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L'impresa fordista o tayloristica.

Il modello organizzativo dell'impresa fordista o tayloristica normalmente è definito come un sistema di autorità centrato sul potere, ma esso è ancor di più un sistema per produrre e centralizzare la conoscenza.

Grazie alla concezione tayloristica dell'organizzazione del lavoro si sviluppa una funzione cognitiva che porta alla eliminazione delle modalità meno convenienti di produrre (standardizzazione) ed al controllo delle modalità di esecuzione dei compiti che devono essere svolti attraverso micro fasi omogenee di lavorazione [Panati, Golinelli].

Tale funzione di produzione di conoscenza assolta dal management, dai tecnici e dai quadri, fa nascere un sapere firm specific, che costituisce il fondamento ultimo del potere manageriale e dei vantaggi competitivi della grande impresa.

Tutto ciò porta l'impresa multinazionale classica ad un elevato accentramento decisionale sul prodotto/servizio da offrire, ma anche a criteri di gestione, rigidamente applicati, che la rendono una controparte delle organizzazioni economiche e delle istituzioni socio-politiche locali. Le strategie di insediamento dell'impresa multinazionale classica potrebbero essere definite "strategie di trasposizione di una cultura non contrattabile con il contesto ospitante".

Sono la crisi dell'impresa fordista e l'introduzione di nuove forme di internazionalizzazione che portano all'abbandono del modello classico.

E' il processo di internazionalizzazione prima e poi quello di globalizzazione che determinano il crollo del modello organizzativo dell'impresa fordista. Le grandi imprese non riescono a dividere efficientemente il lavoro cognitivo tra loro: ciascuna sviluppa le proprie soluzioni in segreto, cercando di sfruttarle in proprio e integrando verticalmente il ciclo produttivo inseguendo un ideale di autosufficienza di natura autarchica.

Quando, negli ultimi anni, cresce l'investimento cognitivo da effettuare per fronteggiare mercati meno controllabili e più articolati, la soluzione autarchica si rivela inefficiente.

Infatti dapprima, negli anni '70, si affermarono soluzioni organizzative più vicine al mercato (decentramento produttivo o sviluppo di aree sistema) e in seguito, dagli anni '80 in poi, ci si volse verso modelli più complessi e a maggior coordinamento attuati anche con Nuove Forme d'Investimento Internazionale. Quest'ultime consentono di concentrarsi sul core business, mentre permettono di integrare il prodotto o il processo con componenti, servizi, macchine, materiali, software e sapere acquisito da altre imprese.

Conoscenze che, se standardizzate, utilizzano il mercato, oppure, si rivolgono alle reti quando si richiede un contatto maggiormente affidabile tra produttore ed utilizzatore.



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