Benvenuti sul pianeta fiscolandia: territorio protetto per il giovane professionista vessato dalle tasse
In un paese chiamato Italia, dove legge e buon senso non vanno d'accordo.

Questo è il signor LIMPIDO
Vi racconteremo chi è, e quale è la sua storia, una storia come tante purtroppo, di onesti cittadini vessati dalle tasse.
Affinché chi dorme alla grossa abbia una possibilità in più di svegliarsi e combattere per i diritti di tutti.

Il signor LIMPIDO è una persona pulita in tutti i sensi, uno che ama fare le cose secondo le regole, che odia le ambiguità, che ama la verità e che non fa giri di parole. Il signor LIMPIDO è chiaro come l'acqua di fonte e razionale come il suo personal computer.
Questa caratteristica si chiama ONESTA' INTELLETTUALE e non è poi così diffusa, sapete?

Il signor LIMPIDO ha studiato duramente ma non per questo è stato per lui facile trovare lavoro. È stato per anni iscritto all'ufficio di collocamento. Questo ufficio non ha mai trovato un lavoro al signor LIMPIDO e dopo un numero anche troppo alto di anni questo ufficio è stato chiuso, perché è apparso chiaro, non solo al signor LIMPIDO ma anche a tanta altra gente che l'ufficio era del tutto inutile.

Il signor LIMPIDO è stato assunto con contratti a termine dei 3 mesi da organismi di una certa importanza come un COMUNE, una rinomata compagnia assicurativa ed una società per azioni nel campo televisivo. Per un breve periodo ha lavorato in una associazione umanitaria, percependo solo un rimborso spese.
Già questi fatti sarebbero credo sufficienti a dimostrare che LIMPIDO è anzitutto una persona capace ed un lavoratore, tutto il contrario di un buono a nulla o di uno scansafatiche. Tuttavia egli non è mai riuscito a trovare un lavoro fisso.
Qualcuno che non ha peli sulla lingua potrebbe anche dire che il signor LIMPIDO è stato sempre sfruttato. Ma noi sappiamo che certe affermazioni non risultano simpatiche e questa storia vorrebbe essere simpatica quindi lasciamo a Voi farVi una idea.

Il signor LIMPIDO ha studiato informatica, una branca della matematica che qualcuno pensa si esaurisca nella progettazione dei videogame, quelle cose che rendono i bambini scemi ed i genitori cretini.
L'informatica invece serve a sviluppare programmi per computer i quali servono a far lavorare meglio tutti, e soprattutto serve a quelli che devono riscuotere le tasse, per sapere quando è il momento di riscuoterle… tuttavia queste persone a volte si dimenticano che non necessariamente le informazioni inserite in un computer sono vere e non necessariamente rispondono ad un criterio di giustizia ed equità.

Ma andiamo per gradi. Giunto alla età di 27 (ventisette anni) il signor LIMPIDO era ancora a zero. Risultava un disoccupato iscritto nelle liste di un ufficio che non esisteva più!
A quel punto il signor LIMPIDO aveva capito che doveva fare qualcosa in quanto non avrebbe mai trovato altro che lavori  precari, temporanei ed in condizioni di sfruttamento. Inoltre dovete sapere che qualunque programmatore sviluppi codice per una ditta di cui è dipendente praticamente viene defraudato del proprio lavoro intellettuale.
Egli allora stufo di questa situazione e consapevole di avere, come si suol dire, un mestiere in mano, decise di mettersi in proprio. Che cosa mi potrà mai capitare di male? Si domandò…almeno sarò padrone del mio lavoro, se lavoro precario deve essere allora meglio farlo per proprio conto… guadagnerò poco ma pagherò le tasse e finalmente potrò essere come tutti gli altri.
Ma il signor LIMPIDO era troppo LIMPIDO per prevedere cosa gli sarebbe potuto succedere. Egli non aveva fatto i conti con ciò che NON HA SENSO EPPURE ESISTE. Non aveva fatto i conti con l'irrazionalità cieca del sistema fiscale che lo attendeva al varco.

