PROTOCOL #22 - Hopeful words

- Dobbiamo intervenire di nuovo.-

Belial la guardò come se fosse impazzita.

- Vaneggi, forse?-

Lucyfer non rispose, si limitò a rivolgergli uno sguardo d’acciaio.

- Ricordi, sei già stata ferita. Hai solo avuto fortuna a scappare a Smith l’altra notte.-

La bionda gli voltò le spalle.

- Se hai paura mi riprenderò la mia libertà da sola.-

- Non è questo il punto!- esclamò l’altro, scostandosi dal muro di un vecchio edificio rosso - Le cose vanno fatte con calma, se agiamo troppo avventatamente rischiamo di mandare all’aria tutto quanto!-

- Se riescono ad avere i codici da Morpheus arriveranno a Zion, distruggeranno ciò che resta del baluardo umano e noi ci ritroveremo a dover combattere da soli contro miriadi di macchine. Inutile dire che resteremo schiacciati.-

Il compagno sospirò scuotendo il capo.

- Oramai ognuno va per la sua strada.- fece sconsolato - Chi vuole salvare i ribelli a tutti i costi e chi vuole scontrarsi di nuovo con gli Agenti. Che dire di me, che voglio solo un piano per agire senza muoversi imprudentemente? Nessuno mi ascolta mai...-

Moloch gli tirò una gomitata.

- Piantala di recitare.-

La donna sorrise tra sé.

Anche se la preoccupazione quasi annientava il suo animo, Belial non poteva cessare di essere ciò che era. Il sorriso di Lucy divenne nostalgico. Chissà, forse se le cose fossero andate diversamente, sarebbe stato un buon fratello...

- Allora, siamo o non siamo le leggendarie TfU? Non vogliamo mostrare alle macchine ciò di cui siamo capaci con un piano a regola d’onore?- disse di nuovo l’uomo, tirando una pacca amichevole sulle schiene dei compagni - Anche se partiamo svantaggiati, concluderemo l’azione con i fuochi d’artificio!-

 

>Protocol#23<

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