PROTOCOL #05 - First Contact

I tre rimasero per qualche attimo nascosti nella penombra di quel vicolo, in una surreale immobilità. Seguivano i movimenti di lotta dei rivali, mentre gli ultimi raggi di sole illuminavano i grattacieli circostanti.

La donna dai capelli neri fu scaraventata lontano e il suo compagno si vide costretto a muoversi velocemente per raggiungerla e salvare sé stesso e lei. Gli Agenti scattarono all’inseguimento, rapidi.

A questo punto, senza una parola i tre si mossero. Di nuovo nel deliberato silenzio si lanciarono dietro ai programmi senzienti armati, che in un primo momento non si accorsero della loro presenza.

- Ma cosa diavolo...?- il SP#3, Agente Brown, si fermò, inchiodando quasi i piedi al terreno, quando si vide superare da un uomo e un bambino, che correvano molto più velocemente di lui.

Anche i suoi compagni si arrestarono, rimanendo interdetti. Il bambino si allontanò dal gruppo con un’espressione decisa in volto, correndo veloce verso le macerie fumanti, laddove era stata scaraventata la donna bruna.

- Ma dove va?!- fece il compagno, distogliendo l’attenzione dagli Agenti.

- Muoviti e va’ con lui. Qui ci penso io.- intimò la bionda, piazzandosi tra i due fuochi. Con un ultimo sguardo l’uomo si congedò.

- Come vuoi, ma non ti lamentare se quelli poi ti massacrano.- scherzò.

- Pensa a te, se ritorni ti massacro io.- fu la risposta ironica, accompagnata da un gesto di mano che comandava di allontanarsi.

Gli Agenti erano rimasti straniti davanti a quella figura nuova e del tutto sconosciuta.

- É una dei ribelli?- domandò Brown a bassa voce.

- Non risulta collegata.- fece l’Agente Jones, SP#2, portandosi una mano all’auricolare bianco. Il terzo uomo era rimasto immobile, con le dita avvinghiate alla pistola, guardando fissamente quella donna da dietro le lenti degli occhiali scuri.

- Seguite quei due.- ordinò agli altri dietro di sé. I due scattarono, ma quando passarono accanto alla ragazza questa spalancò le braccia, colpendo in pieno volto gli Agenti come se i suoi arti fossero spranghe di ferro.

- Signori, non è educato lasciare una donna senza salutare.- fece lei, unendo le mani e facendo schioccare le dita.

Con un rapido movimento fu alle spalle di Brown, trapassandogli gli occhi, e con un altrettanto rapido salto si portò in aria, scendendo dritta sulla testa di Jones.

I due Agenti giacevano inermi al suolo, ci volle poco perché cambiassero forma, lasciando al loro posto due corpi umani morti.

- Ecco dove sta l’innovazione.- constatò ad alta voce la bionda, tornando elegantemente con i piedi per terra, poi si voltò verso Smith, con sguardo stupito - Oh, giusto. Ci sei anche tu. Scusa sai, ma se te ne stai lì immobile è come se non esistessi. Non ti si nota, insomma. Mai pensato di cambiare occhiali da sole?-

Con un ringhio l’Agente le fu subito addosso.

- Oh, mi scusi, l’ho fatta arrabbiare?- sorrise lei, portandogli dolcemente le mani sulle guance. Lui sgranò gli occhi, la presa sulla pistola allentò.

La ragazza chinò lievemente il capo, facendo scivolare un po’ più giù i suoi occhiali scuri e permettendo a Smith di specchiarsi nei suoi occhi oltremare.

- Regola numero uno: MAI abbassare la guardia.- sibilò socchiudendo le palpebre, prima di compiere una rapida mossa.

Il corpo di Smith cadde sull’asfalto freddo, la testa girata indietro all’inverosimile, il collo fracassato.

- Come nuove creazioni sono proprio scadenti.- sbuffò la ragazza, portandosi una mano in tasca ed estraendone un pacchetto di sigarette.

 

>Protocol#06<

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