Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 13.45
Il ragazzo correva lungo la riva del fiume calciando un pallone, tutto trafelato. Non a causa dell'allenamento mattutino, ke a detta dei suoi compagni era stato "durissimo", ma perkè era in un ritardo pazzesco per andare all'aeroporto.
- DANNAZIONEEEEE!!!! Sono in RITARDOOOOO!!!! Mia madre stavolta mi ucciderà!!! Se sarò fortunato me la caverò con 2 mesi di arresti domiciliari e lavori forzati! E poi quell'isterica di Sanae ki la senteee?? Come sono sfigatooo!!!! A ke serve essere il migliore del Giappone o del mondo se poi mi faccio mettere in crisi da due arpie???
Si chiedeva intanto Tsubasa Oozora, intento a schivare gente in moto o in bici e a cercare di evitare di giocarsi i pantaloncini a causa dei numerosi cani randagi con cui doveva vedersela ogni giorno. "Prima o poi o li catturano e li sbattono in un canile, o li ammazzo io 'sti rompiscatole di cani!!!" (a dire il vero usa un'altra espressione invece di “rompiscatole” per definire i cani, ma il significato è quello. P.S.: vi do un aiuto: fa rima con “ammazzo”), pensava sempre il ragazzo ke finalmente arrivò a casa.
- Era ora Tsubasa!!! Muoviti, sei già in ritardo!!!
- E dai mamma! Lo sai ke gli aerei sono sempre in ritardo, ke vuoi ke siano 5-10 minuti…
- Ma non puoi farla aspettare lì con tutte le valigie e in un posto sconosciuto a lei!
- "LEI"???? Scusa, hai detto proprio "lei"??? Ma non aspettavo un cugino ke non ho mai visto dall'Italia?
- Sì, caro - rispose la madre - ma alla fine non è potuto venire e siccome da un po' di tempo a questa parte Milena è così ansiosa di visitare il Giappone…
- MILENAAA!!!!?????DAVVEROOOO?????!!! Perkè non me lo hai detto subito??? Mi precipitoooo!!!!!
E così fece. Nel giro di 2 minuti era pronto. Stava per entrare in auto, quando Taro Misaki e Genzo Wakabayashi gli si pararono davanti.
- Ehi Tsubasa! Dove vai così di fretta? - gli kiese il portiere para (<<paraculo della Nankatsu!!!Ah!Ah!Ah!>> battuta di mia sorella. Ridiamo.) paraTUTTO della Nankatsu.
- All'aeroporto a prendere mia cugina.
- MILENAAAA????? - gli kiese allupato l'altra parte della Golden Combi.
- Sì, Taro. Proprio lei.
- A ke ora arriva l'aereo??
- Tra… - guardò l'orologio - Oh, no!!!!! Caxxo!!!!! Tra 5 minuti!!!!
- IDIOTA MUOVITIII!!!! - lo insultò l'educato e rispettoso Misaki.
E tutti e tre si misero in makkina e partirono a razzo verso l'aeroporto.
ORE 14.30
L’aeroporto era
stracolmo di gente, per cui non fu affatto facile trovare Mickiru. Esatto,
Mickiru. È il nome “Milena” in lingua giapponese ed io la kiamo così da quando
l’ho conosciuta 2 anni fa e, visto ke a lei piaceva… Per me è stata una persona
molto importante, non solo perkè è indimenticabile per kiunque come poche
persone, ma anke e soprattutto perkè ha svolto un ruolo fondamentale nella mia
vita. Del resto, credo di essere stato anke io importante per lei: non è una
persona falsa, se ti dice una cosa è perkè la pensa veramente. È una cosa di
lei ke mi ha sempre fatto impazzire: la sua sincerità e trasparenza. Non è una
di quelle ragazze cattive ed invidiose. Detesta gli ipocriti ed è molto
altruista. Ha un senso dell’umorismo molto sviluppato, riesce a fare battute
divertenti, ke ti tirano su il morale senza però mai offendere nessuno. A meno ke
questo “nessuno” non la faccia arrabbiare: anke se molto buona, Mickiru riesce
a farsi rispettare e a farsi valere. È un tipetto tosto! Quanto ho adorato
questo suo carattere!!!Ma anke fisicamente non era niente male!!Era magra, di
statura normale, con capelli castano scuro e occhi verde scuro, un naso
perfetto, alla “francese”, ed una bella bocca. Un viso molto particolare(modestamente, è una cosa di cui vado fiera!!!).
E baciava anke niente male… (chiedete pure
conferma al mio boy-friend e agli ex!).
- Ehi Taroooooo!!!!!!!!!!
- Ki?Cosa?
La voce chiara e cristallina di Genzo nelle orecchie mi fece sobbalzare, distogliendomi dai miei pensieri come una doccia gelata appena svegli in inverno.
- Avevi dipinta sul viso un’espressione indecifrabile, tra il divertito e l’allupato…
- Cosa?Oh, non farci caso.
- È perkè devi vedere Milena, giusto?
La domanda di Tsubasa mi lasciò a dir poco esterrefatto: possibile ke avesse capito tutto? Proprio quella mezza sega di Tsubasa ke non capiva una mazza di qualcos’altro ke non fosse calcio??? Certo, doveva ammettere ke in quegli ultimi tempi era migliorato… si era accorto pure di Sanae… Oppure erano così evidenti le sue emozioni e suoi i sentimenti? Il centrocampista della Nankatsu non si riusciva a dare una spiegazione plausibile…
Aeroporto di Tokyo, 16 giugno 2001
ORE 14.30
Ke bello rivederla!!! È da molto tempo ke non la sento +… Nel ’99, era davvero molto carina, chissà adesso com’è diventata… . Cmq… ora è meglio ke veda di darmi da fare. Prima era la ragazza di Misaki ed io ero il suo + grande amico. Avevamo legato davvero molto e anke subito. Ma ora voglio rifarmi: mi è sempre piaciuta e non me la farò scappare questa volta!!! Un momento, ma… ke diavolo è successo a Taro??? Mi fa paura con quell’espressione di lupo famelico ke ha stampata in faccia!!
Aeroporto di Tokyo, 16 giugno 2001
ORE 14.30
Come mai questa voglia di venire in Giappone e così in fretta poi! Si vede ke avrà avvertito questa mattina, perkè altrimenti mia madre mi avrebbe avvisato ieri! Non ke non mi faccia piacere vederla, anzi! Per me è come una sorella ed io per lei sono come un fratello. È stato solo merito suo se mi sono svegliato un po’… Quegli imbecilli dei miei compagni riuscivano solo a farmi incazzare e io per non mettere nei guai nessuno, facevo la parte dell’idiota. Quello ormai è il mio secondo nome… Mmmmh… Taro non me la racconta giusta, e neanke Genzo mi convince… Farò meglio a stare attento a quei due… Povera Milena!!!
Aeroporto di Tokyo, 16 giugno 2001
ORE 14.45
Ad un certo punto, una figura abbastanza alta fece il suo ingresso nell’atrio dell’aeroporto, con 3 valigie dalle dimensioni di un armadio. I tre la riconobbero immediatamente.
- MIIILEEEENAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!! – urlarono in coro i tre, mentre Tsubasa le saltò addosso facendola quasi cadere se non fosse stato per Genzo, ke la sorresse al volo.
“1 a 0 per me, Misaki!” pensò mentalmente Wakabayashi, mentre Milena gli rivolse uno dei suoi rari sorrisi riservati solo a pochi, cui il portiere rispose facendo altrettanto.
Aeroporto di Tokyo, 16 giugno 2001
ORE14.45
DANNAZIONEEE!!! Non lo sopporto, ma devo trattenermi! Con la scusa di salvarla da una rovinosa caduta per colpa di Tsubasa, Genzo ne approfitta per tenere Mickiru tra le braccia… NON LO SOPPORTOOO!!!! E guarda come gli sorride!! Non vorrei proprio ke Milena si sia innamorata di quell’imbecille di Wakabayashi!!!
Non sembrava vero! Taro e Genzo, amici da sempre, adesso si odiavano. E
perkè? Per una ragazza qualunque… no, non si trattava di una qualunque, ma di
una persona davvero speciale. Capace di lasciare il segno in tutto ciò ke
faceva e nel cuore di chiunque l’aveva conosciuta…
Aeroporto di Tokyo, 16 giugno 2001
ORE 14.45
Come al solito il viaggio è stato tremendamente lungo e noioso! Non sopporto i viaggi, anke se adoro viaggiare. E naturalmente, per la mia gioia, l’aereo era in ritardo di ben 45 minuti. Per fortuna ho visto subito Tsubasa, ma non mi aspettavo di vedere anke Tay–chan e baka–Wakabayashi. Effettivamente vedere Taro mi ha fatto uno strano effetto: non fastidio, ma neanke piacere. Distratta dai miei pensieri, però, non mi accorgo del mio caro cuginetto ke mi travolge con tutte le valigie e così mi ritrovo tra le braccia di Genzo. Il cuore mi batte all’impazzata ma non capisco perkè. Forse, è stata la paura di farmi male, anke se dovrebbe essere da escludere visto ke sono molto coraggiosa per essere una ragazza, sono abituata a ben altro praticando come sport la scherma, quindi… Lasciamo perdere, và… Sorrido dolcemente a Genzo per ringraziarlo del suo provvidenziale intervento e i tre, presi le mie valigie, mi conducono alla macchina del mio caro Tsuby…
- Ma ke razza di auto hai??? Da quale discarica la sei andato a recuperare????
- Guarda ke non è la mia, questa è quella della mamma!! La mia è ad aggiustare, sai una BMW decappottabile ha bisogno di…
- DAVVEROO????!!!!! – neanke finì la frase, ke Milena aveva gli occhi ke le brillavano così tanto da fare invidia a Bambi – HAI UNA BMW DECAPPOTTABILEEEE???!!!!
- Eh, già – ammise soddisfatto Tsubasa – è il mio piccolo gioiello. E subito iniziò ad elencarne le prestazioni, ma nessuno degli altri tre lo stava ascoltando veramente: Milena sembrava molto inquieta, e ogni tanto guardava furtivamente una volta Taro, una volta Genzo. I due, invece, fissavano intensamente Mickiru, tentando di incrociare il suo sguardo per poterle dire con gli occhi chissà ke cosa…
Dio, com’è cambiata!!! È vero ke aveva messo su un paio di chili, come mi aveva scritto in una e-mail, ma… guarda un po’ dove…E guardò in due zone del corpo della ragazza, rispettivamente all’altezza del “cuore” e alla fine della schiena.
La ragazza indossava, infatti, una gonna lunga fin sopra il ginocchio con uno spacco ke arrivava proprio sotto il sedere, una maglia a ¾ dello stesso colore della gonna (un violetto kiaro) ke mostrava il suo ventre piatto (ah, a questo sono serviti i miei 200 addominali al giorno!!!) e il suo petto… ben sviluppato (è una cosa di famiglia, qualcosa di buono l’ ho preso!). Al portiere sembrava di impazzire solo a guardarla.
Intanto erano saliti in macchina ed erano arrivati a casa (so cosa pensate: “Ma quanto caxxo era lontano????”, ma questa è una fan-fic, il mio sogno! E i miei sogni sono + sconclusionati di me, anke se è difficile da credere) e la signora Oozora stava facendo sistemare l’adorata nipotina.
- Milly-chan ke piacere riaverti qui!!! Mi hai avvertita solo stamattina ke arrivavi, quindi non ho avuto il tempo di prepararti la stanza a dovere!
Proprio come avevo immaginato…pensò Tsubasa (il ragazzo sta diventando sempre + perspicace!).
- No, non preoccuparti zia. Mi troverò benissimo! – le rispose la ragazza accomodante come al solito.
Questo fece venire in mente una cosa al portiere a proposito di Mickiru: è una cosa di lei ke la rende adorabile a tutti! Infatti, nonostante Jun Misugi si fosse infatuato di lei tempo addietro e Tsubasa nello stesso periodo non aveva occhi ke per lei, la ragazza aveva legato splendidamente con Sanae (soprattutto), con Yayoi ed infine con Yoshiko, anke se l’aveva conosciuta da poco allora. Riesce sempre ad adattarsi alle situazioni e riesce ad andare d’amore e d’accordo con chiunque, è così sociale, aperta, spontanea e solare… eppure così profonda e riservata…ke persona interessante! Ecco perkè tutti ci si trovano a loro agio, perfino quel pezzo di ghiaccio di Karl Heinz Schneider. Infatti, in occasione di un party di benvenuto per i giocatori delle nazionali giovanili dell’Europa, fatto organizzare 2 anni prima da Taro apposta per lei in discoteca (eh, sì!!! Sono una maniaca del ballo!!! Sono capace di ballare 3 ore e mezza filate a matò!!!) , Milena era riuscita a far scaldare il giovane imperatore tedesco buttandosi con lui nelle danze.
- Ma come mai tesoro – continuò sempre un po’ riluttante Mrs Oozora – hai avvisato solo stamattina? Cioè, come mai…
- …sei partita in fretta e furia dall’Italia? La tua potrebbe definirsi una fuga! Spiegati cugina.
Così dicendo, Tsubasa Oozora fece calare il silenzio destando la curiosità dei presenti ke si facevano tutti la stessa domanda, senza però accennare a porle il quesito per paura di essere inopportuni o indelicati.
- No, non c’è niente di cui preoccuparsi… volevo già venire qui, ma ero indecisa. All’ultimo momento però, approfittando dell’indecisione di mio cugino Massimo, ho preso la palla al balzo ed eccomi qui!!!!!
Lo aveva detto con una tale decisione, tipica del suo carattere e in puro stile “Rossana”, ke tutti ci credettero e Milena, viste le loro facce compiaciute, pensò tra sé e sé: ah! Lo sapevo io ke avrei dovuto darmi al teatro, invece ke massacrarmi le gambe e le braccia a scherma e a rovinarmi il cervello in conservatorio (suono il flauto traverso e ho dei polmoni da fare invidia al campione mondiale di apnea)!!
Fujisawa, casa Oozora, 16 giugno 2001
ORE 17.30
Il suono insistente del telefono mi fece abbandonare il mondo dei sogni riportandomi bruscamente alla realtà. Guardai l’orologio: le cinque e mezza del pomeriggio!!! Cavolo! Si rese conto di aver dormito per ben 2 ore di fila!! A quel punto, ormai completamente sveglia, cercò di fare il punto della situazione [o “della situation”, come direbbe quell’inglesista(ma si potrà dire “inglesista”?) di mia sorella…].
Allora… dunque in
sommi punti:
_ sono riuscita a tornare in tempo in Giappone
per le amichevoli per i mondiali del 2002
_ non devo + preoccuparmi di Tsubasa, perkè
sono riuscita a svegliarlo, impresa in cui molti, tutti, hanno fallito
_ ce l’ ho fatta a non far capire a nessuno il
perkè del mio arrivo improvviso…
Ma…già, ora Milena aveva un problema ke non si aspettava proprio: Taro e Genzo.
- DRIIIIN!!! – il telefono squillò nuovamente, una voce familiare dall’apparecchio le diceva di andare con lei.
Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 18.00
- Corri, dai!!!
- Passa, passa a destra. Svelto!
- Qui! Sono libero!!
L’entusiasmo dei ragazzi della Nankatsu era sempre alle stelle. Sanae, era stata lei a chiamare Milena. E visto ke la giovane italiana non aveva nulla di meglio da fare secondo Nakazawa, avrebbe fatto meglio ad aiutarla nel tifo. Non ke lei ne fosse troppo entusiasta, ma agli ordini del capo manager della Nankatsu non si discute.
Uffa… non ne posso +!!! È una situazione impossibile! Pensava Milena. Infatti per tutto l’allenamento, Misaki e Wakabayashi non avevano fatto altro ke cercare di attirare l’attenzione. Genzo ke parava facendo le cose + assurde, alla Wakashimazu e non si curava minimamente della difesa lasciando tirare il n°11 da qualunque posizione e completamente smarcato per rendere ogni volta le sue prodezze ancora + stupefacenti; Taro non era certo da meno. Fregava la palla sia a compagni ke ad avversari, senza neanke guardare se l’altra parte della golden combi, il suo capitano, Tsubasa Oozora fosse libero. Tutto ciò non passò certo inosservato.
- Ma ke diavolo fate idioti???!!! – starnazzava Sanae, ke ormai aveva cominciato a disperarsi non vedendo il suo fidanzato-gol all’opera – Genzo sei un megalomane rottincu…oo!!! Taro, fai penaaa!!!! Senza Tsubasa non vali una manco ‘na mezza sega!!!!
Milena, intanto, si stava letteralmente sganasciando dalle risate, così come stavano facendo Kumi e Yukari.
Grrrr… Questa è l’unica cosa di lei ke mi manda in bestia: sveglia com’è dovrebbe capire ke non sta bene ridere in quel modo e soprattutto visto ke è lei la causa di tutto… ma no, non è ottusità…(mi sento molto “Sergio del Grande Fratello”) è superficialità, no anzi è MANCANZA DI TATTO!! Pensava intanto Genzo Wakabayashi e non a torto: in fondo, sia lui ke Misaki, erano consapevoli della figura da “pidocchiastri rammolliti e capricciosi” ke stavano facendo, ma nonostante questo continuavano imperterriti per attirare l’attenzione di Mickiru, ke invece gli era scoppiata a ridere in faccia…
Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 18.00
Eh eh eh… Rideva (per non piangere)
intanto Taro, mentre un enorme gocciolone gli pendeva sulla testa. Non è cambiata affatto…Chissà se ha già
capito il motivo del comportamento mio e di Wakabayashi. Non vorrei giurarci,
ma una cosa sola è sicura: ha già intuito qualcosa, ma non vuole darla ad
intendere… Un momento!!! Come mi ha chiamato Sanae???? “MEZZA SEGA”???
Dopo mi sente…
Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 18.00
Bene, proprio come immaginavo. Non mi ero sbagliato, dunque! Gli sguardi di Misaki e Wakabayashi per Micky non erano normali! Lo sapevo io! E dopo, per la bella prestazione di oggi e per la loro spettacolare dimostrazione di egoismo allo stato puro, negli spogliatoi mi sentono quei due bastardi!! Tsubasa era davvero incavolato nero. Negli spogliatoi della Nankatsu non aspettava nulla di buono ai due “disertori”.
Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 18.45
- Sbaglio o nella partita di allenamento di oggi senpai-Wakabayashi e senpai-Misaki hanno fatto di tutto per mettersi in luce? – chiedeva Kumi con fare allusivo – non lo trovate strano? Non era mai successo finora…
- Già, ed inoltre ho notato ke non facevano altro ke guardare dalla nostra parte, in particolare…
Sanae, accortasi ke Milena stava zitta e con lo sguardo abbassato, tentò di fermare la collega Yukari… non era difficile intuire dove volesse andare a parare…
- Ehi Yukari, magari Taro guardava proprio verso di te! Sarà stato merito del tuo nuovo vestito? – cercò di sviare l’argomento la manager Nakazawa, sperando ke, toccando un tasto dolente, avrebbe messo a tacere l’amica. Ma questa non si arrese…
- Ma ke, si è capito chiaramente ke guardava verso Mickiru!! Cosa c’è sotto nonostante siano passati 2 anni???
A questo punto, la persona in questione alzò di colpo la testa, tenuta bassa fino ad allora per non lasciar trapelare un filo di emozioni, e guardò Yukari e Sugimoto Kumi con fare battagliero ( sono una grande!!! << sì, una grande…>> vi risparmio ancora il commento sempre più simpatico e poco offensivo nei miei confronti di mia sorella…).
- Io sono una persona estremamente riservata e tranquilla, ma non per questo permetto agli altri di impicciarsi degli affari miei! Se non accenno ad intervenire nell’argomento ke mi riguarda, è perkè non ho voglia di parlarne!!
Yukari e Kumi rimasero senza parole: possibile ke quella ragazza all’apparenza così timida e docile fosse un tipo così tosto, risoluto e sicuro di sé? Non se lo riuscivano proprio a spiegare. Solo Sanae sembrava per nulla sorpresa dalla risposta secca e decisa dell’amica. Conoscendola mi aspettavo una cosa del genere da lei. Io ho cercato di sviare l’argomento perkè avevo intuito il disappunto di Milena, ma Yukari, quando ci si mette, è proprio un mulo!! Pensava la ragazza. … e quando si tratta di Taro… aggiunse poi.
Già… Yukari, un anno dopo la partenza di Mickiru e il giorno del ritorno di Taro, si era subito innamorata, ma non corrisposta, del ragazzo e per questo non aveva visto di buon occhio Milena.
Le quattro ragazze si avviarono ognuna a casa propria senza dire una parola.
Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 18.45
Il capitano Oozora, guardava storto i suoi due compagni preferiti e si preparava a dirgliene quattro ke per due fanno otto (ke genio ke sono in matematica!!!). Misaki e Wakabayashi se ne accorsero e si approntarono a subire il peggio.
- Taro, Genzo! Devo dirvi una cosa.
- Cosa capitano? – chiesero i due con un’aureola di cartapesta sulla testa.
- Ke caxxo vi è preso oggi, razza di idioti???? Vi ricordate ancora come si gioca a calcio?? Ci sono 11 cretini ke cercano di buttare una cosa rotonda bianca e nera nella porta dell’avversario…
- Certo Tsubasa, ma ke… - stava iniziando Genzo.
- Appunto! Avete giocato solo tu e Misaki dimenticandovi degli altri!
- Ehi capitano, sicuro ke non sia perkè non hai potuto sfoggiare le tue doti calcistiche davanti alla tua fidanzatina?… - scherzò Genzo. Pessima idea. Ora Tsubasa era incazzato davvero di brutto e, tutto d’un fiato, disse solamente con voce bassa: “Taro, Genzo: siete fuori squadra”.
Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 19.00
Cazzo… fuori squadra! Ma ke è matto??? Senza me e, mi dispiace
ammetterlo, Taro non può vincere la prossima partita contro l’Otomo… però –
pensò ridendo – sì è proprio incazzato di
brutto quando ho nominato Sanae… Ma allora è una cosa seria!!! Certo ke Milena
fa miracoli quando ci si mette!!! Ora kiamo Hermann…
Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 19.00
Non avrei dovuto
comportarmi così… Eppure è stato + forte di me! Non avevo idea ke però Tsubasa
ci avrebbe messo addirittura fuori squadra. Per quanto ha detto? Una
settimana??? Ma abbiamo la partita contro l’Otomo! Sarà un’impresa vincere…
comunque io so perkè Tsubasa si è arrabbiato tanto… non molto per la
frecciatina di Genzo su Sanae, ma perkè non aveva capito il motivo della sua
collera. Ora basta. Guardò una foto sul comodino ke lo ritraeva insieme ad
una ragazzina molto carina. Milena! Però…
ke carina anke 2 anni fa…Rispetto a prima è cambiata: i capelli sono scalati
medi e con le punte sfilate e sono rossi, immagino grazie alla tintura mentre
gli occhi ora hanno un colore meno definito… arancio - nocciola direi…Oh, no!!!
Ora ricomincerò a pensare a lei… Bèh, sognamo pure ad occhi aperti. In fondo
posso farlo almeno finché Mickiru non imparerà a leggere nel pensiero…quasi
quasi chiamo Louise.
Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 20.00
Avrò fatto la cosa migliore mettendo Misaki e Wakabayashi fuori squadra? E per una settimana poi! Ma soprattutto in questo periodo ke c’è la partita dell’Otomo??? Sarà un’impresa vincere! Sì, lo so, sono stato un idiota a prendere quella decisione così affrettatamente, ma Genzo col suo atteggiamento mi ha fatto proprio uscire di senno!! Possibile non capisca mai i motivi ke mi spingono ad agire in un determinato modo??? Ke idiota…
Intanto suonò il telefono e Milena rispose al terzo squillo.
- Sì, ki è? Pepe? No, io sono la cugina di Tsubasa, ora te lo kiamo. TSUBAASAAAAA!!!!!!!!
- Ki??? Cooosaaaa???? – esclamò il campione nipponico sobbalzando dalla sedia su cui era seduto – Ki è al telefono?
- Un tuo amico credo. Ha detto di chiamarsi Pepe…
Dà qua! – disse, strappando la cornetta dalle mani della cugina e guadagnandosi quindi un’occhiataccia. Senza curarsene parlò al telefono – Alo! Pepe? Aqui está tudo bem, obrigado! Você e seu amigo Santana? Tudo bem, não tem problema! Tudo bem, então. Até mais!
Milena lo guardava con una strana espressione. Tsubasa era sorpreso, quando infine la ragazza disse finalmente:
- Il tuo amico Pepe ke gioca con te nel San Paolo… ops, scusa Sao Paulo, viene a trovarti?
- S..sì, ma…tu come…
- E con lui viene anke Santana, ho capito bene?
- M- ma tu… cioè…
- Sì, il portoghese lo mastico abbastanza bene. È molto simile all’italiano, sai? – gli rispose la cugina intuendo i dubbi di Tsuby. Continuò con un sorrisetto allusivo – Sorpreso, eh???
Oozora era senza parole. Ma c’erano ben altre cose da fare invece ke meravigliarsi delle capacità di Milena: dove avrebbe messo ora i suoi ospiti? Quasi come se gli leggesse nel pensiero, la ragazza gli disse:
- Dove manderai i tuoi amici?
- Credo ke cercherò un albergo dove farli alloggiare e …
Neanke finì la frase ke Milena, con un’espressione tutt’altro ke rassicurante, gli saltò quasi addosso e con gli occhi di una posseduta gli intimò con tono spettrale:
- MA STAI SKERZANDOOOOO????!!!! I tuoi amici vengono dal Brasile per venire a trovarti e tu li mandi IN ALBERGOO????
- Bèh…
- Non se ne parla! Ci penso io a spiegare la situazione a tua madre, non preoccuparti per questo. – disse assumendo nuovamente la sua aria dolce e allegra. Tu piuttosto – dichiarò con un sorrisetto ke non piaceva affatto al capitano Oozora – vedi di portare anke quale amico molto carino. Ci siamo capiti???
- V- va bene, ma non so i tuoi gusti, sì insomma…
- Hai delle loro foto?
- Cos… sì, certo!
- Fammele vedere!
E così il giovane calciatore mostrò alla cuginetta le foto scattate quale mese prima in occasione del party ke la squadra giapponese aveva organizzato con le squadre giovanili di tutto il mondo.
-
Ah, se l’avessi saputo sarei venuta allora – disse la ragazza,
vedendo la foto della squadra giovanile tedesca.
Fujisawa, 16 giugno 2001
ORE 20.30
Ma allora avevo
ragione!!! È qui per un motivo! Deve vedere una persona ed è uno dei giocatori
della squadra giovanile tedesca! E-ehi ma… vide ke lì a fianco c’erano anke
Gino Hernandez e Salvatore Gentile dell’Italia. Mmmh… non sarà affatto facile scoprirlo! Milena è molto furba e
riservata, non riuscirò a capire una mazza se non uso un po’ d’astuzia, ma… Lei
detesta i colpi bassi, meglio un confronto diretto…
- Qualcosa non va Tsuby-chan?
Milena aveva uno sguardo un po’ preoccupato e apprensivo, quindi il ragazzo la tranquillizzò subito onde evitare di farla impensierire ulteriormente: - No, non preoccuparti. Non è niente, ero solo soprappensiero…
- Sarà… - la ragazza non ne era per niente convinta, ma cercò comunque di non darlo a vedere.
Si era accorta infatti di aver parlato troppo e ke quindi non era il caso di insistere almeno per il momento…
Fujisawa, 17 giugno 2001
ORE 8.30
Camera di
Mickiru
Ma… dove sono??? Ma cosa…? Sei tu!! Aspetta, non andartene, non, no, no… ti prego… Aiutoo!! AAAH!!!!! Milena si svegliò di soprassalto, la fronte imperlata di sudore, il cuore ke le batteva all’impazzata, una lacrima ke le scendeva delicatamente sulle lisce guance leggermente arrossate, indicavano ke la ragazza aveva avuto un incubo. Ancora una volta… disse. Evidentemente quello ke aveva fatto era un incubo piuttosto ricorrente. Ma delle voci dalla cucina la incuriosirono. Ormai sveglia, decise di scendere a fare colazione in pigiama, ovvero la maglia n°10 di Tsubasa del Sao Paulo. Tanto, pensava, ci saranno solo la zia e Tsuby… Mai pensata cosa + fuori luogo: scesa in sala da pranzo, infatti, trovò + delle due persone ke si aspettava di incontrare.
Fujisawa, 17 giugno 2001
ORE 8.30
Sala da pranzo
Oozora
Stavamo facendo colazione a casa del mio amico/idolo Tsubasa Oozora.
Non mi aspettavo proprio ke avesse una cugina, infatti quello ke mi disse Gino
ieri mi lasciò un po’ perplesso. Mah… speriamo ke sia carina! Mentre pensavo a
questo, scende in sala da pranzo una ragazza molto aggraziata ke, un po’
spaesata, ci saluta lo stesso con uno splendido sorriso. Ecco: è + ke carina.
Fujisawa, 17 giugno 2001
ORE 8.30
Sala da pranzo
Oozora
Tsubasa, accortosi della reazione di Milena, non tardò a darle spiegazioni.
- Oh, ciao Milena! Come mai in piedi a quest’ora?
- Bèh… incubi. Comunque ho dormito un po’ ieri pomeriggio – rispose vagamente. Poi guardò la gente seduta lì nella sala e lanciò un’occhiata interrogativa al cugino.
- Miei amici! Quelli ke aspettavo ieri e in più altri ke sono venuti qui a fare colazione… Dunque, ci sono: Pepe, il mio amico e compagno di squadra del San Paolo, Carlos Santana, il mio + grande rivale, Leo Luciano suo compagno di squadra, Juan Diaz e Alan Pascal della nazionale argentina, Salvatore Gentile della Juventus (oleeee!!!!!), Gino Hernandez e Shingo Aoi ke giocano in una squadra italiana di serie A,…
- L’Inter!
- Esatto, l’Inter – commentò il giovane Aoi con un sorriso allegro.
- Ke skifo… - commentò in italiano la ragazza, senza pensare però ke forse Shingo, giocando in Italia, avesse imparato la lingua…
- Eh? S - sei tifosa di un’altra squadra per caso? – le chiese timidamente il n°20 della nazionale giapponese.
- A-ah… sì, sono della Juventus, ma l’Inter è la mia seconda squadra… (cazzata del secolo perkè io detesto l’Inter! Anke se in questo periodo vorrei ke la Roma bruciasse…).
- Ma bravo Tsubasa!! – disse Pepe guardando Milena con un sorrisetto allusivo(qui hanno tutti dei sorrisi strani e allusivi, non fateci caso!) – è così ke usi la maglia n°10 del Sao Paulo???
- Eh?? Oh, vedi è ke… Lasciamo perdere, và… Comunque…dovrebbero arrivare altre persone per oggi a pranzo – continuò Oozora – sono della nazionale tedesca e francese, ma non so se verranno tutti…
Milena a questo punto
ebbe una fitta al cuore. COME NON LO SAI??? MA SEI PROPRIO UN IDIOTA!!! Aveva voglia di gridargli in
faccia, poi però pensò: “ io non sono qui solo per lui. Se non viene, pazienza
mi troverò bene lo stesso”. Si disse, cercando di sorridere a sé stessa… ma ki cavolo voglio prendere in giro???? Starò malissimo senza di lui!!!!
- E quando saprai ki viene? – gli chiese con un tono vagamente isterico Milena.
- Bèh, aspetta ke arrivi Wakabayashi…
- Uff… - sbuffò la ragazza, ormai stanca di aspettare ulteriormente il “motivo del suo arrivo in Giappone”…
Trascorsero così un po’ di tempo a chiacchierare, Micky si comportava gentilmente con gli ospiti, sorridendo amorevolmente a tutti appena rivolgesse loro una parola, ma con la mente era altrove.
Fujisawa, 17 giugno 2001
ORE 9.00
Sala da pranzo
Oozora
Però… ke carina la cugina di Oozora. Nonostante le abbiamo movimentato
un po’ troppo la vacanza, si comporta dolcemente con tutti noi, benché non ci
conosca affatto…Ho fatto bene a venire qui con Santana e Pepe…
Fujisawa, 17 giugno 2001
ORE 9.00
Io non ho mai visto una ragazza + carina di quella… è molto attraente
fisicamente, ma il suo carattere è splendido. Non credo di aver mai provato
nulla di simile per una ragazza…
- Salvatore!
- Eh?
- Va tutto bene? – gli chiese Gino Hernandez.
- S- sì… mai stato meglio! – commentò con un sorrisetto sulle labbra – non potrebbe andare meglio di così, davvero.
- … - ribattè il portiere nerazzurro, ovvero niente. Sarà opportuno tenerlo d’occhio, non ha mai pensato alle ragazze finora e rischia di avere una tragica delusione… certo ke, disse guardando Milena se l’è scelta proprio difficile! Una meno corteggiata no, eh?
Fujisawa, 17 giugno 2001
ORE 9.00
Sala da pranzo
Oozora
-
Mui bien!
- Eh? Juan… ?
- Parlavo della ragazza! È carina, non trovi?
- Già – gli rispose sempre sottovoce Alan – e soprattutto è dolce e gentile con tutti. Ha proprio uno splendido carattere…
- E non solo quello… - affermò il genio argentino Diaz, osservando meglio anke il corpo della ragazza.
- Sì, ma il suo sorriso è…è…è meraviglioso!
- Cosa è meraviglioso? – chiese a quel punto Milena, ke fino ad allora era stata a parlare con Shingo per rimediare alla sua affermazione di odio eterno verso l’Inter.
- N- niente! P- parlavamo di questo dolce ke ci avete offerto… - improvvisò Pascal.
- G- già, davvero buonissimo!!! – continuò Diaz.
- Bene, mi fa piacere! Sapete, questo …
DLIN DLON!!!!!!
- Questo è il campanello… - continuò Milena.
- Saranno Wakabayashi e Misaki. Vado io – decretò il capitano Oozora.
Infatti, era proprio il portiere della Nankatsu e il n°11, accompagnati rispettivamente il primo da alcuni giocatori tedeschi: Manfred Margus, Franz Schester, Dyutah Müller, Hermann Kaltz e lui, il giovane imperatore tedesco, il Kaiser (mia sorella, quando ero piccola mi disse ke “Kaiser” voleva dire una cosa, anzi “coso”… immaginatevi la mia reazione! Mi ha bloccato la crescita togliendomi 20 anni di vita…), il grande (ta-ta-ta-tadaaaan!!!!) Karl Heinz Schneider. Il secondo, era insieme a due giocatori francesi: Pierre El Cid e Louise Napoleon.
Bene si disse Milena ora ke
ci sono tutti viene il bello! È tempo di resa dei conti!
CAPITOLO 3
Una strana vendetta
Fujisawa, 17 giugno 2001
ORE 9.30
Abitazione
Oozora (la
casa è stata allargata in seguito alle vittorie, ma soprattutto ai soldi, ke
Tsuby riportava dopo ogni partita!<<ecco perkè ci entra tutta ‘sta
gente!>>n.d.: mia sorella; “Brava!!”n.d.: io)
Per tutto il tempo, da quando erano arrivati, mentre tutti chiacchieravano Karl Heinz Schneider, Shingo Aoi, Taro Misaki, Genzo Wakabayashi e Salvatore Gentile erano intenti ad osservare l’oggetto della contesa (<<ma allora ki parlava se guardavano quasi tutti la stessa cosa? >> N.d: mia sorella. Non interrompere il racconto con le tue cazzate!!! N.d.: io) : Milena.
Se continuano così, giuro ke mi metto a piangere! Sì, lo so ke non è da
me, ma sono disperata! Non so ke fare né come comportarmi…
- CIIIAAAAOOOOOOO!!!!!!!! Ciao Milena! – urlò un bimbo di 6 anni identico a Tsubasa: si trattava di Daichi Oozora, fratello minore del campione giapponese.
- Ciao Daichi, tesoro! Ma dove sei stato ieri? Non ti ho proprio visto – disse la cugina prendendolo in braccio e cambiando subito l’espressione del suo viso in un raggiante sorriso.
A quella scena si intenerirono tutti e i “litiganti” si dimenticarono per un po’ della loro disputa. Tutti tranne uno: Karl Heinz Schneider. Il Kaiser, infatti, sembrava addirittura infastidito da quella scena così affettuosa e SDOLCINATA. Milena, notando la sua espressione, gli disse un po’ preoccupata:
-
Is
that anything wrong Schneider?
Karl rimase piuttosto contrariato dal modo in cui la ragazza lo aveva chiamato: lei ke chiamava tutti per nome… perkè doveva chiamare proprio lui per cognome? Era forse una forma di ripicca nei suoi confronti? Non mostrando la sua seccatura, rispose freddamente:
-
No,
it’s all right.
- Sarà, ma hai proprio la faccia di uno ke ha qualke problema.
- Eh? – le chiese il Kaiser senza capire – m- ma…
- … e di uno ke ha bisogno di un po’ di dolcezza! Tieni – gli disse gentilmente la ragazza – questa torta l’ ho fatta io. Stavo per dirlo anke ai due argentini, ma poi ha suonato il campanello e… Vuoi un po’ di tè Karl? Posso chiamarti Karl? Sai, prima ti ho chiamato per cognome perkè non sapevo se poteva darti fastidio… (quando comincio a parlare, non mi fermo + e vado a macchinetta. Povero ki ci capita…)
- No, non preoccuparti - rispose solamente il giovane imperatore tedesco arrossendo un po’ al ricordo di ciò ke aveva pensato prima.
Fujisawa, 17 giugno 2001
ORE 10.00
Salotto Oozora
Mmmh… troppe tentazioni. Questa proprio non ci voleva. Tra l’altro Mickiru non è certo nota per la sua capacità di resistere alle tentazioni, specie se le tentazioni sono dei ragazzi tra i + fighi dell’universo… pensava intanto un po’ preoccupato, e non a torto, Taro Misaki ke guardava la sua ex mentre faceva gli onori di casa.
- Miiiisaaaakiiiiiii… - gli sussurrò Louise Napoleon nell’orecchio – ke mi dici di quello schianto della tua ex?
- Cos… non ti capisco.
- E dai, ma hai visto quella femmina davanti a te?
- Sì, Milena, e allora?
- Ma come “e allora”???? – il centravanti francese iniziava a spazientirsi – Come cavolo hai fatto a farti scappare Miss Ogni-ben-di-Dio in quel modo 2 anni fa???
- “Miss Ogni-ben-di-Dio”? questa me la devo segnar…
- IDIOTAAAA!!!!!
A quel punto si girarono tutti verso i due. Napoleon rispose dicendo imbarazzato: “S- scusate, non volevo disturbarvi!”
- Ma figurati, non fa niente. Non preoccuparti! – gli rispose dolcemente e sorridendo Milena.
- Ah, grazie. Ma lo sai ke sei davvero carina? Anzi uno schianto direi, se potessi ti sposerei!
Gli altri fissavano il francese ammutoliti, mentre la ragazza in questione, gli sorrise dicendo semplicemente: “Grazie, sei molto gentile.” Poi aggiunse guardandolo meglio “ anke tu sei molto carino. Potrei farci un pensierino per la tua proposta di matrimonio!”. Al ke tutti risero, una risata davvero di gusto ke ci voleva proprio dopo tutte le varie ostilità.
- Hai visto ke intendevo Misaki? – riprese Louise rivolgendosi al compagno, ke però aveva un’espressione un po’ allupata… - e ammettilo ke la ami ancora!
- Cosa?
- Sì, sei pazzo di lei caro mio!!!
- No, non è vero – obiettò molto poco convinto Misaki – ti sbagli…
Fujisawa, 17 giugno 2001
ORE 10.00
Salotto Oozora
È una ragazza gentile. Deve aver ricevuto un’educazione molto severa per riuscire a trattare con Schneider. Non è cambiata affatto da allora… El Cid ricordò il party di 2 anni prima in discoteca: era stato divertente! Quella ragazza era riuscita a resistere al suo fascino, al grande Pierre El Cid, comportandosi con lui come nessuna aveva mai fatto prima: l’aveva trattato come un amico, non come una preda da conquistare. Inoltre aveva anke fatto ballare il cannoniere tedesco, poi anke suo cugino Tsubasa si era unito a lei nelle danze, così come tutti gli altri dopo un po’… E- ehi ma…!!! Un momento! Il capitano francese si ricordò delle parole di Misaki del giorno prima: “Ehi Pierre, ti ricordi ancora di Milena, o meglio di Mickiru?”. Certo ke se ne ricordava, aveva risposto lui. Il suo amico quindi continuò: “è tornata oggi in Giappone, però la sua + ke una vacanza è sembrata una fuga…” “E non le avete chiesto spiegazioni?” “Sì, certo. Infatti ha detto di aver sostituito un suo cugino ke alla fine era indeciso se venire o no…”. Ma certo! Ora è tutto chiaro! È per lui ke Milena è qui!!! Pierre El Cid aveva già capito la chiave di tutto, aveva capito ki era il “motivo” della partenza di Mickiru per il Giappone.
Fujisawa, 18 giugno 2001
ORE 14.00
Abitazione
Nishimoto
- Devi venire assolutamente qui a Fujisawa, hai capito Hiroshi??? – disse Yukari per telefono a suo cugino Jito.
- Coosa??? A Fujisawa? E a far ke?
- Cosa mi risponderesti se ti dicessi ke la cugina italiana di Tsubasa è qui?
- Ma non è quella ragazza così carina ke era fidanzata con Misaki?
- Proprio lei – disse con una punta di amarezza la giovane manager Nishimoto. Ma poi riprese – adesso è ancora + bella e non sta + con Misaki. È libera. Se vieni posso organizzarti un appuntamento con lei…
- Mi precipitoooo!!!!! Posso portare anke Sano?
- Bèh, ma certo!
Fujisawa, 18 giugno 2001
ORE 14.15
Abitazione
Oozora
- MILEEENAAAAAA!!!!!! Ma sei diventata sorda??? È per te. C’è Nishimoto al telefono!!
- Arrivo, arrivo. Non ti scaldare tanto Tsuby, non ti fa bene alla tua età.
- Strega!! – le disse scherzando il cugino dandole un pizzicotto nel sedere.
La ragazza non badò al gesto di Tsubasa, aveva altri pensieri per la testa… Chissà cosa vorrà da me Yukari… pensava intanto ke andava a prendere il telefono.
- Sì, pronto? Yukari sei tu?
- Sì, sono Nishimoto. – le rispose freddamente la ragazza. Mickiru rimase alquanto interdetta. – volevo sapere se ti andava di uscire domani pomeriggio.
- Domani? Non lo so, credo di sì.
- Perfetto, ciao e a domani.
- Ciao…
Perkè tutto ad un tratto Yukari, ke mi detesta, mi chiede di uscire per
fare un giro? Adesso chiamo Sanae per chiederle un consiglio… Si bloccò un
attimo: Sanae è troppo di parte, meglio
se mi affido alle sagge parole di Yayoi…
Tokyo, 18 giugno 2001
ORE 14.15
Villa Misugi
Yayoi stava preparando del tè freddo per il suo capitano, mentre lui era intento a beccare sul suo abbonamento (immaginatevi una cosa giapponese tipo Stream o D+) qualke partita di calcio. La ragazza gli diede quindi la notizia.
- Ehi Jun!
- Sì?
- Se ti dicessi “la cugina di Tsubasa molto carina ke è italiana” – sorrise maliziosamente – tu cosa mi risponderesti?
Misugi smise per un attimo di torturare il povero telecomando ke aveva ormai tutti i tasti consumati. La sua espressione però cambiò rapidamente da perplesso a felice.
- Davvero Mickiru è tornata?
- Già, proprio così – disse con dolce e candido sorriso Yayoi, mostrando la sua gioia nella notizia ricevuta da Sanae.
- Immagino sarai molto contenta. Anke io era da un po’ ke volevo rivederla…
- Perkè allora non andiamo a vedere la partita ke faranno contro l’Otomo? Sarà divertente!
- Va bene Yayoi. Ci andremo.
Proprio in quel momento squillò il telefono. Andò Yayoi a rispondere mentre Misugi era finalmente riuscito a beccare una partita, ignobile, ma pur sempre una partita.
- Pronto, sei tu, Yayoi? Sono Milena. Volevo chiederti un consiglio se non ti dispiace…
- Ma no, figurati! Parla pure…
- Ecco… stranamente Yukari, anzi Nishimoto, mi ha chiesto di uscire con lei. Eppure fino al giorno prima manco mi rivolgeva la parola!
