The Lovely Linda
capitolo 5
La
mattina si svegliò verso le 10.00, e sentì ancora le braccia forti di Benji
attorno al suo corpo. Guardò il suo volto addormentato. É così
perfetto....pensò cominciando ad accarezzargli le guance e le labbra, poi lui
aprì gli occhi, com’era bello svegliarsi tra le sue braccia, vedere il suo
volto sorridergli appena sveglio....
“Buongiorno”
disse lei.
Lui
si avvicinò e dopo averla baciata appena ricambiò il saluto.
“Dormito
bene?” disse lui
“Si....grazie”
“Di
cosa?”
“Per
ieri sera, per la tua promessa”
Benji
ci pensò un po’, poi nella sua mente fecero capolino queste parole
Mi
prometti che non mi abbandonerai mai?
Benji
sorrise, aveva capito quanto per lei fosse importante quella
promessa...”Forza” disse poi “andiamo a mettere a posto tutto quel caos
che c’è sotto”
“Aspetta”
disse lei tenendogli un braccio “Voglio rimanere ancora un po’ qui...”
Benji
si sdraiò nuovamente nel letto e la abbracciò.
Poi
guardò fuori dalla finestra, aveva cominciato a nevicare.
“Cosa
guardi?” chiese lei incuriosita
“Sta
nevicando”
“Che
bello, sai, in Inghilterra non nevica spesso, piuttosto piove”
“Davvero?”
“Si,
ma la geografia non l’hai mai studiata??”
“Devo
essere sincero?”
“Lasciamo
perdere....
Lei
si appoggiò al petto di Benji poi chiuse gli occhi abbandonandosi completamente
nel forte abbraccio del suo amore, l’unico vero amore della sua vita. In quel
momento le venne in mente una persona...Joseph....credeva davvero di essere
innamorata.
Poi
qualcosa andò storto...in effetti lui aveva 5 anni più di lei all’epoca, e
lei era solo una ragazzina sedicenne. L’aveva fatta soffrire parecchio.
All’inizio tutto sembrava meraviglioso, magico. Ricorda come fosse ieri la
prima volta che avevano fatto l’amore...veramente non era affatto stato
magico...come tutte le ragazzine della sua età sognava la sua prima volta come
qualcosa di meraviglioso, di dolce
e delicato....ma la delicatezza non era proprio il lato migliore di Joseph,
diciamo che era un po’ rude....a volte violento...poi....quando aveva saputo
che era rimasta incinta figuriamoci, era andato su tutte le furie....gliene
aveva dette di tutti i colori.... É così diverso da Benji...pensò infine. Se
fosse stato lui sicuramente si sarebbe preso le sue responsabilità, o almeno ne
avrebbero parlato. É vero che lei aveva solo 17 anni, ma forse, si sarebbe
potuta trovare una soluzione migliore...Non poteva ancora dimenticare ciò che
le aveva detto....Mi hai rovinato la vita....come aveva potuto essere così
cattivo con lei, che era già abbastanza sconvolta per aver scoperto di
aspettare un bambino....Si strinse un po’ di più a Benji. Com’era bello
sentire il suo calore mentre fuori faceva freddo....
Dopo
circa un quarto d’ora decisero di alzarsi. Scesero di sotto e si sedettero al
tavolo della cucina per la colazione. Linda guardò l’orologio....le 10.30.
Stava andando nel cucinino per preparare il caffè quando sentì qualcuno
scendere dalle scale.
Dalla
porta spuntarono Philip e Jenny ancora un po’ addormentati.
“Finalmente
si sono svegliati i piccioncini eh?”disse Linda “Caffè?”
I
due annuirono poi si sedettero sulle sedie davanti al tavolo. Poi Linda chiese
un po’ sfacciatamente a Jenny
“Did
you having fun this night?”
Naturalmente
in inglese, sapendo bene che né Philip né Benji avrebbero capito.
La
povera Jenny era stata colta alla sprovvista da quella domanda e diventò tutta
rossa in voltoe ci mise un po’ per mettere insieme le parole per comporre una
frase sensata
“Ehm....yes....I....I...did.....”
“I’m
very happy!” disse Linda strizzando l’occhio all’amica.
“Di
cosa sei felice?” chiese Benji
“ma
allora tu di inglese capisci solo quello che ti pare!”
