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il tarocco ed altre carte antiche
· pagina VII ·

IL TAROCCO DI MARSIGLIA

2ª parte

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pagina I
tarocchi
classici
pagina II
tarocchi
regionali
pagina III
l'ordinamento
dei trionfi
pagina IV
moderni &
di fantasia
pagina V
ilMulûk
wa-Nuwwâb
pagina VI
i tarocchi
dei Visconti
pagina VIII
il Tarot
de Paris
pagina IX
il tarocco
di Viéville
pagina X
le
Minchiate
pagina XI
il tarocchino
di Mitelli
pagina XII
il tarocco
di Mantegna
pagina XIII
il
Hofämsterspiel
pagina XIV
il mazzo di
Jost Amman

molte delle carte mostrate in questa pagina appartengono ai mazzi della metà del '700 stampati da
Nicolas Conver a Marsiglia, e da Ignaz Krebs a Friburgo, indicati NC e IK,
mentre le fedeli ristampe sono rispettivamente a cura de Lo Scarabeo (Italia) e di Piatnik (Austria)




Tutti i soggetti del tarocco di Marsiglia corrispondono di fatto a quelli del mazzo Pierpont-Morgan Visconti (cfr. I TAROCCHI DEI VISCONTI), con illustrazioni semplificate a causa dell'inevitabile cambio di tecnica, da miniature dipinte a mano a stampe xilografiche, in alcune edizioni incise in maniera un po' grossolana, e poi colorate a mascherina.
Nonostante tutto, molte delle allegorie sono assolutamente simili, e anche l'ordinamento dei 22 trionfi era molto probabilmente lo stesso dei tarocchi antichi, ma solo nello stile marsigliese la progressione è certa, grazie ai numeri romani che compaiono su ogni carta.

Però due soggetti ricevettero un'interpretazione diversa: il Vecchio (o il Tempo) divenne l'Eremita, mentre la Saetta si tramutò in la Casa di Dio (nella versione italiana è la Torre).

Il personaggio del nono trionfo è una figura maschile stante, di età matura (come suggerito dalla barba e a volte dai capelli bianchi), che indossa una palandrana.

(a sinistra) il Vecchio o il Tempo (Pierpont-Morgan Visconti),
(al centro e a destra) l'Eremita dello stile marsigliese (NC e IK)
Fu visto come un eremita, e gli venne posta in mano una lampada, che sorregge dall'alto, una corruzione grafica oppure un'evoluzione della vecchia clessidra (sorretta dal basso), simbolo del tempo. Con l'altra mano tiene un bastone, non molto dissimile da quello delle rappresentazioni più antiche.
In alcune edizioni la palandrana ha l'aspetto di un saio da monaco, molto semplice, di color marrone, con un cappuccio; tale particolare fu mantenuto dallo stile noto come tarocco di Besançon, o svizzero (cfr. pagina II).

Questa interpretazione non fu esclusiva dello stile di Marsiglia: fra i non molti esempi di tarocchi ferraresi (cioè il gruppo orientale, o gruppo B di Dummett) vi è un foglio non tagliato databile attorno al 1500, con una stampa xilografica di alcuni trionfi; uno di essi (a destra nell'illustrazione) è l'Eremita, che regge una lampada come nello stile francese. Ma in altri tarocchi dell'Italia nord-orientale lo stesso personaggio continuò a reggere una clessidra, una prova che la lampada fu un vero cambiamento, occorso verso il volgere del XVI secolo.
Il numero progressivo XI, che si legge sulla carta xilografata, si deve ad un diverso ordinamento dei trionfi nel tarocco di Ferrara, cfr. pagina III, ma poiché il nome del personaggio non è specificato, sarebbe difficile stabilire se per gli antichi giocatori questo soggetto fosse un "eremita" o un "vecchio".
 