- Bèh, qualcosa sotto c’è di sicuro, ma io penso ke ti convenga comunque uscire per cercare di andare + d’accordo…
- Ok, allora ci vediamo.
- Aspetta! – la bloccò Yayoi – perkè non hai chiesto consiglio a Sanae??
- Sarebbe stata un po’ troppo di parte, non trovi?
- Già, ciao.
- Ciao ciao!
Fujisawa, 19 giugno 2001
ORE 16.15
Abitazione
Oozora
- Dove vai così elegante e soprattutto così di corsa? – chiese distrattamente Tsubasa.
- Oh, beh… in centro.
- E cosa ci vai a fare?
- E cosa te ne frega? – gli rispose cordialmente la cugina.
- M- Milena ma… - il ragazzo era allibito: possibile ke proprio Micky, la sua cuginetta Micky avesse parlato in quel modo? Ma si riprese subito e continuò – qualcosa non va? Non sembri neanke tu oggi…
- È vero, scusami. È ke devo uscire con Yukari, ma non so perkè me lo abbia chiesto visto ke mi detesta…
- Forse stavolta ci ha ripensato e vuole esserti amica. Si sarà resa conto di aver sbagliato, e … - si fermò di colpo – no, hai ragione. Deve esserci qualcosa sotto…
- Tu non hai proprio idea di cosa si tratti? – gli chiese speranzosa Milena. – dai, prova a pensarci meglio… Cosa può averla spinta?
Tsubasa ci pensò su…
- Ma certo! Vorrà farti conoscere suo cugino Jito!
- Jito???
- Hiroshi!
- Ma si chiama Jito o Hiroshi? – la ragazza cominciava a spazientirsi.
- Si chiama Hiroshi Jito. – le rispose con semplicità il ragazzo.
- È cosa c’è di diabolico in questo??? – esclamò la ragazza – aspetta… no, non dirmelo ti prego!!! Quanto fa skifo da 1 a 10???
- Boh… ke ne so. Non so vedere se un ragazzo è bello o brutto...
- Sanae lo conosce?
- Sì, ma ke c’entra? E- ehi Milena!! Dove vaiii!!!?????
Le dita di Mickiru volarono sulla tastiera del telefono e compose il numero di casa Nakazawa.
- Pronto Sanae?
- No, sono suo padre Yo Nakazawa, ora gliela passo.
- Sì, grazie.
- Pronto Milena?
- Sì Sanae, sono io.
- Dimmi tutto.
- Com’è Hiroshi Jito?
- Cos… Il cugino di Yukari? Ma perkè?
- Yukari mi ha invitata ad uscire con lei e Tsubasa suppone sia per farmi conoscere suo cugino. Io allora gli ho chiesto : “Quanto fa skifo da 1 a 10?” e lui mi ha detto ke non sa giudicare i maschi… Aiuto! Ho un brutto presentimento!!!
- Bèh… posso solo dirti di non aspettarti niente di ke…
- Cosa??? Sanae…!!!???? – si avvicinò meglio per sentire dalla cornetta – Niente! Quella bastarda ha riattaccato!!!
DLIN DLON (questo campanello è terribile!!!)!!!!!
- AAAAAAAAAAAH!!!!!!!! Questa è Yukariiiiii!!!! Tsubasa dimmi “buona fortuna”!!!
- Buona fortuna.
Fujisawa, 19 giugno 2001
ORE 16.30
Centro della
città
- Ah, e così tu saresti Milena, la cugina di Tsubasa!
- Sì, esatto. È un piacere conoscerti. – gli risposi molto entusiasta. Ma davvero molto.
- Il piacere è mio. Sono Hiroshi Jito e questo è il mio amico Mitsuru Sano.
- Ciao ad entrambi…
Yukari, sei proprio una stronza! Non solo mi hai incastrata facendomi
uscire con quella merda di tuo cugino, ma hai invitato anke Tay – chan! Se
volevi farmi incazzare, ci sei riuscita benissimo! E non è una cosa facile.
Complimenti vivissimi!!!! Ma questa giuro ke me la paghi maledetta strega! Non
puoi farmene una colpa del fatto ke sono la ex di Taro. Non è affatto giusto!!!
Fujisawa, 19 giugno 2001
ORE 16.30
Centro della
città
Bene, almeno sto facendo passare un brutto pomeriggio a quella
smorfiosa di Mickiru… Quella puttana! Le vanno dietro tante di quelle persone e
lei fa la sciacquetta con chiunque e si frega pure il mio Taro… Maledetta gatta
morta! Fa la faccia d’angelo, ma in realtà è il male personificato! La
tentazione maggiore e la + grande distrazione per i giocatori… Un momento!!! Ma
certo! Adesso te la rovino io la vacanza!
Fujisawa, 19 giugno 2001
ORE 18.30
Centro della
città
Accidenti a Nishimoto! Certo, Jito e Sano non sono belli, ma ha messo me e Micky in un bel pasticcio! Ke razza di situazione… Guardò Milena e i loro sguardi si incrociarono: era una situazione insostenibile e la ragazza gli sfoderò uno dei suoi migliori sguardi tristi, al ke Misaki, intenerito, disse agli altri:
- Sentite, io accompagno Micky a casa. È stanca e non è ancora abituata al fuso orario…
Tutti lo guardarono con un’espressione indecifrabile; Milena invece lo fissava come per dire: “una scusa + stupida non potevi trovarla, eh?” e Taro si strinse nelle spalle e ricambiò il suo sguardo con un altro ke stava a significare: “bèh, è il massimo ke mi è venuto in mente. L’importante è portarti via da qui, no?” (<<……>> N.d.: mia sorella. “…..” N.d.: io).
E così i due se ne andarono a casa. Misaki accompagnò Milena per un bel pezzo e non dissero una parola per un po’, finché Taro, arrivati quasi a casa Oozora, non le chiese:
- Ce l’ hai ancora la gattina ke ti ho regalato io?
- Cos… - la ragazza era un po’ sorpresa da quella domanda – sì, Tommy sta benone.
- “Tommy”??? Ma non era una gattinA? – si meravigliò il n°11 della Nankatsu.
- Ehm… è il diminutivo di Tommasina! – cercò di districarsi Milena. (è vero, e ho anke un gatto di nome Potatoes, il ke è tutto dire…)
- Scusa, ma fa un po’ skifo come nome…
- È ke io credevo fosse un maschio…
- Ah… e brava la mia gattina Milena! Ciao, a presto Micky Neko!!!!
- “Neko”???? E ke vuol dire?
- Vuol dire “gatto”. Ciao!
- Ciao…. – la ragazza rimase senza parole…
CAPITOLO 4
Uno strano match
Fujisawa, 20 giugno 2001
ORE 9.15
Campo di allenamento Nankatsu
-
Bene, ragazzi. Tra soli
3 giorni avremo la partita contro l’Otomo e, dato ke a causa di insoliti
comportamenti di qualcuno – Tsubasa guardò Misaki e Wakabayashi con
un’espressione eloquente – giocheremo con due titolari in meno, dovremo ovviare
a questa mancanza allenandoci + seriamente.
-
Uffa… - sbuffò Ishizaki
– e io ke volevo approfittare del ritorno di Misaki e Wakabayashi per riposarmi
un po’…
-
ISHIZAKIIIII!!!!!!!! –
gli urlò in un orecchio il capitano Oozora – ma cosa diciiii??!!!????
-
E dai, stavo solo
scherzando mon capitaine! – gli rispose Ryo.
-
Sì Tsubasa. Io sono
convinta ke Ryo stesse solo scherzando! Lo so quanto ci tiene a vincere la
sfida con Urabe, vero? – Milena difese il n°14 della Nankatsu e lo guardò con
un sorrisetto allusivo.
-
Già! Lo batterò anke
stavolta!
-
Bene allora, via! –
decretò capitan Oozora.
Milena a questo punto andò a sedersi tra Genzo e Taro: non aveva voglia
di stare vicino a Yukari dopo quello ke le aveva fatto, Kumi era senz’altro
molto + amica di Nishimoto ke di lei e Sanae era proprio in mezzo alle due, per
cui optò per i due giovani espulsi. Anke perkè in qualke modo ne era lei la
causa…
Fujisawa, 20 giugno 2001
ORE 9.30
Campo di allenamento Nankatsu
Milena ha qualcosa ke non va oggi. È vero, lei e Nishimoto non sono mai state grandi amiche, ma almeno a Micky non dava fastidio starle vicino… deve essere successo qualcosa ieri…
-
Ehi Milena!
-
!!?? – la ragazza,
probabilmente assorta nei suoi pensieri, sobbalzò al richiamo del portiere –
cosa c’è Gen – chan?
-
Ehi – sorrise
Wakabayashi – non mi avevi mai chiamato così! Posso sperare in qualcosa?
-
Mmmh… - mugugnò Misaki
dall’altra parte della panca a tre posti (…) .
Piccola
nota (per ki non lo sapesse): “chan” è un suffisso tipicamente giapponese ke si
mette dopo il nome di una persona ke può essere: un/una parente, un caro
amico/a o un fidanzato/a.
- E- ehi ragazzi, guardate! – Kisugi indicò un gruppetto di ragazzi dietro la porta di Morisaki.
-
Ciao Takeshiiiii! Ciao
Shuuuun!!!!! – gridò Milena quando li vide, balzando di scatto dalla panca su
cui era seduta e facendo cadere Genzo e Taro.
-
Ciao tesoro! – le
rispose con lo stesso entusiasmo Kishida, uno dei suoi amici + cari.
-
Ciao dolcezza, come va?
– disse Nitta con un sorriso.
-
Ciao Principessa
Coraggio! – la prese in giro Urabe.
-
Accidenti Hanji – gli
rispose la ragazza – vedo ke in questi due anni non sei cresciuto affatto… -
mormorò sempre lei un po’ sconsolata.
Risata generale.
-
É colpa tua ke sei
troppo alta! – cercò di giustificarsi Urabe – hai 16 anni e sei già 1.70!
-
Bèh, sono 1.68, non
1.70
-
Non c’è differenza! –
ribatté l’altro fermo sulle sue convinzioni.
-
E cmq… - Milena non si
scompose minimamente e si strinse nelle spalle – non è poi così tanto.
-
E- ehm, Milena! – intervenne
Shun – magari in Italia una ragazza di 16 anni alta 1.70 non è nulla di
speciale, ma qui siamo in Giappone e, come ben sai, l’altezza non è la nostra
principale caratteristica.
La ragazza assunse un’espressione così idiota da fare concorrenza a suo
cugino Tsubasa quando ci si metteva di impegno, al ke Nitta perse ogni
speranza. Poi, guardò in faccia Mickiru e le disse:
-
Signora Misaki, come
mai i 2 titolari non giocano?
-
S- SIGNORA
COSAAAAA??????!!!!! – urlò la giovane nubile.
-
I- io e Micky – tentò
di dire Taro mentre cercava di rialzarsi da terra dopo la caduta dovuta
all’affermazione di Nitta – non stiamo + insieme.
-
Ah… bèh, ora noi
andiamo. Ciao ragazzi.
-
Ciao e a domani – disse
Kishida.
-
Allenati bene Ishizaki!
– disse qualcuno.
Fujisawa, 20 giugno 2001
ORE 19.30
L’allenamento era finalmente terminato e due figure camminavano l’una
accanto all’altra, ormai senza + alcun imbarazzo dopo tanti anni.
-
Ce la farete?
-
Cosa?
-
Bèh… sì, insomma… La
squadra? Pensi ke fisicamente sia a posto? E i ragazzi? Ti sono sembrati …
Il capitano della Nankatsu SC tappò la bocca alla manager Nakazawa
(<<Finalmente!>> N.d.: mia sorella. “Stavolta sono d’accordo con
te” N.d.: io. “Ma ci stai paraculando per caso? Sei tu ke scrivi!!!” N.d.:
tutti. “ *…….* “ N.d.: io) con un bacio appassionato (scusate, non c’era niente
di passionale ma ho sempre desiderato scriverlo!).
-
Sanae… - sussurrò lui.
-
Sì?… - rispose
trepidante, col cuore ke le batteva martellante nel petto – cosa…
-
Potresti toglierti
adesso? È ke ho già abbastanza caldo, vorrei evitare di sudare altrimenti
prendo freddo e mi ammalo e poi senza me, Genzo e Taro contro l’Otomo…
SCIAFF!!!!!!!!!!!!!!! Sberla di Nakazawa ke mette il suo ragazzo Oozora
al tappeto. È vero, Milena l’aveva svegliato, ma non poteva certo fare dei miracoli!
Fujisawa, 20 giugno 2001
ORE 19.30
-
Mi dispiace Genzo…
-
E di ke? – le chiese
meravigliato il ragazzo.
-
È molto semplice – la
ragazza scosse la testa – è colpa mia se tu e Taro siete stati messi fuori
squadra…
-
Ma no, ke dici? – lo
dicevo io ke aveva già capito tutto. E ora si sente pure in colpa la mia
piccola Micky
– tu non c’entri…
-
È inutile! – insistette
Micky – mi sento in colpa punto e basta e non c’è niente ke possa…
Troppo tardi. Non riuscì a finire in tempo la frase ke Wakabayashi
l’aveva baciata come mai nessuno, neanke Misaki 2 anni fa, aveva fatto (sembra
ke in Giappone sia l’unico metodo ke conoscano per finire un discorso…). Era un
bacio così passionale, ma allo stesso tempo tanto dolce… dava un senso di
protezione ma anke di timore… e, cosa + coinvolgente, era ke si trattava del
vero e proprio bacio francese (Genzo è stato in Europa, qualcosa da noi oltre
al calcio l’avrà pur imparato, no?) con tanto di aggiunta di mani (“Porco!”
N.d.: io = Milena).
Fujisawa, 20 giugno 2001
ORE 19.30
Oh mamma… Genzo… ma ke fai… Tu non… non puoi… io non… ecco… Ma ke sto facendo?? Genzo ti prego smettila! Non farlo ti prego… Non voglio rovinare il nostro splendido rapporto, anke se è così strano… In fondo a me piace così…e… e… E poi io sono qui per lui, …No, non mi importa di lui o forse non voglio ammetterlo?!… Forse sto sbagliando tutto!
-
No… - sussurrai a Genzo
– non credo sia il caso…
-
Ti sbagli invece.
Ha ragione lui… In
fondo io non sto tradendo proprio nessuno! È lui! È colpa sua ke non mi vuole e
ke a periodi mi fa la corte spudoratamente e ad altri non mi saluta neanke! È
lui la causa di tutto! Per lui sono solo uno stupido giocattolo!!! Milena abbracciò Genzo con le lacrime agli occhi.
Fujisawa, 20 giugno 2001
ORE 19.35
Quanto ho aspettato questo momento! Micky… io ti amo!! Quanto ho atteso prima di poter avere il tuo corpo stretto al mio… Il tuo corpo, ormai quello di una donna, vicinissimo al mio… il tuo calore, il tuo profumo, i tuoi capelli…Finalmente. Ma… come? Lacrime??
-
Micky…
-
… - nessuna risposta,
solo un sommesso piangere.
-
Ke ti succede? Perkè
piangi? – chiese Genzo – non avrei dovuto baciarti senza il tuo permesso… Mi
dispiace! Non sopporto di vederti piangere, ti prego!
-
Sto bene Gen – chan.
Non preoccuparti… Non è stata colpa tua. Mi hai solo fatto riflettere su una
cosa… sto bene comunque. No preoccuparti. Sto benissimo, davvero.
-
Sarà, ma ti accompagno
a casa.
-
Mh.
Fujisawa, 20 giugno 2001
ORE 20.30
Appartamento Misaki
Micky Neko è tornata a casa con Genzo e io purtroppo non l’ ho potuta accompagnare! Sono molto preoccupato, non avrei dovuto permettere ke Wakabayashi l’accompagnasse! Poi si fermò un attimo a riflettere: ma ki sono io? Con ke coraggio vado lì e le impedisco di fare quello ke vuole??! Credo ke sia il caso di dichiararmi… Almeno così non avrei scuse o rimpianti. In fondo Mickiru l’ ha sempre detto: “Non si può perdere una partita senza averla giocata!”. Certo, me l’aveva detto in occasione di uno scontro diretto con Pierre, ma è comunque un buon consiglio…
-
Misaki, ci sei?
-
Louise! Ma dov’eri?
-
In giro… Pierre è
rimasto al campo – ridacchiò – spera ancora di avere qualke possibilità con
Sanae…
-
Credo sarà molto
difficile! – rise Taro a sua volta – ma non si arrenderà finché non ci sbatterà
la testa.
-
Già…
-
…
-
…
Rimasero entrambi in silenzio senza sapere ke dire (non ci sareste
arrivati a questa deduzione senza di me, eh? “seeeeeeee!!!!!” n.d.:
tutti).
-
Allora?
-
Allora?
-
Ke vuoi fare con
Milena?
-
Perkè?
-
Perkè vedi, c’è gente
ke si preoccupa per te, per la tua situazione ke, a quanto ho potuto vedere,
non è certo delle + rosee…
-
Credo di non capire…
-
Milena è una bella
ragazza, e su questo non ci sono dubbi – disse pazientemente Napoleon mentre
cercava di trattenere a stento la calma con l’amico – ora però sorge un altro
problema: il suo carattere.
-
Come? Il suo carattere?
Ma perkè? Mi sembra ke abbia uno splendido carattere! – replicò Taro, ormai
stufo dei giri di parole del suo amico ke lo facevano sentire un perfetto
idiota.
-
Ed è proprio questo il
punto: oltre ad essere bella è anke adorabile per tutti. E questo è un altro
suo punto di forza ke la rende ancora + attraente per gli altri e ke rende la
tua impresa di riconquistarla ancora + difficile.
-
… - Misaki era senza
parole. Possibile ke proprio lui, Louise Napoleon, il più superficiale e ottuso
degli uomini (eccetto il mio A.) avesse inteso così bene e addirittura meglio
di lui la situazione? Sembrava assurdo.
-
Allora? Di ki pensi
Micky possa innamorarsi?
-
Non lo so, ma prima di
tutto dovremo sapere con certezza ki è realmente interessato a lei!
-
Ehi Milena! Ki si è
innamorato di te??? – chiese Louise parlando al soffitto, mentre Taro chiamava
il 118.
-
Quale soffitto, autrice
Milena??? Tanto lo so ke è lì dietro ke ti nascondi!! Ehi Misaki ke diavolo
fai???!!!!! – gli diede poi addosso Napoleon – ma si può sapere da ke parte
stai?
-
Da quella dell’autrice
visto ke questa è un’autobiografia! Spero in qualcosa facendo il lecchino! – si
giustificava intanto il n°11 della Nankatsu.
-
Milena è
incorruttibile! – esclamò Louise – ehi, ma ke cavolo mi stai facendo dire???!!!
Sei scorretta Milena! Come puoi parlare per bocca di un altro? Vieni fuori se
sei un uomo!
Ovviamente non ci fu alcuna risposta e non si presentò nessuno.
-
E ke ti aspettavi? –
disse Taro – Milena è una donna! E anke molto femminile per giunta!
-
Grazie Taro! – disse
Louise con una vocina alla Mariah Carey – eh no! Adesso mi modifichi pure la
voce??? Questo è troppo! Usa il tuo caro Taro per parlare!
-
E basta co ‘sto casino!
Avete rotto! Non potete occuparmi tutta la pagina con le vostre disquisizioni!
– urlò un gatto dal davanzale della finestra.
-
Disq… cosa? – chiese
Napoleon.
-
Cretinate. – spiegò
Taro.
-
E vedi di piantarla
ignorante! – continuò il tenero gattino.
I due si guardarono esterrefatti. Non dissero + una parola
(“Finalmente!” N.d.: io. “Brava Milena! Qualcosa di buono la stai facendo in
questa storia!” N.d.: tutti. ; ____ ; N.d.: io) finché Taro disse:
-
Bèh, in fondo… io la
chiamo Micky Neko…
-
… - Napoleon rimase
senza parole con un’espressione indecifrabile dipinta sul viso.
Fujisawa, 22 giugno 2001
ORE 16.25
Appartamento Gentile – Hernandez – Aoi
-
Ehi ragazzi!!!! Cosa
c’è per merenda??!!! – chiese Shingo Aoi appena finito il suo riposino
pomeridiano.
-
Nulla – rispose
stancamente Gino, poi rivolto a Salvatore disse – ke ne dici di mandare via il
piccolo mentre io e te facciamo un bel discorsetto?
-
O-ok… - rispose
Gentile, un po’ timoroso dato ke quello del compagno suonava + come un ordine.
-
Shingo, perkè non vai a
comprare qualcosa da mangiare?
-
Per voi?
-
No, io dicevo per te.
Ma… - cominciò Hernandez.
-
Allora vado a prendere
un po’ di tè da Tsubasa. Così vedrò anke sua cugina Milena, è molto + di
compagnia di voi ed è anke + carina di voi 2 messi assieme.
-
Su questo non ci sono
dubbi.
-
Ehi, ki ha parlato?? –
domandò Hernandez.
-
È stata Milena! – esclamò
felice Salvatore. – ehi Milena, sei ancora qui?? Devo chiederti se…
-
Dai, così non vale… -
lo rimbeccò Gino – lascia andare avanti la storia.
-
Sì, grazie Gino. Meno
male ke ci sei tu. Ok, ricomponiamoci e proseguiamo…
I due italiani si guardarono esterrefatti e non dissero neanke una
parola finché non sentirono la porta chiudersi velocemente dietro il giovane
n°20.
-
M-ma tu… lo sapevi… ke…
- tentò di concludere un discorso Salvatore Gentile.
-
No, non ne sapevo
proprio niente – rispose Hernandez, intuendo la domanda dell’amico. Poi si
riprese e continuò – Allora, ti senti pronto “Libero Numero Uno”?
-
Eh??!!!
-
Hai capito benissimo.
Ti sei scelto una ragazza davvero molto difficile da conquistare.
-
Milena, giusto?
-
Esatto. Bravo, vedo ke
hai capito al volo. Allora?
-
Sì, lo so. Ma ke ci
vuoi fare? Mi ha colpito immediatamente. Non posso farci nulla.
