PROTOCOL #12 - Connection

La pillola rossa.

La pillola rossa.

La pillola rossa.

Neo spalancò gli occhi neri e l’immagine di quel soffitto grigio gli tornò a martoriare il cervello.

- Si è svegliato di nuovo.- annunciò una donna dai capelli biondissimi, la stessa che aveva visto sull’auto sotto il ponte di Adam Street, prima di incontrare Morpheus.

Ed eccolo infatti, l’imponente Morpheus affacciarsi ai suoi occhi doloranti.

- Le pulsioni vitali si stanno stabilizzando.- disse con la sua voce profonda.

Un’altra donna dagli occhi scuri stava fissando un probabile indicatore delle pulsazioni. La riconobbe: Trinity.

Ad un tratto un grido.

- Morpheus! Corri!- l’operatore si riversò sulla console. Con uno scatto il capitano fu da lui, lasciando Neo solo con Switch.

- Ho agganciato il segnale!- continuò Tank, come esaltato.

- Perfetto, collegaci. Trinity!- esclamò l’altro, chiamando la compagna. In pochi minuti, distesi sulle poltrone reclinabili nere, furono collegati al Matrix.

Trinity si guardò intorno vigile, mentre Morpheus si portò il telefono cellulare all’orecchio.

- Sono proprio dietro l’angolo.- annunciò la voce squillante del giovane Tank, attorniato dalla restante parte dell’equipaggio.

- Signori miei! Che sorpresa!- il tono amichevole di Belial li sorprese di nuovo, alle loro spalle. Da dietro la sua schiena comparvero una donna bionda e un bambino dall’aria gelida, che andarono a posizionarsi rispettivamente alla sinistra e alla destra dell’uomo bruno.

Morpheus chiuse la chiamata lentamente, portandosi il cellulare nella tasca interna dell’impermeabile.

- Credevamo che non possedeste una tecnologia così avanzata da permettervi di scovarci qui dentro!- Belial rise di nuovo. Trinity assunse un’aria cupa.

- Ci è bastato lavorare sui residui riscontrati dopo la vostra chiamata.- rispose.

- Mossa intelligente, davvero.- commentò quello - Comprendo che da troppo tempo non abbiamo avuto contatti e siete ansiosi di avere le vostre risposte, perdonateci, anche se credo che abbiate avuto molto daffare con il vostro Eletto.-

- Ne abbiamo avuto e non disdegniamo.- ribatté lui - Ma sicuramente non ne avremmo avuto grazie a voi. Siamo qui ora per cercare di comprendere. Come già sapete il mio nome è Morpheus, capitano della Nabuchadnezzar, e questa donna è Trinity, valido membro del mio equipaggio.-

- I nostri nomi li conoscete già. - annuì Belial, poi indicò la compagna con il palmo aperto della mano sinistra - Lei invece è Lucyfer, “Lucifero, che splendeva un tempo fra le schiere degli angeli assai più di quella stella che vedete tra le stelle, e che cadde con le sue legioni fiammeggianti attraverso l’abisso nel suo luogo”.-

La donna dagli occhi oltremare rimase a fissare i due senza espressione alcuna.

- Vi preghiamo di seguirci: la strada non è il posto adatto per qualsiasi conversazione.- riprese l’uomo dai capelli scuri, prendendo a camminare verso una fabbrica abbandonata.

Ai ribelli non rimase alcuna scelta se non quella di seguirli.

 

>Protocol#13<

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