“Non
ci vogliono 7 scienze a capire che vuol dire Happy, anche il mio cane si
chiamava così!”
“Ok,
stendiamo un velo pietoso.....”
Passarono
quel poco che restava della mattina a mettere in ordine la casa, poi dopo pranzo
mentre Philip e Jenny andavano un po’ in giro per la città, Benji e Linda
andarono a fare una corsa. Così cominciò il recupero definitivo del portiere.
Passarono
molti mesi, ormai Benji era in piena forma e aveva ricominciato ad allenarsi
regolarmente con i suoi compagni, ed anche Linda aveva ricominciato a lavorare
in ospedale. Ad entrambi sembrava così strano stare lontani per così tante ore
al giorno, ma erano comunque felici. Anche se, si sa, la vita non va mai come
vorremmo, infatti un’altro evento stava per turbare la vita della coppia.
I
ragazzi della nazionale avevano deciso di allenarsi fino a tardi in vista
dell’imminente partita con la rappresentativa europea, che si sarebbe tenuta
da lì a due settimane mentre Linda faceva il turno serale in pronto soccorso,
vedendo che se la cavava bene anche da sola, spesso si trovava di turno lì.
Erano le dieci meno un quarto, tra poco sarebbe potuta tornare a casa. Il tempo
passò in fretta, e fortunatamente quella sera sembrava piuttosto tranquilla, a
parte i soliti casi di routine non c’era stata nessuna emergenza, a parte un
ragazzo che aveva avuto un incidente in motorino, a che comunque stava
migliorando. Era arrivata l’ora di tornare a casa. Linda salutò i colleghi,
si mise il cardigan ed uscì. Era una serata abbastanza calda...in effetti siamo
a luglio...pensò....che bello, tra poco si va in vacanza.... Lei e Benji
avevano deciso di andare in Inghilterra, o meglio....Benji l’aveva deciso.
Sembrava affascinato dagli incantevoli paesaggi scozzesi che vedeva in qualche
foto di Linda da bambina, oppure dalle fotografie di Londra, o della Isle of
Wight dove da piccola andava in vacanza con la colonia, o più raramente con i
suoi genitori. Non aveva roprio saputo dirgli di no...e poi così sarebbe stato
obbligato a dire qualche parola in inglese....ridacchiò un po’ pensandoci.
Mentre
si dirigeva verso l’auto sentì un rumore alle spalle,
“Sarà
un gatto” pensò.
Fece
ancora qualche passo e......
Benji
nel frattempo aveva finito l’allenamento ed anche lui si preparava a tornare a
casa. Stava per uscire dallo spogliatoio, quando arrivò correndo Patty con un
telefono cellulare in mano.
La
ragazza sembrava molto preoccupata, poi porse il telefono a Benji dicendo
“É
per te, svelto, sembra essere molto importante!”
Benji
rispose, dall’altra parte rispose una voce maschile. Sullo spogliatoio era
calato il silenzio, quella telefonata sembrava molto importante....
Dopo
qualche secondo senza dire niente Benji poggiò velocemente il telefono su una
panca e corse via. Dall’altra parte della cornetta qualcuno sembrava chiamare
Benji, e Philip intuendo che doveva essere qualcosa di molto grave prese il
telefono e disse
-Che
diavolo è successo?-
La
persona dall’altra parte si accorse che non era più la stessa persona e ripeté
ciò che aveva già detto
-Si
tratta della signorina Harrison, è stata aggredita, ora è al pronto soccorso
dell’ospedale di Fujisawa, è molto grave!-
Philip
attaccò e dopo essersi vestito in fretta a furia uscì velocemente, ma venne
bloccato da Holly, che non aveva capito che diavolo era successo.
“Mi
spieghi chi era al telefono???”
“Non
c’è tempo, si tratta di Linda, è stata aggredita, si trova in ospedale,
muoviti!”
Il
volto di Holly assunse un’espressione indecifrabile, come del resto tutti gli
altri della squadra, che seguirono Philip.
In
meno di un’ora arrivarono tutti, e videro Benji seduto davanti alla sala
operatoria, con la testa tra le mani. Nessuno sapeva cosa dire....nessuno
conosceva le parole giuste....Tra le mani continuava a rigirare l’anello che
le aveva regalato quando le aveva chiesto di sposarlo.
