ALLA CORTE DI DIO

di Giuseppe Drago

 

 

Jobbe 1:10  Non hai tu messo un riparo tutt’intorno a lui, alla sua casa e a tutto ciò che possiede? Tu hai benedetto l’opera delle sue mani e il suo bestiame è grandemente cresciuto nel paese.

Il rapporto che satana mantiene nei confronti di Dio, è per dir poco impressionante, perché satana da del tu a Dio, e fra loro, il discorso continua come di famiglia. Perché, allora non pensare che le condizioni sarebbero potuto essere poste da Dio, dopo la battaglia, e che quindi gli alberi, furono posti come condizione di patto per la visionare degli effetti della materia che Dio si era proposto di creare, per sostituire Lucifero. Da questa ipotesi, allora, è facile capire il mistero degli alberi ed è anche facile capire, come il serpente già sapesse ciò che l’albero avrebbe rappresentato nei confronti di Eva ed Adamo.  Credo che l’ipotesi sia sufficientemente chiara anche a me.

Genesi 3:14 Allora l’Eterno DIO disse al serpente: "Poiché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le fiere dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai la polvere, tutti i giorni della tua vita.

“Poiché tu ha fatto questo”. Si può riferire alla intromissione e successivo atto di corruzione, da parte di satana; ma si può anche riferire alla trasgressione dell’ipotetico patto fatto da Dio, ora che abbiamo supposto quanto è stato detto sopra.

La creatura non sarebbe dovuta essere disturbata, affinché Dio, potesse studiarne gli effetti. (Genesi 2.15 L’Eterno DIO prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse).

Ma certamente, sapendo satana che il piano di Dio era perfetto, il suo intervento lo ritenne necessario per sventare il tutto.  E di questo atto, ricevette la prima punizione, la seconda, se consideriamo che la prima, fu quella di Lucifero.

Ora, se satana si era incorporato nel serpente, come mai il serpente, animale creato da Dio, e non satana, ricevette la punizione?

Vi ricordate; Matteo 8:31  E i demoni lo pregavano, dicendo: "Se tu ci scacci, permettici di andare in quel branco di porci".

Matteo 8:32  Ed egli disse loro: "Andate!". Cosi essi, usciti, se ne andarono in quel branco di porci, ed ecco tutto quel branco di porci si precipitò dal dirupo nel mare, e morirono nelle acque. Che colpa avevano i porci?

Ma essendo satana, anche lui spirito, ed essendo nel campo della materia, (la terra), la punizione per essere visibile, satana, si sarebbe dovuto incarnare.

Così il serpente che lo accolse, non fu ucciso, ma fu condannato, come d’altronde furono condannati Eva ed Adamo e lo stesso Caino.

Ma perché Dio usa la condanna e non la distruzione? Per almeno due motivi:

La creazione si trova ancora nel principio e la pazienza di Dio è concepibile, perché come abbiamo visto sopra, può anche perderla (si ricordi il diluvio Genesi 6:7).

Se Dio non distrusse Lucifero, prima, perché ora, avrebbe dovuto distruggere la materia che deve lavorarla?  Ma poi, solo Dio lo sa.

Così ognuno ha ricevuto una condanna, anche il serpente che ha accolto satana.

Genesi 3:15  E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno".

Dio parla al serpente, e la tradizione dice che questo verso è considerato il protavangelo, il primo annuncio della salvezza dell’umanità. Nella stirpe della donna, è significato il genere umano, ma in modo più eccellente Gesù Cristo, che opera come principio e causa della vittoria umana. La donna si riferisce ad Eva, la madre del genere umano, ma in modo più eccellente Maria, la madre di Gesù.

Ma avvicinandoci più al significato letterale, cosa possiamo capire da questo difficile verso.

Dio sta parlando con satana, anche se parla col serpente, e poiché satana ha corrotto la donna, come creatura creata da Dio, vi sarebbe stata la possibilità che satana, come aveva fatto la prima volta, di corromperla, avrebbe in futuro continuato a farlo, intralciando il piano di Dio. In altre parole, la donna sarebbe stata sotto poter di satana; ed allora Dio rompe questa acquisizione di potere di satana sulla donna, dicendo che fra lei e lui vi sarà, perpetua inimicizia, annullando così il falso potere sulla donna. E non solo, Dio pone un vincolo ancora più forte di contrasto ed invalicabile da parte di satana, quello che proprio da lei nascerà il Gesù il Salvatore, mentre satana non può fare altro che una minima aggressione, quella di ferirle “il calcagno”, come dire, la parte più bassa della persona.

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