The Lovely Linda

capitolo 5

La mattina si svegliò verso le 10.00, e sentì ancora le braccia forti di Benji attorno al suo corpo. Guardò il suo volto addormentato. É così perfetto....pensò cominciando ad accarezzargli le guance e le labbra, poi lui aprì gli occhi, com’era bello svegliarsi tra le sue braccia, vedere il suo volto sorridergli appena sveglio....

“Buongiorno” disse lei.

Lui si avvicinò e dopo averla baciata appena ricambiò il saluto.

“Dormito bene?” disse lui

“Si....grazie”

“Di cosa?”

“Per ieri sera, per la tua promessa”

Benji ci pensò un po’, poi nella sua mente fecero capolino queste parole

Mi prometti che non mi abbandonerai mai?

Benji sorrise, aveva capito quanto per lei fosse importante quella promessa...”Forza” disse poi “andiamo a mettere a posto tutto quel caos che c’è sotto”

“Aspetta” disse lei tenendogli un braccio “Voglio rimanere ancora un po’ qui...”

Benji si sdraiò nuovamente nel letto e la abbracciò.

Poi guardò fuori dalla finestra, aveva cominciato a nevicare.

“Cosa guardi?” chiese lei incuriosita

“Sta nevicando”

“Che bello, sai, in Inghilterra non nevica spesso, piuttosto piove”

“Davvero?”

“Si, ma la geografia non l’hai mai studiata??”

“Devo essere sincero?”

“Lasciamo perdere....

Lei si appoggiò al petto di Benji poi chiuse gli occhi abbandonandosi completamente nel forte abbraccio del suo amore, l’unico vero amore della sua vita. In quel momento le venne in mente una persona...Joseph....credeva davvero di essere innamorata.

Poi qualcosa andò storto...in effetti lui aveva 5 anni più di lei all’epoca, e lei era solo una ragazzina sedicenne. L’aveva fatta soffrire parecchio. All’inizio tutto sembrava meraviglioso, magico. Ricorda come fosse ieri la prima volta che avevano fatto l’amore...veramente non era affatto stato magico...come tutte le ragazzine della sua età sognava la sua prima volta come qualcosa di meraviglioso,  di dolce e delicato....ma la delicatezza non era proprio il lato migliore di Joseph, diciamo che era un po’ rude....a volte violento...poi....quando aveva saputo che era rimasta incinta figuriamoci, era andato su tutte le furie....gliene aveva dette di tutti i colori.... É così diverso da Benji...pensò infine. Se fosse stato lui sicuramente si sarebbe preso le sue responsabilità, o almeno ne avrebbero parlato. É vero che lei aveva solo 17 anni, ma forse, si sarebbe potuta trovare una soluzione migliore...Non poteva ancora dimenticare ciò che le aveva detto....Mi hai rovinato la vita....come aveva potuto essere così cattivo con lei, che era già abbastanza sconvolta per aver scoperto di aspettare un bambino....Si strinse un po’ di più a Benji. Com’era bello sentire il suo calore mentre fuori faceva freddo....

Dopo circa un quarto d’ora decisero di alzarsi. Scesero di sotto e si sedettero al tavolo della cucina per la colazione. Linda guardò l’orologio....le 10.30. Stava andando nel cucinino per preparare il caffè quando sentì qualcuno scendere dalle scale.

Dalla porta spuntarono Philip e Jenny ancora un po’ addormentati.

“Finalmente si sono svegliati i piccioncini eh?”disse Linda “Caffè?”

I due annuirono poi si sedettero sulle sedie davanti al tavolo. Poi Linda chiese un po’ sfacciatamente a Jenny

“Did you having fun this night?”

Naturalmente in inglese, sapendo bene che né Philip né Benji avrebbero capito.

La povera Jenny era stata colta alla sprovvista da quella domanda e diventò tutta rossa in voltoe ci mise un po’ per mettere insieme le parole per comporre una frase sensata

“Ehm....yes....I....I...did.....”

“I’m very happy!” disse Linda strizzando l’occhio all’amica.

“Di cosa sei felice?” chiese Benji

“ma allora tu di inglese capisci solo quello che ti pare!”