-
Già. Comunque cerchiamo
di fare il punto della situazione: di Shingo non c’è da preoccuparsi. Misaki l’
ha lasciato lei, quindi è da escludere. Dovresti preoccuparti solo di
Wakabayashi e Schneider.
-
Hai detto niente! –
commentò acidino Salvatore – parli di due ragazzi dal fisico perfetto perkè
sono atleti…
-
Anke tu sei un atleta –
gli fece notare Gino.
-
Zitto e fammi finire.
Allora, oltre al fisico sono uno biondo con gli occhi grandi azzurri e i
lineamenti perfetti e una grande fama e l’altro moro con gli occhi penetranti e
nerissimi e con un grande carisma…
-
Guarda ke tu hai gli
occhi verde-acqua e i capelli tendenti al rossiccio, molto belli come quelli di
Milena. Anke tu sei un gran bel ragazzo. Il classico “bel tenebroso”!…
-
… G- Gino… ma tu non
sarai mica…???
-
Ma ke cavolo dici,
scemo??!!! – gli rispose incazzatissimo Hernandez per le insinuazioni
dell’amico sulla sua natura sessuale – e io ke cercavo solo di aiutarti!
-
Sì, sì scusa! Ma come
sei permaloso!Adesso perkè non la andiamo a trovare?
-
Ma ki?
-
Ki?
-
Ki??!!!
-
Come ki?? LEI!!!
-
Milena?
-
Ovvio!
-
E parla chiaro, no? –
rispose spazientito Gino – aspetta un po’!
-
Eh? Ke c’è adesso?
-
C’è Shingo lì ora.
-
Embè?
-
Dovresti aspettare per
dirglielo e così potrai rimanere con lei senza altri incomodi.
-
Bravo. Grazie, sei un
amico!
-
Di nulla.
Fujisawa, 20 giugno 2001
ORE 19.30
Campo di allenamento Nankatsu
-
Uffa, ke rottura pulire
‘sti palloni!
-
Non dirlo a me Yukari!
Io sono almeno 6 anni ke lo faccio!! – rispose la manager Nakazawa – ah, Kumi!
Per favore metti la cassetta del pronto soccorso nel ripostiglio.
Sanae guardò a lungo la sua collega Nishimoto. Dalle parole, ma
soprattutto dal comportamento freddo e distaccato di Mickiru nei confronti di Yukari
in occasione dell’allenamento di quello stesso giorno, aveva capito ke doveva
essere successo qualcosa.
-
Yukari…
-
Sì, Sanae?
-
Ehm… devo parlarti…
-
Di cosa? – chiese
molto, troppo, disinvolta la manager Nishimoto.
-
Ke è successo tra te e
Milena ieri? – si decise finalmente a dire Sanae, forse un po’ troppo
bruscamente. Ma il comportamento da “falsa madonnina” dell’amica, l’aveva
mandata in bestia.
-
Ke vuoi dire? Cosa stai
insinuando?
-
Ti ho fatto una
domanda. – ribadì decisa la ragazza.
-
Ma ki è amica tua, io o
lei?!
-
Limitati a rispondere.
-
Fattelo dire dalla tua
amichetta, se proprio lo vuoi sapere! Ciao, ci vediamo. Ho molto da fare!
-
Yukari!
-
Arrivederci Nakazawa! –
tagliò corto Nishimoto.
Sanae era sotto shock: mai la sua amica Yukari l’aveva chiamata per cognome…
D’impulso, stava per dare tutta la colpa a Milena: era lei la causa di tutto!
Sì, insomma… il suo arrivo così improvviso, la sua lingua troppo lunga, la sua
testardaggine, la sua determinazione e il suo stupidissimo orgoglio e… No…
non ci siamo proprio! Non è colpa sua, e poi in quanto a orgoglio e
testardaggine, ci facciamo concorrenza a vicenda! Rise
a quel pensiero. Si trovava bene con Mickiru, avevano quasi lo stesso
carattere, ma certi aspetti erano completamente diversi! Ora però doveva
trovare un modo per rimediare ai vari problemi della squadra: l’assenza di
Wakabayashi e Misaki e il comportamento di Yukari. Sicuramente daranno
la colpa a Micky! Quei bastardi! Sanae cominciò
a torturare il povero pallone ke stava pulendo.La gente preferisce credere
quello ke vuole senza cercare altre
spiegazioni! La sfera di cuoio stava per
esplodere se non fosse stato per l’arrivo di un giovane ke la distrasse dal suo
incarico per un momento.
-
Salve Mademoiselle
Sanae. Oggi è ancora + bella del solito con questo splendido tramonto ke mostra
il suo meraviglioso viso illuminarsi con i caldi raggi del sole…
-
Ciao Pierre – rispose
non proprio altrettanto poeticamente la ragazza .
-
Ehm… - El Cid non si
dava per vinto – io credo ke non sia una buona idea ke una ragazza bella e
affascinante come te vada in giro da sola a quest’ora…
-
Tranquillo, lo faccio
ogni mattina… - rispose con una semplicità snervante la ragazza. Poi però,
quando il capitano francese aveva perso ogni speranza, disse – Ma se poi ti
dovessi preoccupare troppo… Non vorrei farti stare in pensiero + del dovuto, mi
sentirei terribilmente in colpa, quindi se vuoi possiamo andare anke adesso.
-
… - Pierre era rimasto
a bocca aperta, senza sapere ke dire o fare, ma si riprese subito e accompagnò
Miss Nakazawa – Andiamo allora.
Fujisawa, 23 giugno 2001
ORE 10.15
Stadio di Fujisawa
«Mancano solo 15 minuti a quello ke è l’incontro + atteso della stagione estiva qui a Shizuoka. Si affronteranno infatti la Nankatsu SC, campioni nazionali dai tempi delle elementari, contro l’Otomo FC, i secondi migliori della regione. Inoltre la partita di oggi è ancora + imprevedibile poiché tra le file della formazione campione di Fujisawa mancano due titolari, nonché stelle della squadra: Genzo Wakabayashi, il grande SGGK e Taro Misaki, l’altra parte della Golden Combi assieme a Tsubasa. Vediamo se la Nankatsu avrà la forza di superare l’ostacolo/Otomo senza i suoi due preziosi gioielli.». Lo speaker commentava la situazione prima della partita tanto attesa. Ma c’era una cosa ke Milena proprio non si aspettava: OH CAZZOOO!!!!!! Pensava intanto la ragazza Questa proprio non ci voleva! Ma ke cavolo ci sono venuti a fare qui?! Ma cosa gliene frega??!! Ma soprattutto perkè manco un cane si è degnato di informarmi della cosa??!!
-
Ciao Milena.
-
Cos…? Oh, ciao.
-
Come va?
-
Ke ci fate qui, Louise?
-
Nervosetta, eh?
-
Rispondi alla mia
domanda.
-
Bèh,… nulla di
speciale. Siamo venuti qui per vedere la partita. Almeno io sono qui per
questo, anke se – ridacchiò e indicò Pierre – qualcuno è spinto da interessi di
tutt’altro tipo.
-
Ah… e non sai se
vengono anke i tedeschi e gli italiani?
-
Credo proprio di sì.
Ah, eccoli! Salut Schneider! Bienvenue Gentile.
-
Tschüβ Napoleon. – rispose semplicemente il cannoniere
tedesco.
-
Ciao Louise. – poi
Salvatore guardò la ragazza al suo fianco –ehi, ciao piccola!
-
Ciao Salvatore. –
rispose lei e subito fissò con aria di sfida il Kaiser – Good Afternoon
Schneider.
Karl la guardò un po’ accigliato. Si era accorto ke evidentemente a
Milena aveva dato fastidio la sua indifferenza. Del resto, come darle torto?
(Ecco! Come darmi torto?!) Si era comportato benissimo le prime volte ke si
erano incontrati: lui non faceva altro ke provarci spudoratamente, le dedicava
mille e + attenzioni, una volta ad esempio si era pure messo dietro di lei e
senza ke se ne’accorgesse la stava quasi per baciare sul collo oppure una volta
stava per toccarle il sedere, un’altra ancora approfittando del fatto ke lei
fosse rimasta sola su una panchina per un attimo, si sedette accanto a lei
parlandole dolcemente e facendola ridere e roba di questo genere; tanto ke non
solo lei, ma perfino gli amici di lui erano convinti del suo interesse verso la
ragazza. Invece, appena due sere dopo, faceva il cretino con le altre, non le
rivolgeva la parola oppure quando passava faceva finta di spaventarsi e di
nascondersi dietro ad un amico, anke davanti ad altre persone ke non conosceva
bene. Inizialmente Milena aveva molto sofferto per questo, per un paio di
giorni non gli volle + rivolgere la parola, finché, preso il sopravvento la sua
bontà d’animo (sono stata un imbecille, diciamocelo), decise di riappacificarsi
con lui. Ma la cosa sconvolgente fu cosa lui le disse dopo: “Ehm… ma per caso
io te l’ ho fatta ricredere?”, la ragazza rispose un “NO” secco d’impulso, ma
poi rifletté e non riusciva proprio a capire il senso di quella domanda…
Proprio ora ci stava pensando e le venne in mente di chiederglielo:
-
Scusa Karl?
-
Sì?
-
Posso chiederti una
cosa? – chiese la ragazza sfoggiando uno dei suoi sorrisi + convincenti.
-
Ma certo. Vieni,
andiamo a parlare da un’altra parte.
Breve stacco pubblicitario di 5 secondi, come quello delle partite di
calcio (visto ke siamo in tema).
-
Allora? – chiese lui.
-
Bèh,… ecco… Mi chiedevo
cosa volessi dire con la domanda ke mi hai fatto tempo fa…
-
Quale? – domandò lui
senza sospettare minimamente niente.
-
Cosa volevi dire
esattamente con “Ma per caso te l’ ho fatta ricredere?”
-
Ma tu mi hai già
risposto - le disse prontamente il Kaiser, ma si poteva intuire ke la domanda
l’aveva colto di sorpresa.
-
Sì, ma ti ho risposto
la prima cosa ke mi è venuta in mente, poi però mi sono chiesta quale fosse il
senso della domanda…
Karl era completamente spiazzato. Non si aspettava quella domanda.
-
Bèh… lascia perdere.
Era formulata male.
-
Allora com’era quella
giusta?
-
No, non avrei dovuto
farti quella domanda.
-
E invece me l’ hai
fatta, e se me l’ hai fatta un motivo ci sarà, no? Di cosa volevi accertarti?
-
Tu… mi avevi rimproverato
di aver cambiato atteggiamento nei tuoi confronti così repentinamente da un
eccesso all’altro… - il povero Schneider non sapeva ke fare – e io così l’ ho
detto per…
GOOOOOOAAAALLLLLLLL!!!!!!!!!!!
«Gooaaallll!!!! Splendido goal della Nankatsu fatto dal suo
insuperabile campione Tsubasa Oozora!!!!». Lo speaker aveva interrotto i due
proprio sul + bello per una stronzata del genere! Ma a ki cavolo importa
di ki ha segnato?? ‘st’idiota di speaker! Sempre a rompere le balle! Pensava intanto Milena in preda ad un forte impulso
di violenza ke la portava strangolare il povero commentatore, mentre Karl
ringraziava Dio in ginocchio e con la faccia per terra. Anke lui in preda ad un
forte impulso di andare dallo sventurato commentatore e baciarlo da capo a piedi…
Ti ringrazio! Appena gioco, alla fine della partita ti concedo un’intervista di
8 ore! Prometteva (ma a ki se lo stava
pensando??) invano Schneider.
-
Allora?… Ehi!!!!
Il tedesco se l’era svignata approfittando dell’occasione e Micky era
rimasta lì a friggere di rabbia.
Fujisawa, 23 giugno 2001
ORE 10.45
Stadio di Fujisawa
-
Ah, eccoti finalmente!
-
Ciao Sanae.
-
Sparisci proprio quando
inizia la partita?
-
Scuuuuusaaaaaaaa……. –
disse Mickiru con un filo di voce e andò a sedersi tra Taro e Genzo.
-
Com’è stato il goal di
Tsubasa? – chiese la ragazza.
-
Bello come sempre. –
rispose semplicemente Misaki – con un Drive Shot ha piegato le dita del
portiere dell’Otomo.
-
Ma Shun non si darà
certo per vinto per uno stupido goal! E se continuano così perderanno.
-
M- Micky, ma cosa…? Ma
per ki fai il tifo tu?
-
Ha ragione lei Misaki.
– rispose Genzo.
-
Come? – Taro non poteva
crederci.
-
Spiegaglielo pure tu,
Milena. – la esortò Wakabayashi.
-
Certo. Allora, Tsubasa
è un grande campione, fa dei goal straordinari ed ha un tiro micidiale. Dalla
sua ha Morisaki, Ishizaki e Takasugi ke lo aiutano in difesa e in attacco ha
Taki, Kisugi e Izawa a dargli man forte. Ma il problema è ke lui si limita a
fare sempre le stesse cose. Il suo solito Heel lift nel dribbling, e i suoi
tiri sono sempre il Drive Shot e il Ciclone. Finora gli è sempre andata bene
perkè i suoi avversari non sono mai riusciti a contrastarlo quando usava queste
tecniche, ma Shun Nitta è al contrario molto imprevedibile e capace di imparare
cose come il suo Hawk Shot nel pieno di una partita.
-
… - Taro la ascoltava
affascinato. Possibile ke aveva colto particolari ke neanke a lui, l’altra
parte della Golden Combi, aveva mai notato? Micky continuò.
-
Voglio dire ke, se
Nitta riesce a capire come fermare il gioco monotono ed efficacissimo di
Tsubasa, l’Otomo ha la vittoria in tasca.
-
Già, brava Milena. Vedo
ke hai imparato bene ad osservare, commentare e soprattutto a trovare i difetti
nel gioco di Tsubasa. Non è facile criticare un campione simile e ke ti è pure
parente. – si complimentò Wakabayashi, mentre Taro ancora si doveva ancora
riprendere dalla scoperta di un nuovo talento di Micky.
«Ecco la Otomo ke passa al contrattacco! Nitta riceve il passaggio di
Urabe, dribbling del n°9 dell’Otomo ai danni dei difensori della Nankatsu
Takasugi e Ishizaki… ecco ke il falco si prepara al tiro… il portiere Morisaki
sbaglia l’uscita!!!! GOOOOALLLLLLLLL!!!!!!!!!!!!!!! Pareggio dell’Otomo! Grande
goal di Shun Nitta! Questo imprevedibile giocatore ha riportato in parità una
partita ke sembrava già persa.»
-
EVVIVAAAA!!!!!!! Bravo!
Bravo!! BRAVISSIMO SHUUUN!!!!!!!!! – esultava qualcuno dalla panchina della
Nankatsu, destando le ire della capo manager…
-
MA KE DIAVOLO DICI
MILEENAAA???!!!!!! MA DA KE CAXXO DI PARTE STAAIIII????!!!!!! – protestò Sanae.
– VEDI DI COMPORTARTI MEGLIOOO!!!!!
-
Scusa…….. – rispose
timidamente la ragazza, mentre un enorme gocciolone scendeva sulle teste di
tutti i giocatori della formazione di Fujisawa.
-
Grazie tesoro!!!! –
rispose intanto Nitta a Mickiru – ti prometto ke la prossima volta segnerò un
altro bellissimo goal e lo dedicherò a te!
Mentre la giovane ringraziava, Schneider, Misaki, Wakabayashi e Gentile
mandavano insulti al povero Nitta ognuno nella propria lingua, mentre Tsubasa
imprecava silenziosamente contro di lui.
-
Ciao Milena!
-
Yayoi! – disse Micky
girandosi verso la dolce ragazza ke l’aveva salutata – vedo ke ci sei anke tu
Jun…
-
Salve. – rispose con un
sorriso smagliante il capitano della Musashi FC.
-
1 – 1 … deve essere una
partita molto combattuta…
-
Proprio così Yayoi. E
secondo me vincerà l’Otomo.
-
Ma ke dici Milena?
-
Ecco è ke io credo… - e
spiegò quello ke aveva già delucidato prima a Misaki.
-
Hai ragione Milena.
Sono d’accordo con te. Non mi aspettavo un’analisi così dettagliata, i miei
complimenti. Brava! – esclamò entusiasta Misugi.
-
Già, brava. Sono
convinto ke entrerai a far parte delle manager della squadra giovanile
giapponese. – disse un uomo alle sue spalle. – lei cosa ne pensa Mikami?
-
Concordo in pieno
Munemasa.
-
Signor Katagiri! Signor
Mikami! Ma cosa ci fate qui?
-
Molto semplice Misugi:
siamo venuti a vedere questa partita ke servirà a correggere gli errori di
Tsubasa. – rispose Tatsuo Mikami – lui è il nostro campione e deve essere
sempre perfetto.
-
… e grazie a questa
bella signorina abbiamo capito cosa correggere nel gioco di Tsubasa. – continuò
Katagiri.
-
Davvero potrei far
parte delle manager? – chiese Mickiru – ma non ne sono già 4?
-
Non ti preoccupare! C’è
posto per te. E comunque Kumi Sugimoto non è una manager, ma una semplice …
“fan” per così dire – spiegò Katagiri.
-
Allora: vuole farci
l’onore di unirsi a noi? – chiese Mikami – noi ne saremo felicissimi.
-
Ma certo! – rispose la
ragazza.
-
Evviva! Vedrai come
sarà contenta Sanae quando lo saprà! – disse Yayoi prendendo le mani
dell’amica.
Fujisawa, 23 giugno 2001
ORE 12.55
Stadio di Fujisawa
La partita era rimasta bloccata in parità: Tsubasa era stato fermato da
Nitta, come Milena aveva già sospettato ke accadesse (“iettatrice!” n.d.:
tutti. “NOOOOO!!!!” n.d.: io) e Shun, nonostante la buona volontà non poteva
certo segnare da solo, visto ke quei vigliacchi della Nankatsu marcavano solo
lui.
-
Sanae.
-
Oh, ma… ciao Yayoi! Ke
ci fai qui?
-
Sono venuta con Jun a
vedere la partita – spiegò la ragazza – sai ke avremo una nuova manager?
-
Cooosaaaaa?????!!!! Ma
non siamo già in 4!!???
-
Sì, ma Kumi non è
proprio una manager e poi Milena la vogliono come… assistente dell’allenatore.
-
Ma è fantastico! –
esclamò Nakazawa – giusto in tempo per le selezioni della nazionale.
-
Già.
Ma bene! E così me la
ritroverò anke in nazionale!!!???? Devo dimostrare al mister ke lei sarà solo
una distrazione per i giocatori! Così impara! Ben le sta! Tramava intanto la vendicativa Yukari.
«Gooooooalllllllll!!!!!!!!!!!!! Splendido goal di Shun Nitta alla fine
della partita ke ha realizzato con uno splendido tiro al volo da fuori area in
un momento di distrazione di Tsubasa!»
FIIIIIIIIIIIIII!!!!!!!!!!!!!!!!
«Ed ecco il fischio dell’arbitro ke decreta la fine di
quest’entusiasmante incontro. L’Otomo ha vinto per 2 – 1 una partita ke
sembrava già persa. Complimenti a questa squadra ke è riuscita a battere la
favorita Nankatsu campione nazionale per ben 4 volte consecutive. »
-
NOOOO!!!! Dannazione!
Non avrei dovuto lasciarlo libero! Sono stato un idiota! – imprecava contro di
sé Capitan Oozora – e abbiamo perso!
-
Bravi ugualmente –
disse un ragazzo alle sue spalle.
-
Nitta…!?
- Sì, bravo davvero Tsubasa. Ma stavolta ho vinto io.
- Già…
- Ishiizaaaaaaaaaaaaakiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!! – chiamò Urabe – ti ricordi la scommessa?
- Ok Urabe – disse rassegnato Ryo – verrò a fare il tifo per te alle prossime …
- Ma ke dici? – protestò il capitano dell’Otomo – guarda ke devi farmi da schiavo per una giornata intera!
- Cos… ma io non ti ho mai fatto fare una cosa del genere!
- E ki ti ha detto di non farlo?
- …
- Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! WHAAAAHAHAHAHAAAAHAHAHAAAAA!!!!!! – rideva intanto Hanji.
CAPITOLO 5
La strana vendetta continua, ma…
Fujisawa, 25 giugno 2001
Abitazione
Oozora
ORE 8.30
- Ciao mamma. Noi andiamo.
- Va bene Tsubasa, ma sta attento a Milena.
- Yahwn… Non preoccuparti zietta. Andrà tutto a meraviglia.
- Tutto bene cara? – chiese la donna.
- Sì zia, non preoccuparti. È ke ho un po’ sonno. – rispose la ragazza.
- E voi ragazzi? – domandò premurosamente anke a Pepe, Santana e Luciano.
- No hai problema. Tranquila seniora. – disse Pepe.
- Yes, that’s all ok. – rispose più comprensibilmente per Mrs Oozora il giovane Leo Luciano.
- Mh Mh. – asserì Santana – todo bien.
- Bene allora. Andiamo Micky.
- Eccomi Tsuby.
E salirono sulla splendida BMW decappottabile di Tsubasa, diretti a Tokyo.
Tokyo, 25 giugno 2001
ORE 12.30 (p.s.: non ho idea di quanto ci voglia da Fujisawa a Tokyo in macchina,
quindi non arrabbiatevi se ho scritto una cazzata… )
Campo di
allenamento (quello + grosso ke c’è)
- Ah, eccovi finalmente!
- Ciao Salvatore. Ciao Gino.
- Ciao bella.
- Ke state facendo qui? – chiese Milena, poi scherzando gli domandò – ke c’è, spiate gli allenamenti della squadra giapponese?!
- Già, come se ne avessimo bisogno! – scherzò Gino. Poi, guardandosi meglio attorno, chiese – ma non manca qualcuno?
- Il Kaiser è andato a farsi un giro. – disse qualcuno alle loro spalle.
- Gen – chan! – esclamò in un misto di sorpresa e felicità Mickiru – capiti proprio a proposito, devo dirti una cosa importante.
- Bene – asserì il bel moretto – anke io ho qualcosa di urgente di cui parlarti.
E insieme uscirono fuori dal campo sotto gli sguardi curiosi ed interrogativi dei presenti.
- E- ehm… Salvatore…??? Credo tu debba andare ad informarti – sussurrò Gino all’amico.
- Già… è una buona idea.