una coppia di Eremiti da tarocchi ferraresi:
tarocco di Alessandro Sforza (1470-80), con clessidra
e la stampa xilografica (1500 c.ca), con lampada

 
la Saetta nel tarocco di Carlo VI
la Casa di Dio (la Torre) di NC
La Casa di Dio, cioè la Torre, raffigura un fulmine che si abbatte dall'angolo in alto a destra, spezzando un'alta torre e provocando la caduta a terra di due anonimi personaggi. Questa illustrazione è compatibile col frammento superstite del foglio Cary. Per spiegare questa rappresentazione, originariamente chiamata la Saetta, è stato proposto un legame con la mitica torre di Babilonia.
In ogni caso, il significato originale del soggetto rimane sostanzialmente immutato, cioè un monito o una punizione che dal cielo colpisce l'uomo per il suo orgoglio.
Si può facilmente comprendere questa transizione dal vecchio al nuovo soggetto esaminando la rispettiva illustrazione del Tarocco di Carlo VI, in cui una torre squadrata viene effettivamente colpita da una folgore.


Nel dodicesimo trionfo, l'Appeso, si vede l'evoluzione linguistica del vecchio nome di questo soggetto. Nello stile di Marsiglia il suo aspetto è simile a quello di altri tarocchi più antichi, cioè un giovane uomo legato per un piede a una struttura rettangolare, ma in passato il titolo originale del trionfo era il Traditore.

NC - l'Appeso
In alcune zone, traditori e debitori venivano appesi per una gamba, in una posizione certamente scomoda, del tutto analogo a quanto si vede in questa carta: il giovanotto appeso al patibolo potrebbe infatti trattarsi dello stesso traditore, sebbene è probabile che i giocatori francesi l'abbiano ribattezzato l'Appeso perché questa forma di punizione era sconosciuta in Francia.
Infatti la strana posizione del personaggio fu motivo anche di qualche problema nell'orientare l'illustrazione in modo opportuno, dato che in alcune edizioni il numero XII appare invertito, cioè IIX, come se la carta dovesse essere tenuta capovolta. Ciò era frequente soprattutto nella Francia settentrionale e in Belgio (vedi 3ª parte).

NC - il Diavolo

Il trionfo numero XV, il Diavolo, è un'altro dei soggetti mancanti nei tarocchi milanesi del XV secolo a noi noti. Tuttavia, essendo presente nei tarocchi antichi degli altri due gruppi, possiamo ragionveolmente ritenere che fosse una carta comune a tutti i tarocchi già prima che fosse creato lo stile marsigliese. Quest'ultimo ci presenta un demone alato e cornuto con mammelle femminili, e una seconda faccia sull'addome, a simbolizzare i bassi istinti, l'appetito per le cose materiali. Tale creatura è ritratta dal davanti, in piedi su una predella a cui altri due esseri cornuti più piccoli sono legati o incatenati. Questo modo di rappresentare il Diavolo è caratteristico di molte varietà appartenenti al gruppo C, ma è anche uno dei pochi dettagli non coincidenti con quelli del foglio Cary, in cui il demone è visto di lato, nell'atto di raccogliere un corpo umano con un forcone, mentre altri sono già finiti nel suo paniere.

il Diavolo, frammento
dal foglio Cary

I tre soggetti astronomici, la Stella, la Luna e il Sole, hanno tutti alcune caratteristiche distintive nella metà inferiore della carta, con un aspetto assai simile a quanto si vede nel foglio Cary. Nel primo, una donna discinta si inginocchia per versare nel fiume il contenuto di due recipienti. Il secondo ha due cani sulle rive di un lago, la cui parte centrale è occupata da un gambero o un'aragosta, mentre una luna a falce con tanto di faccia risplende dall'alto i suoi raggi a forma di goccia. Un paragone col soggetto del foglio Cary lo si può vedere nella 1ª parte. Il gambero potrebbe essere la corruzione grafica di un granchio, con riferimento alla costellazione zodiacale del Cancro. Nel terzo soggetto sono raffigurati due bambini seminudi, forse gemelli o fratelli , sotto i raggi del sole che nuovamente scendono in forma di goccia.

L'ultima carta della serie, il Mondo, mutò aspetto abbastanza radicalmente. La tradizionale allegoria di questo trionfo era una città ideale, inscritta in un circolo e presidiata da personaggi divini, quali un arcangelo oppure dei cherubini; nello stile di Marsiglia ciò venne rimpiazzato da una figura femminile con in mano un corto bastone, posta al centro di una ghirlanda a forma di mandorla, mentre gli angoli vengono occupati dai simboli dei quattro evangelisti: l'angelo di Matteo, l'aquila di Giovanni, il toro di Luca e il leone di Marco, uno schema anche noto come Tetramorfo.
  