Il signor LIMPIDO pensò di rivolgersi ad un buon commercialista. Ne sentì alcuni e scelse il più caro e rinomato. - In questo modo -  si disse, - anche se spenderò qualcosa di più, sono sicuro di mettermi nelle mani di qualcuno che sa fare il suo lavoro e mi consiglierà per il meglio -. Purtroppo si sbagliava anche su questo…

Il signor LIMPIDO era convinto che avrebbe pagato le tasse in base ai propri guadagni e dunque si sentiva tranquillo.
Purtroppo le cose non andarono bene per il signor LIMPIDO. Poiché iniziava dal nulla dovette aprire un conto corrente e utilizzare subito il fido per comprare le prime attrezzature. Questo lo mise subito in una situazione finanziariamente pericolosa.
Ma egli era contento in quanto riteneva di essere riuscito in una vera e propria impresa convincendo la banca a dargli quel sia pur piccolo fido.
Poi fece tutte le carte e con suo grande stupore, vide, quando si trattò di aprire la partita IVA che non esisteva un codice adatto al lavoro di PROGRAMMATORE, alla camera del commercio tutti lo guardavano come se fosse sceso da MARTE… programmatore? Programmatore? E cosa è…? Qui non c'è un codice… ma che lavoro è programmatore?
E LIMPIDO invece pensava… Come? Come? Non c'è programmatore? Ma come è possibile voglio dire…  io ho frequentato una scuola e qui non sanno nemmeno che esiste il lavoro del programmatore? Era sinceramente SBALORDITO. Correva l'anno 1991 il personal computer esisteva già da una decina d'anni. Tutte le banche, tutte le assicurazioni, molti studi associati persino l'associazione di volontariato dove aveva lavorato, ne facevano uso. La camera del commercio ne era piena. Ma se tu avessi chiesto loro cosa usavano per il loro lavoro ogni giorno loro avrebbero appunto risposto USO IL COMPUTER, non USO UN PROGRAMMA.
Ma il signor LIMPIDO non si perse d'animo, era una persona di buon carattere e così prese la cosa con ironia e scelse i codici che più  si avvicinavano alla natura del suo lavoro.

Era fatta, finalmente LIMPIDO era divenuto un professionista, era un consulente in materia di informatica. Fantastico.
A dire la verità la cosa gli dava una leggera agitazione di stomaco; LIMPIDO infatti riteneva che i Consulenti fossero spesso dei buoni a nulla dotati di grande parlantina che riuscivano a farsi pagare per le loro chiacchiere. Gente che faceva finta di dare consigli mentre in realtà piazzava prodotti di questa e quella azienda intascando percentuali in aggiunta alle prestazioni. Lui era completamente diverso da questi ranocchi. Ma comunque ormai era fatta e visto che non si poteva fare altrimenti, andava bene così.

