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Parole commentate e interpretate da Festivaldisanremo.com
Sanremo 1968
Il salvaschermo dei partecipanti

Sanremo Invaders
I big vogliono invadere la terra! Devi difenderti!



Il manifesto ideologico di festivaldisanremo.com
Russell Crowe partecipa a Sanremo con la sua Band? E chissene frega!

Su Festivaldisanremo.com NON troverete le schede dei presentatori, quelle degli ospiti e del regista. Cercatele da un'altra parte, la rete è piena si siti e sitarielli sul Festival.

Per noi, Sanremo sono le canzoni in gara. Quelle, e solo quelle. Alla facciaccia dei Piero Pelù e dei Pino Daniele o dei Venditti che in gara non ci sono mai stati. E a loro, alle canzoni daremo spazio, in questo piccola vetrina in un angolo luccicante del boulevard dei punto-com.

Quando leggi la storia di Sanremo, gli ospiti hanno trafiletti, quello che resta è l'albo d'oro, la gara, per quanto ottusi, truccati e inaccettabili siano stati i risultati del festival. Liberissimi di essere in disaccordo.

Come alle Olimpiadi, dove anche i saltatori tripli e gli schermidori hanno l'onore delle pagine dei giornali accanto ai grandi del basket e dell'atletica, e i grandi del calcio non vanno per niente, così a Sanremo si può passare una settimana a correre dietro a Laura Falcinelli, a Liliana Tamberi, a Marjorie Biondo, a Boris o a Andrea Mazzacavallo. Li ricordate? Hanno partecipato nelle ultime due edizioni.

Come alle Olimpiadi, i protagonisti sono loro, mica chi canta alla cerimonia d'apertura. Da Pippo Baudo in poi, Sanremo sembra dimenticarlo.

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Un attimo di pausa per salutare un nonno
che non abbiamo -noi- fatto in tempo a conoscere.
CIAO A NUNZIO FILOGAMO, PRESENTATORE DEL PRIMO SANREMO
24 Gennaio 2002 - Se Sanremo è Sanremo il merito è anche e soprattutto di quelli che c'erano allora, nel 1951, quando il pubblico ascoltava le canzoni mangiando e la televisione non c'era.
Presentava Nunzio Filogamo, un nome che ci suona familiare ma che chi ha meno di 45 anni non può ricordare.
"Cari amici vicini e lontani" era il suo incipit di ogni serata. Se ne è andato oggi, a 99 anni. Ci fermiamo un momento, e ci stringiamo in un sorriso commosso insieme ai big e ai giovani e a tutti quanti noi additiamo normalmente al pubblico ludibrio.
Una volta il festival si svolgeva proprio in questa settimana, a fine gennaio. Gli sarebbe toccato un applauso a scena aperta, come a Claudio Villa nel 1987. Invece no, se ne va in anticipo, in punta di piedi come in punta di piedi ha trascorso i suoi ultimi anni.

Dopo Fiordaliso, Reitano, Leali e la Bertè al Festival di Sanremo,
alcuni nomi coerenti per la Farnesina
LA ROSA DI PIPPO BAUDO
PER IL MINISTERO DEGLI ESTERI

Giulio
Andreotti

Arnaldo
Forlani

Mariotto
Segni

Claudio
Martelli

Gianni
Demichelis

Margherita
Boniver (*)
(*) NB. L'On. Boniver è DAVVERO sottosegretario agli esteri.
D'altra parte, anche Mino Reitano va al festival di Sanremo.
Prossimamente: sei nomi per i mondiali di calcio del 2002.

