The Lovely Linda

capitolo 3

Nel frattempo, giunti a casa, Linda Benji e Philip cercavano di mettere un po’ di ordine tra valige e borsoni, visto che c’era ancora da disfare quello che Linda aveva portato via da casa di Benji la sera prima.

“Grazie mille Philip, non so proprio come ringraziarti!”

“Innanzitutto potresti rimetterci in sesto il portiere numero uno, poi ci sarebbe qualche altro favoretto...”

“Era una frase di rito Philip...un modo di dire...”

“Beh, allora rimettici in gioco il portiere, questo basta!”

“Ok, se vuoi ti accompagniamo in macchina”

“No, vado in treno”

“Ma no, figurati, ti ho fatto venire qui di fretta e furia, almeno di riaccompagno!”

“No, sul serio, credo che ora dovreste solo stare un po’ in tranquillità, vi conviene godervela adesso, sai Benji, credo che tuo padre vi renderà la vita impossibile”

“Lo so Philip, grazie”

“Di niente, ci vediamo!”

Philip lasciò soli Benji e Linda, e quest’ultima disse con un velo di tristezza:

“Sai, Benji, immagino che sarò già rimasta disoccupata!”

“Mi dispiace...”

“No, in fondo è stata una mia scelta...poi troverò un altro lavoro, vedrai!”

“Lo spero...”

“E allora, cos’è quella faccina triste? Se non sono triste io che sono disoccupata!”

I due passarono la giornata riordinando casa e la sera erano entrambi a pezzi. Dopo cena Linda si mise nel letto ed appoggiò la testa allo schienale. Circa cinque minuti dopo la raggiunse anche Benji.

“Hai la faccia sconvolta!”

“E ci credo, non ho fatto tanta fatica nemmeno quando mi sono trasferita qui!

Lei si girò verso Benji che nel frattempo le si era coricato accanto. Era così felice di averlo di nuovo accanto. Lui si avvicinò a lei e cominciò ad accarezzarle il volto e a baciargli le spalle. Lei ricambiò con dolcezza infinita.

Continuarono a baciarsi e ad accarezzarsi per moltissimo tempo fino a quando le mani di lui non cominciarono ad esplorare anche la sua pelle calda e profumata sotto la camicia da notte.

Il ragazzo continuò a  baciarla sul collo godendo dei gemiti della ragazza. Salì nuovamente a baciarle le labbra, sussurrandole parole dolci. Poi ricominciò a baciarle il collo e le spalle, e scese ancora fino ai seni perfetti di lei. Con lentezza esasperante cominciò a sbottonare la camicia da notte della ragazza e ad accarezzare con le labbra la pelle vellutata dei suoi seni facendole emettere piccoli sospiri. poi scese ancora e percorse con la mano le sue gambe mentre la baciava. Stuzzicò con le dita la sua femminilità mentre lei si contorceva sotto quella piacevole tortura. E mentre lei assaporava quelle sensazioni  lui la penetrò improvvisamente ma con fare delicato. Linda lo strinse più a sé mentre Benji iniziava a muoversi avanti e indietro tra quelle pareti calde e umide.Dopo alcuni minuti di quella dolce tortura l’orgasmo li colse di sorpresa.

 Entrambi ricaddero sui cuscini senza più energie ancora stretti l’uno all’altro.

Quanto avevano aspettato quel momento....Non che non ci fosse stata l’occasione, ma Linda aveva sempre voluto evitarlo, almeno finche Benji avesse avuto la gamba ingessata. Poteva sentire il  respiro caldo del suo amante accarezzarle le spalle.

Lui, cominciò ad accarezzarle i capelli, guardandola fissa negli occhi. Nessuno dei due parlò per non rovinare la magia di quel momento. Linda si strinse di più a lui, fino a quando non si addormentò cullata dalle forti braccia di Benji. Lui non si addormentò subito, rimase a fissarla. Osservò i lineamenti perfetti del suo volto, la sua pelle illuminarsi con i raggi argentei della luna che penetravano dalla finestra. Si accorse di amarla più di quanto credesse....Non poteva nemmeno pensare di separasi da lei.... nessuno avrebbe più potuto dividerli. La baciò sulla fronte e poi si addormentò.

La mattina successiva  Linda si svegliò presto come al solito. Allungò il braccio per cercare Benji...non lo trovò. Con paura si alzò velocemente mise la camicia da notte che aveva la sera prima e scese in fretta le scale. Quando vide Benji seduto sul divano tirò un sospiro di sollievo.

“Ciao Benji”disse la ragazza sedendosi vicino a lui

“Ben svegliata,” disse lui avvicinandosi e baciandola sulle labbra.

