tarocco veniva praticato in molti paesi europei, questa scelta non sembra coincidere col modello neoplatonico dell'uomo al centro dell'universo, in quanto unico essere dotato di pensiero.
Il Rinascimento, però, non era un'età iper-razionalista. Svincolato dall'opprimente abbraccio della chiesa medioevale, il progresso umano non veniva più guidato dalla luce dei roghi sui quali ardevano gli eretici, ma era finalmente libero di muoversi, e di cercare ispirazione presso culture che fino a qual momento erano state appena prese in considerazione, o persino messe al bando. Fra quest'ultime, ad esempio, era la tradizione ebraica; in particolare, aveva destato l'interesse di diversi studiosi del Rinascimento la sua dottrina mistico-esoterica, la Kabbala. Fuggitivo, dal Tarocco Siciliano - Modiano, ItaliaBegato, dal Tarocco Bolognese - Dal Negro, Italia
Tarocco Soprafino di Gumppenberg (XIX secolo) - Il Meneghello, Italia Anche il nome stesso della carta, il Matto, si presta a qualche considerazione.
Nell'antichità, quando la libertà di parola era ancora un traguardo lontano, i matti hanno sempre goduto della facoltà di esprimersi liberamente, dire cose che agli altri non era concesso, semplicemente perché alle loro folli parole non veniva dato alcun credito, sebbene spesso dicessero cose vere, quasi la loro pazzìa fungesse da scudo o da privilegio intellettuale.
Tarocco Piemontese - Modiano, Italia
carta Oni, stile Akahachi - Nintendo, Giappone In molte culture arcaiche si riteneva che uno stato alterato, o persino il sonno, gettasse un ponte fra l'uomo e Dio. Nella Bibbia, ad esempio, diversi personaggi vengono a conoscenza di eventi futuri o ricevono istruzioni da messaggeri divini per l'appunto in sogno. Allo stesso modo, le devianze psichiche erano spesso viste come una forma di relazione con entità maligne: agli innumerevoli casi di "possessione", in passato di pertinenza esorcistica, oggi si darebbe certamente una valutazione più razionale.
Anche la pratica dello stato di trance autoindotto dagli sciamani tribali e dai medici-stregoni è un tipico esempio di questo concetto archetipico, che una volta era assai diffuso nel mondo primitivo. Comunque, evidenti tracce di questo modello si ritrovano ancora oggi nell'esoterismo occidentale: per esempio, come potrebbe un medium affermare di essere in contatto con entità misteriose senza prima cadere in trance?
la carta 'Gui' o 'Diavolo',  DongGuan Pai - Guan Huat, Hong Kong
Tarocco Pierpont Morgan Visconti-Sforza (XV secolo) - US Games System, Stati Uniti Specialmente in passato, gli stati mentali alterati avrebbero facilmente avuto implicazioni sociali e culturali che oggi potrebbero sembrare prive di senso.
Ad esempio, nell'antica Roma venivano sospesi i pubblici comizi qualora uno dei partecipanti fosse stato colpito da una crisi epilettica, come interpretando questa improvvisa e sconosciuta manifestatione alla stregua di un segnale d'ammonimento divino.


Di conseguenza, è probabile che non la condizione umana del Matto fosse stata tenuta in considerazione dal creatore del tarocco nell'elevare questo personaggio ad un così alto rango, bensì la sua condizione metafisica, ritenuta privilegiata, essendo il gioco stesso praticato con queste carte la probabile rappresentazione simbolica del cammino dell'uomo verso l'elevazione spirituale (cfr. la galleria del tarocco per una discussione dell'argomento).


