I BELIEVE

 I BELIEVE 

 

Olanda-Giappone 1-1.

Sicuramente era la notizia che stavano trasmettendo in tutto il mondo. Nello stadio in cui la mattina era stata giocata la partita, ora si vedeva un bambino moro con gli occhi azzurri.

<<Daniel, dobbiamo andare>> Nelly si dirigeva verso la porta su cui il piccolo cercava di arrampicarsi.

<<Dai, mamma, restiamo ancora un po': questa è la porta dove ha giocato papà!>>

<<Lo so, cucciolo, ma zia Bea mi ha chiamato: dobbiamo proprio andare>>

<<E và bene!>>

 

<<Cos'è successo?>> alcuni ragazzi della nazionale giapponese si erano riuniti intorno a Bea e Avril. Davanti alle ragazze c'era un gruppo consistente di giovani.

<<Ma davvero non si può riparare?>> Bea parlava con uno dei ragazzi di fronte a lei.

<<No, non si può far più niente>>rispose.

<<Eccomi, ragazze, forza, Daniel, vai da zio Holly>> Nelly indicò il cugino al piccolo.

<<Meno male che sei arrivata>> Avril indicò i ragazzi << un'altra tubatura si è rotta. E questa volta chiudono i battenti>>

<<E' davvero così grave?>>

Annuirono.

<<Un edificio l'abbiamo trovato, ma il termine scade tra una settimana>> la imformò Bea.

<<Ok. Dunque... tu ti occupi dei costumi, Avril, vai  trovare quei tuoi amici e voi ragazzi... avete uno stereo?>>

<<Sì>>

<<Bene, allora fatemi vedere quello che sapete fare>>

Lo stereo fu acceso e la canzone "Like I love you" di Justin Timberlake rimbombò in quell'angolo di strada.

<<Accidenti>> Avril guardava sorridente i ballerini impegnati nella break-dance.

<<Sono dei veri talenti>> Nelly sentì Daniel che le tirava la maglietta <<mamma, gli fai fare lo spettacolo?>>

<<Sì, piccolo, perché, che c'è?>>

<<Anch'io, lo spettacolo, anch'io!>>

<<Và bene, tesoro, vedrò di trovare qualcosa da farti fare>>

<<Ma ha solo tre anni>> intervenne Benji, quasi sconvolto.

<<So fare anch'io>> disse il bambino indicando un ragazzo che ballava davanti a sé.

<<Dai, facci vedere>> lo incitò Avril.

La nazionale giapponese restò di sasso: il piccolo fece una capriola, in piedi, giro, scivolata a terra in ginocchio e su le mani.

<<Ryan!>> gridò Nelly.

<<Che c'è?>> rispose il biondo con tono impertinente.

<<Ti ho detto mille volte di non esagerare>>

<<Non si è fatto male>>

Il bambino abbracciò la sua mamma.

<<Allora faccio questo?>>

<<Và bene cucciolo>>

La canzone finì.

<<Allora come siamo andati>>

Nelly fece la faccia seria.

<<Volete la verità?>>

Tutti avevano l'aria di chi sta per prendere una bella batosta.

<<Siete stati fantastici>> la ragazza sorrise <<ci vediamo domani mattina al campo vecchio>>

I ragazzi se ne andarono entusiasti.

 

<<Allora che cosa intendi fare>> la interrogò Holly.

<<Quello che ho fatto pochi anni fà dopo il campionato giovanile: uno spettacolo per ottenere un finanziamento>>

<<Ma funzionerà di nuovo?>> Benji era il solito scettico.

<<Accidenti, è più fiducioso Holly>>

<<Ma io ne ho pochissima di fiducia in te>> disse ilo ragazzo sarcastico.

<<Appunto!>>

Sentirono una voce familiare.

<<Ginger? Chi diavolo è Ginger?>>

Più avanti Ingrid Moleda parlava al cellulare.