Passò
del tempo...un’ora...due...chi può dire quanto.....per tutto quel tempo i
ragazzi erano rimasti in silenzio, accanto a Benji, attendendo che qualcuno
disse loro cos’era successo.....
Poi,
la luce rossa della camera operatoria si spense. Tutti si alzarono in piedi, in
attesa di avere qualche notizia, tutti tranne Benji, che non si mosse dalla sua
posizione. Poi uscì un medico, sembrava molto affaticato, guardò i ragazzi poi
disse
“Siete
parenti?”
I
ragazzi si guardarono, in effetti nessuno di loro aveva un legame non lei, se
non pura amicizia e rispetto. Fecero segno di no con la testa, e il medico si
rivolse a Benji che nel frattempo sembrava si fosse svegliato dal lungo sonno, e
disse
“Lei?”
Benji
disse di no, ma prontamente intervenne Philip che disse al medico
“Lui
è il fidanzato della ragazza, può dirci cos’è successo?”
Il
medico prese fiato e si sedette vicino a Benji, poi disse
“La
sua fidanzata è ridotta male...ma se la caverà”
“Lei....può
dirmi cos’è successo?” chiese il ragazzo con un filo di voce senza guardare
il medico in volto.
“Mi
hanno detto che aveva appena finito il turno, era uscita per dirigersi alla sua
auto. dopo qualche minuto i ragazzi del pronto soccorso l’hanno sentita
gridare, sono corsi da lei e l’hanno trovata in una pozza di sangue davanti
alla macchina. Fortunatamente l’hanno portata qui in tempo......Lei....sa se
per caso avesse avuto qualche discussione, qualche problema con qualcuno?”
Benji
pensò, li a Fujisawa le volevano tutti bene, era molto amata dalle persone del
quartiere....fece cenno di no con la testa, poi dopo qualche secondo, a lui,
come anche a tutti i ragazzi che erano presenti alla festa della notte di
Natale, venne in mente una scena, una frase....
Questa
volta hai vinto tu Linda, ma stai certa che non sarà oggi, non sarà domani, ma
al più presto me la pagherai...
Tutti
i ragazzi pensarono la stessa identica cosa....si guardarono l’un l’altro,
consapevoli di pensarla tutti allo stesso modo.....anche Benji lo sapeva, ma
quando il medico chiese nuovamente se avesse per così dire “dei nemici”,
lui ribadì la risposta che aveva dato prima.
Il
medico si alzò, fece per tornare nella sala operatoria, ma Benji lo fermò per
un braccio poi chiese semplicemente
“Mi
assicuri che ce la farà....è tutto quello che ho....”
Il
dottore appoggiò la mano sulla spalla di Benji ed abbozzò un mezzo sorriso per
tranquillizzare il ragazzo, poi tornò in sala operatoria.
Philip
si sedette vicino a Benji e gli disse
“Forza
Benji, fatti coraggio....l’ha detto anche il dottore, ce la farà sicuramente,
Linda è forte.”
Benji
lo sapeva, sapeva quanto la sua donna fosse
forte e determinata, ma forse questo non sarebbe bastato...
Passarono
altri dieci minuti...niente...non si sapeva niente....poi tutto d’un tratto la
porta della camera operatoria si aprì e uscirono alcuni infermieri con Linda,
che giaceva sulla barella con alcuni flebo attaccati al braccio. Benji la guardò....aveva
alcuni lividi sulle braccia e sugli zigomi, non la riconosceva quasi....
La
seguì fino in camera, poi mise una sedia vicino al suo letto e rimase lì a
fissarla.....
Era
mattina, il sole filtrava dalle fessure delle tende....Benji aprì un po’ gli
occhi...doveva essersi addormentato. Si guardò nervosamente intorno. Linda era
lì, immobile, nella stanza c’era il silenzio più assoluto, se non fosse per
l’insistente rumorino dell’elettroencefalogramma che scandiva ritmicamente
la vita della ragazza. Dopo qualche secondo entrò il dottore della sera
precedente. Il suo viso sembrava calmo. Si avvicinò a Linda, poi guardando
Benji disse
“Non
devi preoccuparti, si sveglierà presto”
“Dottore...ma
è in coma?”
Il
dottore esitò un momento...poi si avvicinò a Benji....