“Non ci vogliono 7 scienze a capire che vuol dire Happy, anche il mio cane si chiamava così!”

“Ok, stendiamo un velo pietoso.....”

Passarono quel poco che restava della mattina a mettere in ordine la casa, poi dopo pranzo mentre Philip e Jenny andavano un po’ in giro per la città, Benji e Linda andarono a fare una corsa. Così cominciò il recupero definitivo del portiere.

Passarono molti mesi, ormai Benji era in piena forma e aveva ricominciato ad allenarsi regolarmente con i suoi compagni, ed anche Linda aveva ricominciato a lavorare in ospedale. Ad entrambi sembrava così strano stare lontani per così tante ore al giorno, ma erano comunque felici. Anche se, si sa, la vita non va mai come vorremmo, infatti un’altro evento stava per turbare la vita della coppia.

I ragazzi della nazionale avevano deciso di allenarsi fino a tardi in vista dell’imminente partita con la rappresentativa europea, che si sarebbe tenuta da lì a due settimane mentre Linda faceva il turno serale in pronto soccorso, vedendo che se la cavava bene anche da sola, spesso si trovava di turno lì. Erano le dieci meno un quarto, tra poco sarebbe potuta tornare a casa. Il tempo passò in fretta, e fortunatamente quella sera sembrava piuttosto tranquilla, a parte i soliti casi di routine non c’era stata nessuna emergenza, a parte un ragazzo che aveva avuto un incidente in motorino, a che comunque stava migliorando. Era arrivata l’ora di tornare a casa. Linda salutò i colleghi, si mise il cardigan ed uscì. Era una serata abbastanza calda...in effetti siamo a luglio...pensò....che bello, tra poco si va in vacanza.... Lei e Benji avevano deciso di andare in Inghilterra, o meglio....Benji l’aveva deciso. Sembrava affascinato dagli incantevoli paesaggi scozzesi che vedeva in qualche foto di Linda da bambina, oppure dalle fotografie di Londra, o della Isle of Wight dove da piccola andava in vacanza con la colonia, o più raramente con i suoi genitori. Non aveva roprio saputo dirgli di no...e poi così sarebbe stato obbligato a dire qualche parola in inglese....ridacchiò un po’ pensandoci.

Mentre si dirigeva verso l’auto sentì un rumore alle spalle,

“Sarà un gatto” pensò.

Fece ancora qualche passo e......

 

Benji nel frattempo aveva finito l’allenamento ed anche lui si preparava a tornare a casa. Stava per uscire dallo spogliatoio, quando arrivò correndo Patty con un telefono cellulare in mano.

La ragazza sembrava molto preoccupata, poi porse il telefono a Benji dicendo

“É per te, svelto, sembra essere molto importante!”

Benji rispose, dall’altra parte rispose una voce maschile. Sullo spogliatoio era calato il silenzio, quella telefonata sembrava molto importante....

Dopo qualche secondo senza dire niente Benji poggiò velocemente il telefono su una panca e corse via. Dall’altra parte della cornetta qualcuno sembrava chiamare Benji, e Philip intuendo che doveva essere qualcosa di molto grave prese il telefono e disse

-Che diavolo è successo?-

La persona dall’altra parte si accorse che non era più la stessa persona e ripeté ciò che aveva già detto

-Si tratta della signorina Harrison, è stata aggredita, ora è al pronto soccorso dell’ospedale di Fujisawa, è molto grave!-

Philip attaccò e dopo essersi vestito in fretta a furia uscì velocemente, ma venne bloccato da Holly, che non aveva capito che diavolo era successo.

“Mi spieghi chi era al telefono???”

“Non c’è tempo, si tratta di Linda, è stata aggredita, si trova in ospedale, muoviti!”

Il volto di Holly assunse un’espressione indecifrabile, come del resto tutti gli altri della squadra, che seguirono Philip.

In meno di un’ora arrivarono tutti, e videro Benji seduto davanti alla sala operatoria, con la testa tra le mani. Nessuno sapeva cosa dire....nessuno conosceva le parole giuste....Tra le mani continuava a rigirare l’anello che le aveva regalato quando le aveva chiesto di sposarlo.

