ELENCO DEI MINERALI RINVENUTI AL SOMMA-VESUVIO AGGIORNATO AL 1996 CON L'INDICAZIONE DELLA LORO GIACITURA
    (di Massimo Russo)

          Il Somma-Vesuvio è uno dei vulcani più noti e studiati al Mondo. L’interesse per questo vulcano si è sviluppato principalmente tra il Settecento e l’Ottocento quando l’eco delle frequenti eruzioni, giungendo in tutta Europa, stimolò moltissimi viaggiatori stranieri, impegnati nel "Grand Tour" italiano, a visitare Napoli ed il Vesuvio. Molti di questi visitatori erano "naturalisti" e raccolsero, durante le frequenti escursioni, numerosi esemplari di minerali e rocce per i loro studi.
         I primi a descrivere i minerali del Somma-Vesuvio, nel Settecento, furono essenzialmente studiosi stranieri: A.G.Werner, G.Thomson, J.C.Delametherie, solo per citarne alcuni. Da allora sono stati condotti numerosissimi lavori di interesse mineralogico: il Somma-Vesuvio, rappresenta, per estensione e per numero di specie mineralogiche rinvenute (circa 230 tra specie e varietà), una delle aree più ricche al Mondo. Il primo importante contributo alla mineralogia di questo vulcano fu dato da Teodoro Monticelli e Nicola Covelli, nel 1825, con il Prodromo della Mineralogia Vesuviana. Altrettanto importanti furono gli studi condotti da Arcangelo Scacchi. Tale autore pubblicò, fra il 1845 ed il 1888, quattro cataloghi di minerali, l'ultimo dei quali (Scacchi, 1888) corredato di abbondanti notizie cristallografiche. In questi lavori risultano predominanti gli studi dei minerali prodotti dalle esalazioni fumaroliche, anche se si possono esprimere riserve sulle metodologie analitiche adottate dall'Autore: lo Scacchi usava sciogliere in acqua le incrostazioni saline depositate alle fumarole, per poi studiarne i prodotti della cristallizzazione frazionata. Sebbene i minerali fumarolici fossero trainanti per le relazioni intercorrenti tra deposizione, stato termico ed attività vulcanica, agli studiosi non sfuggì anche l'importanza dei minerali delle lave e di quelli che si trovano nei blocchi di varia natura inglobati nelle piroclastiti (sanidiniti, metamorfosati, cumulitici). Così, nel 1910, si giunge all'opera fondamentale di Ferruccio Zambonini: la Mineralogia Vesuviana. Un lavoro praticamente unico nel suo genere, in cui l’Autore descrive tutti i minerali conosciuti al momento sul vulcano, indicando per ciascuna specie, oltre la composizione chimica, anche le caratteristiche chimico-fisiche, aspetto macroscopico e giaciturale; un opera completa e con una ricchissima bibliografia. Questo lavoro, nella sua seconda edizione del 1935, resa ancora più importante e completa, rispecchia anche i primi contributi dovuti al maggiore allievo dello Zambonini: Guido Carobbi, anche lui autore di numerose memorie dedicate prevalentemente allo studio di minerali delle fumarole, riprendendo così una tradizione risalente allo Scacchi. Per ultimo possiamo ricordare Antonio Parascandola che studiò i minerali dell'ultima eruzione del marzo 1944.
         Da allora, probabilmente anche a causa della cessata attività eruttiva del vulcano, è calato l’interesse verso la mineralogia, come dimostrano le poche note pubblicate al riguardo. Solo recentemente, dal 1980, e per merito soprattutto dei collezionisti del Gruppo Mineralogico Geologico Napoletano questo interesse è ripreso. L’intensa attività di ricerca sul campo, e la collaborazione con diversi centri di ricerca sia italiani che esteri, ha permesso il riconoscimento oltre che di paragenesi e giaciture fino al momento sconosciute per il Somma-Vesuvio, anche di nuovi minerali: circa una trentina di specie, alcune delle quali sono risultate essere nuove in assoluto (caratiiteºpiypite, potassio-fluor-richterite) e contribuito allo studio dell'euclorina, della quadridavyna e di molti altri.
         L'elenco che segue rappresenta i minerali che fino ad oggi sono stati rinvenuti su questo vulcano nelle varie giaciture; sono state, al momento, tralasciate quelle specie di cui si hanno incerte notizie (minerali citati su libri e di cui non si conosce la citazione originale) o che sono stati ottenuti solamente per ricristallizzazione artificiale da miscugli salini, come si usava fare fino agli inizi del secolo; ancora, sono stati volutamente tralasciati i riferimenti bibliografici per evitare una lunghissima lista di lavori [a tal proposito si vedano i precedenti numeri del Notiziario del GMGN n.1÷30 (1980-1993) e di GMGN Notizie n.1 (1996)]. Ovviamente tutti i minerali citati saranno ampiamente descritti, e possibilmente illustrati, in una nuova Mineralogia Vesuviana che si sta cercando di realizzare.
         Sempre nell'elenco in questione, i minerali sono stati raggruppati in cinque gruppi principali, semplificando al massimo la schematizzazione. Nel primo gruppo (L) sono inseriti i minerali rinvenuti nelle piroclastiti, colate e proietti lavici; nel secondo (F) sono inseriti quelli rinvenuti alle fumarole; nel terzo (C) quelli rinvenuti nelle cumuliti; nel quarto (M) quelli rinvenuti nei blocchi carbonatici più o meno metamorfosati e per ultimo (S) quelli delle sanidiniti.

    Elenco Minerali