Un boschetto
presso il campo di allenamento
- Micky…
- Genzo…
- No, prima io! – decretò il portiere – allora: riguarda il nostro bacio.
- Anke io volevo parlarti della stessa cosa… sai credo ke…
- No, lascia parlare prima me. Allora: si è trattato di una cosa avvenuta…
- Sai, io penso ke sia stata dovuta…
- MA VUOI STARTI UN PO’ ZITTA E LASCIARMI FINIREEEEE???!!!! – urlò Genzo per la pressione cui era sottoposto, ma poi, resosi conto del suo tono di voce, si scusò con la ragazza – scuuuusaaaaaaaaamiiiiiiiiiiiii Micky!!!!!!
- Non fa niente. Lo so di essere irritante a volte. Me lo dicono in molti, poi quando comincio a parlare a macchinetta… Ok, spara.
- L’ ho fatto di impulso, non mi sono reso conto di quello ke ho fatto finché non ti ho vista piangere…
- Sì – ammise la ragazza – effettivamente la mia è stata una reazione esagerata, ma non è stata causata dal tuo gesto…
- … ma…? Da cosa? – indagò Wakabayashi.
- Bèh, prima di dirti “da cosa” voglio ke tu sappia ke ti voglio come amico. Non ci riesco a vedere me e te come una coppia.
- Lo stesso vale per me. Stiamo troppo bene insieme per rovinare tutto. Mi piace questo nostro rapporto di amicizia–amore…
- Ok, ma ora vogliamo tornare? – domandò Milena.
Senti senti… e così Milena e Wakabayashi non si amano. Bene! Un
avversario in meno. Pensava intanto Salvatore Gentile dovrò preoccuparmi solo di Schneider.
- Ehm… Micky…?
- Sì, Genzo?
- Non mi hai ancora detto “da cosa” è stato causato il tuo piangere…
- Io… ancora non me la sento di dirtelo. – disse la ragazza – tu piuttosto! Ma lo sai ke sei proprio un PORCO!!!????
- IOOOOOOO???!!! E perkè mai?!
- Quando mi hai baciata, non solo l’ hai fatto, ma mi hai anke messo le mani addosso!
- E dai – rispose lui ridacchiando – tanto lo so ke in fondo in fondo ti è piaciuto. Anke se non lo vuoi ammettere!
- TI ODIIIIIIIOOOOOOOOO!!!!!!!!!!!!!!
- Ah! Ah! Ah! – rideva intanto Wakabayashi. E insieme tornarono al campo, seguiti sempre a debita distanza da Gentile.
Campo di
allenamento
- Eccovi qui finalmente! – li salutò Misaki con un cenno della mano – Wakabayashi, ti stavo cercando da un po’. Dobbiamo prepararci per la selezione.
- Eccomi.
- Ma… quei due non erano ai ferri corti? – chiese Milena – cioè, non ke mi dispiaccia ke abbiano fatto pace, anzi. Il fatto è ke credo di essermi persa qualcosa…
- Si sono chiariti proprio ieri – spiegò Leo Luciano.
- Già – continuò Carlos Santana – pensavano fosse opportuno non avere altri pensieri per la testa a parte la selezione e le partite amichevoli contro le altre squadre giovanili di tutto il mondo.
- E fanno bene! Gli servirà essere molto concentrati per giocare contro di noi! Anke se – disse festoso Juan Diaz – non gli sarà d’aiuto, vinceremo noi!
- Ja Ja! No!! – esclamò Schneider dietro di lui.
- Ke diavolo vuoi, damerino da quattro soldi?! – chiese Diaz piuttosto spazientito. Infatti la Germania aveva battuto l’Argentina in un mondiale e la sfida tra i due era ancora aperta, così come i rancori personali non erano ancora spariti del tutto.
- Sta calmo scaricatore di porto e vedi di rivolgerti a me con + rispetto – scattò il giovane imperatore tedesco.
- I- io ti…
- Fermo Juan–chan – gli disse Micky con dolcezza – non ne vale la pena. – poi, rivolgendosi a Schneider disse: - e piantala di provocare gli altri!
- Io non ho fatto assolutamente niente! – si infuriò Schneider destando la sorpresa di tutti: da quando se la prendeva tanto per le semplici parole di una provocatoria ragazzina di 16 anni? Poi continuò: - E già ke ci sei insegna un po’ di educazione a quella scimmia ammaestrata! – detto questo se ne andò.
Alan Pascal guardò il Kaiser allontanarsi. Lo conosceva abbastanza bene da capire ke qualcosa in lui era decisamente cambiato: alle parole di Milena, lui solitamente avrebbe reagito con uno sprezzante “Tsk”, si sarebbe stretto nelle spalle e avrebbe girato la faccia andandosene come se niente fosse. Invece stavolta se l’era presa: perkè? Possibile ke Milena avesse riscaldato con il suo carattere il cuore di ghiaccio del freddo e distaccato Kaiser?
- Alan…
- Eh? – Milena lo riportò bruscamente alla realtà – ke c’è?
- Questo dovresti dirmelo tu… - rispose lei un po' titubante.
- No, niente.
- Allora perkè fai quella faccia e fissi prima me e poi Schneider?
- Ecco… pensavo ke…
- Sarà meglio parlarne in un altro momento – lo interruppe lei guardando gli altri presenti – e magari quando saremo di meno.
- Hai ragione. Ci vediamo dopo le selezioni.
- Salve Milena – disse un ragazzo dietro di lei. La ragazza lo riconobbe subito: alto, abbronzato, un fisico statuario, gli occhi neri e profondi, la sua aria da duro, la determinazione ke metteva anke nelle parole … - Kojiro!!!!!!! Ke piacere rivederti!
- Anke per me lo è… - rispose Hiyuga – ho saputo ke ci farai compagnia nelle amichevoli contro le nazionali di tutto il mondo…
- Esatto, sei contento? – ribatté entusiasta la ragazza.
- Sì, finalmente una ragazza bella e libera… - si fermò un istante – tu non stai + con Misaki, vero?
- Vero… - rispose lei un po’ triste.
- Non preoccuparti! – esclamò il giovane attaccante ke, accortosi della malinconia della ragazza, cambiò argomento – ti prometto ke stavolta non strapazzerò troppo il tuo adorato portierino Hernandez.
-
PRESUNTUOOOOSOOOOOOOOOO!!!!!!!!!!
- Ah! Ah! Ah! – Hiyuga non riusciva + a smettere di ridere.
Tokyo, 25 giugno 2001
ORE 13.30
Ufficio della
Federcalcio
- Signor Katagiri!
- Cos… oh salve manager Nishimoto. Cosa ti serve?
- Ecco io… ho appena saputo dell’ingresso di una nuova manager…
- Milena!
- Esatto – rispose Yukari – ecco io credo ke sia un ostacolo per le vittorie contro le altre nazionali giovanili.
- Cosa? Ma ke significa?! – Munemasa Katagiri si stava alterando nel vedere contestate le sue decisioni (è sempre stato un mulo!).
- È una grossa distrazione per i ragazzi.
- Forse hai ragione. Ne parlerò con Gamo e Mikami. Saranno qui tra…
- Buongiorno Katagiri. – disse Tatuo Mikami.
- Salve Katagiri – disse Gamo Minato – cosa ci fa qui la manager Nishimoto?
- Ecco lei… - iniziò il presidente della federcalcio.
- Io devo informarvi di una cosa. – lo interruppe Yukari – la vostra decisione di far entrare a far parte delle manager Milena comporterà dei problemi alla squadra…
- La parente di Tsubasa Oozora? – domandò Gamo.
- Ma perkè? – chiese Mikami.
- È una forte distrazione per i giocatori… - spiegò Nishimoto – sa, soprattutto Misaki e Wakabayashi ke sono 2 tra i migliori…
- Ma a me è sembrata una tipa a posto… - abbozzò Mikami.
- Quand’è così… - cominciò Gamo mentre Yukari già gioiva di non vedere la sua + acerrima nemica per tutta la durata delle partite – sono ancora + convinto ke sia una buona, anzi un’ottima idea!
- Come???? – fu il commento di tutti i presenti.
- I ragazzi saranno così molto + motivati a dare il meglio di loro stessi per far colpo su quella ragazza e, come tu stessa dici, vuol dire ke avremo Misaki e Wakabayashi al 200%.
- Giusto. Concordo pienamente. – asserì Katagiri.
- Anke io sono d’accordo. Quella ragazza mi ha fatto subito una buona impressione. – disse Mikami.
Diavolo! Ke culo ke ha ‘sta ragazza! Pensava Yukari in preda ad una
crisi isterica Non c’è proprio verso di
togliermela dai piedi!
- Per quanto riguarda lei, Nishimoto, - disse con severità Gamo, interrompendo bruscamente i pensieri di Yukari – la aspetto alle 15.00 nel mio ufficio. Forse è tempo di liquidare qualcuno.
Tokyo, 25 giugno 2001
ORE 14.00
Campo di
calcio
- Ok ragazzi, basta così. – esclamò Milena – è ora di pranzo.
- Finalmente! Era ora! Non ne potevo +! – i commenti di approvazione dei ragazzi non si fecero certo attendere.
- Mickiru.
- Cosa c’è Kumi… no, cioè… Sugimoto? – rispose la ragazza mentre porgeva una bibita a Makoto Soda.
- Kumi va bene – la rassicurò l’aiuto manager – devo chiederti un favore.
- Aspetta! – la bloccò Micky Neko mentre l’altra stava già andando in disparte per poter parlare meglio lontane da orecchie indiscrete – non sarà ke hai un cugino e ke mi ci vuoi fare uscire perkè piaccio a qualcuno ke piace a te, vero?!
La ragazza la guardò con un’espressione indecifrabile, tanto ke Milena, accortasi della reazione inesistente dell’amica, continuò nel disperato tentativo di non equivocare + di quanto già non lo fosse tutta la situazione.
- Cioè… volevo dire… se tuo cugino è un gran figo, io non mi tiro certo indietro. Ma non era questo il punto,… cioè non vorrei essere di intralcio ad una eventuale storiella d’amore, mi piacciono tanto le coppiette e … Oddio! Ho detto “storiella”??!!! Non volevo dirlo! Cioè… si sa ke le storie nate d’estate non durano, sono solo delle avventure… Non vorrei certo sminuire una tua probabile relazione sentimentale, anzi ti auguro proprio di trovare il grande amore perkè te lo meriti. Attenta solo a non soffrire, sono molto brutte le delusioni amorose, io ne so qualcosa e… - finalmente si fermò per riprendere fiato.
- Micky… lasciami finire.
- Ok.
- Vogliono cacciare Yukari! – disse Kumi tutto d’un fiato.
- Come… Cosa… Yukari hai detto…?! – balbettò Milena.
- Esatto. Appena ha saputo della tua possibile convocazione si è un po’ incavolata, non so perkè… - guardò la giovane italiana – Qualke vecchio rancore?
- Non ne ho la + pallida idea – rispose Micky con una franchezza sopraffacente.
- Cmq (=“comunque” per ki non lo sapesse) … bèh… ha detto ke eri di intralcio alle vittorie della squadra perkè distraevi i giocatori…
-
KE
COOOOOOOOSAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!??????????????????????
-
Calmati Micky… io pensavo ke tu potessi mettere una buona
parola per lei al mister dato ke vuole cacciarla per averti criticata…
Tentò di placarsi, ma non vi riuscì. Allora girò le spalle e se ne andò.
Tokyo, 25 giugno 2001
ORE 14.05
Campo di calcio
Oddio! Dovevo dirglielo! Lei era l’unica ke poteva convincere il
mister. Certo ke non mi aspettavo una reazione del genere. Ma perkè Milena non
dice niente?
- Milena …
- … Ci vediamo.
-
Cosa? Ma perkè? Aspetta Micky…!
Troppo tardi…pensò tra sé e sé Kumi. La ragazza infatti se ne era già andata.
- Kumi!
-
Cos… Oh, ciao Sanae.
-
Ke succede? – chiese la capo manager della Nankatsu – ho
appena visto Milena andare via sparata come un proiettile.
-
Ecco vedi, io le ho detto ke … Vogliono cacciare Yukari!
-
Cosa? Ma perkè?
-
Appena ha saputo della
possibile convocazione di Micky si è incavolata di brutto, non so perkè…
Sai se c’è per caso qualcosa ke è successo tra loro precedentemente?
-
Bèh, sì… ma continua.
-
Ha detto ke era di intralcio alle vittorie della squadra perkè
poteva distrarre i giocatori…
-
Accidenti! – esclamò Sanae – e tu glielo hai riferito??!!!!
-
Certo ke sì. E poi …
-
E poi…?? – incalzò Nakazawa.
-
Il mister vuole cacciarla per quello ke ha detto su di lei
dato ke lo stesso Gamo ha spiegato ke sarà un “ottimo stimolo” per i ragazzi.
Soprattutto per Misaki e Wakabayashi.
-
Già… aspetta! – rifletté un attimo Sanae – non le avrai
chiesto mica…???
-
Di mettere una buona parola per lei al mister.
-
Ma sei matta o cosa??? E lei ke ha fatto??!!
-
Ha girato le spalle e se ne è andata.
-
Oh, ke caxxo!
Vieni, andiamo a cercarla
-
Ok.
Tokyo, 25 giugno 2001
ORE 14.45
Ufficio della
federcalcio
TOCK! TOCK!
- Prego, avanti. – disse il mister Gamo.
- Buongiorno mister.
- Cosa? Milena? Ke succede?
- Ecco io… devo dirle una cosa.
Fine 1a parte.
Tokyo, 25 giugno 2001
ORE 14.45
Campo di
calcio
- Secondo te dove può essere andata Milena? – chiese Kumi.
- Forse temo di saperlo. Di sicuro dal mister Gamo.
- Cosa?!!??? E cosa vorrà fare??
- Qualcosa di stupido, incosciente, folle e avventato conoscendola. – rispose Sanae scotendo la testa.
- Sanae, ke succede?
-
Oh,
ciao Yayoi.
- Ora ti spieghiamo tutto… - così dicendo Sugimoto le raccontò tutta la vicenda.
- Ho capito. Sarà di certo andata dal mister. – ipotizzò Yayoi.
- Ho pensato la stessa cosa anke io. – asserì Nakazawa.
- E secondo voi è andata dal mister a chiedergli di cacciare Yukari immediatamente sia dalla nazionale ke dalla Nankastu? – domandò preoccupata Kumi.
- Ah! Ah! Ah! Ah! – iniziò a ridere la manager Aoba della Musashi.
- Come si vede ke non la conosci per niente. – sorrise Sanae.
- Come…? Ma tu hai detto ke avrebbe fatto qualcosa di…
- … stupido e avventato. Sì, Kumi. Ma non per Yukari, per lei stessa.
- Ke intendi dire? – continuava Sugimoto senza riuscire a capire.
- Chiederà al mister di rimettere Yukari come manager e di far diventare te, Kumi, aiuto allenatore al posto suo. – disse Yayoi con semplicità.
- Già… - disse Sanae con sorriso pieno di amarezza – è tipico di lei…
- Mh… - Kumi non sapeva ke dire. Non aveva assolutamente capito niente di quella ragazza all’apparenza così invulnerabile e inflessibile, e talvolta anke dispotica. – Bene andiamo! – disse tutto ad un tratto con decisione – Dobbiamo impedirle di fare qualke cazzata, no?
- Ok.
- Sì, andiamo.
E anke loro si diressero all’ufficio della federcalcio.
Tokyo, 25 giugno 2001
ORE 14.45
Centro di
Tokyo
Yukari stava passeggiando per le strade della capitale, quando si accorse dell’ora tarda.
- Oh, caspita! Devo affrettarmi se voglio arrivare in tempo dal mister. – diceva a voce alta.
Però pensava: quel bastardo di Gamo!!! Perkè adesso vuole cacciarmi??? Sono convinta sia solo una scusa per mandarmi via, non gli sono mai stata particolarmente simpatica, gli sono subito cascata male…
Ed intanto si diresse verso l’ufficio della federcalcio.
Tokyo, 25 giugno 2001
ORE 14.50
Ufficio della
federcalcio
- Cosa? Non capisco cosa tu stia cercando di dirmi…
- È molto semplice mister. Io volevo chiederle di revocare la sua richiesta di mandare via Yukari Nishimoto.
- Ma perkè? Non so se tu sai quello di cui mi ha informato la tua cara collega… - le rispose un po’ titubante Gamo.
- Lo so benissimo. – disse Milena con un leggero sorriso – ma non mi importa. In fondo io sono l’ultima arrivata qui. Perkè non nomina ufficialmente come manager Kumi Sugimoto?
- Ma… - Minato Gamo non sapeva + ke cosa dire.
N- non ci … posso credere. Ma Mickiru, tu… Yukari assisteva alla scena da dietro la porta. Ad un tratto sobbalzò sentendo una mano posarsi sulla sua spalla.
- Proprio come avevano detto Nakazawa e Aoba! – constatò Sugimoto.
- Sanae! Kumi! Yayoi! – disse in un sibilo Nishimoto.
- Esatto. Goditi la scena! – le disse Sanae in tono secco e sarcastico, al ke la ragazza abbassò lo sguardo e lo posò sui due personaggi ke stavano dialogando.
- Ecco, non mi va di creare squilibri nella squadra prendendo il posto di Nishimoto alla cui presenza ormai i giocatori si sono abituati. E poi Sugimoto è qui da molto + tempo di me e non aspetta altro.
- Ma così sarete ben 5 manager! – esclamò Gamo.
- Non 5. Bensì 4.
- Cioè tu vorresti dire ke… - cominciava (finalmente) a capire l’uomo.
- Esatto. Guarderò le partite dalla tribuna.
- Se ne sei convinta…
- No ferma! – urlò qualcuno da dietro la porta.
- Eh? – si meravigliò Milena.
- Nishimoto? – seguì il commento di Gamo.
- Non farlo Micky! Mi dispiace se me la sono presa con te… è ke io… non ti credevo capace di…
- Lascia stare. – rispose lei con un mezzo sorriso – non importa. Allora, mister! Per lei è lo stesso, no? O io o Nishimoto è la stessa cosa no? (“Ehm… non proprio” n.d.: Salvatore Gentile. “Grazie tesorucciolo!” n.d.: Milena/io).
- Ora basta, fate come vi pare! Ho perso anke troppo tempo!! – e così dicendo, se ne andò sbattendo la porta.
- Ke uomo impossibile! – commentò Yayoi.
- Già. – le fecero eco le altre 3.
- Il tipo di persona ke definisco con 4 parole: “un uomo, una palla!” – disse Milena sospirando.
- Ah! Ah! Ah!
- Ah! Ah! … un momento! – si bloccò Sanae prima delle altre – e tu ke farai adesso?
- Boh!
- Ma come “boh”????!!!!
- Non lo so – rispose semplicemente la giovane italiana.
- Questo l’ho capito! – si stava arrabbiando Nakazawa – ma come puoi fare adesso?
- Certo Tsubasa e gli altri non la prenderanno molto bene… - commentò un po’ sconsolata Yayoi…
E non si rendeva conto di quanto avesse avuto ragione.
CAPITOLO 6
Fine di uno strano amore
Tokyo, 26 giugno 2001
Campo di
calcio
ORE 20.30
- Ke diavolo significa tutto questo???!!!! – cominciò ad urlare Kojiro Hyiuga – perkè Milena non si è presentata oggi??!!!
- E ke ne so io… - rispose con calma Wakabayashi, mentre il numero 9 giapponese lo teneva per il colletto della camicia – non avrà avuto voglia…
- Non è il tipo da fare simili stupidaggini! È una ragazza con la testa sulle spalle, quando si assume una responsabilità ne è sempre all’altezza! E cmq avrebbe avvertito!
- Ehi Kojiro – cominciò Matsuyama avvicinandosi a lui e facendo “spallucce” – non è ke sei così arrabbiato perkè visto ke lei non c’è non puoi mostrarle le tue magnifiche doti di calciatore? Ke peccato, non potrai pavoneggiarti +…
- … - Hyiuga aveva seri problemi a trattenere la calma, cosa nella quale non era mai stato molto bravo…
- Lascia perdere Hikaru. – intervenne Mitsuru Sano intuendo il pericolo – andiamo ke Yoshiko ti sta aspettando.
Così tutti se ne andarono dallo spogliatoio; tutti tranne Kojiro e Ken Wakashimazu.
- Capitano.
- Non chiamarmi così, siamo in nazionale, non nel Toho! – ruggì la tigre.
- Ok, ascolta Hyiuga.
- … ma non c’è neanke bisogno di chiamarmi solo per cognome, ormai pure quell’imbecille di Tsubasa mi chiama per nome! – la tigre oggi era proprio incontentabile.
- Ascolta pezzo di cretino! – urlò Wakashimazu con un leggero sorrisetto: aveva capito come prendere il suo “capitano” (“COOOOSAAAAA???!!!” n.d.: Kojiro. “Ehi, sono io!” n.d.: io/Milena. “Scusa, sono un po’ nervoso”) – non scaricare sugli altri le tue paranoie! Ultimamente stai diventando parecchio snob, lo sai? Piantala di prendertela con me se non puoi atteggiarti a “piacione” davanti alla cara Micky.
- Anke se non ti arrabbi, sei incavolato pure tu perkè non puoi fare la parte del figo davanti a lei – disse Kojiro sorridendo a sua volta.
Al ke scoppiarono
entrambi a ridere. Piccola chiarificazione:
Ken e Kojiro hanno preso Milena come pretesto per
prendersi un po’ in giro e soprattutto Wakashimazu per far ritrovare il
buonumore al suo amico Hyiuga (n.d.: Milena in veste di autrice).
- Senti Kojiro…
- Dimmi Ken.
- Perkè te la sei presa tanto? Non è ke… per caso… tu… - cominciò un po’ titubante il portiere del Toho, mentre il giovane centravanti stava bevendo un po’ di coca- cola – ti sei innamorato di Milena?
SPUUUUUUUUTZ!!!!!!!!!!!!!
- Cough! Cough! Coff! Coff! – cominciò a tossire Hyiuga.
- Ca- capitano…
- MA SEI MATTO O COSA???!!!!! – iniziò ad urlare non appena ebbe ripreso a respirare – non è questo il punto.
-
Aha…
Ah, no?
- NO!!!! – rispose secco, ma poi assunse un’espressione molto seria – il problema è un altro.
