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il tarocco ed altre carte antiche
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I TAROCCHI FERRARESI
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tarocchi
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l'ordinamento
dei trionfi
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moderni &
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il Mulûk
wa-Nuwwâb
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i tarocchi
dei Visconti
pagina VIII
il tarocco
di Marsiglia
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il Tarot
de Paris
pagina X
il tarocco
di Viéville
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le
Minchiate
pagina XII
il tarocchino
di Mitelli
pagina XIII
il tarocco
di Mantegna
pagina XIV
il
Hofjagdspiel
pagina XV
il
Hofämsterspiel
pagina XVI
il mazzo di
Jost Amman
pagina XVII
il mazzo moresco
Italia 2


· 4ª parte ·

NOTA
in questa pagina gli esemplari tratti dai fogli Dick vengono mostrati più grandi degli altri
in quanto essendo la qualità delle loro illustrazioni meno buona di quelle dei tarocchi miniati
diversi dettagli si possono apprezzare solo ad un certo ingrandimento



I TRIONFI   (segue)
I soggetti cosmologici, cioè la Stella, la Luna e il Sole, costituiscono una miniserie di tre carte, condividendo la stessa composizione grafica. Lo sfondo del soggetto è diviso in tre parti, ovvero settori: quello superiore è il cielo, sopra l'orizzonte (curiosamente ricurvo, come se visto attraverso un obiettivo fotografico grandangolare), mostrando il corpo celeste a cui il trionfo è dedicato, mentre la porzione inferiore è il terreno, con erba e fiori. I personaggi allegorici sono in primo piano, e coprono parzialmente tanto la parte inferiore che quella centrale. Nelle carte del CVI, che sono quelle col miglior stato di conservazione, i tre settori sono molto ben scanditi dai rispettivi colori diversi: il cielo è dipinto con tonalità d'azzurro, l'erba è verde con dei fiorellini, è la parte centrale è dorata (foglia d'oro), con un motivo a punzone. I colori delle carte del EE appaiono oggi assai più spenti di quanto fossero nei loro giorni migliori, ma sostanzialmente sono gli stessi del CVI.
CVI ~ la Luna e il Sole
EE ~ la Stella, la Luna e il Sole
Nel CVI e nel EE, mentre i personaggi dei primi due soggetti sono astronomi, che scrutano e studiano il cielo coi loro compassi, la scelta dell'allegoria per la terza carta, il Sole, è sorprendentemente differente, e sembra non avere alcuna relazione col soggetto principale. Nel EE troviamo il filosofo Diogene che, secondo la tradizione, viveva in una botte; invece la stessa carta del CVI raffigura una donna in piedi che regge un lungo fuso.

A parte il CVI, l'icona della donna col fuso fu usata anche nel nord della Francia (cfr. il Tarocco di Jacques Viéville, pagina IX, 2ª parte), dove decorava la carta de la Luna.
I fogli Dick ci offrono una terza versione diversa del trionfo numero XVIII: un enorme sole splendente la cui faccia guarda verso il basso, e i cui raggi lunghissimi splendono sui campi, dove crescono degli alberi. Nononstante l'assenza di una figura umana, tra i tre modi anzidetti di rappresentare il Sole, quest'ultimo è quello più prossimo all'iconografia dei tarocchi del gruppo C.

A Ferrara il Giudizio aveva un aspetto comune a quello dei tarocchi del gruppo C, mostrando la ben nota immagine della resurrezione dei morti. Un particolare interessante della versione offerta dal CVI è la presenza di un doppio angelo che suona la tromba (ciò ricorda il doppio Cupido de l'Amore); anche il numero dei personaggi resuscitati, sette, è assai maggiore che in molte altre versioni.

fogli Dick ~ il Sole e il Giudizio
Nei fogli Dick invece, secondo un'impostazione più rustica di questo tarocco, i defunti sono raffigurati come dei piccoli e piuttosto buffi scheletri, risvegliati dalla tromba di un unico grande angelo.

CVI ~ il Giudizio e la Giustizia
Anche la Giustizia segue un'iconografia molto tradizionale: questa virtù viene mostrata come una figura femminile con una bilancia in una mano e una spada nell'altra. Nella carta del CVI, dietro la sua testa si vede la stessa aureola scura di forma poligonale presente nelle due altre virtù, la Temperanza e la Fortezza. La posizione molto alta di questo trionfo, che viene incluso tra i soggetti sovrumani, sembra alludere ad una concezione della Giustizia assai più alta della semplice amministrazione legale; a tale riguardo, però, non bisogna dimenticare che i tarocchi miniati erano destinati proprio a quei pochi che avevano in mano il potere giudiziario, spesso esercitato in modo dispotico o capriccioso. Dunque, la chiave di lettura di questo soggetto, ammesso che tale interpretazione sia corretta, avrebbe dovuto rimanere piuttosto velata, per non sembrare una critica verso lo stesso proprietario del mazzo.


