La vendetta di una saiyan

 

La cucina era impregnata dell’intenso odore delle rose, e quando la leggera brezza estiva frusciava tra gli alberi del giardino, fluiva dalla finestra il greve odore del lillà o il più delicato profumo del mandorlo.

Come ogni pomeriggio, dopo gli allenamenti Michelle, sdraiata sul divano ammirava la splendida fioritura annuale delle dalie. Dall’altra parte della stanza, sua madre, una donna non più giovane, che aveva l’aria di aver conosciuto giorni migliori, stava rammendando alcuni abiti, canticchiando a voce bassa una dolce melodia.

-Mamma?!- sospirò la ragazza distogliendo lo sguardo dai fiori che scorgeva dalla finestra,-come mai non mi parli mai di papà? Ricordo che da piccola mi dissi che era andato in paradiso, e che avrebbe sempre vegliato su di noi; ma io non mi ricordo nulla di lui, e tu non mi dici nulla che mi aiuti a ricordarmene-

La donna alzò gli occhi stanchi dal suo lavoro e si rivolse alla figlia –se non ti parlo di lui è perché anche i miei ricordi sono pochi-

-Si, ma perché non mi racconti di quando vi siete conosciuti, sono curiosa- disse lei fissando la madre con occhi vivaci e accesi.

-L’ho conosciuto appena ci siamo trasferiti su questo pianeta, io sono venuta qui con dei fratelli, sono stata fortunata. Quando il nostro pianeta è stato distrutto fortunatamente eravamo già qui.

-Come mai, vi eravate trasferiti, cioè, avevate già deciso di andare a vivere via?

-No, è stato un mio fratello, diceva che qualcuno, non ricordo chi, voleva distruggere il pianeta e ci consigliò di trasferirci qui, al tempo era un piccolo pianeta abitato da anziani contadini, non come adesso che è popolato di ragazzini!”

-È stata davvero una fortuna, e poi?

-Noi ci siamo stabiliti qui e i miei fratelli sono tornati sul mio pianeta natale a combattere il nemico. Dopo poco ho conosciuto tuo padre, un giovane molto forte, ma purtroppo non aveva la testa a posto, quindi dopo poco mi lasciò qui sola con te appena nata. Dopo qualche settimana mi informarono che era morto in battaglia. Per questo non ti parlo di lui, perché non ne so niente nemmeno io!

-Allora non mi sono persa niente- disse tornando ad ammirare il giardino.

La casa era avvolta in un silenzio tanto rilassante quanto inquietante, quasi a prevenire qualcosa di non buono. Dopo circa un ora, si sentì un forte rombo provenire da fuori. La ragazza si alzò di colpo, e corse fuori a vedere cosa avesse potuto provocare un rombo simile. Anche se il frastuono proveniva da molto lontano, Michelle poteva sentire chiaramente il rumore delle esplosioni.

La ragazzina corse in casa e disse alla madre di non uscire di casa, poi si precipitò nel luogo da cui provenivano le esplosioni.

Arrivata le si presentò uno spettacolo raccapricciante. Due tizi alti e muscolosi si stavano divertendo a radere al suolo l’intero villaggio, mentre uno piccoletto guardava lo spettacolo seduto sul tetto di una catapecchia che non sembrava poter durare ad un altro attacco. Michelle, con il terrore negli occhi avanzava lentamente in direzione di quei due colossi dalla forza spropositata, quando quello piccolino trasalì dai suoi pensieri e chiamò gli altri due

-Nappa, Radish, abbiamo dimenticato quella! Disse indicando la piccola casetta di Michelle che isolata di qualche chilometro dal villaggio si vedeva a malapena.

Sentendo quelle parole, la ragazzina si precipitò verso di loro strillando di non fare nulla alla sua casa, sapendo bene che li c’era ancora sua madre.

Il piccolo guerriero non le fece neanche caso e con un raggio di energia che usciva dalla sua mano, rase al suolo ance la piccola abitazione.

-Maledetto bastardo!!!- Strillò Michelle con le lacrime agli occhi e volando si scagliò verso di lui buttandolo a terra con violenza.

