LE 4 GIORNATE DI GENOVA

LA CRONACA

 

 

 

“Riflettete su questo: prima che venissero fuori le immagini della sparatoria in cui è morto il manifestante, la versione della polizia era che il ragazzo era stato ucciso da n sasso tirato da un altro manifestante. Dato che molta della documentazione raccolta dal GSF è stata distrutta dalla polizia, rimangono le versioni di governo e di forze dell’ordine… E’ importante che il maggior numero di persone sappia la verità”

 

                                                                            

 

                                      GIOVEDI' 19                       VENERDI' 20                               SABATO 21                           DOMENICA 22

 

                                                                                                                 

 

 

Lunedì 16 luglio ore 10 circa- via Manunzio, Stazione dei carabinieri  di San Fruttuoso

 

 

La settimana del grande evento del vertice G8, quella che si rivelerà la più tremenda che Genova abbia mai vissuto dalla fine della guerra, inizia tra le mani di un carabiniere ventenne. Stefano Storri, ausiliario in servizio di leva, sta aprendo la corrispondenza giunta in mattinata quando una fiammata lo investe in pieno. Ad esplodere è stato un ordigno contenuto in un borsellino da donna. Il militare rischia di perdere un occhio che gli viene salvato nell’intervento chirurgico. “E’ una bomba contro di noi” dichiara subito Vittorio Agnoletto, il portavoce del GSF, pool di circa 800 associazioni che compongono il variegato fronte che si oppone al G8 e che da oltre un anno è impegnato nella preparazione delle iniziative dlla contestazioni: dalle azioni di disobbedienza civile alla “5 giorni di controvertice” che, con Josè Bovè, Walden Bello e le delegazioni giunte da tutto il mondo faranno di Genova la capitale “globale” del movimento di critica alla globalizzazione. Una seconda bomba incendiaria viene disinnescata in giornata davanti allo Stadio Carlini, dove sono ospitate le Tute Bianche. A sera di allarmi bomba se ne conteranno una decina.

Intanto nella notte sono state alzate le grate di 5 metri che sigillano ermeticamente la zona rossa, quella porzione di città che deve ospitare il palcoscenico dello show dei potenti e nella quale non deve volare neanche una mosca che non sia identificata o prevista dal protocollo ufficiale. “mai visto niente del genere neanche durante la guerra” è il commento dei genovesi che per loro sfortuna lavorano o abitano in quella zona morta che intrappola il centro storico più grande d’Europa e dove la vita quotidiana sarà praticamente sospesa per tre giorni. E’ solo l’ultimo atto di quello che sarebbe uno stupro a rallentatore: tombini saldati, attività produttive e commerciali e perfino gli esami dell’Università sospesi, abitanti invitati ad andarsene fuori dai piedi.

 

 

 

 

Mercoledì 18 luglio ore 22 circa – corso Aurelio Saffi

 

 

Mentre in piazzale Kennedy i 99 posse cedono il palco a Manu Chao in un concerto di autofinanziamento del GSF, viene dato l’ultimo tocco alla scenografia di guerra che accoglierà gli 8 grandi. Un serpentone di 97 container uno sull’altro è stato posto a protezione del quartier generale delle forze dell’ordineche si trova all’interno della Fiera del Mare. Senza neanche avvertire il primo cittadino: “Non ne sapevo nulla” dirà infatti il sindaco Pericu. Gli scatoloni metallici non sono solo appoggiati ma addirittura saldati tra di loro. In uno scenario da Blade Runner, tra i lampi della fiamma ossidrica e i lampeggianti della polizia, questa opera di arredo urbano   viene portata a termine sotto gli occhi sbigottiti degli automobilisti bloccati dalle gru che pone i container.

 

 

                            

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