Il moderno Jolly (il cui nome per esteso è Jolly Joker), invece, ha origini americane, sebbene ancora una volta di discendenza europea, in particolare dall'Alsazia.
Ufficialmente la carta del Jolly venne usata per la prima volta negli Stati Uniti, nella seconda metà del XIX secolo, per il gioco Euchre. Quest'ultimo venne importato nel continente americano da coloni tedeschi od olandesi; infatti, la stessa parola "Euchre" è la forma inglesizzata dell'antico vocabolo tedesco Juker, dal significato di "fante, ragazzo", sebbene in seguito sia divenuto il nome della nuova carta del mazzo (Joker).
De La Rue-Waddingtons, Regno Unito
Sidecar, Argentina Nel gioco anzidetto le carte di maggior valore sono due Jack (quello che appartiene al seme di briscola e quello del seme del medesimo colore), che vengono chiamati rispettivamente Right Bower ("Bower destro") e Left Bower ("Bower sinistro"), come corruzione della voce tedesca Bauer, "contadino" o "pedina da scacchi", un nome che veniva adottato per indicare anche il fante in alcuni giochi di carte più antichi. In alcune versioni di Euchre si fa uso di un terzo Bower, chiamato Best Bower ("miglior Bower"): di fatto, il Jolly nacque per rappresentare quest'ultimo personaggio (sebbene alcuni giocatori ancora preferiscano usare un'altra carta del mazzo, quale il 2 di Picche).
Tactic, FinlandiaModiano, Italia Nella seconda metà del XIX secolo questa carta aggiuntiva prese il suo nome attuale, "Jolly Joker", e dal 1880 circa cominciò a figurare stabilmente nei mazzi da Bridge, talora con una ulteriore carta bianca che avrebbe potuto essere usata come generico rimpiazzo, in caso uno dei soggetti si fosse danneggiato o fosse andato perduto. Solo nella prima metà del XX secolo i Jolly divennero due (solitamente uno rosso e l'altro nero, per corrispondere ai due possibili colori dei Bower, ma talora uno colorato e l'altro in bianco e nero). Ora alcuni mazzi ne hanno tre, o persino un numero maggiore.


Héron, Francia Il Jolly è sempre stato raffigurato come un giullare, o come un arlecchino, con l'eccezione di pochi mazzi nei quali viene scelto un soggetto di fantasia (per esempio, un elemento della tradizione locale, il logo del produttore, ecc.), una tendenza che ultimamente si è andata facendo più frequente.
Nello scegliere questo personaggio, la figura del vecchio Bower (o Bauer) venne probabilmente miscelata col Matto del tarocco. E il giullare è davvero un personaggio complementare ben azzeccato nell'affollata corte delle carte da gioco, formata da quattro re, quattro regine e quattro paggi (i Jack).
De La Rue, Regno UnitoKen, Turchia

Al di là delle somiglianze esteriori (tanto il Matto che il Jolly indossano abiti rattoppati, hanno facce grottesche e assumono pose informali), un elemento di maggior importanza raccorda questi due soggetti.
Se la follia garantiva ai lunatici libertà di parola, venendo ritenuta persino in grado di collegare il mondo mortale con l'ultraterreno, in molte corti rinascimentali il giullare, spesso un gobbo o un nano, pur essendo l'ultimo fra i membri della corte per rango sociale, era anche l'unica persona che ufficialmente avesse la facoltà di giocare col re (o principe, o duca), di prenderlo in giro, di rivolgergli parole che ad altri non sarebbero state consentite senza incorrere in pesanti conseguenze. Gli stessi abiti vistosi che il giullare indossava lo rendevano facilmente identificabile fra tutti gli altri membri della corte: un personaggio che era al tempo stesso ridicolo ma importante, deforme ma arguto. K.Z.W.P., Polonia

Modiano, Italia Dunque, ciò che entrambi questi personaggi condividono è un marcato contrasto fra la loro condizione mortale ed intellettuale: la stessa imperfetta natura umana per la quale le società primitive alienavano il Matto e il Jolly, paradossalmente li elevava ad un livello di autorità metafisica che per altri era irraggiungibile, e la cui metafora nei giochi di carte è il potere vincente attribuito a questi due soggetti nei loro rispettivi mazzi. (sconosciuto), CinaCarta Mundi, Belgio




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