Il guerriero si alzò rapidamente e fissò la ragazzina che lo guardava con odio. Si avvicinò lentamente a lei con un ghigno ironico sulle labbra, mentre lei un po’ impaurita rallentava. Ad un certo punto si accorse di non poter più scappare, visto che era arrivata al muro dalla casa, ora non aveva più via di scampo.

Mentre il giovane guerriero camminava verso di lei, gli altri due avevano smesso di distruggere e rigodevano lo spettacolo ridacchiando. Ora erano ad un passo l’uno dall’altro e negli occhi di Michelle si poteva leggere il terrore che provava. Il guerriero le mise una mano al collo e cominciò a stringere, mentre lei cercava di divincolarsi. Poi cominciò a fluttuare in aria sempre stringendola per il collo, poi sussurrò

-Non perdono quest’affronto, pagherai, con la  vita. - disse, poi creò una sfera incandescente di energia e la avvicinò lentamente al suo addome. Lei continuò a divincolarsi ma sapeva di non aver speranze contro quel guerriero tanto forte quanto crudele.

Quando il guerriero appoggiò la piccola sfera incandescente al suo ventre lei cominciò ad urlare di dolore, mentre il guerriero sembrava divertirsi a sentirla strillare. Tanto era il dolore che la povera ragazza perse i sensi e lui credendola morta la lasciò cadere a terra. Poi si recò dai due guerrieri che sembravano essersi divertiti parecchio.

- Distruggiamo anche questo?- disse uno.

- No, potrebbe essere una buona base di allenamento, tanto ormai è completamente desolato. Deciderà Freezer. – Detto ciò si allontanarono.

Dopo qualche ora Michelle riprese i sensi e si alzò dolorante. Aveva una grande ustione sulla pancia, ma doveva subito andare a vedere  in che condizioni era casa sua, e soprattutto se sua madre era ancora viva.

Si avvicinò lentamente alle macerie della sua casa, ma non c’era più nulla. Solo briciole e polvere. Vide sua madre stesa a terra, ormai priva di vita, piena di ustioni dappertutto. La ragazza scoppiò a piangere meditando vendetta contro quel guerriero così crudele.

 

*+*+*+*

 

Bulma si stava godendo la tranquillità del giorno di chiusura della Capsule Coorp. sdraiata sulla sdraio in terrazza coccolando il suo bimbo, Trunks, mentre Vegeta come ogni giorno si allenava come un dannato nella camera gravitazionale.

-Uffa, non mi va di stare in casa in una così bella giornata, che ne dici piccolino?- disse rivolgendosi al bimbo che ormai aveva quasi due anni.

Lo prese in braccio e si recò verso la camera gravitazionale, abbassò la gravità e disse affettuosamente a Vegeta –Noi andiamo a fare un giretto, torniamo presto, d’accordo?-

Vegeta le si avvicinò lentamente, le diede un buffetto sulla guancia e tornò ad allenarsi. Lei si girò e si diresse all’uscita tenendo il piccolo per mano.

La giornata era davvero meravigliosa, e Bulma decise di portare il piccolo al parchetto vicino casa. Lei si sedette su una panchina mentre il piccolo saiyan giocava con la sabbia. Mentre lei leggeva un libro alzando ogni tanto gli occhi verso il bambino, un imbecille mascherato si avvicinò al bambino per rapirlo. Bulma se ne accorse subito e corse dietro al malvivente con in braccio il piccolino.

- Brutto mascalzone lascia immediatamente quel bambino, dannazione, lascialo!!!- strillava lei inseguendolo

-Dove stai andando con quel pargoletto in braccio?- disse una ragazza parandoglisi davanti.

-Levati di mezzo!!!!

Lei si spostò leggermente e quando lui le passò vicino lo afferrò per la collottola e prese il bambino, poi lo sbattè per terra con violenza. –Lo sai che non si prendono le cose altrui vero?- disse, mentre lui se la dava a gambe.

Poi guardò il piccolo e lo rassicurò, prima di darlo alla sua mamma.

-Non so proprio come ringraziarti, davvero!- disse Bulma un po’ affannata.

-Nessun problema davvero.

-Beh, almeno permettimi di invitarti a casa mia per pranzo!

-Si, posso accettare.

-Ma prima dovresti posare quelle valigie- disse Bulma indicando le borse che aveva la ragazza

-Veramente sono appena arrivata qui

-E da dove?

-Da un altro pia…da un altro paese, a…a nord!