Passò del tempo...un’ora...due...chi può dire quanto.....per tutto quel tempo i ragazzi erano rimasti in silenzio, accanto a Benji, attendendo che qualcuno disse loro cos’era successo.....

Poi, la luce rossa della camera operatoria si spense. Tutti si alzarono in piedi, in attesa di avere qualche notizia, tutti tranne Benji, che non si mosse dalla sua posizione. Poi uscì un medico, sembrava molto affaticato, guardò i ragazzi poi disse

“Siete parenti?”

I ragazzi si guardarono, in effetti nessuno di loro aveva un legame non lei, se non pura amicizia e rispetto. Fecero segno di no con la testa, e il medico si rivolse a Benji che nel frattempo sembrava si fosse svegliato dal lungo sonno, e disse

“Lei?”

Benji disse di no, ma prontamente intervenne Philip che disse al medico

“Lui è il fidanzato della ragazza, può dirci cos’è successo?”

Il medico prese fiato e si sedette vicino a Benji, poi disse

“La sua fidanzata è ridotta male...ma se la caverà”

“Lei....può dirmi cos’è successo?” chiese il ragazzo con un filo di voce senza guardare il medico in volto.

“Mi hanno detto che aveva appena finito il turno, era uscita per dirigersi alla sua auto. dopo qualche minuto i ragazzi del pronto soccorso l’hanno sentita gridare, sono corsi da lei e l’hanno trovata in una pozza di sangue davanti alla macchina. Fortunatamente l’hanno portata qui in tempo......Lei....sa se per caso avesse avuto qualche discussione, qualche problema con qualcuno?”

Benji pensò, li a Fujisawa le volevano tutti bene, era molto amata dalle persone del quartiere....fece cenno di no con la testa, poi dopo qualche secondo, a lui, come anche a tutti i ragazzi che erano presenti alla festa della notte di Natale, venne in mente una scena, una frase....

Questa volta hai vinto tu Linda, ma stai certa che non sarà oggi, non sarà domani, ma al più presto me la pagherai...

Tutti i ragazzi pensarono la stessa identica cosa....si guardarono l’un l’altro, consapevoli di pensarla tutti allo stesso modo.....anche Benji lo sapeva, ma quando il medico chiese nuovamente se avesse per così dire “dei nemici”, lui ribadì la risposta che aveva dato prima.

Il medico si alzò, fece per tornare nella sala operatoria, ma Benji lo fermò per un braccio poi chiese semplicemente

“Mi assicuri che ce la farà....è tutto quello che ho....”

Il dottore appoggiò la mano sulla spalla di Benji ed abbozzò un mezzo sorriso per tranquillizzare il ragazzo, poi tornò in sala operatoria.

Philip si sedette vicino a Benji e gli disse

“Forza Benji, fatti coraggio....l’ha detto anche il dottore, ce la farà sicuramente, Linda è forte.”

Benji lo sapeva, sapeva quanto la sua donna  fosse forte e determinata, ma forse questo non sarebbe bastato...

Passarono altri dieci minuti...niente...non si sapeva niente....poi tutto d’un tratto la porta della camera operatoria si aprì e uscirono alcuni infermieri con Linda, che giaceva sulla barella con alcuni flebo attaccati al braccio. Benji la guardò....aveva alcuni lividi sulle braccia e sugli zigomi, non la riconosceva quasi....

La seguì fino in camera, poi mise una sedia vicino al suo letto e rimase lì a fissarla.....

Era mattina, il sole filtrava dalle fessure delle tende....Benji aprì un po’ gli occhi...doveva essersi addormentato. Si guardò nervosamente intorno. Linda era lì, immobile, nella stanza c’era il silenzio più assoluto, se non fosse per l’insistente rumorino dell’elettroencefalogramma che scandiva ritmicamente la vita della ragazza. Dopo qualche secondo entrò il dottore della sera precedente. Il suo viso sembrava calmo. Si avvicinò a Linda, poi guardando Benji disse

“Non devi preoccuparti, si sveglierà presto”

“Dottore...ma è in coma?”

Il dottore esitò un momento...poi si avvicinò a Benji....

