I Lavoratori delle TLC a Genova contro "i padroni del mondo"
I danni provocati dalla globalizzazione sono enormi, riguardano i posti di lavoro, le condizioni di studio, la salute e l’ambiente. Per anni ci hanno presentato la "globalizzazione" come un nuovo ordine mondiale in cui il sistema si sarebbe sviluppato armoniosamente risolvendo gradualmente tutte le contraddizioni. La realtà è esattamente opposta. Crescono le disuguaglianze: nel 1960 il 20% più ricco della popolazione mondiale disponeva di un reddito trenta volte più grande di quello del 20% più povero. Oggi la differenza è di 82 volte, e aumenta la povertà: su 6 miliardi di abitanti della terra, i bisognosi sono 5 miliardi. Una ristretta cupola economica di 37mila imprese controlla l’intero mercato mondiale. Le multinazionali, tra cui molte società di telecomunicazioni, determinano con le proprie scelte, dettate solo dalla logica del profitto, il futuro della società.
Le lavoratrici e i lavoratori delle di telecomunicazioni stanno vivendo sulla propria pelle gli effetti di questi processi:
Contratti - Forte peggioramento dei contratti di lavoro e tagli ai salari;
Riorganizzazioni - Esternalizzazioni, appalti e subappalti, trasferimenti e licenziamenti più o meno "ammortizzati";
Condizioni di lavoro - Estensione del modello "call-center": turni sempre più ampi che cambiano continuamente, controlli a distanza, limitazione di ferie e permessi, ritmi di lavoro esasperati, contratti precari (interinali, a tempo determinato, formazione lavoro, collaborazioni coordinate e continuative);
Servizi - La liberalizzazione produce il peggioramento dei servizi di telecomunicazione di base, aumento dei costi, forte tagli all’occupazione sia nelle aziende d’appalto che di gestione delle TLC.
Perciò come lavoratori delle TLC dobbiamo essere in prima fila contro le politiche di globalizzazione-liberalizzazione.
Si sta sempre più diffondendo la consapevolezza delle ingiustizie provocate dalle politiche economiche e sociali imposte dai paesi ricchi e dalle multinazionali al mondo intero attraverso organismi sovranazionali (FMI/BM, WTO, G8, UE, OCSE, ecc.) e concretizzate dai singoli governi. Un nuovo movimento è in marcia contro questo "ordine mondiale": i lavoratori in tutto il mondo stanno riprendendo l’iniziativa riponendo la centralità delle questioni del lavoro. Proprio perché il problema risiede nei rapporti di produzione, a Genova è fondamentale la presenza dei lavoratori. Solo la classe lavoratrice, può assestare il colpo più duro alle imprese, ai "padroni" del mondo (il gruppo Telecom è il 6° gruppo di TLC al mondo ed opera in circa 20 paesi): l'arresto della produzione attraverso lo sciopero. Perciò in occasione del G8 di Genova il sindacalismo di base ha indetto lo
SCIOPERO GENERALE NAZIONALE di 24 ORE
Da tutte le principali città è prevista la partenza di pullman o treni
122 MILIARDI....... ECCO QUANTO CI COSTA (vedi il decreto legge riportato sotto) QUESTO VERTICE DEL TUBO:
DECRETO-LEGGE 3 maggio 2001, n.160 - Ulteriori finanziamenti per la presidenza italiana del G8 nell'anno 2001 e per il "Vertice di Genova".
"IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA.... Ritenuta la straordinaria necessita' ed urgenza.... al fine di consentire il completamento dell'organizzazione e delle iniziative connesse alla presidenza italiana del G8 nell'anno 2001 ed al Vertice di Genova, con particolare riguardo alla soddisfazione delle esigenze di sicurezza delle delegazioni nazionali....,; E m a n a il seguente decreto-legge:
Art. 1.1. Alla legge 8 giugno 2000, n. 149, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all'articolo 3, comma 1, le parole: "18.000 milioni" sono sostituite dalle seguenti: "38.000 milioni";
b) all'articolo 5, comma 2, le parole: "22.000 milioni" sono sostituite dalle seguenti: "42.000 milioni";
c) all'articolo 5, comma 2, le parole: "e per l'anno 2001, quanto a lire 2.000 milioni, l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri, quanto a lire 4.000 milioni, l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno e, quanto a lire 16.000 milioni, l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente", sono sostituite dalle seguenti: "e per l'anno 2001, quanto a lire 12.000 milioni, l'accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri, quanto a lire 4.000 milioni, l'accantonamento relativo al Ministero dell'interno, quanto a lire 16.000 milioni, l'accantonamento relativo al Ministero dell'ambiente e, quanto a lire 10.000 milioni, l'accantonamento relativo al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica".... Dato a Roma, addi' 3 maggio 2001 CIAMPI
Amato, Presidente del Consiglio dei Ministri - Dini, Ministro degli affari esteri - Visco, Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica - Visto, il Guardasigilli: Fassino
Federazione Lavoratori Metalmeccanici Uniti