“Ho
studiato per anni e anni, la vita, la morte....eppure tutti questi fenomeni a
volte anche per me non hanno spiegazione. Se non l’avessi visto con i miei
occhi non avrei detto che Linda se la sarebbe cavata....questa ragazza deve
avere qualcuno che la protegge...lassù....posso però assicurarti che si
sveglierà...diciamo che è ancora un po’ provata....ma si sveglierà...”
Detto
questo il dottore se ne andò lasciando Benji nuovamente da solo. Il ragazzo
pensò molto a quello che aveva sentito.....si sveglierà.... e quando questo
accadrà lui sarà li.
Passò
qualche ora, Benji stava li, immobile fedele alle sue convinzioni, non si
sarebbe mosso da li per nulla al mondo, quando qualcuno bussò alla porta. Benji
non rispose, poi la porta si aprì ed entrò un giovane che Benji conosceva
molto bene.
“Julian?
che ci fai qui?”
“Volevo
sapere come va....” poi guardò Linda “ma non mi sembra che ci siano novità...”
Il
ragazzo si sedette vicino a Benji e dopo qualche attimo di silenzio disse:
“É
molto bello quello che stai facendo, quando si sveglierà, sarà felice di
averti al suo fianco....”
Benji
guardò l’amico, anche lui doveva aver vissuto quella situazione, più di una
volta.
“Molte
persone ti diranno -vai a casa, ti do io il cambio- ma tu se non è
indispensabile non farlo, quando si è così deboli, indifesi, si vuole solo una
persona accanto, la persona che ami di più, ed è così bello svegliarsi e
sentire che ti tiene la mano, o vedere i suoi occhi accendersi nel vedere che ce
l’hai fatta... Non sai che felicità era per me, ogni volta che riaprivo gli
occhi, vedere il volto di Amy sorridermi, sapevo che non si sarebbe mai
allontanata da me, ne ero sicuro....per questo ti dico di fare il possibile per
non allontanarti da lei, sei tu la prima persona che vorrebbe vedere”
Benji
rimase in silenzio di sicuro esperienze del genere segnavano la vita, ma lui
sembrava sereno.
“Non
avevi paura...di non farcela....”
“No,
ho sempre lottato con tutte le mie forze, sapevo che ce l’avrei fatta, dovevo
farlo per i miei genitori, per tutti quelli che mi vogliono bene,ma soprattutto
per me stesso, e per Amy, lei aveva fiducia in me, e so che anche tu ne hai in
Linda.”
“Grazie
Julian, ora mi sento meglio....”
“É
il minimo che potessi fare, ah, poco fa ho
parlato con il mister, sembra che appena Linda si sia ripresa, vogliano farle
una proposta, non so però di cosa si tratti”
“Non
ne so niente.....”
“Beh,
ora ti saluto, tra poco iniziamo gli allenamenti, non preoccuparti tu
l’importante è che stai con lei”
“Va
bene, salutami gli altri”.
Julian
lasciò la stanza e si diresse all’uscita, dove Amy lo aspettava, intanto
Benji rifletteva sulle parole dell’amico.
Il
tempo sembrava non passare mai, nella stanza continuavano ad entrare medici ed
infermieri, ora per una cosa, ora per l’altra, ma Linda era ancora li,
immobile e pacifica in quel letto d’ospedale. Passò altro tempo, un
infermiera era entrata per cambiare la garza che proteggeva la ferita che era
stata provocata a Linda in pieno ventre, Benji continuava a chiedersi chi
potesse essere stato a picchiarla e ferirla con tanta violenza.... Aveva pensato
anche a Valerie, alla frase che le aveva detto la notte di Natale.... Ma Benji
sapeva anche che sarebbe stato inutile accusarla, non c’erano le prove, e
almeno fino a che Linda non si fosse svegliata non avrebbero saputo niente. Era
ora di pranzo, ma Benji sembrava avere lo
stomaco chiuso, non voleva mangiare niente, aveva rifiutato persino la
gentilezza di un infermiera che gli aveva portato un panino. Passò anche
qualche ora, sembrava non succedere niente di nuovo. Benji si avvicinò di più
al letto, prese la mano di Linda e la strinse tra le sue....
“Non
mi lasciare” sussurrava con un filo di voce.... “Non mi lasciare....”
Come
in un sogno Benji sentì la mano di Linda animarsi un po’, ricambiare quella
stretta...Benji le guardò il volto, i suoi occhi cercavano con fatica di
aprirsi, le labbra si muovevano, ma lui non riusciva ad udire una sola
parola....