“Ho studiato per anni e anni, la vita, la morte....eppure tutti questi fenomeni a volte anche per me non hanno spiegazione. Se non l’avessi visto con i miei occhi non avrei detto che Linda se la sarebbe cavata....questa ragazza deve avere qualcuno che la protegge...lassù....posso però assicurarti che si sveglierà...diciamo che è ancora un po’ provata....ma si sveglierà...”

Detto questo il dottore se ne andò lasciando Benji nuovamente da solo. Il ragazzo pensò molto a quello che aveva sentito.....si sveglierà.... e quando questo accadrà lui sarà li.

Passò qualche ora, Benji stava li, immobile fedele alle sue convinzioni, non si sarebbe mosso da li per nulla al mondo, quando qualcuno bussò alla porta. Benji non rispose, poi la porta si aprì ed entrò un giovane che Benji conosceva molto bene.

“Julian? che ci fai qui?”

“Volevo sapere come va....” poi guardò Linda “ma non mi sembra che ci siano novità...”

Il ragazzo si sedette vicino a Benji e dopo qualche attimo di silenzio disse:

“É molto bello quello che stai facendo, quando si sveglierà, sarà felice di averti al suo fianco....”

Benji guardò l’amico, anche lui doveva aver vissuto quella situazione, più di una volta.

“Molte persone ti diranno -vai a casa, ti do io il cambio- ma tu se non è indispensabile non farlo, quando si è così deboli, indifesi, si vuole solo una persona accanto, la persona che ami di più, ed è così bello svegliarsi e sentire che ti tiene la mano, o vedere i suoi occhi accendersi nel vedere che ce l’hai fatta... Non sai che felicità era per me, ogni volta che riaprivo gli occhi, vedere il volto di Amy sorridermi, sapevo che non si sarebbe mai allontanata da me, ne ero sicuro....per questo ti dico di fare il possibile per non allontanarti da lei, sei tu la prima persona che vorrebbe vedere”

Benji rimase in silenzio di sicuro esperienze del genere segnavano la vita, ma lui sembrava sereno.

“Non avevi paura...di non farcela....”

“No, ho sempre lottato con tutte le mie forze, sapevo che ce l’avrei fatta, dovevo farlo per i miei genitori, per tutti quelli che mi vogliono bene,ma soprattutto per me stesso, e per Amy, lei aveva fiducia in me, e so che anche tu ne hai in Linda.”

“Grazie Julian, ora mi sento meglio....”

“É il minimo che potessi fare, ah, poco fa  ho parlato con il mister, sembra che appena Linda si sia ripresa, vogliano farle una proposta, non so però di cosa si tratti”

“Non ne so niente.....”

“Beh, ora ti saluto, tra poco iniziamo gli allenamenti, non preoccuparti tu l’importante è che stai con lei”

“Va bene, salutami gli altri”.

Julian lasciò la stanza e si diresse all’uscita, dove Amy lo aspettava, intanto Benji rifletteva sulle parole dell’amico.

Il tempo sembrava non passare mai, nella stanza continuavano ad entrare medici ed infermieri, ora per una cosa, ora per l’altra, ma Linda era ancora li, immobile e pacifica in quel letto d’ospedale. Passò altro tempo, un infermiera era entrata per cambiare la garza che proteggeva la ferita che era stata provocata a Linda in pieno ventre, Benji continuava a chiedersi chi potesse essere stato a picchiarla e ferirla con tanta violenza.... Aveva pensato anche a Valerie, alla frase che le aveva detto la notte di Natale.... Ma Benji sapeva anche che sarebbe stato inutile accusarla, non c’erano le prove, e almeno fino a che Linda non si fosse svegliata non avrebbero saputo niente. Era ora di pranzo, ma Benji sembrava avere  lo stomaco chiuso, non voleva mangiare niente, aveva rifiutato persino la gentilezza di un infermiera che gli aveva portato un panino. Passò anche qualche ora, sembrava non succedere niente di nuovo. Benji si avvicinò di più al letto, prese la mano di Linda e la strinse tra le sue....

“Non mi lasciare” sussurrava con un filo di voce.... “Non mi lasciare....”

Come in un sogno Benji sentì la mano di Linda animarsi un po’, ricambiare quella stretta...Benji le guardò il volto, i suoi occhi cercavano con fatica di aprirsi, le labbra si muovevano, ma lui non riusciva ad udire una sola parola....