NON E' UNO SCHERZO: PORTATO A 20 L'ELENCO DEI BIG
MA IL FESTIVAL DI SANREMO TORNA INDIETRO DI 15 ANNI
NEL 2000 C'ERANO I SUBSONICA
L'ANNO SCORSO VINCEVA ELISA
QUEST'ANNO C'E' MINO REITANO
ATTENDIAMO IL TOTIP NEL 2003
Sanremo, 4 Gennaio 2002 - Avevamo ballato tutta la notte di Capodanno al suono della canzone di Elisa, la prima vincitrice del festival a memoria d'uomo che si sia ascoltata dalle radio commerciali come da quelle più underground. Una canzone del 2001. Forse LA canzone del 2001. La canzone che non solo vince il festival ma ci rimane dentro tatuata, ci accompagna, diventa parte del tempo che viviamo e parte di noi, la risentiremo tra dieci anni e ci rispiattellerà all'inizio del secolo, con i suoi odori, le sue sensazioni, le volte che l'abbiamo ballata, cantata, quando ci è passata dalla radio per sbaglio e per un attimo abbiamo sognato.

Non pensavamo che dopo tanti piccoli passi avanti (e mettiamoci dentro anche la vittoria della Piccola Orchestra Avion Travel nel 2000) si potesse arrivare a un Sanremo con Fausto Leali e Fiordaliso. Un'ottima carriera, grande rispetto, Non voglio mica la luna segnò un epoca, ma non entrano nella top 200 da almeno 10 anni. Chiedete a un ragazzino chi sia Fiordaliso e non lo sa.

Quando le agenzie hanno battuto l'elenco dei Big di Sanremo 2002 abbiamo stropicciato gli occhi, premuto più volte reload, pensato a un Millenium Bug.

Si sapeva di Loredana Bertè, che si è messa in società con gli ex mariti di Anna Oxa e che nei festival con Baudo direttore artistico c'era sempre stata, e con 20 chili in meno e 20 anni in più si presenta per vincere il festival.

Circolava il nome della cantante dance Alexia assoldata per ripetere l'operazione Elisa nonostante tra la qualità del curriculum dell'una e dell'altra ci sia un abisso.

Era filtrata anche l'indiscrezione su Fausto Leali, Fiordaliso e Mino Reitano, ma era come se il Trap avesse fatto la squadra per i mondiali portando Schillaci, Giannini e Tacconi. Era un po' troppo, non ci volevamo credere.

E invece no, tutti in fila, i 20 Big del 2002.

Due artisti che fanno lirica (Alessandro Safina è un tenore che assomiglia a George Clooney, Filippa Giordano è un soprano che ha un grande successo in america e un grande insuccesso in Italia), un gruppo che piace ai giovani (i Timoria), l'ex cantante del gruppo che piace ai giovani giusto per tenere alto il livello del gossip (Francesco Renga, ex cantante dei Timoria).

Dulcis in fondo, due band giovani che piacciono ai giovani (Lollipop e Gazosa, ma Pippo Baudo non è giovane dal 1964), due artisti solisti che piacciono ai giovani (Daniele Silvestri e Gianluca Grignani), due big non più giovani ma di gran calibro (Patty Pravo e Gino Paoli, che in fondo ha vinto il Festivalbar del 1991, appena 10 anni fa).

Meno dulcis ma altrettanto in fundo, Mino Reitano, forse rigalvanizzato dalla vittoria di Italia a "La notte vola". E' simpatico, ma anche Egidio Calloni, centravanti del Milan degli anni 70 non gioca più a calcio. Gli scrive il testo Pasquale Panella, già autore a Sanremo per Enzo Carella, Morandi-Cola, Mietta, e soprattutto successore di Mogol nelle liriche dell'ultimo Lucio Battisti. Baudo è un genio.

E a chi dice che è stato sempre così rispondiamo che 20 Anni fa al festival c'era Vasco Rossi (lanciato da Baudo sì, ma a Domenica in), mica Gino Latilla. C'era anche Zarrillo se è per questo, e c'è anche quest'anno, nessuno tema.