Linda
sentiva le palpebre pesanti, con un po’ di fatica aprì gli occhi....Benji....era
rimasto li accanto a lei... Cercò di dire qualcosa, ma sentiva la voce troppo
debole per uscire.... Sorrise... Sapeva che a Benji piaceva vederla sorridere.
Benji
la guardò incantato, com’era bella, anche con quei lividi sul volto, era
bellissima, i suoi occhi erano tornati ad illuminarsi, le sue labbra gli avevano
regalato il sorriso più bello che lui avesse mai visto.
“Sei
rimasto qui....grazie...” disse lei con la poca voce che era riuscita a tirare
fuori.
“Si,
non mi sono mai allontanato....stai bene?”
“Bene....si,
ora che ti ho visto”
Benji
le diede un piccolo bacio sulla mano che stringeva ancora tra le sue. Non gli
sembrava vero.... Poi Benji chiamò il dottore della sera precedente, che visitò
la ragazza.
Passarono
alcuni giorni, Linda stava decisamente meglio, i vistosi ematomi che aveva sul
viso e sulle braccia stavano
sparendo, e non vedeva l’ora di uscire da quell’ospedale. Con molta fatica
aveva convinto Benji a ricominciare gli allenamenti, grazie anche a Patty, che
aveva promesso al portiere che sarebbe andata lei da Linda quando lui era agli
allenamenti.
Uno
di questi giorni, proprio mentre Patty era da Linda il dottore entrò per
visitare Linda, controllò il lungo taglio che aveva sul ventre, la ferita si
era rimarginata ed era ora di togliere i punti. Ancora qualche giorno e sarebbe
potuta uscire dall’ospedale!
Linda
telefonò subito a Benji per dargli la bella notizia.
Finalmente
era arrivato il giorno in cui Linda sarebbe uscita dall’ospedale. Quello
stesso pomeriggio ci sarebbe stata la partita Giappone/Rappresentativa Europea,
e Benji non era potuto andare a prenderla. Linda prese le sue stampelle e con la
caviglia fasciata a causa della slogatura si diresse verso l’ascensore dove
l’aspettava Patty.
“Che
ti ha detto il dottore?”
“Ha
detto di tenere la fasciatura e poi di portarla a fare rivedere tra 15 giorni,
ma non credo che mi rivedranno tanto presto!”
“In
effetti potresti non dover tornarci più davvero...”
“Che
dici Patty?? Se non ci entro come paziente ci entro comunque come infermiera...remember?”
L’ascensore
era arrivato, le due ragazze salirono facendosi un po’ di spazio tra il
mucchio di gente che doveva salire o scendere, quando finalmente furono fuori
Patty disse:
“Già,
non te l’ho detto, Marshall ha chiesto che tu venga a far parte della
nazionale come infermiera.”
“Cosa????”
“Uff...hai
presente quei simpatici omini che corrono come degli indemoniati avanti e
indietro per il campo da calcio? Bene, nel caso che dovessero perdere i pezzi,
per così dire, ci sarebbe una certa signorina che fa tipo pronto soccorso....ti
sfugge qualcosa?”
“Si,
di chi cavolo è stata l’idea?”
“Beh....questo
non posso dirtelo”
“Forza
Patty, se per caso è stato Benji, voglio saperlo”
“Pensi
che non si fidi di te?”
“Penso
solo che lui abbia paura per me, e che voglia avermi sott’occhio....forse si,
non si fida del tutto.....”
“Beh,
l’idea non è stata sua, se questo ti fa sentire meglio...”
“E
allora? Di chi è stata?”
“Se
te lo dico non ci crederai mai..”
“Forza
spara!”
“Beh....il
pomeriggio prima che tu venissi aggredita anzi, no, il giorno stesso, c’era
stata la quotidiana scazzottata tra Benji e Mark, sai quanto sono cretini tutti
e due”
“Si,
sono anime gemelle direi!” disse la ragazza ridendo.
“Comunque,
Mark si è rotto il labbro, quando imparerà che da Benji le prende? Comunque,
ti dicevo, Mark si è rotto il labbro e poi Denny Mellow ha detto: -credo
proprio che ci vorrebbe Linda come infermiera!!!- Sul momento risero tutti, poi
la mattina dopo, mentre Benji era in ospedale da te, Marshal ha tirato fuori
questa trovata, Allora che ne pensi?”