Linda sentiva le palpebre pesanti, con un po’ di fatica aprì gli occhi....Benji....era rimasto li accanto a lei... Cercò di dire qualcosa, ma sentiva la voce troppo debole per uscire.... Sorrise... Sapeva che a Benji piaceva vederla sorridere.

Benji la guardò incantato, com’era bella, anche con quei lividi sul volto, era bellissima, i suoi occhi erano tornati ad illuminarsi, le sue labbra gli avevano regalato il sorriso più bello che lui avesse mai visto.

“Sei rimasto qui....grazie...” disse lei con la poca voce che era riuscita a tirare fuori.

“Si, non mi sono mai allontanato....stai bene?”

“Bene....si, ora che ti ho visto”

Benji le diede un piccolo bacio sulla mano che stringeva ancora tra le sue. Non gli sembrava vero.... Poi Benji chiamò il dottore della sera precedente, che visitò la ragazza.

Passarono alcuni giorni, Linda stava decisamente meglio, i vistosi ematomi che aveva sul viso  e sulle braccia stavano sparendo, e non vedeva l’ora di uscire da quell’ospedale. Con molta fatica aveva convinto Benji a ricominciare gli allenamenti, grazie anche a Patty, che aveva promesso al portiere che sarebbe andata lei da Linda quando lui era agli allenamenti.

Uno di questi giorni, proprio mentre Patty era da Linda il dottore entrò per visitare Linda, controllò il lungo taglio che aveva sul ventre, la ferita si era rimarginata ed era ora di togliere i punti. Ancora qualche giorno e sarebbe potuta uscire dall’ospedale!

Linda telefonò subito a Benji per dargli la bella notizia.

Finalmente era arrivato il giorno in cui Linda sarebbe uscita dall’ospedale. Quello stesso pomeriggio ci sarebbe stata la partita Giappone/Rappresentativa Europea, e Benji non era potuto andare a prenderla. Linda prese le sue stampelle e con la caviglia fasciata a causa della slogatura si diresse verso l’ascensore dove l’aspettava Patty.

“Che ti ha detto il dottore?”

“Ha detto di tenere la fasciatura e poi di portarla a fare rivedere tra 15 giorni, ma non credo che mi rivedranno tanto presto!”

“In effetti potresti non dover tornarci più davvero...”

“Che dici Patty?? Se non ci entro come paziente ci entro comunque come infermiera...remember?”

L’ascensore era arrivato, le due ragazze salirono facendosi un po’ di spazio tra il mucchio di gente che doveva salire o scendere, quando finalmente furono fuori Patty disse:

“Già, non te l’ho detto, Marshall ha chiesto che tu venga a far parte della nazionale come infermiera.”

“Cosa????”

“Uff...hai presente quei simpatici omini che corrono come degli indemoniati avanti e indietro per il campo da calcio? Bene, nel caso che dovessero perdere i pezzi, per così dire, ci sarebbe una certa signorina che fa tipo pronto soccorso....ti sfugge qualcosa?”

“Si, di chi cavolo è stata l’idea?”

“Beh....questo non posso dirtelo”

“Forza Patty, se per caso è stato Benji, voglio saperlo”

“Pensi che non si fidi di te?”

“Penso solo che lui abbia paura per me, e che voglia avermi sott’occhio....forse si, non si fida del tutto.....”

“Beh, l’idea non è stata sua, se questo ti fa sentire meglio...”

“E allora? Di chi è stata?”

“Se te lo dico non ci crederai mai..”

“Forza spara!”

“Beh....il pomeriggio prima che tu venissi aggredita anzi, no, il giorno stesso, c’era stata la quotidiana scazzottata tra Benji e Mark, sai quanto sono cretini tutti e due”

“Si, sono anime gemelle direi!” disse la ragazza ridendo.

“Comunque, Mark si è rotto il labbro, quando imparerà che da Benji le prende? Comunque, ti dicevo, Mark si è rotto il labbro e poi Denny Mellow ha detto: -credo proprio che ci vorrebbe Linda come infermiera!!!- Sul momento risero tutti, poi la mattina dopo, mentre Benji era in ospedale da te, Marshal ha tirato fuori questa trovata, Allora che ne pensi?”