-Quindi non hai ancora una casa qui?

-A dire il vero no, stavo cercando qualche albergo, o una pensione, qualcosa….

-Non preoccuparti, qui gli alberghi sono cari, puoi venire da me, ho una casa molto grande

-Beh, allora grazie! Non mi sono ancora presentata, io mi chiamo Michelle

-Ah, io mi chiamo Bulma e lui- disse indicando il bambino –lui è Trunks!

-Piacere d conoscerti Trunks- disse sorridendo.

-Andiamo.

Arrivate alla Capsule Coorp. Bulma lasciò Trunks alla madre e condusse l’amica in una delle camere della Capsule Coorp. poi lasciate le valigie si diressero verso la cucina, dove incrociarono Vegeta che le aveva sentite arrivare.

Appena Vegeta vide Michelle fu come un colpo nello stomaco. Gli stessi lunghi capelli neri, brillanti come seta, gli stessi occhi viola, non poteva non essere lei. Da parte sua Michelle aveva avuto la stessa reazione. Era proprio lui, quello che un tempo era un ragazzino era diventato un uomo, ed era proprio davanti a lei, colui che le aveva portato via tutto quello che aveva, ma come doveva comportarsi, cosa doveva fare…

-Lei è Michelle, verrà a vivere qui per un po’, lui invece è Vegeta, il papà di Trunks.

-Ah, si, molto piacere. Senti Bulma, io..io magari prima di venire a mangiare mi cambio, arrivo subito....

Un po' scombussolata Michelle tornò in camera e si sedette sul letto. Non si era ancora ripresa, l'unico motivo per cui aveva viaggiato tutto quel tempo attraverso l'universo, le si era  presentato davanti,  su quel pianeta, su cui era appena arrivata.... Ora poteva prendersi la sua rivincita, portargli via la sua famiglia proprio come aveva fatto lui... Ma non ne aveva più il coraggio...Si era preparata al momento in cui lo avrebbe incontrato, sapeva che non avrebbe dovuto avere pietà se si fosse trovata davanti alla sua famiglia, se mai un essere tanto malvagio avrebbe avuto pietà di qualcuno.

A distoglierla dai suoi pensieri fu qualcuno che bussò alla porta. Michelle si alzò ed andò ad aprire. Si trovò davanti l'ultima persona che avrebbe mai voluto incontrare, Vegeta.

-Sto arrivando- disse guardando da un'altra parte.

-Sei quella ragazzina, vero?

Come diavolo faceva a ricordarsene, lei non aveva fatto nulla per farglielo capire, eppure erano passati parecchi anni...

-E se anche fosse?! Cambierebbe qualcosa?

-Come mai sei qui sulla terra, cosa cerchi?

-Beh, sai,tu e quei due energumeni senza cervello dei tuoi amici avete ridotto il mio pianeta ad un cumulo di macerie e polvere, avete ucciso chiunque ci vivesse, compresa mia madre, non so se sai cosa vuol dire, ma ti assicuro che non è piacevole, perdere tutto in un attimo.- Mentre parlava aveva gli occhi gonfi di lacrime, e la sua voce tremava.

-Non ci crederai, ma lo so benissimo. Sono solo venuto per scusarmi, ma a quanto pare non hai alcuna intenzione di stare a sentirmi, quindi me ne vado.

Mentre Vegeta si voltava per uscire camera Michelle disse con tono minaccioso -Non credo che tu sappia cosa vuol dire, ma ti assicuro che molto presto lo saprai...

Vegeta si voltò di scatto e in un attimo le fu davanti, la afferrò per il colletto della maglietta e le disse a denti stretti -Ragazzina, non so quali siano le tue intenzioni, ma azzardati solo a toccare Bulma e Trunks e te la farò pagare, chiaro?-

-Fa paura eh rimanere soli, senza aver vicino le persone che si amano, vero?

Vegeta non rispose, ma uscì silenziosamente dalla camera lasciandola sola. Lei tornò a sedersi sul letto, in silenzio, poi scoppiò a piangere.

Vegeta scese lentamente le scale, ripensando alle parole della ragazza, se davvero avesse fatto del male a Bulma e Trunks? In fondo aveva tutte le ragioni di farlo, anche lui le aveva portato via ciò a cui teneva di più, e lei avrebbe fatto lo stesso.