“Penso
che come idea non sia male, così Benji non dovrà tornare a casa in treno!”
“Eh?”
“Insiste
che la macchina devo tenerla io, poi così quello scimunito deve tornare a casa
in treno dopo gli allenamenti!”
“Beh,
allora pensi di accettare?”
“Come
idea mi piace....sai, nell’ultimo periodo io e Benji ci vedevamo ben poco, nel
senso, da quando ho ricominciato a lavorare.”
“Bene,
allora affare fatto, sbrighiamoci ad andare alla macchina!”
“Che
macchina??? Da quando hai la macchina?”
“Ma
se nemmeno ho la patente! La vedi quell’auto grigia laggiù???”
“E
allora?”
“Sono
i genitori di Holly, ci tenevano tanto ad accompagnarti alla partita!!”
Le
due ragazze salirono in macchina salutando e soprattutto per quanto riguarda
Linda, ringraziando per quello che stavano facendo.
Dopo un po’ arrivarono davanti allo stadio di Tokyo. La partita stava
per cominciare. Quando arrivarono a bordo campo, grazie al fatto che Patty
faceva parte delle manager, i ragazzi erano già in campo. La partita era
cominciata da un minuto. La panchina giapponese era in silenzio Marshall
sembrava sereno.
“Buongiorno
signor allenatore, guardi chi ho portato?!” disse Patty distraendo
l’allenatore dai suoi contorti pensieri calcistici.
L’uomo
si girò e quando vide Linda che lo salutava gli si illuminarono quasi gli
occhi. Tutti i ragazzi salutarono calorosamente Linda che poi si sedette tra Amy
e Patty. Tutti seguivano la partita, le squadre sembravano equivalersi, ed
essendo tutti molto concentrati sul gioco nessuno dei ragazzi in campo si
accorse della presenza di Linda che un po’ di nascosto tifava per l’Europa,
anche se, vedere la squadra di Benji vincere sarebbe stata la più grande
soddisfazione che avrebbe potuto avere.
Schneider
aveva preso palla e si dirigeva indisturbato verso la porta di Benji senza che
nessuno dei giocatori nipponici potesse impedirlo. Mancavano pochi metri perché
arrivasse al limite dell’area. Vedendo il giovane campione tedesco dirigersi
speditamente verso la porta, dalla panchina tutti non poterono fare a meno di
incoraggiare Benji, che si trovava di fronte ad una difficile parata. Benji
sentiva indistintamente la voce dei suoi compagni, era felice della fiducia che
avevano in lui, poi, sentì una voce diversa dalle altre, era una voce che
conosceva bene....
“Forza
Benji!!!!! Non deludermi!!!!!”
Il
portiere riconobbe subito quella voce, era Linda, la sua Linda! Avrebbe parato
quel pallone, l’avrebbe parato a tutti i costi, lei si era tanto sacrificata
per fare in modo che lui tornasse a giocare, ed ora voleva mostrarle che tutti
quegli sforzi erano serviti a qualcosa, non l’avrebbe delusa, l’avrebbe resa
orgogliosa di lui....
Schneider
era in posizione di tiro....
“Ora
assaggerai questa cannonata Price!!!! Ti conviene non intercettarla nemmeno!”
pensava Schneider, si era allenato tantissimo per fare quel tiro, dopo che Linda
aveva scoperto il segreto del suo tiro precedente aveva cambiato tattica, in
quel tiro c’era tutta la sua potenza...
Benji
era immobile...attendeva il tiro del Kaiser tedesco....doveva pararla, a tutti i
costi....
Schneider
tirò, con tutta la forza che aveva in corpo, ormai tutti pensavano che sarebbe
stato goal, tutti ma non Linda, sapeva che Benji avrebbe parato quel pallone, e
così successe.
Seppure
con un po’ di difficoltà il mitico portiere giapponese bloccò il
pallone....ce l’aveva fatta!
La
partita finì 2-0 per il Giappone, Benji non aveva fatto passare nemmeno una
palla, non aveva deluso Linda, e si era guadagnato il titolo di miglior portiere
del mondo!
Dopo
circa due mesi.....