“Penso che come idea non sia male, così Benji non dovrà tornare a casa in treno!”

“Eh?”

“Insiste che la macchina devo tenerla io, poi così quello scimunito deve tornare a casa in treno dopo gli allenamenti!”

“Beh, allora pensi di accettare?”

“Come idea mi piace....sai, nell’ultimo periodo io e Benji ci vedevamo ben poco, nel senso, da quando ho ricominciato a lavorare.”

“Bene, allora affare fatto, sbrighiamoci ad andare alla macchina!”

“Che macchina??? Da quando hai la macchina?”

“Ma se nemmeno ho la patente! La vedi quell’auto grigia laggiù???”

“E allora?”

“Sono i genitori di Holly, ci tenevano tanto ad accompagnarti alla partita!!”

Le due ragazze salirono in macchina salutando e soprattutto per quanto riguarda Linda, ringraziando per quello che stavano facendo.  Dopo un po’ arrivarono davanti allo stadio di Tokyo. La partita stava per cominciare. Quando arrivarono a bordo campo, grazie al fatto che Patty faceva parte delle manager, i ragazzi erano già in campo. La partita era cominciata da un minuto. La panchina giapponese era in silenzio Marshall sembrava sereno.

“Buongiorno signor allenatore, guardi chi ho portato?!” disse Patty distraendo l’allenatore dai suoi contorti pensieri calcistici.

L’uomo si girò e quando vide Linda che lo salutava gli si illuminarono quasi gli occhi. Tutti i ragazzi salutarono calorosamente Linda che poi si sedette tra Amy e Patty. Tutti seguivano la partita, le squadre sembravano equivalersi, ed essendo tutti molto concentrati sul gioco nessuno dei ragazzi in campo si accorse della presenza di Linda che un po’ di nascosto tifava per l’Europa, anche se, vedere la squadra di Benji vincere sarebbe stata la più grande soddisfazione che avrebbe potuto avere.

Schneider aveva preso palla e si dirigeva indisturbato verso la porta di Benji senza che nessuno dei giocatori nipponici potesse impedirlo. Mancavano pochi metri perché arrivasse al limite dell’area. Vedendo il giovane campione tedesco dirigersi speditamente verso la porta, dalla panchina tutti non poterono fare a meno di incoraggiare Benji, che si trovava di fronte ad una difficile parata. Benji sentiva indistintamente la voce dei suoi compagni, era felice della fiducia che avevano in lui, poi, sentì una voce diversa dalle altre, era una voce che conosceva bene....

“Forza Benji!!!!! Non deludermi!!!!!”

Il portiere riconobbe subito quella voce, era Linda, la sua Linda! Avrebbe parato quel pallone, l’avrebbe parato a tutti i costi, lei si era tanto sacrificata per fare in modo che lui tornasse a giocare, ed ora voleva mostrarle che tutti quegli sforzi erano serviti a qualcosa, non l’avrebbe delusa, l’avrebbe resa orgogliosa di lui....

Schneider era in posizione di tiro....

“Ora assaggerai questa cannonata Price!!!! Ti conviene non intercettarla nemmeno!” pensava Schneider, si era allenato tantissimo per fare quel tiro, dopo che Linda aveva scoperto il segreto del suo tiro precedente aveva cambiato tattica, in quel tiro c’era tutta la sua potenza...

Benji era immobile...attendeva il tiro del Kaiser tedesco....doveva pararla, a tutti i costi....

Schneider tirò, con tutta la forza che aveva in corpo, ormai tutti pensavano che sarebbe stato goal, tutti ma non Linda, sapeva che Benji avrebbe parato quel pallone, e così successe.

Seppure con un po’ di difficoltà il mitico portiere giapponese bloccò il pallone....ce l’aveva fatta!

La partita finì 2-0 per il Giappone, Benji non aveva fatto passare nemmeno una palla, non aveva deluso Linda, e si era guadagnato il titolo di miglior portiere del mondo!

Dopo circa due mesi.....