NC - la Stella, la Luna e il Sole
 
il Mondo, dal tardo '400 (tarocco Cary-Yale
Visconti, a sin.) allo stile marsigliese (NC)
Qualche altro trionfo del tarocco di Marsiglia sviluppò particolari curiosi, sebbene il soggetto di tali carte in realtà non mutò.
Per esempio, ne gli Amanti (una volta denominati l'Amore) una terza persona di età più matura è a fianco della coppia, con l'apparente scopo di ufficializzare o benedire la loro unione, mentre Cupido assiste alla scena dall'alto.

Da la Ruota della Fortuna scomparve uno dei personaggi originali, cioè quello situato sotto il meccanismo, il quale a seconda delle edizioni si regge carponi (come nel tarocco Pierpont-Morgan Visconti), oppure si aggrappa alla ruota (come nel frammento del foglio Cary, o nel Tarot de Paris).

NC - gli Amanti
Inoltre, i personaggi superstiti sono raffigurati come animali, per sottolineare la natura imperfetta dell'uomo attraverso gli alti e bassi del proprio destino: quello che sale è un asino, quello che scende è probabilmente un cane, mentre un leone con la corona siede nella parte superiore, reggendo una spada. La figura originale di donna bendata che nell'anzidetto tarocco Visconti si trova al centro della ruota, un'allegoria della fortuna, venne abbandonata.

la Ruota del foglio Cary

Stranamente, nel quattordicesimo trionfo la figura feminile de la Temperanza sviluppò un paio d'ali, ma mantenne la sua posizione stante, mentre travasa acqua da una brocca all'altra. Nessun'altra delle due rimanenti virtù cardinali, la Forza e la Giustizia, vennero provviste di ali come la prima (cfr. anche il tarocco di Viéville nella 3ª parte).


NC - la Ruota
della Fortuna

Le carte dei semi sono un'ulteriore conferma della relazione esistente fra lo stile marsigliese e i più antichi tarocchi milanesi.

asso di Coppe del tarocco Cary-Yale Visconti tarot (a sin.)
e del tarocco di Marsiglia (NC e IK)
Il particolare più evidente è il famoso asso di Coppe, il cui aspetto rimase praticamente identico a quello del mazzo Cary-Yale Visconti (metà del XIV secolo).
Al contrario, sugli assi di Bastoni e Spade comparve una mano che afferra con fermezza il segno del seme, un elemento decorativo aggiuntivo che in precedenza non si era mai visto.
Anche l'uso di Spade ricurve e Bastoni diritti si collega agli stili italiani settentrionali, sebbene sia un particolare meno specifico, essendo questa la forma dei due semi anzidetti nei tarocchi di tutti e tre i gruppi.
Piccoli indici in numeri romani vennero adottati nelle carte non figurate di Bastoni e Spade, situati su entrambi i lati dell'illustrazione, col probabile doppio scopo di fornire un aiuto ai primi giocatori francesi nel leggere il valore della carta, non essendo avvezzi a tali complicate distribuzioni dei segni, ma di anche agire come moderni indici, cioè consentire un agevole riconoscimento delle carte quando tenute in mano a ventaglio, o semplicemente sovrapposte.
Infine, fra i particolari tipici del tarocco di Marsiglia vi è lo stemma della famiglia reale francese (in seguito adottata dal distretto amministrativo Ile de France), che raffigura tre gigli e si trova sul 4 di Denari, e che in alcune edizioni si ripete anche su altri soggetti.
  
NC - 4 di Denari, asso di Spade e 10 di Bastoni



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1ª PARTE
IL TAROCCO DI MARSIGLIA:
ORIGINI E SVILUPPI
3ª PARTE
CONSIDERAZIONI SU ALCUNI
SOGGETTI FRAMMENTARI DEL FOGLIO CARY

ulteriori riferimenti al tarocco si possono trovare nel sito The Hermitage di Tom Tadfor Little




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