Beccatevi l'elenco, poi ne riparliamo. Se continua così quest'altr'anno tornano Cutugno, i Ricchi e Poveri e il Totip. Quasi quasi ci trasferiamo nel sud della Tunisia, a guardare passare i treni per Tozeur sentendoci la canzone di Elisa fino a che non ci passa.

Anche perchè questo festival è fatto per i 50/60enni che passano in autogrill o al centro commerciale e comprano UN MILIONE DI COPIE dei dischi di Celentano, senza stare tanto a sottilizzare su qualità o innovazione, che non scaricano i pezzi da Napster, non se li masterizzano. I ragazzini guardassero MTV.
  VENTI BIG PER IL FESTIVAL DEL 2002
ALEXIA
Dimmi cosa posso fare
LOREDANA BERTE'
Dimmi che mi ami
NINO D'ANGELO
Mari'
FIORDALISO
Accidenti a te
GAZOSA
Una strada che va
FILIPPA GIORDANO
Rimani
GIANLUCA GRIGNANI
Lacrime dalla luna
FAUSTO LEALI E LUISA CORNA
Ora che ho bisogno di te
LOLLIPOP
Batte forte
MATIA BAZAR
Messaggio d' amore
MARIELLA NAVA
Il cuore mio
GINO PAOLI
Un altro amore
PATTY PRAVO
L'immenso
MINO REITANO
La mia canzone
FRANCESCO RENGA
Tracce di te
ENRICO RUGGERI
Primavera Sarajevo
ALESSANDRO SAFINA
Del perduto amore
DANIELE SILVESTRI
Saliro'
TIMORIA
Casa mia
MICHELE ZARRILLO
Gli angeli.

  Leggere attentamente le avvertenze e le modalitÓ d'uso.
5 Dicembre 2001 - Le opinioni espresse e i commenti finora riportati, l'ironia, la satira e i personali giudizi sui partecipanti presenti, passati e futuri al Festival della Canzone Italiana di Sanremo pubblicati finora su festivaldisanremo.com sono di proprietÓ degli autori del sito e non possono in alcun modo essere collegati alla direzione artistica del Festival della Canzone Italiana di Sanremo, al Comune di Sanremo, alla RAI o a nessun altro soggetto ufficialmente collegato alla manifestazione. Per il sito ufficiale della manifestazione clicca qui.

  1 NOVEMBRE: SELEZIONATI I GIOVANI DEL FESTIVAL
NO, MARCO MORANDI PER FAVORE NO.
Sanremo, 1 Novembre 2001 - Ebbene sì, sono arrivati i sedici nomi sedici dei giovani di Sanremo 2002. La commissione artistica, quella con la scrittrice pulp Isabella Santacroce chiamata a farsi voce del verbo dei ggiovani, ha selezionato dodici canzoni dodici e dodici interpreti giovani dodici che si aggiungono alle quattro proposte uscite dall'Accademia di Sanremo, la Scuola Radio Elettra della musica leggera Italiana.

I nostri inviati sono sguinzagliati per la penisola per saperne qualcosa di più di Valentina Giovagnini o dei Dual Band. Segnalati positivamente per ora i GiulioDorme, sfortunati concorrenti di un Sanremo giovani 1997 quando insieme a loro vennero bocciati fin da Novembre anche Max Gazzè e Alex Britti, e promossi Annalisa Minetti, Alessandro Pitoni e Lisa. Sanremo Giovani, che quell'anno bocciò anche Daniele Vit, a cui pure è data una chance per il 2002, fu abolito come "pre-selezione" proprio quell'anno.

Reduci da un clamoroso insuccesso estivo sono invece i 78bit, la canzone del 2001 si chiamava Piangono i DJ e recitava "quando ti avvicinavi cambiava qualcosa dentro ai miei jeans". Aspettiamo anche i La Sintesi dell'etichetta indipendente Mescal (Subsonica, Modena City Ramblers, Soerba, Afterhours), che canteranno Ho mangiato la mia ragazza. Rappresenta la categoria dei Neomelodici Napoletani tale Gianni Fiorellino, chiamato a difendere il podio-turuturu di Francesco Boccia e Giada Caliendo. Dreadlocks e addirittura un fan club su Internet sono invece la dote di Simone Patrizi.