Linda
era seduta nervosamente in camera sua....Patty continuava a fare avanti e
indietro con Amy.... “Volete smetterla di girare come due trottole???? Sono già
abbastanza agitata!!!!”
“E
ci credo!” disse la dolce Amy “Tra due ore e mezza ti sposi!!!”
“E
non ricordarmelo! Respira Linda respira....”
“Forza,
mettiti il vestito!” disse Patty porgendole l’abito bianco.
Linda
deglutì, si tolse l’accappatoio, visto che aveva appena fatto la doccia,
infilò la biancheria intima e prese il vestito. lo mise facendosi aiutare da
Patty ed Amy. Poi si guardò allo specchio....le sembrava di sognare....Il lungo
vestito bianco era semplice ed accarezzava gentilmente le sue forme. Le maniche
erano ornate da un nastrino azzurro che ne riprendeva l’orlo. Sul corpetto
c’erano minuscoli ricami argentati.
“Ed
ora i capelli” Disse Amy armandosi di spazzola e Phon.
“Sei
sicura di quello che fai vero Amy????”
“Uffa
Linda come sei diffidente!!!!”
“Sai
com’è...ai capelli ci tengo! E sposarmi come uno spaventapasseri....non mi
sembra proprio il caso!!!”
La
ragazza sbuffò, poi tolse la pinza dai capelli di Linda e cominciò a
pettinarli. con il phon li lisciò tutti, poi li raccolse in uno chignon
lasciando cadere morbidamente qualche ciuffo, che poi acconciò
sapientemente creando dei morbidi boccoli e lasciando qualche ciuffo liscio.
Linda
si guardò
“Caspita
Amy, ma perché non hai fatto la parrucchiera?”
Amy
sorrise arrossendo un po’, ora toccava solo più al trucco. Linda illuminò
sapientemente le palpebre con un ombretto color avorio che evidenziava lo
splendido colore dei suoi occhi, con l’eye liner sottolineò la forma
all’insù dei suoi occhi e con il mascara allungò le folte ciglia. Diede una
spolverata di colore sugli zigomi e rallegrò le labbra carnose con un
lucidalabbra rosato.
Era
pronta, si guardò allo specchio nuovamente, si, andava bene...ora mancava solo
una cosa....il coraggio!
“Forza
Linda, è ora di andare!” disse Patty mettendole una mano sulla spalla.
Linda
fece un gran respiro, poi si diresse verso la porta Li fuori l’aspettava
l’auto che l’avrebbe portata in chiesa. Arrivarono davanti alla chiesa in
perfetto orario, li fuori ci sarebbe dovuto essere Philip, avevano deciso che
sarebbe stata lui ad accompagnarlo all’altare. Aperta la portiera dell’auto
Linda vide Philip ad aspettarla. Uscì nervosamente dall’auto.
“Allora?
sei pronta?”
“Credo...credo
di si....”
“Andiamo
allora.”
Philip
prese la ragazza sottobraccio e l’accompagnò in chiesa. Era molto nervosa!
“Rilassati
Linda, stai tremando!”
“Lo
so......respira Linda....respira....”
Entrarono
in chiesa, Linda si guardò un momento intorno, vide qualcuno che non si sarebbe
mai aspettata, seduta davanti a
tutti una donna dai capelli neri e gli occhi verdi come smeraldi la guardava
incantata, accanto a lei due bambinetti di 4 e sei anni, con i capelli e gli
occhi della mamma, le facevano ciao con la manina.
“Heather....”
Poi
guardò davanti a se....Benji....il suo volto era sicuro e gentile allo stesso
tempo, la guardava sorridendole. In quel momento tutto il nervosismo e le paure
che aveva si dissolsero come neve al sole. Anche Philip se ne accorse, le lasciò
il braccio, sentendosi quasi di troppo. Lei fece ancora pochi passi, poi si
ritrovò occhi negli occhi con il su amore.
Il
prete cominciò la celebrazione. (non sto a scriverla tutta perché non mi
ricordo quello che dice). Arriviamo direttamente alla fine.
“Vi
dichiaro marito e moglie, puoi baciare la sposa.”
Benji
guardò negli occhi la sua donna, sua moglie....finalmente il loro sogno
d’amore si coronava. Lei rispondeva allo sguardo innamorato di Benji. Poi
poggiarono dolcemente le loro labbra, suggellando con quel bacio l’unione
delle loro vite.
THE
END