Review - ''Il giardino segreto'' (1993)

(Il giardino segreto)

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HHHH½

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Drammatico

UK

1993

102’

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Musica

Scritto da

Basato su

Diretto da

Zbigniew Preisner
(HHHHH)

Caroline Thompson

"The Secret Garden"
di Frances H. Burnett
(romanzo, 1895)

Agnieszka Holland

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Personaggi e interpreti:

Kate Maberly_
Heydon Prowse
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Andrew Knott
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John Lynch
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Laura Crossley
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Mary Lennox
Colin Craven
Dickon
Lord Craven
Martha

Walter Sparrow_
e dame Maggie Smith_

e con la partecipazione di Iréne Jacob_

Ben Weatherstaff_
Mrs. Medlock
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la madre di Mary

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Slogan_

Nessuno.

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Trama_

Primo novecento. L’undicenne Mary Lennox è nata e cresciuta in India da diplomatici britannici che non si sono mai curati di lei. Dopo la morte dei genitori in un terremoto la piccola viene rimandata nella madrepatria, dove dimora suo zio, il ricco tenutario Lord Craven. Accolta con freddezza e indifferenza dalla governante, la signora Medlock, nell’immenso maniero di Mistlethwaite, la triste Mary esplora i meandri della casa e la brughiera circostante. Viene a sapere dell’infanzia di sua madre e della sua sorella gemella di cui non le aveva mai parlato; trova l’amicizia del giovane stalliere Dickon, fratello di una cameriera, e dello spaurito Colin, il figlio che Lord Craven, un uomo solitario e sempre assente, ha tenuto segregato per anni. E dietro una porta nascosta scopre un giardino...

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Commento_

Questo ennesimo adattamento de "Il giardino segreto" (il più famoso aveva come protagonista Shirley Temple) è di gran lunga il migliore, ed è una delle gemme nascoste del cinema moderno: nascosto perché è passato quasi del tutto inosservato al di fuori dalla Gran Bretagna, gemma perché è un film sentito, ben realizzato e splendidamente interpretato.

La storia nasce dalla fantasia di Frances Hodgson Burnett, che sul tardo ottocento/primo novecento scrisse molteplici romanzi, probabilmente autobiografici, quasi tutti uguali: storie di bambine rimaste sole e costrette a fronteggiare la vita da sole (Madeline, La piccola principessa e così via, tutti diventati piccoli culti nella letteratura per l’infanzia di generazione in generazione). In questo suo romanzo le cose non cambiano, anche se i risvolti drammatici sono più carico che non altrove. Il film interpreta la storia con passione e professionalità, dandole un taglio molto forte in alcuni passaggi – ma senza essere banale o lacrimevole – e riuscendo a stupire e a commuovere in altri, anche qui senza banalità. Il grigio del cielo, il verde spento della brughiera, le decorazioni decadenti e annoiate del maniero contrastano a meraviglia con i fiori colorati, l’erba rigogliosa e gli uccelli cinguettanti del giardino rimesso a nuovo. Due realtà distinte a confronto, che alla fine vengono inevitabilmente a collidere in uno spannung ben realizzato e in uno sviluppo meraviglioso, per concludersi in un finale scontato ma ben eseguito.

Se vogliamo, tutto il film sa di già visto ed è ripetitivo (la bambina triste e solitaria che non piange mai finisce per cambiare e "portare il sorriso" sulla bocca di tutti: ricordate lo stucchevole Pollyanna?), ma è il modo in cui la storia viene raccontata, il taglio meraviglioso che la Holland dà alle immagini a distinguerlo dalla massa. Nella fredda aria delle highlands si respira poesia pura unita a dramma e un pizzico di divertimento, con inquadrature lente e ragionate e mai frettolose, con concentrazione sui volti e sui dettagli naturalistici e senza un briciolo di falsità o meccanicità.

Un film del genere avrebbe funzionato anche con interpreti scadenti, ma questi sono di livello: la piccola Kate Maberly, in seguito attrice sfortunata ma nuotatrice olimpionica, è stata selezionata su oltre mille aspiranti e splende per talento e naturalezza. L’accompagnano altri lodevoli giovani attori e due performance straordinarie di John Lynch e soprattutto di Maggie Smith, secondo me in uno dei ruoli migliori della sua carriera, perfetto per i lineamenti spigolosi eppure fascinosamente espressivi del suo volto. Una colonna sonora tra le più belle degli anni novanta, composta dal maestro polacco Zbigniew Preisner (quello dei "Tre colori" di Kieszlowski), condisce un piccolo gioiello del cinema britannico, da apprezzare per la sua disarmante semplicità. Cattura. Totalmente.

Quattro stelle e mezzo.

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In breve…_

 Una storia banale resa interessante: non è poco. Rappresenta la realtà di un tempo attraverso personaggi che solo oggi appaiono stereotipati. Ottime interpretazioni. Tecnicamente valido. Musica meravigliosa.

 Tutto sommato prevedibile, ma non pesa poi molto. Divario forse eccessivo tra le scene chiave e quelle secondarie, ma proprio a voler essere pignoli. Melenso nel finale.

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Curiosità_

Þ Come detto nella recensione, la piccola Kate Maberly continuò a recitare per alcuni anni e poi si dedicò interamente alla carriera di nuotatrice, arrivando persino alle Olimpiadi come riserva per la squadra inglese.

Þ L’ho visto… qualche volta in VHS e in televisione, non ricordo quante (cinque o sei, forse).

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Scene_
da vedere_

L’arrivo a Mistlethwaite – Mary trova il giardino – Mary nella stanza di sua madre – Il primo incontro con Colin – Craven in Europa – Colin prova a camminare – La disastrosa sconfitta e il crollo della signora Medlock (questa una grande scena della Smith) – Il finale.

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Valutazione_

HHHH½

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PREMI

 

Los Angeles Film Critics®colonna sonora originale

 

Claud® (i miei premi) – giovane attrice P (Kate Maberly), miglior antagonista (Maggie Smith)

 

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NOMINATION

 

British Academy Award (BAFTA®)attrice NP (Maggie Smith)

Young Artist®miglior film drammatico, attrice P (Kate Maberly), attore P (Heydon Prowse e Andrew Knott)

Political Film Society®menzione speciale "Democracy"

 

Claud® (le mie nomination) – miglior film: fantasy (non è proprio un film fantasy, anzi, ma ci può stare), sceneggiatura non originale, attrice NP (Maggie Smith), giovane attore NP (Heydon Prowse), colonna sonora originale, scenografia, sequenza d’apertura

 

 

 

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IMMAGINI dal FILM

in arrivo…

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INDICE A/L

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