La ragazza lo guardò, si accorse di alcuni graffi che aveva lui sulla spalla e che lei gli aveva procurato la notte appena trascorsa. Li sfiorò appena mentre lui la guardava incuriosito.

“Che guardi?”

“Questi graffi” disse lei continuando a passare le dita su quelle piccole ferite “Chi è stato?” chiese lei con un po’ di finta gelosia.

Lui la guardò in modo strano poi disse: “É stata una ragazza, perché? Sei gelosa?”

“Che fai, lo spiritoso?” chiese lei alzando un sopraciglio.

“No, dovrei?”

La ragazza lo guardò seria poi prese un cuscino che c’era sul divano e glielo lanciò contro. 

Lui si parò con le braccia mentre lei con un altro cuscino in mano cercava di colpirlo

“Finiscila!” disse lui ridendo e cercando di fermarla.

La prese per i polsi e le immobilizzò le braccia, poi però cadde su di lei. Lei lo guardava con quegli occhioni viola che lo facevo impazzire, e quello sguardo furbetto che a volte non capiva. Non resistette alla tentazione di perdersi nella dolcezza delle sue labbra. Si abbassò e la baciò con dolcezza sulle labbra morbide. Lei allungò le braccia e le portò dietro al collo di Benji stringendolo un po’ a se. Furono disturbati dallo squillare insistente del telefono. Lei si alzò e rispose.

-Pronto?-

-Ciao Linda, sono John-

-Ehilà! Come va?-

-Mica tanto bene, ho saputo che ti hanno licenziata-

-Ah, lo sapevo....-

-Come mai, insomma che è successo?-

-Una lunga storia....-

-Non sarà mica a causa di quel ragazzo vero?-

-In parte si...ma la storia è molto più lunga-

-Ho capito, ma credo che io forse non sia la persona adatta con cui parlarne...a proposito, come va la gamba di Benji?-

-Beh, sono successe alcune cose e non ho potuto controllare, comunque ti faccio sapere qualcosa entro domani. Grazie-

-Di niente. Ci sentiamo-

-Ok, ciao-

“Chi era al telefono?” chiese Benji

“Era John, l’ortopedico, voleva avvisarmi del mio licenziamento e voleva sapere come va la gamba”

“Alla fine ci è riuscito eh?”

“Già, pare che tuo padre si sia dato da fare!”

“Mi dispiace....”

“No, non preoccuparti, troverò comunque un lavoretto, non è la prima volta che devo arrangiarmi così. Forza, vediamo un po’ come va questa gamba.”

Benji allungò le gambe sul divano mentre Linda cominciò a tastare il ginocchio.

“Siediti e prova ad alzare e ad abbassare la gamba, bravo, così, stendila e piegala, fantastico!”

“Sono felice del tuo entusiasmo, ma ti sembra normale che il ginocchio mi stia facendo morire di male?”

“Si, potrebbero essere i tendini...Ma la finisci di lamentarti?”

“Scusi dottore!”

“Bene, visto che la mobilità sembra a posto credo che potremmo cominciare a camminare...forza alzati”

“Cosa? Ma sei pazza?”

“No, sono solo realista....forza, in piedi!”

 Benji si alzò con l’aiuto delle stampelle, e si resse in piedi con quelle. Quando lo vide Linda le prese e gliele tolse.

“Con queste non vai da nessuna parte tesoro mio!”

“Mi vuoi spiegare senza di quelle invece dove posso andare?”

“Vai esattamente dove dico io, quindi ora ti appendi al mio braccio e ci facciamo una bella passeggiata!”

Benji sapeva che sarebbe stato inutile discutere con quella ragazza, quindi non obbiettò oltre e si arrese al volere di Linda.

“Aspettami qui, vado a vestirmi e scendo subito...ehi, vorrai mica uscire in maniche corte? Guarda che fa freddo!”

“Lo so! Quando scendi portami la felpa per piacere”

“Ok....”

Dopo circa dieci minuti Linda scese, porse il maglione a Benji, si infilarono il giubbotto e uscirono.

“Allora, come va?” chiese lei

“Diciamo che mi sento un idiota, ma per il resto tutto a posto”

“Non fare il cretino, fa male la gamba?”

“Non eccessivamente.”

“Non scherzare, ma se ti fa male torniamo dentro, proviamo più avanti”.

“Nemmeno per sogno, non voglio deluderti! Forza, oggi questo, domani in nazionale!”