<<Ha fatto il video di Jay-z? Ma che vuol dire?.....Senti, non me ne frega niente se ha insegnato a Michael Jackson a ballare. Voglio Nelly, Nelly De Fuego, ok.......oh, ci siamo capiti. Sì, ciao>>

Spense il cellulare.

<<Amore mio>> Nelly le corse incotro.

<<Bella, quanto tempo!>> si abbracciarono. Poi Nelly: <<Chi era, il Grande Capo?>>

<<No, il grande rompiscatole! Mi voleva affibbiare un'inacapace>>

<<E' una coreografa>>

<<E' una che batte la strada. Non sono neanche sicura che sappia fare quello. Tu sei una coreografa. Ma ... >>

Si guardò intorno.

<<Ok. Che dobbiamo cantare?>>

<<Come l'hai capito?>> chiese Nelly.

<<Ogni volta che dobbiamo preparare uno spettacolo sei euforica! Allora che si canta?>>

<<Ti ho mandato gli spartiti e il testo una settimana fa'. 'I believe', te la devi ricordare per forza>> disse Bea.

<<Ah, quella... complimenti Nelly, è bellissima!>>

<<Grazie>>

I ragazzi della nazionale le guardarono spaesati.

<<Perché ti ha fatto i complimenti>> chiese Philip Callagan.

<<Perché l'ho scritta io. Possiamo provarla al campo vecchio dopo cena>>

<<Ok>> dissero all'unisono Bea, Avril e Ingrid.

"Che razza di gruppo" pensarono i ragazzi.

Suonò il cell di Bea.

<< Pronto?... Ah, ciao, Amy!>>

Julian Ross spalancò gli occhi.

Suonò l'apparecchio anche a Nelly.

<< Qui Nelly, chi parla?>>

"E ti pareva che rispondeva così" pensò Benji.

<<Oddio, Jenny, sei tu?>>

Stessa reazione di Julian da parte di Philip.

<<Ah sì?>> disse Nelly.

<<Davvero?>> esclamò Bea.

Intanto Julian e Philip non ci stavano più dalla curiosità.

<<Ok. Partiamo immediatamente>>

Misero il cellulare a posto.

<<Che si dice?>> chiese Avril.

<<Che avranno una settimana stressante, giusto Bea?>>

<<Anche troppo. Ecco le chiavi della macchina>>

<< Che succede, mamma?>>

<<Amy e Jenny ci vengono a trovare!>>

<<Evviva!>>

<<Questo bambino lo stai abituando male>> disse Avril<< con tante belle ragazze intorno rischia di venire su come Mel Gibson in 'What women want'>>

Tutti risero.

Le ragazze se ne andarono.

 

<<Nelly, Bea!>> Jenny e Amy corsero incontro alle ragazze.

Si abbracciarono.

<<Ciao, Jenny, ciao, Amy!>> il piccolo Daniel si fece stringere.

<<Siamo molto contente di vedervi>>

<<La cosa è reciproca. Io pensavo che foste arrabbiate con me...>> disse Nelly.

<<Per cosa?>> chiese Jenny.

<<Perché non ve li ho lavorati a dovere, Philip e Julian...>>

<<Oh, beh, non credo che sia facile aiutare una ragazza nella vita sentimentale quando si ha un figlio>> la consolò Amy.

<<Però...>> cominciò Bea.

<<Cosa?>> chiesero le altre.

<<... Julian ha sgranato gli occhi quando ha sentito che parlavo con te, Amy>>

Amy arrossì.

<<Sì, in effetti, anche Philip ha avuto la stessa reazione...>>

Anche Jenny diventò rossa.

<<Però bisogna ammettere che Jenny ce l'ha più facile di Amy>> disse Nelly.