- E quale?
- E i cazzi tuoi? No, scusami. Sono un po’ nervoso.
- Già, ho notato.
- Eddai!!!!! E non fare l’incazzoso tu adesso. Mi sono appena calmato! Cmq ti stavo dicendo ke… ecco io…
- Tu sei arrabbiato perkè Micky non c’è perkè…? – incalzò Wakashimazu.
- Perkè… - abbassò la testa e si mise come un bambino quando mette il muso ed è sconsolato perkè non può ottenere qualcosa – così non potrò prenderla in giro quando giocheremo contro l’Italia…
- … - commento eloquente di Ken.
- Le avevo promesso ke stavolta non avrei strapazzato troppo il suo adorato portierino Hernandez.
- Come? – Wakashimazu non poteva crederci: possibile ke proprio Kojiro, Kojiro Hyiuga, non avrebbe travolto un portiere avversario? E così forte poi???
- Le ho mentito, naturalmente – rispose lui con semplicità – ma quest’anno…
- Quest’anno cosa? – chiedeva Ken sempre + curioso.
- E datti una calmata, ora te lo dico. QUEST’ANNO C’ERA ANKE GENTILE DA SFOTTEREEEEEE!!!!!
- E tu… mi hai fatto penare così tanto… mi hai fatto desiderare tanto una tua risposta… - cominciò Ken in un crescendo di rabbia – ke in realtà È UNA MOTIVAZIONE COSÌ STUPIDAAAAA?????!!!!!
- Sei tu ke l’hai voluto sapere – rispose l’altro con la sua solita e snervante strafottenza ke lo contraddistingue.
-
Ke
SCEMOOOOOO!!!!!!
-
Ke
IDIOTAAAAAA!!!!!!!
Ed insieme uscirono finalmente dallo spogliatoio.
Tokyo, 26 giugno 2001
Residence
Torre del Mar (“ uno dei + belli ke ci sono nella mia città” n.d.: Milena)
ORE 21.30
La hall era stracolma di gente, ovvero di tutti i giovani calciatori ke partecipavano alle amichevoli. Era la serata di Benvenuto per i nuovi ospiti, quindi ognuno era vestito, come diceva Kojiro Hyiuga, da “damerino”.
- Accidenti quanto sono snob! Quasi non mi riconosco +! – borbottava intanto il n°9 giapponese – Ah, mi viene addirittura voglia di pestarmi da solo!
- Problemi col vestito Kojiro?
- Cos…? Accipicchia, a te sì ke sta bene questa roba.
Così dicendo, il giovane si voltò per guardare in faccia la persona ke aveva parlato: Milena. La ragazza era accompagnata sotto braccio da Shun Nitta ke con quello smoking nero stentò quasi a riconoscerlo. Ma la sua attenzione si focalizzò sulla ragazza: indossava un semplice abito lungo e blu scuro con un coprispalle dello stesso colore. La vera attrazione era (“Era lei!” n.d.: Gentile con la bava alla bocca. “Salvatore caro e, soprattutto, bello sei pregato di non interrompere… grazie ti voglio bene” n.d.: Milena) la sua pettinatura: portava i capelli raccolti in uno chignon (la comunissima pettinatura detta “a cipolla”) con alcune ciocche di capelli ricci e lisci ke le scendevano morbide lungo le guance incorniciando delicatamente quel viso dai lineamenti perfetti.
- Ti rompi molto ad indossare questi vestiti, eh?
- Già – le rispose Kojiro.
- Non preoccuparti, non sei l’unico – accennò alla sua destra con la testa sorridendo.
- Eh eh… - sogghignò il ragazzo vedendo delle persone venire verso di lui – ciao Tsubasa!
- Mh… - rispose quello, con attaccata al braccio Sanae, a cui a sua volta era attaccato Pierre.
- Ciao Luise! – chiamò Milena.
- Ciao. Come sei contenta stasera.
- Come?
- Non mi hai esattamente salutato così l’ultima volta ke ci siamo visti alla partita Nankatsu-Otomo…
- Scusa… ero un po’ nervosa perk… - neanke finì la frase ke cambiò subito espressione, da felice e radiosa ad ansiosa e preoccupata – scusatemi un attimo.
- Ma… dove va?
- Io lo so. – disse Tsubasa guardandola allontanarsi.
Hall, in
prossimità di un meraviglioso terrazzo.
ORE 21.35
- Karl.
- Oh, ciao Milena. – disse lui insolitamente felice e sorridente.
- Volevo dirti una cosa… - cominciò prendendolo sotto braccio, mentre lui ebbe un sussulto, ma poi assunse un’aria tranquilla.
- Dimmi cara.
- Quella domanda. – disse la ragazza sorridendogli e appoggiando la testa sulla sua spalla.
- A-ah… q-quella… – non poté mentire Schneider – bèh…ecco… lasciamo perdere, ok?
- No, mi dispiace. Non ce la faccio +. Ho bisogno di sapere la verità. – lo guardò – mi capisci, non è vero?
- Certo. – sorrise il ragazzo – ma andiamo a parlare sul terrazzo. Ke ne dici?
- Dico ke va bene.
Schneider le accarezzava la guancia e il collo con una mano, l’altra era nella mano di lei. La ragazza si stava rilassando troppo, dimenticandosi del perkè erano lì, quindi gli disse, rompendo il silenzio:
- Ehm, Karl…
- Sì?
- Perkè non me lo dici?
- Cosa?
- Lo sai cosa.
- Credevo di averti fatto capire, con il mio atteggiamento, ke avessi intenzione serie con te, quando invece non era così… sì insomma… sei una bella ragazza, mi piaci ma…
CROCK!!!! ç rumore della pazienza di Mickiru ke si rompe.
Hall
dell’albergo
ORE 21.35
- Dov’è andata Micky?
- Non lo so Genzo. Chiedilo a Tsubasa. Pare ke lui l’abbia capito. – gli rispose Hyiuga.
- Allora?
- Laggiù – disse accennando con la testa verso il terrazzo.
- Ke ci fa Micky con Schneider?
- Oh, ciao Salvatore. Ehm Gino, Shingo.
- Fao Fubava – disse Aoi con la bocca ostruita da quantità industriali di cibo.
- Salve a tutti. – disse + comprensibilmente Hernandez.
- Allora!!??? – ripeté insistentemente Gentile.
- Bèh ecco… - cominciò Tsubasa, quando vide Micky andarsene velocemente verso l’uscita.
- Ma cosa…? – iniziò Diaz appena arrivato insieme a Pascal e Leo Luciano.
- Ma dove va? – disse Pepe.
- È pericoloso per una ragazza andare in giro a quest’ora – disse Hikaru Matsuyama con abbracciata al suo braccio la sua ragazza Yoshiko, angosciata pure lei.
- Insomma ma ke sta succedendo?! – chiese spazientito Wakabayashi, mentre Misaki, ke aveva già capito, disse:
- Ragazzi, faremo meglio a cercarla. Ho motivo di pensare ke la situazione sia piuttosto brutta e rischia di aggravarsi sempre di + se non troviamo Micky.
Tokyo, 26 giugno 2001
Residence
Torre del Mar
ORE 21.37
Sono stato il primo ad inseguirla e, nel passare di fianco a Schneider,
gli ho dato una spallata andandogli addosso.
- Ma ke sei…- iniziò la frase.
- Zitto imbecille! – lo misi subito a tacere senza neanke voltarmi.
Uscii dalla porta e seguii Milena. Cavolo, l’avevo persa! Non riuscivo
neanke a pensare a cosa le sarebbe potuto accadere se non l’avessi trovata in
tempo. Certo, l’Italia è molto + pericolosa del Giappone, ma qui eravamo a
Tokyo, la capitale, ed era buio. Senza contare ke né io né lei conoscevamo la
città.
Tokyo, 26 giugno 2001
Periferia
ORE 21.45
Maledetto, maledetto!!!! Come ha potuto farmi una cosa del genere?!
Eppure avrei dovuto aspettarmelo! Uno come lui ne avrà a schiere di ragazze con
cui può fare ciò ke vuole! Ki sono io per fargli cambiare idea?! Con un
movimento di stizza si strappò gli orecchini e le mollette ke tenevano la
pettinatura, mentre le ciocche ke iniziavano a scendere sul viso le coprivano
le guance bagnate di lacrime. Non sono
tanto bella e desiderabile da cambiarlo, da fargli cambiare il suo modo di fare
e la sua vita per stare con me! Non gli piaccio a tal punto, LUI NON MI AMA
QUANTO L’ HO AMATO IO! Mentre pensava a ciò, camminava a passo spedito,
quindi non si accorse di essersi allontanata parecchio. Non conosceva bene
Tokyo, se non il centro pieno dei negozi ke frequentava, ma ora non sapeva
proprio dove fosse. Accidenti, e
adesso??!!! Le strade erano quasi deserte, a parte qualke ubriaco ke andava
vomitando ad ogni angolo di strada ke si trascinava a vicenda con un altro. Tsk! Pensò e poi dicono dell’Italia! Oh, ma ke cavolo sto a di’? mi dovrei
preoccupare! Ed infatti mi sto spaventando a morte! Oh mio Dio! Ho
pauraaaaa!!!!
- Ehi,…hic!… ciao bella! – biascicò uno dei 2.
- Perkè non vieni qui a… hic!…divertirti con noi?
- Ehm, no grazie. Ho avuto una giornataccia oggi…
- Appunto, fatti un… hic!…bicchierino con… hic!… noi!
- No grazie. Sono astemia.
- Ehi, non fare complimenti!
Caspita! E adesso??!!! Pensava. Intanto quei 2 si stavano avvicinando pericolosamente.
Tokyo, 26 giugno 2001
ORE 22.02
Hanf! Hanf! Pant! Pant!
Accidenti, non credevo ke mi avesse staccato così tanto! Ma dov’è? Oddio
Milena! Ti prego torna indietro. Se ti accadesse qualcosa io non saprei + ke
fare…! Ehi! Eccolaa!
- Milenaaaa!!!!!
- Salvatore! – rispose lei guardandolo.
- Ehi, sei …hic! Tu ke hai trattato male questa signorina?… hic!? – chiese uno dei 2 ubriachi indicando Gentile.
- No, anzi. – rispose lei al posto del ragazzo – Lui mi è venuto a cercare.
- Finalmente ti ho trovata! Non sai la paura ke mi hai fatto prendere!
- Mi dispiace. – disse lei abbassando lo sguardo.
- Divertitevi!!! Ah! Ah! Ah! – dissero i 2 ubriachi ke se ne andarono ridendo sguaiatamente e lasciando i 2 ragazzi abbastanza interdetti.
Milena e Salvatore si guardarono esterrefatti.
- Ma in Giappone pure quando si ubriacano sono calmi ed educati?
- Ma sei matta??!! – le diede addosso lui – ma ke ti salta in mente, ti metti a parlare con gli ubriachiii????!!!!!
- Sì, so ke non è stata una mossa molto furba, ma cercavo di guadagnare tempo! – cercava (inutilmente) di giustificarsi la ragazza.
- Dovresti ritenerti fortunata per questo. – disse freddamente il ragazzo. – ti rendi conto ke ti sarebbe potuto accadere di tutto?!
- Lo so. Infatti ho avuto paura.
- Vorrei ben dire! Tokyo è pur sempre la capitale e tu eri finita addirittura in periferia!!!
- … ma sono stata così felice quando ti ho visto arrivare…
- cos… - Gentile non sapeva cosa rispondere. Così la ragazza affondò il viso nel suo petto, circondandolo con le braccia. Allora egli fece altrettanto abbracciandola. – non preoccuparti, ora ci sono io qui con te, e non ti lascerò mai da sola.
Rimasero così per un bel po’ senza dire nulla, mentre lui continuava ad accarezzarle e a baciarle i capelli. Poi, finalmente, si decisero a tornare dagli altri ke “forse” erano un tantino preoccupati…
Tokyo, 26 giugno 2001
ORE 23.00
Residence
Torre del Mar (camera di Mickiru e Yayoi)
Erano tutti riuniti nella camera di Micky e Yayoi: Wakabayashi, Hyiuga, Misaki, Oozora, Hernandez, Aoi e Sanae; quando entrò la seconda “padrona di casa” insieme a Gentile tutti si voltarono verso i 2 e, dopo un istante di silenzio, si scatenò il putiferio.
- Finalmente, era ora! – strepitò Kojiro Hyiuga, arrabbiato come pochissime volte.
- Si può sapere dove sei stata?! – le diede addosso Tsubasa –Ma ti immagini almeno lontanamente di quanto fossimo preoccupati per te??!!!
- Ne ho una vaga idea…
- Smettila di scherzare!!!! – si stava alterando parecchio il sempre e solitamente calmo Mister- Wakabayashi –nervi –saldi –e –sangue –freddo.
- Hai fatto una cosa ke non avresti dovuto fare. – disse Misaki . (“Maddaiii!!!! Non mi dire!!!!” n.d.: Kojiro Hyiuga leggermente incavolato.), l’unico ke al momento riusciva a rimanere calmo (“Perkè non gliene fregava niente!” n.d.: Hyiuga sempre + acido. “Ma la pianti o nooo????!!!!” n.d.: Milena già abbastanza nervosa).
- Lo so…
- E meno male! – si arrabbiò Sanae.
- Perkè l’hai fatto? – chiese Yayoi, l’unica ke avesse intuito tutto. – insomma, cosa ti ha detto Schneider di tanto… sì, di tanto cattivo! Anke perkè non credo ke tu te ne saresti andata per qualcosa se non ti avesse sconvolta davvero molto…
Tutti guardarono Micky, mentre lei abbassò lo sguardo e si rattristò, Gentile assunse un’espressione molto inquietata. Calò il silenzio (“Finalmente! Era ora, basta co’ ‘sto casino!” n.d.: albergatore molto educato e colto.). A quel punto Sanae capì tutto e disse agli altri:
- Sentite, io credo ke Micky voglia stare un po’ da sola e magari per parlare con me o Yayoi, se ne ha voglia.
- Ok. – disse semplicemente Hernandez. – noi togliamo il disturbo. Vieni Shingo, andiamo Salvatore… E- Ehi…!!! S- Salvatore??…
- Dov’è andato?? – chiese Mickiru saltando dal letto su cui era seduta.
- Non ti preoccupare. Lo cerchiamo noi.
- O- ok… Grazie Gino.
- Di nulla, ciao.
- Forza, andiamocene anke noi. – disse Wakabayashi ai suoi 3 amici. Taro e Tsubasa lo seguirono a ruota, ma Hyiuga era rimasto immobile. – dai Kojiro, pure tu.
- STA. ZITTO. – scandì il numero 9 – io da qui non mi muovo.
- Non farmi incazzare Kojiro – intervenne Sanae – va subito fuori di qui, la tua presenza non è gradita!
- Per te sono Hyiuga, hai capito manager Nakazawa??!!! – ruggì il ragazzo ke, dopo aver gettato uno sguardo triste e compassionevole verso Micky, se ne andò sbattendo la porta.
- Aha, finalmente! – sospirò la ragazza di Oozora.
- Allora? – chiese Yayoi –ke ti ha detto quello schifoso maledetto bastardo?!
- M- ma… - Milena e Sanae non credevano alle proprie orecchie: non immaginavano neanke lontanamente ke la loro dolce amica conoscesse nemmeno parole simili.
- Allora… gli ho chiesto il perkè di quella domanda ke mi fece… - iniziò Micky.
- Ah…
- Come? Quale domanda? – chiese Nakazawa.
- Guarda, lo dico solo perkè forse neanke i lettori se ne ricordano, ma tu dovresti rammentarlo benissimo! – disse Mickiru Neko – cmq gli ho chiesto perkè quella domanda, cioè “Ma io per caso te l’ho fatta ricredere?”…
- Oh, no! – sospirò Sanae – ancora va avanti questa storia?
- Zitta e lasciala finire! – intervenne Yayoi sempre + curiosa e furibonda.
- Grazie cara. Allora lui mi ha detto: “Ehm…Credevo di averti fatto capire, con il mio atteggiamento, ke avessi intenzione serie con te, quando invece non era così… sì insomma… sei una bella ragazza, mi piaci ma… non sei il mio tipo!”.
- COOOOOSAAAAAA???!!!!!!! – balzarono in piedi le altre 2.
- Mh, mh. – asserì Micky molto tranquillamente (“si era/mi ero già incavolata a suo tempo” n.d.: Milena) – ma c’è dell’altro.
- Come???!!!!
- E ke può esserci di peggio??!!! – si scandalizzò Sanae.
- Lui ha detto ke ha la ragazza e ke l’ha sempre amata e ancora la ama.
- … - Yayoi era sconvolta.
- Sì, si vede proprio come l’ha amata stando per un, seppur breve periodo, con te… - commentò acida Nakazawa.
- Già, mi ha detto ke si chiama Marie.
- Ci credo allora ke ti sei incavolata a morte!
- Proprio così Yayoi cara. Ora però c’è un altro problema…
- Oh, no! Basta con le tue solite pippe mentali!!!
- Uffa Sanae! Ma sai ke ora Salvatore ce l’ha a morte con Schneider? E sono preoccupata.
- Salvatore lo farà a pezzi. – annunciò Nakazawa.
- Lo so – rispose Micky – ed è proprio questo ke mi preoccupa…
- Ma come? – si arrabbiò la ragazza di Oozora – ancora ti preoccupi per Karl Heinz…?!!
- No, - la interruppe Aoba – non è per Schneider. È ke Gentile rischia la qualificazione se lo picchia.
- Oh no…
- Già… - asserì Micky – e non voglio ke rischi tutto per colpa mia…
CAPITOLO 7
Una strana amica
Aeroporto di Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 10.35
Eccoci qui… Si disse la
ragazza guardandosi attorno e aggiustandosi una ciocca di “indomabili” capelli
castano scuro dietro un orecchio. Sono
nella grande Tokyooo!!!! Finalmenteee!!!
- Ehi, ciaaaooooo!!! – gridò qualcuno.
- Oh, no… – mormorò la ragazza scotendo la testa lentamente – ti prego! Non lui!
- Ciao, andato bene il viaggio?? – le chiese saltellando un ragazzo sui 17 anni – dai, vieni ke ti accompagno al residence.
- “Residence?” – si stupì lei – ma non doveva essere un albergo a 5 stelle???!!!
- Ke vuoi ke sia, hotel o residence… – iniziò il giovane.
- Te lo spiego io caro Shingo! – lo interruppe la ragazza, andando alterandosi sempre di + – nell’albergo ci sono i camerieri ke puliscono, cucinano e fanno tutto il resto delle faccende, ma in un residence devi essere tu a sbrigartela da solo! Ciò vuol dire al diavolo la vacanza riposante!
- Maddai! E non fare così… – tentava di calmarla il giovane Aoi – vedrai come cambierai idea quando vedrai il residence!
- Speriamo… - commentò lei acida. Poi disse in italiano: – perkè cavolo è venuto ‘sto qui a prendermi? Non potevano venire quei due strafighi di Hernandez e Gentile??!
- Si stanno allenando per la partita di stasera contro la Germania. – rispose Shingo facendo colare un enorme gocciolone sulla testa della ragazza ke nel frattempo era visibilmente arrossita.
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 13.00
Residence Torre del Mar
- Accidenti ke sonno! – si lamentò Milena uscendo dalla sua stanza per scendere nella hall – non sono + abituata a fare le ore piccole (“Alla faccia delle piccole! Hai dormito + di 12 ore!!!” n.d.: Tsubasa invidioso perkè lui si è dovuto svegliare alle 6. “Ci ho messo tempo a preparami, mica ho il ciuffo come il tuo ke cmq lo metti torna sempre a posto! Mi ricordi Goku e Vegeta!” n.d.: Milena sulla difensiva.)!
- Eccoti finalmente! – le disse Yayoi con un raggiante sorriso e con un’aria fresca e riposata come una rosa non appena Milena scese nella hall – dormito bene?
- Mh… – le rispose l’altra ancora un po’ assonnata – ma tu da quanto stai qui?
- Da almeno 5 ore!
- Cooome?
- Ah, quasi mi dimenticavo!! – disse Yayoi dandosi una manata sulla fronte – Mi ha detto Müller di dirti di raggiungerlo nel cortile del residence.
- Come? E perkè?
- E ke ne so io.
- Cmq è strano… – ci rifletté sopra un attimo Milena – non dovrebbe essere all’allenamento?
- Forse è come Schneider, anke lui non ha bisogno di allenarsi! – dichiarò sprezzante Aoba.
- No… – cominciò l’altra. Poi disse voltandosi prima di andarsene: – lui non è come Schneider… Nessuno lo è…
Yayoi la guardò allontanarsi senza ben capire il significato di quelle parole: ke fosse solo arrabbiata con il Kaiser? Oppure era rimasta delusa perkè gli voleva ancora bene, o peggio, lo amava ancora?
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 13.12
Cortile del
residence
- Dyutah! – chiamò Milena vedendo il ragazzo alto in mezzo all’erba – Ciao, cosa volevi dirmi?
- Sai, riguarda quello ke è successo ieri sera…
- A- ah… – miiiii!!!! Ke pppalle!!!! Pensò intanto Mickiru. Ke caspita di gazzettini! Un fatto si sa nel giro di 3-4 ore! Ammazza! E questi non so’ i + bravi del mondo, sono i + pettegoli del mondo!!! – dimmi pure.
- Ehm… – Müller era chiaramente in grande imbarazzo, intanto era arrossito e teneva una mano dietro la nuca. Senza contare ke stava balbettando. Poi si riprese e continuò: – Schneider ha fatto qualcosa di molto grave per caso?
- Bèh… - neanke sapeva perkè, ma la ragazza sentiva di potersi fidare di lui, sentiva di potergli dire tutto… ma alla fine il suo orgoglio ebbe il sopravvento. – no, nulla di speciale.
- Capisco – rispose lui con notevole disappunto. – quindi…
- Ok, non me la sento di mentire. È vero – ammise – qualcosa è successo, ma il mio stupidissimo orgoglio mi impedisce di dirtelo. Non so perkè e forse neanke puoi capirmi.