Per diversi giorni continuarono così, e la vigilia di Natale era vicina. Tutta la città si era animata, le vetrine dei negozi risplendevano di luci colorate e i bambini guardavano entusiasti tutti i balocchi colorati che i negozianti esponevano sapientemente in vetrina. Linda e Benji passeggiavano per le vie del centro intenti a comprare gli ultimi regali natalizi. Fortunatamente Linda era riuscita a raggiungere un accordo con il direttore dell’ospedale grazie anche all’appoggio di John, che l’aveva aiutata molto.

“Credo che Philip meriti un regalo speciale, non credi?” disse lei.

“Penso proprio di si, gli abbiamo fatto fare pure il ladro!”

“ Senti Benji, che caspita possiamo regalargli? Insomma, non sono brava per queste cose!”

“E io che ne so, di solito non sono le donne quelle che si occupano dei regali, metti anche tu in moto le rotelline! Che ne pensi di una di quelle confezioni con profumo, deodorante e doccia schiuma? Non sono male!”

“Non mi piace affatto regalare profumi, mi sembra di dirgli -tieni questo che puzzi!-”

“In effetti per gli altri ragazzi potrebbe andate bene, puzzano come dei caproni dopo gli allenamenti!”

“Perché, tu non sudi?” chiese lei, quasi malignamente.

“Principessa, io mi lavo, hai mai visto Lenders sotto la doccia? Non so se sa che il doccia schiuma non si beve!”

“Beh, Lenders non l’ho mai visto sotto la doccia, ma se vuoi una scappatina posso farla, non credo che a lui dispiaccia!”

“Devi solo provarci!”

“Uffa, come sei permaloso.... vabbè visto che non mi viene in mente niente di meglio facciamo come hai detto tu... e per gli altri?”

“Un portachiavi?”

“Ho capito, idee esaurite...”

“Non sei tu la donna dalle brillanti idee?”

“Finiscila che quando mi chiama così Philip mi manda in bestia, ti ci metti pure tu?”

“Certo!”

“Potresti ritrovarti senza gambe lo sai?”

“Adesso no, per piacere, ho appena ricominciato a camminare, lascia perdere!”

I due stavano continuando a punzecchiarsi, quando Benji si sentì chiamare.

“Benji!!!!”

I due fidanzati si girarono e videro una ragazza che correva verso di loro. “Sembra uscita dall’uovo di Pasqua” pensò Linda mentre vedeva quella ragazza avvicinarsi.

“Ciao Benji, tesorino!”

Benji arrossì mentre Linda lo guardava inviperita.

Chi cavolo era quella ragazza che chiamava Benji tesorino? Osservò la ragazza....Aveva dei lunghi boccoli biondi e gli occhioni verdi che le brillavano tipo Bamby. Indossava una gonna lunga azzurra ed un golf tipo peluche bianco. Sopra indossava una pelliccia. “Chissà quanti poveri animali hanno ucciso!” si disse la ragazza.

“Va...Valerie....” disse Benji stupito.

Lei gli saltò al collo non prestando alcuna attenzione alla ragazza che era con lui.

“Tesorino quanto tempo!!! Come sono felice di vederti!” disse con una vocina acuta che Linda pensò fosse fatta apposta, ma vedendo il tipo di ragazza capì che non era fatta in falsetto.

La ragazza bionda tentò di baciare Benji, ma il ragazzo prontamente si scostò.

Linda al limite della sopportazione disse con finta calma “Non so chi sia tu...ma se non vuoi trovarti con due braccia di meno ti conviene allontanarti entro tre secondi....tempo scaduto, togliti di mezzo!”

La ragazza che sembrava dal comportamento figlia della regina d’Inghilterra si girò e disse

“E tu chi saresti?”

Se non fosse stato che erano in mezzo alla strada le avrebbe cavato gli occhi in quell’istante, ma fece appello a tutto il suo autocontrollo per non fare qualcosa di spiacevole...

“Potrei farti la stessa domanda...ma mi ritengo una persona educata e non rispondo ad una domanda con un’altra domanda. Io sono la fidanzata del ragazzo a cui tu sei appena saltata addosso, ora posso sapere chi diavolo sei?”

“Povero Benji, pensavo che questa fosse la tua donna di servizio vedendo com’è vestita!” e fece una risatina cretina.

Linda si guardò, com’era vestita? Che c’era che non andava? Aveva una gonna beige a fantasia scozzese lunga fino alle caviglie ed un golfino nero. Gli stivali alti e il cappotto....

“Mi spieghi che cavolo ho che non va?!”

