"I soci ed i collaboratori di De Benedetti costringono l'Ingegnere a rinunciare ai soldi del Cavaliere" 09/08/2005
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Carlo De Benedetti è stato un eccellente manager, imprenditore, capitalista e finanziere.
Dopo la cessione di Omnitel ha ritenuto di vivere meno intensamente la sua passione per gli affari e da qualche anno si diverte a fare venture capital con CDB Web Tech.
Per molto tempo il nostro sistema economico e finanziario si è dimenticato di lui. Nel mese di giugno del corrente anno si è rifatto vivo rilasciando una intervista fiume a Rai Sat.
E' di pochi giorni orsono la notizia del costituendo fondo "salva imprese" al finanziamento del quale sembrava dovesse esserci anche Silvio Berlusconi. L'Ingegnere, artefice del progetto suddetto, nulla aveva in contrario affinchè il Cavaliere partecipasse all'investimento. Successivamente De Benedetti ci ha ripensato ed ha fatto marcia indietro dicendo no all'ingresso del Premier.
L'ex patron di Olivetti ha spiegato su "La Repubblica" i motivi del suo ripensamento:
"Avendo constatato i malintesi e, soprattutto, le speculazioni che si sono fatte sull'episodio, ribadisco il mio assoluto impegno a considerare come prioritario il mio ruolo di editore del gruppo Espresso-Repubblica. Per questo e solo per questa ragione ho fatto sapere a Berlusconi, sia pure ringraziandolo per la disponibilità, che rinuncio al suo investimento."
De Benedetti denuncia inoltre:
"...il tentativo di attaccare, attraverso la mia persona, il gruppo Espresso-Repubblica. Questo non lo voglio e non lo posso accettare perché credo profondamente in quella comunità di ideali che è il mondo di Repubblica, dal quale nessuno, neppure il più vantaggioso degli investimenti, potrà allontanarmi."
Sull'argomento preso in rassegna hanno detto la loro illustri giornalisti e direttori di testata.
Nessuno di essi ha però capito il vero motivo che ha impedito al Carlo di "fidanzarsi" con il Silvio:
il timore di Scalfari & Co. di vendere trecentomila copie in meno al giorno di "La Repubblica" ed altrettanti alla settimana de "L'espresso"!
Le suddette copie vengono acquistate da strani italiani che si "eccitano" leggendo le novelle di Mauro, Pansa, Bocca e Maltese. Questi ultimi devono l'incremento delle proprie ricchezze all'esistenza del Premier che consente loro di "coltivare" quotidianamente il filone narrativo antiberlusconiano e di vendere molte più copie grazie alla presenza degli strani italiani per i quali il "fidanzamento" tra il "diavolo e l'acqua santa" sarebbe stato motivo sufficiente per mai più comperare "La Repubblica" e "L'espresso".
La destra non dispone di "penne" altrettanto abili e per questo motivo la CdL perderà le prossime politiche a meno che lo scrivente non venga ingaggiato dal fratello del Cavaliere...
Molti cordiali saluti.
mibaccia
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