- Invece sì – rispose il portiere tedesco sorridendo (“Miracoooloooooo!!!! Milena, sei in grado di fare anke queste cose! Tu sei grande!” n.d.: Schneider. “Zitto ke con te ci ho chiuso!” n.d.: Milena. “Ma tu lo sai ke io in realtà…” “Zitto! Non svelare nulla ai lettori!” n.d.:Milena) – ti capisco, e non ti immagini nemmeno quanto.
La ragazza rispose al sorriso. Poi però una voce li interruppe:
- Miiiiiiiiiiiiickyyyyyyyyyyy!!!!!!!!!!!!
- Shingo? – chiese la ragazza sorpresa – ma non dovresti essere ad allenarti ora?
- Sì, ma sono dovuto andare a prendere una mia amica. È italiana, ora te la presento. Ehi Franceeeescaaaaaaa!!!! Vieni qui!
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 13.20
Cortile del
residence
Caspita! Proprio non mi aspettavo ke Dyutah si preoccupasse per me… né tanto meno ke mi capisse! Pensava intanto Milena.
- Miiiiiiiiiiiiickyyyyyyyyyyy!!!!!!!!!!!!
- Shingo? – gli chiesi sorpresa – ma non dovresti essere ad allenarti ora?
- Sì, ma sono dovuto andare a prendere una mia amica. È italiana, ora te la presento. Ehi Franceeeescaaaaaaa!!!! Vieni qui!
Certo, non mi aspettavo proprio una cosa del genere… un’altra manager?
Italiana per giunta?? Ke bello! Ha pure un’aria simpatica. Ed è anke molto
carina con quei capelli ribelli ke le scendono sul viso, un viso così dolce,
simpatico e carino! Accipicchia! Lei sì ke è bella magra! Io invece sono
formosa…beata lei… Ma ke cavolo faccio imbambolata così? È meglio ke la saluti
altrimenti mi prende per una smodata!
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 13.20
Cortile del
residence
Accidenti a Shingo! Mi fa sempre fare le solite figure… ma ki è quella?
Certo ke è carina! Ke belli i suoi capelli lunghi di colore come quello di
Gentile… e i suoi occhi verde/arancio…ke belli! Caspita! E poi il viso…sembra
quello di un’attrice per come è perfetto!
- Ciao, io mi chiamo Milena, ma puoi chiamarmi Mickiru Neko – mi sorride amichevolmente questa ragazza! Evviva! Un’altra italiana!!! – tu invece?
- Io mi chiamo Francesca, molto piacere.
E le due intanto continuarono a parlare, finché Müller non si avvicinò a Milena dicendole:
- Ho un messaggio per te da parte di Schneider, qualunque cosa sia successa ieri sera.
- Ke cazzo vuole ancora? – disse spazientita Micky, cambiando la sua espressione da solare a cupa (“Tipo il tempo ke sta facendo in Abruzzo ‘sto periodo” n.d.: Milena).
- Mi ha detto di dirti: «Milena, ich liebe!».
- Ma ke… - chiese Francesca ke non spiccicava una parola di tedesco – ke vuol dire..?
Milena però, mentre guardava Dyutah ke si allontanava, aveva ben capito il significato di quelle parole. E non era affatto felice…
- Ma perkè? Perkè Karl Uzi Uzi? – si domandò la ragazza con espressione struggente.
- “Uzi”? – chiese prontamente Francesca, ke ormai aveva perso il filo del discorso (“Come tutti quelli ke non sanno il tedesco!” n.d.: Francesca). – ke vuol dire?
- È un soprannome molto affettuoso con cui Milena non chiamava Schneider da un sacco di tempo ormai … - rispose Shingo al posto di Micky, ancora assorta (“O meglio incartapestata a guardare un punto fisso: il vuoto” n.d.: Milena molto autocritica.).
- Ah… - mormorò solamente la nuova arrivata, mentre un velo di tristezza la avvolse sostituendo il gocciolone ke le pendeva fino a poco fa sulla testa dovuta alla cavolata del soprannome di Schneider…
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 13.45
Sala
ristorante del residence
Tutti i ragazzi, terminato l’allenamento, si erano ritrovati nella sala ristorante del residence, ogni squadra per tavolata. Milena, stranamente, era andata a sedersi alla tavolata della nazionale italiana, contrariamente a quanto aveva sempre fatto. Tutto ciò non passò certo inosservato…
- Ma ke è successo a Micky Neko? – si domandò Taro un po’ deluso.
- Non ne ho idea… e tu ke ne pensi Tsubasa?
- Non lo so Wakabayashi – rispose l’altro – ma forse Sanae e Yayoi ne sanno qualcosa…
- Non ci contare! – intervenne Nakazawa – a parte ke non ne sappiamo nulla, non te lo verremo a dire cmq!
- Già, cmq non c’è nulla di cui preoccuparsi. – rassicurò tutti Yayoi. – ecco, guardate! Ecco perkè non si è seduta con noi.
Infatti Mickiru non era sola.
- Sta facendo amicizia in fretta. – commentò Wakashimazu, mentre lanciò uno sguardo a Hyiuga ke stava mangiando voracemente la 3 o 4 porzione di riso al curry.
- Ehi Francy! Perkè non vieni a sederti qui?
- Cosa… - l’invito la prese molto di sorpresa, ma poi, anke se con un po’ di imbarazzo, andò a sedersi al fianco dell’amica. – grazie.
- Figurati! – rispose con un raggiante sorriso…
- Salve ragazze! – salutò Gino.
- Ciao Francy! Ciao Milly! Avete già fatto amicizia, eh? – disse Aoi.
- Sì Shingo.
- Ciao Salvatore – disse invece Milena rivolta al ragazzo. – tutto ok?
- Uhm, sì… davvero. Tutto ok.
- Come bugiardo fai pena – gli bisbigliò Micky nell’orecchio, sfiorandoglielo con le labbra, mentre gli passò vicino. Poi continuò – ok, ora alle presentazioni. Lei è…
- Ci conosciamo già – disse con una punta di rancore Francesca. Tutti gli altri non ci fecero caso, ma Milena sì. Cmq non ci badò sul momento e riprese:
- Oh, ma davvero?
- Mh… - risposta esauriente di Gentile.
- Quindi non è ke non conosci proprio nessuno. Meglio così, vorrà dire ke quando non ci sarò non ti ritroverai da sola. – sorrise Micky.
- Ovvero quando starai con Schneider? – commentò un po’ bruscamente Francesca.
- Davvero Milena? – chiese Gentile – e da quando avete fatto pace?
- Noi non abbiamo fatto pace infatti! – replicò la ragazza cominciandosi ad alterare, ma senza scomporsi visto ke c’era un sacco di gente.
Intanto Francesca si rese conto di aver parlato un po’ troppo e di essere stata un po’ fuori luogo. Mentre guardava Micky, temeva di averla fatta arrabbiare e di aver perso la sua amicizia subito conquistata… Appena conquistata…bèh, mi ha subito dato la sua amicizia…ke forse non si tratti di un’amicizia sincera? Si chiedeva la ragazza. Quando ad un certo punto la giovane Mickiru disse:
- È ke la povera Francy scherzava perkè non ha capito bene quello ke era il messaggio di Müller in tedesco e, in un qualke modo, ora si sta vendicando. – disse ridendo – Giusto Cecca?
- Già – sorrise l’altra a sua volta, meravigliandosi della prontezza della ragazza di tirarsi fuori dai guai.
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 16.30
Centro di
Tokyo
La giornata continuò tranquillamente, con Francesca ke intanto brancolava nel buio come non mai riguardo al concetto ke tentava di farsi di Milena. Ma come la devo giudicare? Profonda e riservata, ma al tempo stesso aperta e solare, permalosa ma comprensiva e paziente, testarda ma anke ragionevole, dispotica però rispettosa delle opinioni altrui…Mentre pensava a ciò, la ragazza passeggiava al fianco di Mickiru ke le stava mostrando i negozi + belli di Tokyo.
- Accidenti! – esclamò quest’ultima – io e te non dovremmo + uscire a fare spese insieme! Non facciamo altro ke istigarci l’una con l’altra a comprare!
- Già – sorrise flebilmente Cecca. Effettivamente avevano comprato un bel po’ di cose.
Al semaforo, aspettando sulle strisce pedonali ke si accendesse il verde, notò ke Micky aveva uno sguardo così triste e preoccupato, sembrava sempre ke stesse pensando a qualcos’altro di + importante, come se avesse un grande peso ke le gravava sul cuore. Un peso del quale non riusciva a liberarsi e non ci sarebbe mai riuscita se non ne avesse parlato con qualcuno. Ora basta! Le avrebbe detto assolutamente qualcosa!
- Senti Micky!
- Dimmi Francy, c’è qualcosa ke non va?
- Ecco… io… – alla fine non ci riuscì e disse la prima cosa ke le venne in mente – volevo chiederti cosa c’è tra te e Schneider. Cazzo, no! Ke cosa ho detto??!!! Oddio come mi è potuta venire in mente una cosa del genere!! Accidenti, se adesso mi strozza fa bene!
- Bèh, come dire… - rispose invece tranquillamente – ecco, con una semplice frase… sì, ecco. Avevamo molto in comune: io amavo lui e lui amava se stesso. Ormai non avevamo + niente da dirci, non avevo + nulla da spartire con lui.
Caspita! È brava davvero a parlare! Ma poi arrivò la domanda ke Francesca non voleva le arrivasse.
- Ma perkè me lo hai chiesto Francy? Sai, non sono affari miei ma se è perkè ti piace ti consiglio vivamente di lasciar perdere. Non ti merita!
- Bèh, grazie… Ah, a proposito scusami per la battuta di oggi a pranzo con Gentile, era assolutamente fuori luogo… Spero di non avervi creato troppi problemi…
- Ma figurati, matta!!! Ora torniamo. Sono davvero stanca! Sono ore ke giriamo.
- Ok.
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 19.30
Campo di
calcio
Milena e Salvatore stavano seduti sull’erba a guardare la nazionale giovanile tedesca ke si stava allenando. Si trovavano lì perkè era il posto + “intimo” ke c’era nei paraggi (figuratevi gli altri!).
- Com’è andato l’allenamento?
- Bene, ma spero solo non ti dispiaccia stare qui. Sì, insomma – il ragazzo scrollò le spalle – una volta tanto ke riusciamo a stare un po’ soli…
- Non c’è problema. – rispose Micky avvicinandosi ancora di + a lui; così il giovane la circondò con un braccio – l’importante è ke siamo io e te, no?
- Già… - rispose Gentile un po’ pensieroso. A questo punto la domanda della ragazza non si fece attendere:
- Perkè oggi a pranzo hai avuto la reazione ke hai avuto quando hai visto Francesca ke a sua volta ha avuto anke lei la stessa reazione per poi uscirsene con quella battuta?
Qualke secondo di silenzio.
- Eh? – a questa risposta Milena cadde per terra.
- Insomma! Perkè hai avuto quella reazione quando l’hai vista?
- Ma ki?
- Ma come ki???? Francesca!!!!
- Ah… bèh, è ke non mi aspettavo di vederla…
- Poche palle Salvo! – lo bloccò Milena – mi ha detto lei proprio oggi ke lo sapevate tutti voi giocatori italiani. E perkè lei ha fatto quella faccia quando ti ha visto??
- Perkè non lo chiedi a lei?
- No, amore mio – replicò sorridendo in un modo ke non piaceva affatto al libero N°1 – io voglio saperlo da te!
- Non lo so.
- Bene… - disse Micky piuttosto contrariata – allora, perkè tu hai avuto quella reazione quando l’hai vista?
- Perkè non me la ricordavo così bella.
- Come? – bisbigliò in un respiro la ragazza.
- È molto + bella ora! Con quei capelli, sta benissimo. Anke di viso è bella e soprattutto di fisico. Così magra, piccola, leggiadra, snella, filiforme e sinuosa… Ehi Milena! Dove vai???
A passo spedito, la ragazza si stava dirigendo verso il campo, dove proprio in quel momento i ragazzi tedeschi erano in pausa. Schneider fu il primo ad accorgersi della ragazza. Aveva paura ke ce l’avesse ancora con lui, soprattutto dopo quello ke avrebbe dovuto riferirle Müller. Tuttavia tentò:
- Milena, come mai qui?
- Sono di fretta, scusami.
- Ma posso almeno parlarti?
- Per dirmi cosa? – si fermò e lo guardò negli occhi con aria di sfida – forse ke te ne frega qualcosa di me?
- Ecco io…
- Scusami Karl. Ma non sono dell’umore giusto per parlare – disse, sforzandosi di non essere troppo dura. Ma il Kaiser non demorse.
- È importante, riguarda quello ke avrebbe dovuto dirti Müller…
- Mettiamola così – si fermò di botto – io non ho proprio + la forza né fisica né psicologica di sostenere un altro discorso con te ke mi dici e mi ricordi di quanto non te ne sia fregato nulla di me, di come tu non mi abbia mai amata e di quanto io non ti sia piaciuta in tutto questo tempo. Non pensi di avermi ferita già abbastanza?
Il Kaiser rimase lì immobile guardando la ragazza a cui stava per scendere una lacrima, ma ella la trattenne e con un sorriso sforzato gli disse:
- Ciao Karl. Buon allenamento. Ci vediamo!
- Mickyyyy!!!! Aspettaaaaa!!!!!! – stava urlando Salvatore .
- Ke hai combinato? – chiese il Kaiser.
- Ke te ne frega?! – rispose Gentile – e cmq sempre meno di quello ke hai fatto tu!
Il ragazzo abbozzò un’imprecazione verso Gentile, per poi tornare ad allenarsi al richiamo di un suo compagno.
-
Vieni
Schneider! – esclamò Hermann Strauss.
- Eccomi…
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 19.40
Residence
Torre del Mar
Nel giro di 10 minuti, Francesca aveva saputo tutto da Shingo, il quale aveva sentito la confessione di Salvatore con Gino.
- Ke imbecille! – commentò Francesca – ma come cavolo gli salta in mente di fare apprezzamenti su un’altra ragazza mentre sta con la fidanzata??!!
- Milena e Gentile non stanno insieme. – precisò Shingo.
- Non ufficialmente!
- E neanke ufficiosamente – replicò Aoi in vena di critiche.
- Senti Shingo, se hai voglia di rompere, non è il momento ok?
- Uffa! Sei proprio una strega! Ma come fa Gentile a trovarti + attraente di quell’angelo di Milena?
- STRRRONZZOOOOOOOO!!!!! – urlò la ragazza tirandogli dietro mezzo salotto della hall.
- Ke succede?… – il numero 11 entrò proprio in un momento poco opportuno, beccandosi una scarpa in testa – ahio…
- Oh, no! Sono mortificata!!! Scusami! Scusami!! Scusaaaamiiiiiiiii!!!!!! – tentava intanto di scusarsi Cecca mentre raccoglieva la sua scarpa con la punta di ferro. – non era diretto a te!!!
- Ok, ok. Non fa niente. Ma qual era il motivo della disputa, se posso saperlo?
Neanke Francesca sapeva il perkè, ma sentiva di potersi fidare di lui (“Ah ah, Milena! Io non sono diffidente come te, sentito Shingo??” n.d.:Cecca con la faccia da assatanata. “…”n.d.: Shingo. “Fidarsi è bene, non fidarsi è meglio!”n.d.:Milena).
- Ecco, nulla di particolare.
- Ho capito, qualke scaramuccia per allentare un po’ la tensione… – commentò Misaki sorridendo.
- Già – gli sorrise a sua volta Francesca. Ke gran figooooo!!!! – ehm, tu conosci bene Milena?
-
Ki, Mickiru
Neko?
- Ho notato ke la chiamate così voi giapponesi, perkè? Significa forse qualcosa in giapponese ke ha una qualke affinità con Milly?
- Caspita come sei perspicace, complimenti. – considerò felice Taro – cmq ora te lo spiego meglio: “Mickiru” è il nome “Milena” in lingua giapponese, e “Neko” sta per “gatto”. Lei adora i gatti, ecco perkè.
- Ah, grazie tante Taro… – ebbe un attimo di esitazione – devo chiamarti Misaki per caso? No, perkè sai, ho saputo da Shingo ke in Giappone vi chiamate per cognome e così…
- Non preoccuparti, tu puoi tranquillamente…
- Ti stavo dicendo… – lo interruppe Francesca – tu la conosci bene, vero?
- Sì, certo. Ma perkè?
- Ecco… – la ragazza si strinse nelle spalle – io non… non so proprio come prenderla e come giudicarla…
- Perkè?
- Bèh, come posso dire… è un insieme di contraddizioni! Profonda e riservata, ma al tempo stesso aperta e solare, permalosa ma comprensiva e paziente, testarda ma anke ragionevole, dispotica però rispettosa delle opinioni altrui…
- Già, è vero – ammise il ragazzo con un leggero sorriso.
-
Ma c’è una cosa ke mi ha colpita molto di + – aggiunse
assumendo un’espressione sempre + seria – il suo… sguardo, sempre così
triste e preoccupato, sembra continuamente ke stia pensando a qualcos’altro di
+ importante, come se abbia un grande peso ke le grava sul cuore. Un peso del
quale non riesce a liberarsi e non ci riuscirà mai se non ne parla con
qualcuno…
-
È molto bello quello ke stai dicendo, lo sai?
-
Grazie, ma mi preoccupa ancora di + il fatto ke quando è in
mezzo agli altri ha sempre quell’espressione gioiosa e sorridente dipinta sul
viso: ecco, a volte sembra un’anima in pena, ma quando è con gli altri appare
come un angelo sceso dal cielo, sempre pronta ad aiutare ki è triste o soffre…
Tu sai se c’è qualcosa ke la turba?
-
In effetti… - cominciò Taro – qualcosa c’è… ma non so se te la
senti di ascoltare la storia di Mickiru…
Caspita! Allora avevo ragione! Pensò Francesca e, deglutendo a fatica, annuì con la testa. Di qualunque cosa si fosse trattato, lei avrebbe ascoltato e, se le fosse stato possibile, l’avrebbe aiutata.
CAPITOLO 8
Una strana (e triste) rivelazione
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 19.35
Centro della
città
Mickiru camminava per le vie ed i negozi del centro per tirarsi un po’ su di morale, ma aveva già comprato abbastanza quello stesso pomeriggio, senza contare ke i punti vendita stavano ormai chiudendo e lei era stanca morta, sfinita dalle emozioni e dai precedenti acquisti. Maledizione! Tra l’altro non è affatto divertente fare shopping da soli…Pensava Caspita! Ieri mi ha fatto piangere Schneider e poi mi ha consolato Gentile, ora Salvatore mi ha fatta incavolare…ci manca solo ke tra un po’ viene qui Karl ke…Pensando a questo, riflessa assieme alla sua immagine nella vetrina, comparve un’altra: un bel po’ + alta, con lineamenti perfetti e occhi grandi di color azzurro-ghiaccio. Soltanto allora la ragazza lo riconobbe ed ebbe un sussulto.
- S- Schneider… T- tu qui? – domandò incredula.
- Sì – rispose lui sorridendo – ma da quando in qua balbetti quando parli con me ?
- Non è vero! – affermò la ragazza con determinazione e scotendo energicamente il capo – io non stavo affatto balbettando!
- Ah, no?
- NO! Mi hai solo colta di sorpresa, tutto qui.
- Se lo dici tu… - disse Karl poco convinto.
- Ma certo! Cosa vai ad insinuare?
- Io? Proprio niente!
- Sbruffone! – saltò su Milena, ma poi riprese la sua aria triste e preoccupata – e cmq…ora devo proprio andare. Scus…
- Perkè non andiamo a bere qualcosa?
- Eh…? – stupido! Tu non ti immagini quanto avrei voluto ke tu mi chiedessi una cosa del genere…molto tempo fa però. Ora non mi importa + nulla…- mi dispiace, non posso.
- Non puoi oppure non vuoi? – le chiese in tono accusatorio.
- E se anke fosse? Ke te ne frega se…
- Allora lo ammetti!
- La sciamo perdere, è meglio ke me ne vada ora – fece per andarsene, ma Schneider la afferrò per un braccio e le disse:
- Dicevi?
- Ke ti frega se voglio o no?
- Certo ke me ne frega! E pure parecchio!
- Già, per non restare solo. Per avere un po’ di compagnia – affermò Micky sdegnosa.
- E ke compagnia – disse lui sorridendo – e poi è quello ke vuoi anke tu, no?
- Ma neanke per idea! Preferisco rimanere da sola piuttosto ke stare con te! Mai sentito il proverbio: “Meglio soli ke male accompagnati”??
- Andiamo Milly, non puoi andartene in giro a quest’ora da sola…
- Ke c’è, vuoi farmi forse da angelo custode grande uomo forte? Pensi ke non sia capace di badare a me stessa soltanto perkè…
- No, no – la interruppe Karl – non volevo dire questo. È solo ke mi preoccupo per te.
- Tsk! Ma non farmi ridere. Inventa una balla + credibile la prossima volta. E soprattutto: NON CHIAMARMI + MILLY, HAI CAPIITOOOOOO!!!!!!?????
- Maddai… e non arrabbiarti per così poco…
-
Ciao
Karl.
-
Ciao
Micky-chan!
- Quello vuole vedermi stramazzare a terra! – affermò Micky allontanandosi velocemente.
- Ehi Micky Neko! – la chiamò il ragazzo – ma dove vai?
- Ancora tu? Ma possibile ke non ti arrendi mai? – Dio, perkè non mi lascia in pace??!! Se non se ne va scoppio a piangere!
- Io sono un tipo ke non molla mai.
- Già, me ne sono accorta – affermò Mickiru moooolto poco entusiasta.
- Ed ottengo sempre quello ke voglio – continuò il Kaiser.
- Questo è da vedere – rispose lei ridacchiando – non hai ancora trovato una persona + tosta di te. Come me per esempio. Con me non l’avrai mai vinta!
Passarono un paio di minuti di assoluto silenzio, ma senza alcun imbarazzo tra i due.
- So cosa stai pensando… - disse Karl rompendo la quiete (“e le palle!” n.d.: Milena molto provata) – “Io questo qui lo odio, davvero non lo sopporto!!”, giusto?
Nessuna risposta, finché Karl non le chiese:
- Ehi, ma ti diverti tanto ad ignorarmi?
- Mai quanto te a farmi soffrire. – Ops, parola di troppo!!! Pensò Micky.
- Allora??
- Lo vuoi proprio sapere? Io non ti odio, non me ne frega semplicemente nulla di quello ke fai, dici o pensi sei contento adesso??