Gli affari però non andarono bene. Quando gli affari non vanno bene i motivi sono molti, non è mai uno solo. Anzitutto LIMPIDO dovette rendersi conto che non solo all'interno della camera del commercio lo guardavano come se fosse venuto da Marte ma anche in molti altri posti del "mondo vero".
Inoltre egli viveva in una piccola città fatta più che altro di commercianti e professionisti di mentalità assai ristretta e conservatrice.
Anche se sapeva esprimersi con sufficiente proprietà non era un parlatore e non aveva certo la stoffa di chi sa vendere i propri prodotti o la propria professionalità. Ero un tipo schietto lui, abituato a parlare coi fatti, un tecnico vero, uno che sa e che non fa soltanto finta di sapere. Il suo aspetto inoltre non era tale da ispirare grande fiducia. Era troppo magro, portava gli occhiali, non sorrideva esageratamente come usano fare i rappresentanti e tutti gli altri pagliacci di successo di questo mondo.
Egli era LIMPIDO di nome e di fatto. Una sua stretta di mano valeva una stretta di mano, un suo sorriso valeva un sorriso, una promessa era un fatto che attendeva il momento opportuno per essere compiuto.
Non aveva i soldi per aprire un ufficio, per cui si era fatto un ufficio di fortuna in casa, dove fra l'altro viveva coi suoi.
Questo non gli dava certo visibilità o notorietà. Per telefonare usava la linea di casa. Per diversi anni non ebbe nemmeno un fax.
Egli andò avanti senza mai scoraggiarsi facendo quello che poteva. Non era un uomo di grande ambizione gli sarebbe bastato guadagnarsi da vivere ma anche questo, insieme alle bollette e agli altri conti da pagare era un problema.
Rimase impelagato nei debiti per diversi anni, spesso a credito di IVA.
Viveva una vita difficile, ma certo non si considerava uno fuori dalla legge. Non faceva una lira di nero. Tutte le volte che faceva qualche lavoro compilava la sua fattura. Farlo era un piacere dato che riusciva a farne così poche. Quando compilava una fattura si sentiva orgoglioso di se stesso ne ricavava una iniezione di fiducia per andare avanti.
LIMPIDO odiava i truffatori, ed i truffatori erano ovunque… più si muoveva e conosceva il mondo reale e più truffatori conosceva.
Agenzie, grossi studi associati, ditte di ogni genere… tutti usano software copiato e questo lo danneggiava direttamente. Ma non poteva farci nulla. E non si sentiva di denunciare tutta quella gente. Sapeva anzi che anche una denuncia non avrebbe mai sortito alcun effetto nei loro confronti, perché la finanza non ha tempo e competenze per operare in questo campo.
Quanti ne vedeva di imprenditori e dirigenti di azienda, vantarsi di fare tutto al nero, di evadere le tasse. Il suo dentista non gli aveva mai dato una ricevuta. Era possessore di diverse ville.
LIMPIDO aveva anche altri problemi. Era di salute cagionevole. Ebbe delle coliche di reni e per diversi anni fu un calvario. Veniva ricoverato in ospedale poi dimesso senza che la causa fosse individuata e rimossa. Questo incise ulteriormente in maniera negativa.

I pochi clienti che LIMPIDO aveva lo apprezzavano moltissimo. Il suo problema era che non riusciva a trovare una continuità di lavoro e quindi di reddito.
Aveva grosse difficoltà tutti gli anni a pagare l'assicurazione ed il bollo della macchina ed il conto del commercialista. Le vacanza? Neanche a parlarne. Una famiglia propria? Men che meno. Una vita pressoché infernale.
Una sola cosa era regolare nella vita lavorativa di LIMPIDO: le tasse. Le dichiarazioni IVA le dichiarazioni dei redditi e altre cose del genere. A queste cose ci pensava il suo commercialista egli era completamente negato in questo.

Pagava regolarmente le tasse, quando lo faceva si sentiva derubato dato che aveva un reddito al di sotto delle possibilità di sostentamento anche di una singola persona. Infatti LIMPIDO era aiutato dalla famiglia.
Peraltro i suoi genitori pensionati, avevano una certa età ed entrambi erano malati, suo padre di cuore la madre di una malattia ancora più grave. Inoltre aveva sempre il debito con la banca e non riusciva a sanarlo. Ma questo non entrava mai nei fatti contabili. Nemmeno le spese della macchina ci rientravano… chissà come mai.  LIMPIDO portava in contabilità solo le fatture di acquisto e di vendita. Qualunque altro costo non risultava. Egli aveva provato a chiedere al suo commercialista il perché di questi fattim ma il suo commercialista aveva sempre qualche ragione pronta e alla fine aveva sempre ragione lui.

Ad un certo momento dopo anni di sofferenza, cominciarono ad arrivare richieste di pagamento dall'ufficio delle imposte dirette. La motivazione era che non era avvenuto l'adeguamento. In pratica lo stato pretendeva di affibbiare un reddito presuntivo sulla base del quale pagare le tasse. LIMPIDO cascò dalle nuvole, in quanto era convinto che quel reddito presuntivo fosse il motivo per cui lui tutti gli anni andava in banca a pagare le tasse nonostante gli mancasse quasi da mangiare.
Si recò all'ufficio delle imposte dove gli fu cortesemente spiegato che se non intendeva pagare poteva aprire un contenzioso con lo stato. Se invece voleva un accordo doveva spiegare per filo e per segno tutte le sciagure personali che gli avevano impedito di lavorare e produrre quel reddito che lo stato si aspettava e si aspetta da chiunque lavori in proprio.
Naturalmente anche questo comportava comunque che un pagamento - forse ridotto di qualcosina - avvenisse.