Dopo qualche minuto scese anche Michelle, che nel frattempo si era cambiata. Si sedette sul divano vicino a Bulma, mentre sua madre sfaccendava in cucina.

-Sai, Michelle, mi è venuta un'idea, che ne dici se oggi pomeriggio dopo pranzo andiamo in spiaggia? Qui il mare è bellissimo!

-No, forse è meglio di no...

-Non ti piace il mare forse? Dai, vieni!

-No, ecco, è che....ecco, non ho il costume, abitando a nord, al massimo ho un passamontagna!

-Beh, che problema c'è, te ne presto uno mio, dovremmo avere la stessa misura pressapoco.

Michelle non trovava più scuse, che poteva dire per scamparla sta volta? Così accettò.

Dopo pranzo Bulma condusse Michelle nella sua camera, e tirò fuori un sacchetto con parecchi costumi. Bulma ne prese in mano uno fucsia a due pezzi, con uno slip piuttosto audace. -Questo è quello che preferisco, credo di mettere questo oggi, tu quali scegli?

Michelle li osservò tutti, ma poi notò che lasciavano il ventre scoperto, e anche quei due interi, non ne volevano proprio sapere di coprire la pancia. Non voleva che nessuno vedesse quella enorme cicatrice che le aveva fatto Vegeta anni prima. Nessuno doveva saperlo.

-Senti Bulma, non ne hai uno intero, che non lasci scoperta la pancia?

-Perchè scusa- disse lei incuruosita -Hai un così bel fisico, perché vuoi un costume intero? Su poche storie, provati questo.

Bulma le porse un due pezzi molto carino, azzurro e blu, e le indicò la porta che portava ad un piccolo bagno attiguo alla camera da letto. Michelle sapeva che non sarebbe mai andata in spiaggia con quel costume, ma se lo provò per sfizio. Lo mise e si guardò allo specchio, beh, le stava davvero bene, niente male! Se non fosse stato per quella grossa bruciatura.... Si guardò ancora una volta, con un po' di vanità, poi decise di cambiarsi. Mentre ancora si guardava Bulma entrò nello stanzino e la vide di spalle.

-Allora, da dietro ti sta bene, girati!

Michelle arrossì, non poteva nascondersi, che cosa poteva fare?

Bulma le si avvicinò -dai, girati!

Michelle si girò e Bulma notò subito la cicatrice. Non disse nulla mentre Michelle stava silenziosamente a testa bassa.

-Come, come te la sei fatta? 

-Ecco, a dire il vero è una storia di parecchi anni fa.

-Chiunque sia stato, non credo meriti di vivere.

-Già, senti, io magari mi cambio, è meglio.

-Si, esco subito, adesso che ci penso, qualche anno fa, quando frequentavo spesso la piscina avevo comprato un costume intero, adesso lo cerco...

Detto questo uscì, lasciando Michelle da sola. La ragazza si cambiò poi raggiunse Bulma in camera. 

-Guarda, l'ho trovato, che ne dici?

Era un costume intero abbastanza semplice, blu e bianco, ma l'importante è che fosse intero.

-Si, va bene, non me lo provo nemmeno, mi dovrebbe stare.

Le due amiche scesero di nuovo in soggiorno, si sedettero sul divano a parlare. 

-Chi è stato a fartela? 

-Beh, solo se prometti che nessuno venga a saperlo...

-Certo, allora?

-Beh, sai quando ti ho detto che non sono di qui? Non intendevo che non sono di questa città, ma non sono proprio di questo pianeta, il pianeta su cui sono nati i miei genitori è stato distrutto. Forse non ci crederai....

-No, ti credo, anzi, a dire il vero, che rimanga tra noi, nemmeno Vegeta è di qui, lui è un saiyan, anzi, il principe dei saiyan

-Cosa? Cosa hai detto? Un saiyan?

-Si, perché?

-Dov'è adesso, ti prego, devo assolutamente parlargli, dimmi dov'è!

-Beh, credo che sia ad allenarsi nella stanza gravitazionale, quella porta vicino all'ingresso, prima di entrare abbassa la gravità, ma perché lo cerchi?

-Poi ti spiego, grazie!