<<Sì, scommetto che ancora conserva la fascetta che gli ha fatto!>>

<<Ma, probabilmente, non dice niente per il suo bene. E' la stessa storia di Holly e Patty. Si piacciono, ma lui deve diventare un calciatore di fama mondiale, e non vuole che lei debba rinunciare ai suoi sogni. Intanto lei, che lo ama praticamente da una vita, ci soffre un casino e non riesce più ad essere felice. E' così per tutti>>

<<Anche per te e Benji?>> chiese Jenny.

<<No, per noi è totalmente diverso. Io glielo ho detto, ma sembra che se ne sia dimenticato>>

<<Ma qualcosa fra di voi è successo?>> chiese Amy.

<<Sì. Ci siemo baciati nel giardino di casa sua a 15 anni; è stato il mio primo bacio. E poi, dopo essere diventati maggiorenni, ci ho consumato la mia prima volta>>

<<Davvero?>>

<<Ma se hai detto che è come se non gli avessi detto nulla!>>

<<Eppure è successo. E mi ha lasciato anche il ricordo di quella notte>> Nelly si avvicinò al bambino.

<<Lui... è figlio di Benji?>>

<<Sì>> rispose il bambino <<lui è il mio papà!>>

 

Bea aveva accompagnato il piccolo a fare una passeggiata.

Così Nelly rimase da sola con Jenny e Amy.

<<Ci dispiace tanto, Nelly>> disse Jenny.

<<Hai sempre cercato di aiutarci, ma alla fine quella che stava male eri tu>> continuò Amy.

<<No, non vi preoccupate. Anche se non potrò mai stare con Benji, ho Daniel: è una delle cose più belle che mi siano mai capitate!>>

<<Ma che diavolo, ci hai fatto sesso! Non può dimenticarsene così>> esclamò Jenny.

<<Benji non è per le storie che durano. Gli piacciono le avventure>>

<<Che cavolo di situazione!>>

<<Anch'io sarei stata così se non lo avessi incontrato>> Nelly si asciugò le lacrime che cominciavano a rigarle il volto <<sapete cosa mi chiede sempre Daniel? Quand'è che io e suo padre torneremo insieme>>

<<E tu cosa rispondi?>>

<<Che non siamo mai stati insieme. Che Benji si interessa a noi solo perché lui è suo figlio>>

Amy e Jenny si scambiarono uno sguardo. Di solito era lei che consolava loro. A dir la verità, era la prima volta che la vedevano piangere.

<<Ma quelle non sono...>> una voce spezzò il silenzio.

<<Ah, perfetto!>> Nelly si voltò lentamente <<parli del diavolo e spuntano le corna!>>

<<Spiritosa!>>

<<Il problema è che sei proprio il tipo da metterle!>>

Le due ragazze sospirarono. Eh sì, Nelly era proprio una brava attrice.

<<Ma guarda un po' chi c'è>> esclamò lei.

Amy e Jenny si voltarono. Julian e Philip erano vicino a Benji.

<<Ciao ragazzi>> dissero.

"Guarda un po'. Allora hanno imparato a rispondere a tono".

<<Dov'è Daniel?>> chiese Benji.

<<Con Bea. Se lo vuoi vedere, me lo devi dire>>

<<Adesso devo prendere appuntamento per...>>

Si fermò appena in tempo.

<<Non capisco perché ti fai tutti questi problemi>> Nelly indicò Amy e Jenny <<loro lo sanno>>

<<Jenny, ti và di fare un giro?>> disse Philip.

<<Vieni anche tu, Amy?>> domandò Julian.

<<Sì, certo>> i quattro se ne andarono. "Bravi, ragazzi" pensò Nelly.

 

<<Hanno proprio bisogno di starsene da soli>> disse Jenny.

<<E di chiarire le cose su Daniel>>continuò Philip.

<<Aspettate... ma voi sapete tutto?>> chiese Amy.

<<Sì, ce l'ha detto Nelly appena è tornata in Giappone dopo il parto>> spiegò Julian.

<<E' proprio un peccato che tutto sia finito così>>

<<Da ragazzi andavano sempre d'accordo>> disse Amy.