Bene quanto alle sciagure più o meno sono quelle che avete letto qui. Quelle di un uomo sfortunato più di altri… ma anche come tanti altri. Fin qui abbiamo esposto i fatti. Di qui in poi esporremo le considerazioni e le risposte trovate da LIMPIDO circa questi fatti.

LA RISPOSTA DI LIMPIDO
Il signor LIMPIDO come abbiamo visto, può avere forse, per alcuni, dei tratti di ingenuità… ma di certo non è una marionetta che rivolge i ragionamenti a proprio favore usando la irrazionalità o la rigida normativa come il fisco cerca di fare.
Se qualcuno dicesse a LIMPIDO che gli asini volano egli ribatterebbe che si sbaglia e che al di la di ogni legittima e democratica  opinione, GLI ASINI NON VOLANO, casomai è più probabile che vengano a chiederti soldi che non hai.
Come abbiamo detto, il signor LIMPIDO applica la logica, che ha studiato per molti anni. Riguardo a questa, sa quanto è facile sbagliarsi. L'essere umano commette errori ad ogni piè sospinto. Ma ha il grande vantaggio, sulla macchina, di potersi correggere. Cosa che le macchine non sanno ancora fare. Ebbene il fisco agisce come una macchina.
Per il fisco gli asini volano eccome.

Il reddito presunto non è solo una ingiustizia ed una iniquità è anche una cosa completamente irrazionale.

La logica vuole che se il signor LIMPIDO ammettesse di pagare una qualunque cifra, egli ammetterebbe implicitamente di essere un mariuolo - cosa che lui non è per definizione -. Se infatti LIMPIDO non ha prodotto un reddito manco utile a sostenersi, dove li va a prendere i soldi per pagare le tasse sul reddito presunto? Se LIMPIDO pagasse questi soldi allora vorrebbe dire che questi soldi li ha guadagnati e se li è nascosti. Vorrebbe dire che è un evasore, in ladro, un nemico della patria. Ma egli non lo è: tutte le sue dichiarazioni dei redditi rispondono a verità… anzi ad onor del vero egli ha già sostenuto spese che non ha nemmeno inserito nella sua contabilità e quindi ha dichiarato redditi superiori al redditi effettivamente realizzati.
È quindi evidente che LIMPIDO non potrà pagare e che non pagherà. Non è solo una questione di soldi - che non ha ma che forse potrebbe farsi prestare chissà - è una questione di LIMPIDEZZA ne vaa del suo onore, della sua integrità, della sua stessa identità.
Egli si chiama LIMPIDO e non può esser altro che tale.


Qui finisce il nostro racconto, ma non finisce affatto la storia. Esortiamo tutti i LIMPIDI professionisti d'Italia che hanno vissuto una situazione analoga o che la stanno vivendo a prendere l'iniziativa affinché in Italia si possa giungere alle

LA LEGGE HA L'OBBLIGO DI RISTABILIRE LA REGOLA DEL BUON SENSO LADDOVE I CITTADINI LO AVESSERO SMARRITO UNA LEGGE CHE VADA CONTRO L'EVIDENZA ED IL BUON SENSO È DOPPIAMENTE INIQUA PRIMO PERCHË È INGIUSTA, SECONDO PERCHË CONTRAVVIENE ALLO SCOPO PER CUI OGNI LEGGE DEVE ESSER FATTA.

Ulteriori considerazioni sulla iniquità del reddito presunto:
Il reddito presunto è in contraddizione con l'intenzione politica condivisa dai politici di tutti gli schieramenti, che occorre cercare di facilitare i giovani e tutti coloro che desiderano intraprendere una attività in proprio.
Che occorre supportare le nuove professioni, la piccola impresa e bla bla bla.
Tutto questo che sentiamo fino alla noia al lato pratico è completamente negato e stravolto.
Considerazioni sulla Legge
E' necessario che le leggi si ispirino a criteri di giustizia ed equità e si adeguino - come è sempre stato - al sentire di una certa epoca raccogliandone il portato culturale frutto di ciò che si è imparato dagli errori commessi nel passato.
Chi poi applica la legge è tenuto ad applicarla saggiamente.


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