Michelle corse verso la stanza gravitazionale, abbassò in fretta la gravità e si precipitò dentro, Vegeta la guardò allibita.

-Sei anche tu un saiyan vero?

-Chi te l'ha detto?

-Bulma.

-Quella donna parla troppo, ma perché diavolo hai detto anche tu?

-Il mio pianeta, tutti quelli che avete sterminato, io, eravamo tutti o quasi saiyan...

-Che diavolo stai dicendo?

-Perché hai distrutto il mio pianeta?

-Ordine di Freezer.

-Quel bastardo, aveva proprio deciso di eliminarci tutti...

-E tu che ne sai di Freezer, solo io e Kakaroth sappiamo che lui ha distrutto il nostro pianeta...

-Me l'ha raccontato mia madre, suo fratello Bardak le aveva detto di stabilirsi da un altra parte...

-Quindi lo sapevi....Mi ha fatto uccidere dei saiyan....

-Mi dispiace....

-Non è sopravvissuto nessuno?

-Del mio pianeta dici? No nessuno...

-E tu? come hai fatto ad arrivare fin qui?

-Ero rimasta un po' li, poi dopo due o tre giorni è atterrata una grande astronave, ho fatto fuori due guardiani e ho preso una specie di navicella rotonda, ma non sono arrivata subito qui, ho viaggiato parecchio per l'universo, sulle tue tracce, per vendicarmi...

-Hai ancora intenzione di farmela pagare? 

-Se non faccio fuori Bulma e Trunks, non è né per paura, né perché ti ho perdonato, solo perché loro non hanno colpa di ciò che hai fatto tu, e non credo che dicendo a Bulma che questa cicatrice è opera tua risolverei qualcosa, non voglio farle perdere una persona che ama, non credo che ti creda capace di cose simili...

-Mi conosce benissimo, ma mi crede cambiato...

-Rifaresti una cosa simile? Pur sapendo che significa avere una famiglia e perderla?

-Certo, sono un saiyan...

-Orgoglioso fino alla fine, mia madre mi parlò molto di tuo padre, sei proprio uguale a lui, Io posso andarmene. Addio.

-Dove diavolo vai ora?

-Eh?Perché dovrei restare scusa, non crederai che io rimanga ancora qui. Non ho più nulla da fare qui sulla terra, posso andarmene.

-Dove?

-Ehi, guarda che per cercarti ho girato talmente tanti pianeti che di posti dove stare ne ho trovati, e poi, io ormai ho una famiglia...

-Dici sul serio?

-Certo, non ho passato ogni singolo attimo della mia vita a seguirti, non avrebbe avuto senso sprecare la mia vita dietro di te. 

Detto questo si voltò e se ne andò. Per il corridoio incontrò Bulma che le chiese spiegazioni. Tornarono in soggiorno e Michelle raccontò di essere anche lei una saiyan, ma non disse nulla di quella cicatrice, se non che era il frutto del combattimento con un avversario, nient'altro.

-Allora, perché hai deciso di andartene?

-A dire il vero io ero venuta sulla terra solo per sapere se c'erano altri saiyan, ora posso andarmene.

-Beh se cerchi dei saiyan ce ne sono altri, se vuoi ti indico la strada!

-No, grazie, ora me ne vado.

-Ma dove, qui sulla terra non hai nessuno!

-Non sulla terra, ho dei cari amici su Namek.

-Namek? Ma io lo conosco!

-Lo so, sono loro che mi hanno indicato dove trovare dei saiyan, ho passato molto tempo li, e ho conosciuto molti di loro, ora sono la mia famiglia...

-Beh...non so proprio che dirti...spero di rivederti un giorno....

-Certo, tornerò per vedere il piccolo Trunks, ora vado.

Michelle sapeva di aver mentito, ma non voleva far sapere a Bulma la verità, non ne valeva la pena. Vegeta era davvero cambiato, e dividerlo da Bulma non avrebbe avuto alcun senso. Michelle tornò in fretta nel luogo dove aveva abbandonato la sua navicella e tornò a Namek.

Sapeva di non essersi vendicata per il torto subito, ma era soddisfatta lo stesso, Vegeta non era più l'essere malvagio e crudele di un tempo, avere una famiglia gli aveva fatto capire cosa volesse dire provare amore per gli altri, ed era soddisfatta comunque.

THE END