“Insomma, quella gonna tipo tovaglia, il cappotto lungo, si vede proprio che qui in Giappone vi siete dimenticati come ci si veste, e poi i capelli, raccolti tipo donna delle pulizie, non ci siamo...proprio non va! Benji ma come fai a stare con una persona con così poca classe!”

Il ragazzo stava per rispondere, ma Linda gli mise una mano sulla bocca e gli impedì di dire una sola parola. “No Benji, questa faccenda la voglio risolvere da sola! E tu, spiegami che cavolo hanno i miei capelli che non vanno!!”

“Si, quella pettinatura così smessa, i capelli raccolti in quel modo, persino la mia governante che ha 76 anni non la usa più!”

“Davvero....ehi, non mi interessa che cavolo ne pensi tu della mia pettinatura, o dei miei vestiti, o chissà di che cos’altro, l’importante è che la finisci di fare la cretina con Benji, ci siamo capite?”

“Uff, come sei patetica, queste banali scenette di gelosia, tanto lo sappiamo entrambe, non hai speranze contro di me...”

Linda rimase in silenzio...che voleva dire... “Mi vuoi spiegare chi cavolo sei?”

“Già, non mi sono presentata, mi chiamo Valerie Dupont, ma non consumarmi il nome a forza di ripeterlo per piacere! Strano che Benji non ti abbia parlato di me...eppure dovrebbe conoscermi bene!”

“Ma che sta succedendo, Benji che significa?!”

“Significa che Benji è mio e di nessun altro!”

Linda non disse nulla.....e Benji decise di intervenire.

“Non dire cretinate Valerie, tra me e te non c’è un bel niente, sono anni che non ci vediamo!”

“Si, ma io e te siamo stati fidanzati un tempo, te lo sei già dimenticato?”

“Ma non è vero!”

“Lo so, ma solo per colpa tua, io ti avrei dato qualunque cosa!”

Linda era sempre più confusa, chi era quella per pretendere di entrare nella loro vita a quel modo....

“Mi dispiace brunetta, ma siamo arrivati al capolinea, la tua storia con Benji finisce qui!”

Linda non ci vide più, si scagliò contro la ragazza, la prese per i polsi e stringendo con tutte le sue forze le disse a denti serrati:

“Non sai nemmeno cosa stai dicendo, finiscila di avvicinarti a Benji, o quanto è vero che mi chiamo Linda ti farò rimpiangere di essere nata”

Benji si decise a mettere fine a quella scena, mise le mani sulle spalle a Linda e le disse

“Lascia perdere, andiamo via per piacere.”

Linda fece un grande respiro e lasciò la presa ai polsi della ragazza bionda, che le disse:

“Tu non sai chi sono io, posso renderti la vita impossibile!” e poi si allontanò.

Linda rimase immobile, che voleva dire....anche Lawrence le aveva detto la stessa cosa quando lei lo aveva respinto. Si girò verso Benji che aveva il classico sguardo di chi si sente in colpa, e scoppiò a piangere tra le sue braccia.

“Ehi, non ti preoccuperai mica per quello che dice quella li, vero?”

“Non lo so...”

“Sai che di me puoi fidarti vero? Forza, domani è la vigilia, non vorremmo mica rovinarci il Natale vero? Dobbiamo ancora prendere i regali e fare la spesa. Togli quel faccino triste e fammi un bel sorriso.”

Linda si sentì tranquillizzata dalle parole di Benji, si asciugò le lacrime e gli sorrise.

“Allora, che avete da guardare?!” disse la ragazza al gruppetto di gente che sembrava aver seguito tutto ciò che era successo, e che sentendo quelle parole di sparpagliò per il corso.

I due camminarono ancora un po’ poi Linda disse

“Davvero stanno male i capelli?”

“Stai ancora pensando a quello che ha detto quella scema? Ma non l’hai vista, sembrava una bambola! Piuttosto, ti sei decisa per il regalo di Philip?”

“No, ma ci sto pensando. Per gli altri ragazzi?”

“Uhm.....per Lenders basterebbe un po’ di cianuro nell’acqua!”

“Come sei maligno....”

“Dai, credo che poter godere di un cenone natalizio preparato da te sia un onore abbastanza grande da non aver bisogno anche del regalo!”

“Ma come sei spiritoso.....facciamo così, ai ragazzi prendiamo quella roba che hai detto tu, tanto nella profumeria qui dietro sono scontati, per quanto riguarda Philip ci penso io, spero solo di fare in tempo. Detto questo si recarono in profumeria e presero i regali, poi andarono al supermercato e fecero la spesa.  Arrivati a casa misero tutto a posto, poi si sedettero a terra sul tappeto del grande salotto e cominciarono a fare i pacchetti regalo.