Linda era seduta nervosamente in camera sua....Patty continuava a fare avanti e indietro con Amy.... “Volete smetterla di girare come due trottole???? Sono già abbastanza agitata!!!!”

“E ci credo!” disse la dolce Amy “Tra due ore e mezza ti sposi!!!”

“E non ricordarmelo! Respira Linda respira....”

“Forza, mettiti il vestito!” disse Patty porgendole l’abito bianco.

Linda deglutì, si tolse l’accappatoio, visto che aveva appena fatto la doccia, infilò la biancheria intima e prese il vestito. lo mise facendosi aiutare da Patty ed Amy. Poi si guardò allo specchio....le sembrava di sognare....Il lungo vestito bianco era semplice ed accarezzava gentilmente le sue forme. Le maniche erano ornate da un nastrino azzurro che ne riprendeva l’orlo. Sul corpetto c’erano minuscoli ricami argentati.

“Ed ora i capelli” Disse Amy armandosi di spazzola e Phon.

“Sei sicura di quello che fai vero Amy????”

“Uffa Linda come sei diffidente!!!!”

“Sai com’è...ai capelli ci tengo! E sposarmi come uno spaventapasseri....non mi sembra proprio il caso!!!”

La ragazza sbuffò, poi tolse la pinza dai capelli di Linda e cominciò a pettinarli. con il phon li lisciò tutti, poi li raccolse in uno chignon  lasciando cadere morbidamente qualche ciuffo, che poi acconciò sapientemente creando dei morbidi boccoli e lasciando qualche ciuffo liscio.

Linda si guardò

“Caspita Amy, ma perché non hai fatto la parrucchiera?”

Amy sorrise arrossendo un po’, ora toccava solo più al trucco. Linda illuminò sapientemente le palpebre con un ombretto color avorio che evidenziava lo splendido colore dei suoi occhi, con l’eye liner sottolineò la forma all’insù dei suoi occhi e con il mascara allungò le folte ciglia. Diede una spolverata di colore sugli zigomi e rallegrò le labbra carnose con un lucidalabbra rosato.

Era pronta, si guardò allo specchio nuovamente, si, andava bene...ora mancava solo una cosa....il coraggio!

“Forza Linda, è ora di andare!” disse Patty mettendole una mano sulla spalla.

Linda fece un gran respiro, poi si diresse verso la porta Li fuori l’aspettava l’auto che l’avrebbe portata in chiesa. Arrivarono davanti alla chiesa in perfetto orario, li fuori ci sarebbe dovuto essere Philip, avevano deciso che sarebbe stata lui ad accompagnarlo all’altare. Aperta la portiera dell’auto Linda vide Philip ad aspettarla. Uscì nervosamente dall’auto.

“Allora? sei pronta?”

“Credo...credo di si....”

“Andiamo allora.”

Philip prese la ragazza sottobraccio e l’accompagnò in chiesa. Era molto nervosa!

“Rilassati Linda, stai tremando!”

“Lo so......respira Linda....respira....”

Entrarono in chiesa, Linda si guardò un momento intorno, vide qualcuno che non si sarebbe mai aspettata, seduta  davanti a tutti una donna dai capelli neri e gli occhi verdi come smeraldi la guardava incantata, accanto a lei due bambinetti di 4 e sei anni, con i capelli e gli occhi della mamma, le facevano ciao con la manina.

“Heather....”

Poi guardò davanti a se....Benji....il suo volto era sicuro e gentile allo stesso tempo, la guardava sorridendole. In quel momento tutto il nervosismo e le paure che aveva si dissolsero come neve al sole. Anche Philip se ne accorse, le lasciò il braccio, sentendosi quasi di troppo. Lei fece ancora pochi passi, poi si ritrovò occhi negli occhi con il su amore.

Il prete cominciò la celebrazione. (non sto a scriverla tutta perché non mi ricordo quello che dice). Arriviamo direttamente alla fine.

“Vi dichiaro marito e moglie, puoi baciare la sposa.”

Benji guardò negli occhi la sua donna, sua moglie....finalmente il loro sogno d’amore si coronava. Lei rispondeva allo sguardo innamorato di Benji. Poi poggiarono dolcemente le loro labbra, suggellando con quel bacio l’unione delle loro vite.

 

THE END