<<Sì, sembravano la coppia perfetta>> affermò Jenny. 

 

Ormai avevano svoltato l'angolo.

<<Accidenti, ce ne vuole per mentire a loro>> disse Nelly.

<<Sì, però alla fine ci sono cascati>> precisò Benji.

<<Devo ammettere che non ti ho mai considerato un bravo attore: oggi mi hai proprio stupito!>>

<<Grazie del complimento!>> il ragazzo si sedette sulla panchina dove prima sedevano le tre ragazze << e dimmi, anche piangere era una strategia per convincerle?>>

<<Questi non sono affari che ti riguardano>>

<<Sapevo che avresti risposto così. Cos'è cambiato, Nelly, dimmelo! Prima ci dicevamo tutto. Ora è come se fossimo solo dei conoscenti>>

<<Abbiamo avuto un figlio, Benji, è naturale che le cose cambino, specie se non siamo mai stati insieme>>

<<Senti, sono cose che capitano tra due buoni amici>>

Nelly si alzò lentamente.

<<Te l'ho detto, te l'ho ripetuto... niente, fai finta che non sia successo niente>> si voltò verso Benji <<io ti amo. Non sò per te, ma quel bacio a 15 anni e quella notte di tre anni fa' sono significati molto per me...e tu non lo vuoi capire>>

Se ne andò.

 

Passarono i giorni e finalmente arrivò il grande momento. Lo spettacolo si sarebbe svolto in una vecchia baracca che prima era usata come circolo parrocchiale cristiano. Erano riusciti a mettere tutto in ordine, e il risultato finale fu addirittura stupefaciente. Quando non si provava i ragazzi andavano per la città ad appendere manifesti e a distribuire volantini. Avril aveva contattato un sacco di persone (piene di soldi) che sarebbero state disposte ad appoggiare il progetto d'aprire una scuola di danza. Bea aveva ordinato vari capi, che poi personalizzo, a seconda dei futuri indossatori: non per niente era chiamata dalle sue amiche "la maga dell'ago e del filo"! Amy e Jenny si erano fatte convincere a partecipare, ma ciò non vuol dire che non lo facessero malvolentieri.

Nelly... eh, la nostra Nelly si ra inventata una coreografia pazzesca. I ragazzi non dimostrarono mai di non aver capito: praticamente era un pezzo fatto su misura per loro!

Ingrid, invece, all'ultimo momento, diede a Nelly un'inaspettata notizia.

<<Il padre di Juan sta' male. Gli ho parlato dello spettacolo, ma sai quanto è geloso... sicuramente pensa che è una scusa o qualcosa del genere. Devo proprio tornare in Argentina>>

<<Và bene, Ingrid. Non ti preoccupare. In qualche modo risolveremo>>

<<E come pensi di risolvere?>> chiese Avril una volta che la ragazza fu partita.

<<Non puoi lasciare il buco!>> esclamò Bea.

<<E' per questo che il suo posto lo prenderò io>> disse Nelly <<sono l'unica che si ricorda il suo pezzo, e non c'è più tempo>>

<<Ma tu devi anche cantare>> le fece notare Avril.

<<Non sarà la prima volta che canto e ballo nello stesso tempo!>>  

 

Tutto pronto. Tutta la sala piena. Tutti i ragazzi della nazionale presenti. Tutto il corpo di ballo... PARALIZZATO DALLA PAURA!

Chi pregava, chi stava per scoppiare a piangere... un vero casino! Avril sperava che i suoi conoscenti avrebbero gradito lo spettacolo, Bea andava in giro sistemando continuamente magliette, cappelli... L'unica veramente tranquilla era Nelly, he poi era l'unica che non aveva mai provato veramente la coreografia. E, siccome questa aria di tensione la infastidiva, lanciò un fischio.

<<Calmi ragazzi. Dovete stare calmi. Non è così difficile come sembra. Il trucco è sempre lo stesso>>

<<E quale sarebbe?>> domandò uno.