fogli Dick ~ la Giustizia e il Mondo
L'ultimo soggetto numerato della serie, il Mondo, si basa su un'interpretazione comune che nel XV secolo era condivisa dai tarocchi di tutti e tre i gruppi.

il Mondo dal AS e dal CVI

Inscritta in un cerchio, come vista attraverso una sfera di cristallo, una città ideale è sostenuta da un angelo (fogli Dick), oppure su di essa si erge una figura femminile (tarocchi miniati AS, CVI) o un cherubino (EE). Nel AS e nel CVI l'atteggiamento del personaggio è così simile - si noti l'identica postura dell'intero corpo - che l'ipotesi dell'ispirazione ad un modello comune appare molto verosimile. È anche possibile che la carta del CVI si sia ispirata a quella del AS, se non fu direttamente copiata da essa, essendo quello di Alessandro Sforza il più antico tarocco del gruppo. Anche in precedenza era stata descritta una simile analogia tra questi due tarocchi, a proposito del trionfo il Vecchio.
Nella veduta rotonda nel AS, invece, sembrano esservi più montagne e rocce che nelle altre due. Pesaro, la città di cui era signore Alessandro Sforza, è in effetti situata in un'area più montagnosa dei dintorni di Ferrara; le vedute raffigurate nella carta de il Mondo potrebbero riflettere le differenti caratteristiche orografiche dei luoghi dove gli stessi tarocchi furono dipinti.

EE ~ il Mondo


dalla sinistra: particolare de il Mondo dal AS, dal CVI e dal EE

Un fatto interessante è che un'iconografia de il Mondo del tutto analoga si trova anche negli antichi tarocchi del gruppo C (particolarmente quelli viscontei); ma all'inizio del XVI secolo tale interpretazione venne rimpiazzata dalla figura femminile inscritta in una mandorla coi simboli dei quattro evangelisti agli angoli, tipica del Tarocco di Marsiglia.
A Bologna invece questo soggetto prese le sembianze di un piccolo Mercurio in piedi su un cerchio diviso in quarti, cioè una traccia dell'originaria "città" (cfr. pagina II).

Il Matto è un soggetto la cui interpretazione è largamente condivisa dai tarocchi di tutti e tre i gruppi. Nel CVI si presenta come un adulto dai modi infantili (gioca coi grossi grani di una specie di rosario), con un sorriso ebete sul volto, mentre nel EE appare del tutto ignaro di ciò che accade attorno a sé. Due particolari comuni, forse caratteristici dei tarocchi del gruppo B, sono il berretto indossato dal personaggio, con orecchie d'asino, e i bambini, o giovani paggi, che si burlano di lui. Nel CVI essi raccolgono sassi per poi lanciarglieli, mentre nel EE gli stessi giocano coi suoi genitali esposti (il personaggio non ha indosso altro che il berretto).
il Matto dal CVI e dal EE
In entrambi i casi i bambini sono vestiti elegantemente, come a voler sottolineare la nudità del matto (nel CVI non è del tutto discinto, ma indossa delle semplici mutande).
Il Matto è infatti l'uomo privato del suo stato sociale (e per questo fatto oggetto di scherno), denudato dalle sovrastrutture che gli conferiscono un determinato rango fra i suoi simili (quali denaro, abiti, potere, nobiltà, ecc.); ma in tale primitiva condizione la sua mente è libera di vagare, priva di vincoli.
particolare del viso de il Matto

CVI ~ bambini raccolgono sassi ne il Matto
Ciò può essere letto in chiave metaforica come un'esaltazione della ricerca di verità e di bontà che nell'uomo è innata, secondo il movimento culturale umanistico (il cui sviluppo in Italia nella seconda metà del '300 esercitò una notevole spinta ispiratrice sul tarocco). Tale dottrina esaltava la natura dell'individuo come qualcosa di unico, al punto da considerare l'uomo la misura stessa di tutto ciò che in natura esiste. Ciò spiega perché nei giochi di carte praticati coi tarocchi a il Matto viene data solitamente una doppia lettura: usato da solo non ha alcun valore (riflettendo l'interpretazione materialistica di questa allegoria, in termini di status sociale), ma nella sfida contro un altro trionfo il suo enorme potere lo fa prevalere su qualsiasi altro soggetto, compreso il Mondo (cioè l'uomo visto come centro dell'Universo).