Su Marco Morandi e Giacomo Celentano ci piace sorvolare con tanta tanta dignità. Dice Baudo che portano due belle canzoni. Diciamo noi, orfani della giuria di qualità che tornerà pare a contare come il due di picche quando briscola è coppe, che un po' ci viene il magone. Ma poi ci ricordiamo che sparare sulla croce rossa sono sempre 50 punti.
  TRA QUESTI NOMI IL NUOVO BOCELLI O I NUOVI JALISSE
78BIT
Fotografia
ANDREA FEBO
All'Infinito
ANNA TATANGELO
Doppiamente Fragili
ARCHINUÈ
La marcia dei santi
BOTERO
Siamo treni
DANIELE VIT
Non finirà
DUAL BAND
Sarà la primavera
GIACOMO CELENTANO
You and me
GIANNI FIORELLINO
Ricomincerei
GIULIODORME
Odore
LA SINTESI
Ho mangiato la mia ragazza
MARCO MORANDI
Che ne so
OFFSIDE
Quando una ragazza c'è
PLASTICO
Fruscio
SIMONE PATRIZI
Se poi mi chiami
VALENTINA GIOVAGNINI
Il passo silenzioso della neve
in evidenza i quattro finalisti promossi dall'Accademia della Canzone Italiana di Sanremo


  31 LUGLIO: SANREMO, PIPPO BAUDO PER 2 ANNI
Poteva andare peggio? No.
Roma, 31 Luglio 2001 - No, non siamo contenti. Li ricordiamo, gli ultimi Sanremo di Pippo Baudo, quelli dal 1992 al 1996. Dove ad essere lanciati furono un tenore non vedente, una classica cantante soul e Laura Pausini. Quelli di Aleandro Baldi. Quelli che come saprei e giù il vuoto. Quelli di Raffaella Cavalli, Vito Marletta, Alessandro Mara, Mara, Domino. Quelli di Rossella Marcone, Danilo Amerio, Antonella Arancio e Lighea TRA I BIG. Quelli che tra i giovani buttano fuori i Bluvertigo nella preselezione di novembre, la mai rimpianta Sanremo Giovani e promuovono i Jalisse. Quelli che il pazzo si butta dalla balconata.

Quelli che sembra un bagno termale. Quelli con la bionda e la bruna, quelli con Cannelle e Milly Carlucci. Quelli che Gerardina Trovato è Joan Baez e Giorgio Faletti è Bertold Brecht.

L'ultimo quinquennio Baudiano ci ha regalato un Sanremo lontano anni luce dalla realtà, e via via sempre più laccato e fininvestizzato da non essere nemmeno trash. Eravamo negli anni '90. Quando a Sanremo non ci andavano i Subsonica ma Tony Blescia. E oggi è estate e per la prima volta la canzone che ha vinto il festival diventa colonna sonora della nostra vita, e passa dalle radio commerciali come dalle notti di Genova di RadioGap.

Nel mondo di MTV e VIVA, nel mondo della ripresa delle etichette indipendenti, nel mondo in cui la musica italiana diviene altro dal baudianesimo, nello stesso mondo in cui avevamo salutato come restaurazione l'approdo di Raffaella Carrà a Sanremo e il taglio del potere delle giurie, il ritorno di Baudo ci sembra una nuova botta mortale al festival, che o è musica di stagione o non è, o entra nella nostra vita o non esiste.

I giovani italiani dei programmi di Baudo, i giovani cantanti dei festival di Baudo, quelli che esistono solo nelle pubblicità della Ferrero. Mi vuoi tutta ciccia e brufoli?

Ma dai, non ci rattristiamo, che magari è il turno di Carmen Consoli che è anche di Catania...