<<Divertirsi. Pensate di stare in discoteca, al mare, in casa da soli, in palestra, in mezzo ad una strada deserta... qualunque posto và bene, purché lì voi possiate ballare senza paura e senza vergogna>>

I ragazzi fecero di sì col capo.

Se c'era una cosa che le riusciva più che benissimo, a Nelly, era quella di rassicurare la gente.

Le luci nella sala si spensero. Una luce illuminò il centro del palco. Patty salì sul palco. La presentazione doveva farla Nelly, ma doveva ballare, e lei si era offerta di farlo al posto suo.

Il solito discorso di tante belle parole... sì, ma in quel caso quelle parole erano sincere.

Le luci si spensero nuovamente, e piano piano, un caleidoscopio di colori illuminò il palco, dove alcune ombre cominciavano a muoversi e una voce cantò sulla musica:

<<They said you wouldn't make is so far uh uh

and ever since thet said it, it's been hard

but nevermind the nights you have to cry

cause you have never let before inside

You worked real hard and you

know exactly what you want and need

so believe and you can never give up

you can reach your goals

just talk to your soul and say...

 

Rit: I believe, I can, I believe, I will

I believe I know my dreams are real

I believe, I'll chant, I believe, I'll dance

I believe I'll grow real soon and (that's why)

that is what I do believe

 

Your goals are just a thing in your soul uh uh

and you know that your moveswill let them show

you keep creating pictures in your mind

so just believe they will come true in time

it will be fine

leave all of your cares and stress behind

just let it go

let the music flow inside

forget all your pain

and just start to believe

 

Rit

 

music break

 

Nevermind what people say

hold your head high and turn away

with all your hopes and dreams

I will believe

even thought it seems it's not for me

I won't give up I'll keep it up

look into the sky

I will achieve all my needs

I will always believe.. OoOo

 

I believe, I can, I believe, I will

I believe that all my dreams are real

I believe, I'll chant, I believe, I'll dance

I believe I'll grow real soon and

That is what I do believe ( I do believe yayeeyay)>>

 

La folla era in delirio. I ragazzi della nazionale erano stupeffatti: mai visti movimenti ed evoluzioni di quel genere. Sopra il palco, il caos totale. Tutti si abbracciarono. Ce l'avevano fatta! I numerosi ragazzi e ragazze non si staccavano più da Nelly. Non solo loro, ma anche lei trasse da quell'esperienza qualcosa: la consapevolezza.

Di cosa?

Era una ventenne con un figlio, e appunto per questo si stava comportando come una monotona madre di mezza età. Da lì in poi sarebbe cambiato tutto, o meglio, quasi tutto. Lei era stata sempre una ragazza responsabile, ma ciò non voleva dire che avrebbe dovuto comportarsi da vecchia zitella! Si sarebbe finalmente comportata come una ragazza di 20 anni, e avrebbe educato suo figlio a modo suo. Gli avrebbe insegnato a ricavare da ogni cosa e da ogni situazione gli aspetti migliori, e soprattutto, a godersi la vita e a non sprecarla. Quel ragazzo avrebbe imparato a stringere i denti in ogni occasione, come aveva fatto sempre lei.

La musica era ripartita ed era giaà giunta al termine, e tutti cantavano a squarciagola. E lei si unì al gruppo.

<<...I do believe yayeeyay>>

 


I believe, I can, I believe, I will, I believe I know my dreams are real. I believe, I'll chant, I believe, I'll dance, I believe Igrow real soon and that is what I do believe.

*Io sò che posso, io ci credo, io sò che i miei sogni sono reali. Io ci credo, io canterò, io ci credo, io ballerò, io sò che fiorirò molto presto e questo è quello che io credo

 

Ciao. Non fate caso agli errori nella canzone e nella traduzione, sono umana anch'io! Vi sembrerà un po' "povera" come storia, mah, sarà un periodo.... ciao! ^_^