DIO CONDANNA L’UOMO

di Giuseppe Drago

 

 

Genesi 3:16  Alla donna disse: "Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te".

Ecco che arriva la condanna, alla (materia) donna, per il solo fatto che si è fatta corrompere. La condanna ha che fare con l’albero, perchè Dio colpisce lo stomaco di Eva. La sofferenza della gravidanza, altro non è, che la condanna di avere mangiato il frutto. E poiché influenzò Adamo, i suoi desideri saranno sottoposti.

Genesi 3:17  Poi disse ad Adamo: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita.

Il primo rimprovero per Adamo è, perché ha dato ascolto a sua moglie. La debolezza dell’uomo è manifesta, ed è scoperta da Dio, mentre gli rinfaccia l’ordine che gli ha dato e che lui lo ha disatteso. Ma perché Adamo fu debole e non seppe controbattere Eva, egli che con tono altero e sicuro della sua capacità decisionale, disse:

Genesi 2:23  E l’uomo disse: "Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Lei sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo".

Adamo sapeva perfettamente quello che voleva e quello che poteva decidere. Ha saputo giudicare fra la prima e la seconda creazione, e come non avrebbe potuto distinguere l’inganno?

Perché Eva, in fondo, era carne della sua carne, e lo sbaglio di lei, non fu altro che il suo steso sbaglio.

La condanna continua ad essere ed a riferirsi sempre sul frutto, “il suolo sarà maledetto per causa tua. Mangerai il frutto della terra con fatica tutti i giorni della tua vita”. Adamo è accusato da Dio, che la terra sarà maledetta per causa sua.

Avendo avuto Adamo, piena disponibilità nel Giardino, perché tutto gli era sottomesso, ora, la responsabilità dello squilibrio dell’armonia e della genuinità del Giardino cade su di lui, perché il peccato è entrato. E come la terra fuori del Giardino, era maledetta per la battaglia di Lucifero, il Giardino, posto da Dio, essendo dovuto essere, un luogo immune dal male, ora il suolo è contaminato, ed acquista la stesa proprietà della terra circostante, perciò non vi è più motivo che Adamo stia nel Giardino.  Il suolo non da più frutto ed acquista la proprietà della terra vicino, perchè Adamo non è più degno. Quindi ora il frutto lo deve ricavare dalla terra, con fatica, simile al dolore, di Eva.

Quindi ognuno ha ricevuto la propria ricompensa della trasgressione, e tutti sembrano avere pagato il fio, ma le cose non sono più come prima. Ora bisogna costruire la reputazione dell’uomo e riportarlo alla posizione di prima del peccato.

Genesi 3:18  Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l’erba dei campi; Genesi 3:19  mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai".

Questa sentenza, vuole essere la condanna esemplare contro “l’essere vivente”, che, creato con la natura divina dell’amore di Dio, ha tuttavia trasgredito un suo diretto comandamento, sapendo che Iddio, è anche “Geloso”.

La condanna ha una componente di sofferenza nei confronti del rapporto con la terra, per avere la creatura, profanato il segreto dell’albero, e l’altra, di espiazione per la disubbidienza nei confronti di Dio.

Nonostante tutto ciò, l’anima vivente, dopo avere riconosciuto la potenza di Dio, il suo corpo, ritornerà ad essere polvere. Quindi la pena pesante è “la morte”, scaduta su Adamo e su Eva.

Si potrebbe arguire. Ma perché anche gli animali, avrebbero dovuto sopportare la disubbidienza della creatura?  Ebbene, dobbiamo pensare che satana, si è incarnato in un animale, quindi anche per loro, la morte è la conseguenza della complicità.

 

 

 

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