LE CARTE DEI SEMI
Le carte dei semi che sono pervenute dai quattro tarocchi miniati sono piuttosto poche, ma sufficienti per affermare che la struttura del mazzo era analoga a quella di altri tarocchi conosciuti, cioè valori numerali dall'1 al 10, e quattro figure rappresentate da un fante, un cavallo, una regina ed un re.
Le carte dei semi ricordano quelle del tarocco Pierpont-Morgan Visconti, ovvero con uno sfondo bianco ornato da un motivo floreale.
Anche la forma dei segni di Spade e di Denari corrisponde a quella del suddetto tarocco, compreso il motivo generico che compare sulle monete, non basato su quelle realmente in corso.
fante di Coppe e re di Spade dal AS,
le uniche figure rimaste di questo tarocco

la forma delle Coppe
nei tarocchi ferraresi
Invece i Bastoni hanno la forma di mazze da cerimonia dal profilo rastremato, cioè con un manico sottile ed una testa più grossa. Anche le Coppe differiscono da quelle dei tarocchi viscontei in quanto la parte superiore è meno globosa, e i nodi lungo il fusto o impugnatura del calice, sono due, a differenza delle Coppe nei tarocchi dei Visconti che ne hanno solo uno.
Sfortunatamente è rimasto un unico asso, quello di Coppe del AS. . Un altro asso, di Spade, è una di quattro carte sfuse conservate al Museo Correr di Venezia; sono assai simili a quelle del AS, chiaramente provenendo da un quinto tarocco miniato i cui rimanenti soggetti sono andati perduti. Questo asso si presenta come una spada dritta, orientata verso l'alto, la cui lama interseca una corona, analogamente a quanto si può ancora trovare nelle carte regionali Bergamasche e Bresciane.

EE ~ fante e cavallo di Bastoni, cavallo di Spade, regina di Coppe e re di Denari

Le figure furono realizzate seguendo la stessa tecnica utilizzata per i trionfi, cioè una foglia d'oro punzonata per la metà superiore dello sfondo e per alcuni particolari, mentre il resto dell'illustrazione veniva dipinta a tempera.

Andando alla ricerca di particolari curiosi tra le figure rimaste, il cavallo di Spade del EE (qui sopra, al centro) passa col proprio destriero sul corpo di un nemico ucciso. Ma ancora più interessanti sono forse le carte dei semi del RS, il cui numero è di molto superiore ai soggetti superstiti degli altri tre mazzi.
Tutte le figure del suddetto Tarocco di Rothschild sono contraddistinte da un particolare dettaglio appena sopra la testa del personaggio: un arco decorato di foggia tipicamente tardo-medievale, presente solo nel RS fra i tarocchi miniati, ma che troviamo anche nei fogli Dick (solo sulla testa di re e regine e, tra i trionfi, su quella delle tre virtù) e nei fogli Rosenwald (in alcuni dei trionfi), come già detto nella 3ª parte. La sua funzione è puramente decorativa.

CVI ~ il fante di Spade,
l'unica figura superstite
È stato anche già detto che due tra i maggiori esperti nella storia dei tarocchi, S.Kaplan e M.Dummett, sono in disaccordo circa l'interpretazione di due soggetti del RS (qui a sinistra): quelli che agli occhi di Kaplan appaiono come l'Imperatore e il re di Denari, secondo Dummett sarebbero rispettivamente il re di Denari e il fante dello stesso seme.
RS ~ fante e re di Denari,
o re di Denari e l'Imperatore?
La presenza del suddetto arco sulle teste di entrambi i personaggi è in favore della seconda ipotesi; anche se in tal caso il fante avrebbe l'aspetto di un uomo di mezza età, dalla barba già brizzolata, non sarebbe un caso unico: infatti se ne trova uno simile nel mazzo cosiddetto Italia 2 (dal suo numero di catalogo nel Museo Fournier di Alava, in Spagna), uno stile arcaico a semi latini di ispirazione moresca, sicuramente più antico del RS di vari decenni, che documenta l'esistenza di fanti barbuti ai primordi della storia delle carte da gioco occidentali.

Tra le figure del Tarocco Rothschild, soggetti interessanti sono anche i fanti e i cavalli di ciascun seme. A differenza dei personaggi di altri mazzi, il cui atteggiamento statico e formale sembra essere quasi quello di un modello che posi per il pittore, le due figure minori del RS hanno un aspetto molto più vivace, riprodotte in atteggiamenti inusuali, come se il dinamismo della loro azione fosse stato catturato da una macchina fotografica. Particolarmente curiosa è l'unica carta superstite del RS non in possesso del Museo del Louvre di Parigi, cioè il cavallo di Spade (in basso, il primo da destra), nella quale il cavaliere si piega completamente in avanti, sollevando lo scudo, al punto che la testa e una parte delle spalle non sono visibili.

altre figure dal RS: fante, cavallo e regina di Bastoni, e cavallo di Spade

Un ulteriore particolare degno di nota nel RS è rappresentato dagli scudi: ne hanno uno il cavallo di Spade nonché la regina e il re di Bastoni. Non recano alcuna impresa araldica, come avviene in altri tarocchi miniati, in quanto la loro superficie è costituita da settori poligonali in rilievo, non molto diversi da quelli di un guscio di tartaruga. Quello del cavallo di Spade ha una depressione al centro, che ne divide la superficie in due metà. Questa particolare conformazione, ed anche la posizione in cui viene tenuto, ricordano entrambi lo scudo che ha in mano il cavaliere moresco nel cavallo di Spade dell'anzidetto mazzo Italia 2.



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ulteriori riferimenti al tarocco si possono trovare nei siti Trionfi e The Hermitage



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