Conciliare scienza e spiritualità: un ponte che si chiama Uomo

Tratto dal libro "Con te o senza di te" di Osho
(...) Per come la vedo io, nel mondo esistono solo due tipi di mentalità: la greca e l'hindu. La passione della mentalità greca è il sapere, quella della mentalità indiana è l'essere. La passione indiana non riguarda tanto il sapere, quanto l'essere. Sat, l'essere, è la vera ricerca: chi sono io? Il fine non è arrivare a sapere "chi sono io" da un punto di vista logico, ma immergersi nella propria esistenza in modo che sia possibile assaporarla, "esserla"; infatti, in realtà non esiste altro modo per conoscere. Se chiedi agli hindu, ti risponderanno che non esiste altra forma di conoscenza che "essere"(...).
La mentalità greca ha prodotto la scienza, con tutti i suoi sviluppi. La scienza moderna è una conseguenza della mentalità greca: insiste sull'essere privi di passione, sul restare all'esterno, sull'osservare senza pregiudizi. Sii oggettivo e impersonale: questi sono i requisiti fondamentali se vuoi essere uno scienziato. Sii impersonale, non permettere alle tue emozioni di colorare alcunché; sii spassionato, come se non avessi interesse in alcuna ipotesi. Osserva semplicemente la realtà senza farti coinvolgere, restane al di fuori. Non partecipare. Questa è la passione greca: una ricerca spassionata del sapere. E' stata utile, ma solo in una direzione: quella della materia. Per questa via non potrai mai arrivare a conoscere la mente o la consapevolezza, ma solo la materia; puoi conoscere ciò che sta all'esterno, mai ciò che sta all'interno. Infatti, con ciò che è interiore hai già un coinvolgimento. Non c'è modo di strane al di fuori, perché ci sei già dentro. L'interiorità sei tu: come puoi uscirne? Io posso osservare spassionatamente una pietra, una roccia, un fiume, perché sono separato, ma come posso osservare me stesso in modo spassionato? Sono coinvolto in ciò che osservo, non posso starne al di fuori. Non posso ridurmi a un oggetto, resterò comunque il soggetto; qualunque cosa faccia, resterò colui che conosce, non il conosciuto.
(...) La mentalità hindu si è avvicinata sempre di più all'essere; per questo non è diventata scientifica; è diventata religiosa, ma non scientifica; è diventata estroversa, ma ha levato ogni ormeggio dal mondo esteriore. La mentalità hindu è diventata ricchissima interiormente, ma poverissima esteriormente.
Ebbene, è necessaria una grande sintesi tra la mentalità hindu e quella greca. Per la Terra questa può rivelarsi una grandissima benedizione. Finora è stato impossibile, ma oggi esistono le condizioni fondamentali, e una sintesi è possibile. L'Oriente e l'Occidente si stanno incontrando, in modo molto sottile. Gli orientali vanno in Occidente per imparare la scienza, per diventare scienziati, e i ricercatori occidentali vanno in Oriente per imparare cos'è la religione. In futuro, l'Oriente non sarà più Oriente e l'Occidente non sarà più Occidente. La Terra diventerà un villaggio globale: un piccolo luogo in cui ogni distinzione sarà scomparsa. Allora, per la prima volta, nascerà una grande sintesi, la più grande mai esistita: essa non penserà per estremi, non dirà che se vai all'esterno, se cerchi il sapere, perderai le radici nell'essere; oppure, se cerchi nell'essere, perderai le tue radici nel mondo, nel regno della scienza. Le due cose possono coesistere, e ogni volta che ciò accade, l'uomo ha entrambe le ali per volare nei cieli più elevati, altrimenti, hai un'ala sola.
(...) Una persona può usare la mente quando lavora con la materia; in quel caso, la logica è un ottimo strumento. Ma la stesa persona può mettere la mente da parte quando entra nella sua stanza di meditazione, e passare alla non mente. Infatti, tu non sei la mente: essa è solo uno strumento come la mano, come le gambe. Se voglio camminare, uso le gambe; se non voglio camminare, non le uso. Allo stesso modo, se stai cercando di conoscere la materia, puoi usare logicamente la mente; è giustissimo, in quel caso va bene. Ma quando vai dentro di te, metti la mente da parte. Adesso le gambe non sono necessarie, la mente è inutile. Ora hai bisogno di un profondo, silente stato di non-pensiero.
Entrambe queste cose possono accadere nella stessa persona; e quando dico questo, lo affermo per mia esperienza personale. Io faccio entrambe le cose: quando è necessario, posso diventare logico come qualsiasi greco; quando non lo è, posso diventare assurdo e illogico come qualsiasi hindu. Quindi, se dico questo, lo intendo davvero: non è un'ipotesi. E' la mia esperienza.