Poi pensiamo a Panariello e ci scende di brutto.



ELISA TIENE IN VITA IL FESTIVAL DI SANREMO
Rastrella tutti i premi l'unica proposta che viene dal presente
1. Elisa
Luce (tramonti a nordest)
2. Giorgia
Di sole d'azzurro
3. Matia Bazar
Questa nostra grande storia d'amore
La Classifica Completa


Le giurie riabilitano i teenagers. Effetto Bravo Bravissimo e vittoria ai Gazosa. Battuto il cyborg Moses nel sovrapporsi delle classifiche. Turuturu rimonta e centra il podio.
1. Gazosa
Stai con me (forever)
2. Moses
Maggie
3. Francesco e Giada
Turuturu
La Classifica Completa


Gino Paoli riprende la battaglia di Festivaldisanremo.com
Si, quello che ha detto Gino Paoli ieri lo scriviamo su questo sito da un anno. Il voto canzone dopo canzone, la mancanza di un luogo dove trovarsi e decidere, il meccanismo del telecomando (o del voto sulla scheda da assegnare in cinque secondi), e soprattutto il peso eccessivo dato ai campioni demoscopici trasforma la giuria di qualità in una foglia di fico.
Avete mai visto, del resto, un festival del cinema con le giurie demoscopiche??
Leggi la storia...



Sanremo 1966

Tutte le storie della 51ª edizione
Perchè un sito su Sanremo? Perchè un altro sito su Sanremo? E soprattutto cosa ci spinge a sacrificare una settimana di fine stagione a vedere cinque giorni di marmellata televisiva sopportando finanche Raffaella Carrà? Signore e signori, tutto questo lo facciamo a tutela e salvaguardia delle nostre memorie future.

Ebbene sì, perchè le trentadue canzoni del festival rimarranno per sempre intrise nella nostra memoria, a restituirci la chimica di questa prossima primavera. Deformazione? Certamente. Ma se sentire riecheggiare - cito a caso - Eterna Malattia di Bertin Osborne ci riporta per un frangente nel 1983, o se l'attacco di un mediocrissimo Riccardo Fogli ci catapulta nel febbraio 1989 perchè non dovremmo dare a ogni festival l'occasione di entrare nella colonna sonora della nostra vita?

Direte scettici: me la scelgo io la colonna sonora della mia vita, vado all'emporio e compro Bach, e decido che è Bach la soundtrack della primavera del 2001, mica Sanremo. Sì, ma non funziona così. Sanremo è vario, come la vita. Sanremo è spesso scontato, a volte imprevedibile, come la vita, Sanremo a volte ti colpisce a volte ti lascia apatico, come la vita. Sanremo ha più voci, come la vita.

Con le canzoni di un festival puoi mettere parola per parola la glossa a quello che ti sta capitando. A starci attenti ogni edizione tocca l'universale. Se le culture anglosassoni trovano l'alfa e l'omega della condizione umana nell'opera di Shakespeare, se alle superiori ci spiegano che tutti i sensi della vita sono sistemati da qualche parte in Dante, Manzoni o Omero, da qui si dice che anche nel Festival di Sanremo - non prendeteci per pazzi - si manifesta il favoloso teatrino della vita. Anche in Gigi D'Alessio, sì. Anche nella canzone più scarsa c'è qualcosa di vero e di eterno. Qualcosa di vero e di eterno a cui può capitare di affidare un presente che sarà ricordo, una zoommata su un bel momento, un fiotto di adrenalina oppure una sfumatura di tristezza. Sanremo ci mette le canzoni, la vita ce la dobbiamo mettere noi.

Poi il tempo passa, le cose cambiano, si stravolgono o si consolidano, le canzoncine passano, ma poi all'improvviso da uno zapping radiofonico esce A casa di Luca di Silvia Salemi, e ti spiaccica nel 97.

Bella cosa, le canzoncine.

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