PROTOCOL #10 - Contact

- L’hanno portato da qualche parte dove nessuno li può trovare.- disse Belial - Sicuramente un file di Matrix protetto contro l’intrusione delle proiezioni mentali degli esseri umani.-

- Se vogliamo giocarcela bene questa partita, avvertiamo quel Morpheus.- fece la voce sottile di Moloch.

La giovane donna annuì.

- Come volete.- si voltò verso il centro città - Sono quasi sicura di sapere dove sono gli Agenti, voi pensate ai ribelli. Terrò occupati quei tre il più possibile, fate in modo che lo trovino.-

Si allontanò senza altre parole, nella fredda sera, portandosi una sigaretta alle labbra.

- Pronti, allora?- sospirò poi Belial. Moloch rimase a guardare la figura snella di Lucyfer allontanarsi finché non scomparve dalla sua vista.

Stabilirono il contatto con la Nabuchadnezzar in pochi secondi, bastava infondo una cabina telefonica.

- Signori, buona serata!- la solare voce di Belial si fece largo nell’androne principale della nave. Dall’altra parte, Tank sgranò gli occhi: gli schermi di controllo si oscurarono, i codici del Matrix svanirono.

- Comandante!- esclamò - C’è qualcosa che non va, presto!-

Morpheus fu subito alla postazione dell’operatore, con aria preoccupata. Si guardò intorno, cercando gli occhi di Trinity, che scrutava a sua volta gli schermi neri con un nervosismo ben visibile.

- Spero non vi siate dimenticati di noi.- fece di nuovo l’uomo. I due trasalirono. Quella voce... l’avevano già sentita... era la stessa voce di quell’uomo che li aveva salvati giorni prima, dicendo di essere uno dei tre Arcangeli Ottenebrati della leggenda.

- Be... Belial?- sussurrò Trinity.

- Oh, molto bene!- sorrise lui - Dunque la memoria vi funziona!-

Moloch gli tirò una gomitata.

- Emh... perdonatemi, non voleva essere un insulto.-

Morpheus si scambiò una rapida occhiata con la sua compagna.

- State ancora cercando il vostro fantomatico Eletto, vero?- riprese, stavolta con un tono di voce più responsabile - Sappiamo che siete al corrente che purtroppo quest’oggi è stato fermato dagli Agenti e che non sapete da dove partire per ritrovare le sue tracce neurali per ricontattarlo. Distrarremo gli Agenti, potrebbe essere letale per voi un nuovo scontro con loro.-

Il capitano della Nabuchadnezzar socchiuse gli occhi, pensoso.

- Cosa ci guadagnate ad aiutarci?-

- Non abbiamo tempo per rispondere alle vostre questioni, ora.- tagliò corto Belial, assumendo un tono molto più maturo - Vi ho detto una volta che a tempo debito avrete tutte le risposte che desiderate, ma non in questo momento. C’è in gioco la vita del vostro Thomas Anderson.-

Trinity strinse i pugni.

- Va bene, dicci cosa dobbiamo fare.- disse tutto d’un fiato.

- Bene, ora ragioniamo.- fu la risposta - Neo sarà liberato come di prassi in questi casi. L’unica piega è che la sua memoria, la sua vita e le sue capacità neurali saranno mutate completamente, di modo che voi non possiate più ritrovarlo, o per lo meno impiegherete altri vent’anni. Noi possiamo fare in modo che tutto ciò non avvenga, che sia liberato lasciando credere agli Agenti che abbia dimenticato tutto, che abbia una vita diversa, che sia un’altra persona. In realtà ovviamente non sarà mutato nulla. Non appena sarà al sicuro nel suo appartamento vi daremo il segnale, da quel momento sarà vostro, avrete l’Eletto con voi.-

Un nuovo sguardo intercorse tra i presenti. Morpheus si vide un’altra volta costretto ad accettare.

- D’accordo.-

- Un minuto!- intervenne nuovamente Trinity - Abbiamo la vostra parola?-

- Ovviamente. Dipende però da che valore attribuite ad un patto.- fece una pausa - E si copra bene, signorina. Stanotte pioverà.-

 

>Protocol#11<

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