- Ah! – esclamò Schneider portandosi una mano al petto – è peggio ke essere odiato! Ke brutto colpo ke mi hai inferto!
- Hmf… - Micky sorrise appena percettibilmente, ma poi ritornò cupa in viso. No, non gliela avrebbe data vinta a Schneider, non l’avrebbe + vista sorridere per lui.
- Allora, hai visto? – domandò Karl sorridendo.
- Cosa?
- Guarda ke alla fine ho vinto io.
- Come???
- Avevo detto ke ti avrei accompagnata, no?
- Sì, e allora…??? – cominciò a dire Micky, quando si fermò guardando di fronte a lei.
- Siamo arrivati all’albergo! – esclamò lui trionfante.
- A muerte los Germanos! - disse Milena a denti stretti ed in perfetto spagnolo, una frase ke aveva imparato da Juan Diaz (in onore della sconfitta dell’Argentina contro la Germania).
- Eh? – fece Karl – hai detto qualcosa?
- Chi, io???
- Sì, sì... fa la l’angioletto. In realtà dovresti chiamarti Micky Diavoletta!
- Ah, ah... questa me la segno. – disse la ragazza un po’ + rilassata. Finché non vide un ragazzo davanti a lei.
- Milena, ti posso parlare? – chiese il nuovo arrivato.
- Gentile, ke ci fai qui? E ke vuoi? – domandò Schneider.
- Zitto idiota.
- Modera i termini Mister profondo Sud!
- Ehi!!! – esclamò Micky.
- Ops, scusami Micky Diavoletta. Non mi ricordavo + ke tu fossi italiana come questo deficiente.
- Chi è il deficiente?
- Tu!
- Ripetilo se hai il coraggio!
- Ma certo! Sei un def...
- Ok, stop. Time Out! Pausa! – disse Milena mettendosi tra i due – basta così. Se vi picchiate ora non potrete + giocare perkè sarete squalificati entrambi. Ora facciamo una bella cosa: Karl, tu andrai un attimo in albergo, e Salvatore... se vuoi parliamo adesso, ok?
- Ke ci facevi con lui?!!! – disse invece Gentile.
- Come...? – chiese la ragazza non aspettandosi una domanda simile – l’ho incontrato purtroppo. E mi ha seguito.
- Come faccio a crederti?
- È la verità – affermò Schneider.
- Tu stanne fuori – replicò l’italiano.
- Ke motivo avrei di dirti ke non è successo niente se non fosse la pura verità?! – si stava spazientendo il Kaiser – per farti arrabbiare avrei potuto benissimo dire ke siamo andati a farci un bel giro, siamo andati da un mio amico perkè aveva la casa libera e poi... bèh usa l’immaginazione! Così ti saresti incazzato molto di +.
- Bene nazista. Ti credo. Ora sparisci e lasciaci soli.
Stava per ribattere, ma guardò Milena ke gli fece segno di no con la testa. Non doveva rispondergli, o lei non sarebbe riuscita a fermare Gentile un’altra volta. Il Kaiser quindi tornò in albergo.
- Finalmente se ne è andato quello scocciatore – disse Gentile.
- Però sei bastardo. – affermò Milena.
- Perkè ho detto quelle cose a Schneider??
- No, no... perkè non mi hai creduto.
- Beh, ecco...
- Mi reputi davvero una persona così... falsa e opportunista? Ti assicuro ke se ho dei difetti, e ne ho molti, certo non sono quelli. Puoi dirmi ke sono permalosa, timida, dispotica, intrattabile, orgogliosa, vanitosa, talvolta strafottente e menefreghista, testardissimamente testarda e ultra complessata. Ma sono sincera e non ti mentirei mai.
- È...è Schneider ke mi provoca queste reazioni. Dopo come ti ha trattata non potevo pensare ke tu lo volessi perdonare.
- Io... – ammise – non so se lo perdonerò mai... fatto sta ke per ora non se ne parla. Inoltre non sarà mai come se nulla fosse successo.
- Ok, scusami...
- No... avevi il diritto di sospettare, anke se...
- Anke se cosa?...
- Anke se mi sono sentita ferita dal tuo tono, tutto qui.
- Mi dispiace – disse il ragazzo.
-
Lo so e ti perdono. Perkè so ke non sei capace di
mentire. – poi aggiunse con un sorrisetto malizioso – te l’ho detto pure a
pranzo, ricordi?
-
Ma certo ke mi ricordo. Come una gattina sei venuta lì
a sfiorarmi l’orecchio con le labbra.
- Allora te ne sei accorto – rise la ragazza – quindi non sei scemo come Tsubasa!
- Guarda ke glielo vado a dire!
- Non ci provare!
Si rincorsero per un po’, poi ,stanchi per la corsa, si sdraiarono sull’erba l’uno di fianco all’altra.
- Allora, io… ero venuto per parlare di come mi sono comportato oggi…
- Ma no! – cominciò Milena – no, non è colpa tua. Sono io ke mi sono ingelosita come un idiota! È vero ke Francesca è + bella di me perkè è + magra, non avrei dovuto reagire in quel modo.
- Ma ke dici? – si sbalordì Salvatore – guarda ke anke tu sei magra!
- No, non cercare di mentire.
- Ma se dici sempre ke non ne sono capace.
- Sì, ma ecco… sono di corporatura media, normale… ma non mi piaccio lo stesso.
- Come? E ke c’è ke non va?
- Ma certo! Ke ci parlo a fare con te! Sei un maschio, non badi alle apparenze.
- Non è vero – ribatté Gentile offeso.
- Ah, no? – sorrise Milena – oggi come mi vedi?
- Come al solito.
- Ecco! Oggi invece non mi sono truccata neanke con un po’ di rossetto e ho i capelli tutti disfatti perkè ho dovuto asciugarli da sola senza andare dal parrucchiere come faccio molto spesso e come faccio sempre da quando mi conosci.
- Ah…
- Ok, non fa niente.
- Ma ora però non mi venire a dire ke neanke il tuo viso ti piace…
- No, no – disse – non ti preoccupare. Il mio viso mi piace abbastanza.
- E lo credo! – esclamò Salvatore – è praticamente perfetto. Ecco perkè non mi accorgo quando ti trucchi o no.
- Ok, per il trucco ti sei salvato – ammise la ragazza sorridendo – ma per i capelli no.
- Sono così belli ke ti stanno bene sempre.
Milena stava per mettersi a piangere di gioia: mai nessuno le aveva fatto simili complimenti. Neanke quel pezzo di ghiaccio di Karl. Se lei gli avessi detto ke non le piaceva il suo fisico, lui avrebbe detto: “Allora mettiti a dieta e dacci dentro con la scherma. Ma vedi di non far diminuire il seno, sarebbe una grave perdita per me.”. ke stronzo! Pensò la ragazza.
- Caspita è tardi. – disse Salvatore – torniamo in albergo.
- Ok.
Tokyo, 27 giugno 2001
ORE 21.30
Residence
Torre del Mar
La hall era deserta quando vi entrò di passaggio Alan, finché non notò una ragazza seduta sulla poltrona. Ma ke ci fa qui Milena e tutta sola?
- Milena.
- Sì…? – chiese la ragazza con aria stranita, come se si fosse completamente alienata al mondo circostante.
- Come mai non sei venuta a cenare?
- Perkè? Ke ore sono? – disse invece.
- Le 21.30!
- Cosa? E ke cavolo!
- Perkè, hai fame?
- No, non proprio.
- Ma ke hai?
- Io? Nulla.
- Senti, ti ricordi di quando avevi detto ke…
- Ah, già! – lo anticipò lei – avevamo quella famosa chiacchierata in sospeso!
- Già… allora?
- Ke vuoi sapere?
- Un po’ di tutto in generale. Ad esempio ora cos’è ke non va?
- Tutto e niente. – rispose enigmaticamente.
- Un po’ + approssimativa no, eh?
- Come? Ah, già. Hai ragione – ammise la ragazza – ho ricevuto una telefonata dalla mia famiglia.
- Tutto ok? – chiese il ragazzo.
- Direi proprio di no. È ke mia madre sta male.
- Davvero?? È molto grave?
- Non ne ho idea. Ma la cosa ke mi preoccupa di +, ke mi fa stare peggio è ke se succedesse qualcosa io starei malissimo.
- È + ke normale – le fece notare Alan. – è tua madre e…
- Non è questo il punto. Cioè, non solo. Io non sono mai andata molto d’accordo con mia madre in quest’ultimo periodo. Anke perkè lei preferisce mia sorella.
- Non ci credo. È una tua idea! Pensi tu ke sia così, ma in realtà…
- È così. – affermò la ragazza sempre + decisa – me lo ha fatto notare addirittura mio padre! Per non parlare poi di mia zia e mia nonna. E sono parenti dalla parte di mia madre. Ad esempio…
Dall’altra
parte della hall
- Ad esempio – disse Taro – quando la chiamava aveva sempre un tono duro e severo. Ogni volta Micky pensava a cosa aveva combinato quella volta per fare arrabbiare sua madre.
- Caspita… - pensò Francesca – deve essere stata dura per lei.
- Già – ammise il ragazzo – e lei ne ha sempre sofferto. Ma non credere ke per questo lei odiasse sua sorella.
- Come? – Cecca era a bocca aperta – davvero non serbava rancore?
Hall
- Non col “sangue del mio sangue”! – disse con un sorriso amaro la dolce Mickiru. – ma al contrario, era mia sorella ad essere convinta ke io fossi invidiosa di lei.
- Già, magari perkè avrà notato una differenza di trattamento tra te e lei e immaginava una tua conseguente e giustificata gelosia nei suoi confronti – disse Alan (“psicologo”n.d.: autrice) Pascal.
- Mh – asserì la ragazza – può essere. O forse voleva solo avere un po’ della mia sicurezza e immunità davanti alle prove della vita, ke in realtà erano debolezza e fragilità.
- Bèh, se devo essere sincero… - disse Alan – anch’io…
Dall’altra
parte della hall
- …Anke io sono sempre stata convinta, da quel poco ke la conosco, ke fosse inattaccabile e risoluta…
- già, ma si tratta solo di apparenza… - Taro sorrise – in realtà è così fragile e il suo equilibrio è abbastanza precario dato ke non ha dalla sua la sicurezza della famiglia. Non ke non le vogliano bene, anzi. Ma lei si sentiva messa da parte e trascurata. Ora spero ke vadano meglio le cose per ora ke tornerà in Italia.
Hall
- Ma sì, ne sono sicuro. – disse Alan molto sicuro di sé – quando tornerai si saranno resi conto di quanto gli manchi, te lo dimostreranno e anke tu te ne convincerai sicuramente.
- Grazie Alan. – sorrise tristemente la ragazza. – è ke per attirare le attenzione ho fatto le cose + impensabili. Come sport la scherma, frequentavo il conservatorio (“ki lo frequenta sa ke vuol dire conciliare conservatorio e scuola” n.d.:Milena) e contemporaneamente avevo un sacco di amici e riuscivo benissimo in tutto quello ke facevo… - intanto alcune lacrime le scendevano sulle guance lisce – Scusami, sono un idiota a piangere per una cosa simile. Al mondo c’è di peggio e…
- Non ti scusare, non è stupido piangere per questi motivi. Continua pure a sfogarti.
- Ok, grazie. Insomma, ero la classica “figlia perfetta”, ma probabilmente questo a mia madre non è ke importasse + di tanto…
- Bèh – affermò Alan – ora è sicuro ke andrà tutto molto meglio! E non preoccuparti per tua madre, sono convinto ke andrà tutto bene. Non preoccuparti. Stai tranquilla.
- Ok, ok – disse la ragazza sorridendo – ma non è solo la mia famiglia il problema.
- Come?
- Già. – ammise lei – devi sapere ke io non sono sempre stata così come mi vedi ora. Oltre ke fisicamente, perkè uno cambia aspetto durante l’adolescenza, sono molto cambiata anke caratterialmente. Avevo un amico ke conoscevo dalle elementari e mi fidavo un sacco di lui. Lo consideravo il mio migliore amico, ma presto ho dovuto ricredermi. Lui aveva una moltitudine di ragazze ke gli andavano dietro, io l’ho sempre considerato solo come un buon amico, quindi non pendevo dalle sue labbra. Purtroppo però deve aver scambiato questa mia mancanza di ammirazione nei suoi confronti come un atteggiamento di superiorità verso di lui.
Dall’altra
parte della hall
- Ovviamente non era così, ma lui la prese molto male e gliela fece pagare molto cara.
- E ke le ha fatto? – chiese Francesca in un crescendo di rabbia.
- Un tipo di violenza verbale e psicologica.
- Eh?
- Nel senso ke… - iniziò Taro – ad esempio diceva ke Micky era brutta.
- Come? Ma se adesso è così carina, da piccola non poteva essere mica brutta!
- Lo so, infatti non lo era. – disse Misaki – inoltre diceva ke a lei i maschi non piacevano.
- Ma ke è pazzo? – esclamò Francesca – io la definirei quasi una ninfomane! (“Grazie Francy! ‘^___^” n.d.: Milena).
Hall
- Era chiaramente un modo per “rovinarti la piazza” diciamo – affermò Alan.
- Già, anch’io penso la stessa cosa, ma in quel periodo non riuscivo a pensare ke un mio amico mi volesse male, quindi credevo a lui. Pensa ke una volta mi ha detto ke mi sarei fatta suora!
- Maddai!!!! – esclamò Alan scoppiando a ridere – tu una suora!!!! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Oddio, proprio non ti ci vedo!!!!!!
- Sì. Ma sinceramente non ho mai capito perkè: sì, insomma se non gli piaccio minimamente ke gliene frega di farmi un dispetto?
- Forse perkè… non voleva ke tu avessi + successo di lui – azzardò il ragazzo.
- Ma come? Sarebbe stato normale se io fossi stata un maschio. Di ke si preoccupava?
Dall’altra
parte della hall
- Forse il suo era un atteggiamento iperprotettivo. – disse Francesca.
- No, non credo proprio. – rispose Taro scotendo la testa – va bene essere iperprotettivi, ammesso ke lo sia davvero, ma dire cose tipo “è brutta” oppure “non le piacciono i maschi” mi sembra esagerato. Senza contare ke così offendeva Micky…
- Sì, è vero. Hai ragione.
Hall
- Ma le tue amiche non dicevano nulla? – domandò Alan d’un tratto.
- Sì, qualcosa…ma non abbastanza. Si vede non erano molto legate a me, perkè da quando il mio “amico” ha cominciato con queste stupidaggini, loro hanno addirittura finito per crederci e io mi sono chiusa in me stessa. Forse è stato proprio questo cambiamento a dare fastidio a mia madre e alla mia famiglia e a generare le varie incomprensioni ke, per ora, si stanno risolvendo…
- Insomma – decretò Alan – tutta colpa di ‘sto tizio…
- Già. Ma non gli voglio male. Certo, sarei un’ipocrita bugiarda se ti dicessi ke, quando l’ho capito, volevo bene al mio amico. All’inizio ero molto arrabbiata con lui, ma poi…
- Ma poi?
- …ha iniziato a farmi pena. Pensa ke, nonostante io abbia cambiato scuola, lui continuava a dire cose brutte sul mio conto. Tipo ke io dicevo ke nella mia vecchia scuola erano tutti dei cafoni. Ecco perkè mi fa pena. Ancora non riesce a darsi pace del fatto ke me ne sia andata?
- Forse gli manchi.
- Ma fammi il piacere! No, non gli manco affatto. È ke ora non ha + nessuno da offendere per spararsi una posa.
Dall’altra parte
della hall
- Sai ke ti dico Taro? – disse Francesca con spirito battagliero – Milena ha fatto proprio bene! Certo, io sarei stata + impulsiva e gliela avrei fatta pagare cara, ma da questo punto di vista lei è stata + scaltra: ha fatto finta di niente senza dargli alcuna soddisfazione! È così ke si fa!
- Già, sono pienamente d’accordo con te! Ma ora andiamo, basta a rovinarci la serata per quel cretino! Ha avuto quello ke si meritava, no?
Hall
- Giusto, quindi andiamo! – disse Alan.
- Oh, ciao Taro! Ehi Francy, anke tu qui??? – esclamò Milena dopo qualche minuto.
- Già – disse il numero 11 sorridendo.
- Milena! – disse d’un tratto Francesca, incapace di far finta di niente – vorrei parlarti se puoi.
- Ok – sorrise la ragazza a sua volta – senti Taro, perkè non fai compagnia ad Alan mentre io vado a farmi un giro?
- Ma certo.
- Non ti dispiace, vero Alan? – chiese poi.
-
Tranquila,
no hai problema.
-
Bene
allora. Andiamo Cecca!
-
Eccomi!
ORE 22.15
Camera di Mickiru
Siccome ormai si era fatto un po’ tardi e
l’aria iniziava a rinfrescare parecchio, Micky e Francy avevano deciso di
andare a chiacchierare nella stanza della prima.
-
Dimmi
tutto Cecca.
-
Bèh,
innanzitutto devi sapere ke ho avuto una lunga conversazione con Taro. –
disse solennemente e tutto d’un fiato.
-
Taro è
un ragazzo molto carino e dolce, se ti piace non indugiare minimamente. Sai, ad
esempio lui...
-
Ma ke
cavolo stai dicendo Micky??? – le chiese l’altra sconcertata – ma guarda ke non
hai capito un accidente di quello ke volevo dirti...
-
A- ah
no?
-
NO!
Fammi finire... allora, abbiamo parlato un po’ e mi ha detto del tuo passato...
Non sapeva nemmeno lei esattamente ke
aspettarsi come reazione, ma lo disse ugualmente. Non era nel suo modo di
vedere le cose il mentire ad un’amica, anke se conosciuta da poco. Voleva
essere sincera ed onesta fino in fondo.
-
Ah, ho
capito. – disse solamente Micky.
-
Non...
non sei arrabbiata?
-
Ma no,
solo ke...
-
Ke???
– incalzò Francesca ormai troppo nervosa a causa della tensione ke era andata accumulando.
-
Avresti
potuto chiederlo direttamente a me, no?
-
Ehm......................
-
Ok,
non fa nulla. Lasciamo perdere. Grazie per esserti preoccupata per me. Sei una
vera amica! Una delle persone + sincere e buone ke io conosca. Altro ke quelle
vipere ke conosco io, tu sei unica! Non invidi nessuno (“Perkè dovresti,
giusto?” n.d.: autrice), non fai nulla con cattiveria, sono stata proprio
fortunata ad incontrare una persona così speciale come te! – concluse Milena
abbracciandola.
-
Lo
stesso vale per me... Senti, perkè non andiamo a dormire?
-
Ok. Ti
accompagno in stanza però.
-
Va
bene bodyguard! - sorrise Francesca, quando s’imbatté in un
tipo.
-
Ops,
sorry! Are you ok? – di fronte a sè, la ragazza aveva lo spettacolo + bello ke
le si fosse mai presentato davanti agli occhi: carnagione e capelli scuri ed
occhi chiarissimi. Un fisico statuario.
-
I-
io...
-
Carlos!
– chiamò Milena – ma ci vedi quando cammini? Guarda, l’hai travolta poveretta!
-
Eh?
Porque te arabi?
-
Guarda!
Esto! – disse la ragazza indicando la sua amica per terra.
-
Ah, ma
ho chiesto scusa prima... Bien, lo ripeto: mi son mui mortificado
seňorita. – disse il ragazzo in un misto di italiano e portoghese e
sorridendole.
-
Di...
di niente.
-
Senti
Carlo-chan! – disse Milena – perkè non ti fai perdonare offrendo alla mia amica
Francesca qualcosa da bere?
Carlos la guardò sorpreso, ma non se lo fece
ripetere 2 volte, mentre Francesca la fulminò con lo sguardo, a cui Micky
rispose con un’occhiata furba e maliziosa.
-
Bene,
io allora vado. Ho sonno. E non fate troppo tardi! – e così dicendo se ne andò
lasciandoli soli soletti.
-
Ehm...
– iniziò Santana visibilmente in imbarazzo – vogliamo andare?
-
Ok.
Una strana giornata
CAPITOLO 9
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 10.30
Residence
Torre del Mar
Francesca non si sentiva molto bene: aveva mal di testa e nausea.
- Ehiiiiiii Francyyyyyy!!!! – cinguettò festosa Micky avvicinandosi – come è andata?
- Eh? Mi gira la testa, mi si alza lo stomaco e non so per quanto adesso non ti ho vomitato addosso.
- Caspita! Si vede così tanto ke mi sono fatta la piega da sola? – rispose Mickiru cercando inutilmente di sembrare seria nel dire questo.
- Ah. – rise appena Cecca – sei grande, riesci a farmi ridere anke quando non voglio.
- Com’è andata allora?
- Uh… bèh…niente di speciale. Carlo-chan mi ha offerto una vodka al melone…
- Wow! E lo chiami “niente”???!! Siamo già ai nomignoli da fidanzati, bene bene!… aspetta! Lui???? È stato lui ad offrirti una vodka al melone???!!!
- Bèh…non proprio – ammise la ragazza abbassando lo sguardo – io l’ho voluta…
Milena si diede una manata sulla fronte.
- Oh cazzo Francesca! Ma come ti è venuto in mente??!!
- Lui ha preso la vodka al melone e quindi non mi andava di contraddirlo…
- Aspetta, ragioniamo… - cominciò Mickiru Neko con + calma – allora: come ti sei comportata finché sei stata con lui?
- Benissimo. Abbiamo parlato molto. Anke perkè solo alla fine della nostra lunga chiacchierata ho bevuto la mia vodka.
- Meno male – sospirò l’altra. – ma come hai fatto ad arrivare in stanza?
- Ho incontrato quell’angelo del tuo ragazzo Salvatore Gentile ke Aiuta Sempre le Fanciulle in Difficoltà ke mi ha riportata in camera inventandosi la balla ke tu avevi bisogno di parlarmi. E ke era molto urgente… - disse Francesca, indugiando però sull’ultima parte. Milena lo notò e, di conseguenza, si preoccupò non poco.
- Ma…cosa ha inventato come scusa?
- Ehm…sai quando…cioè…in quei momenti…sì, lo sai. Dai, quando…su avanti, hai capito… - Milena la guardava come si guarda una pazza.
- Capito cosa?!???
- Ma sì, insomma…cioè tu, io…sì, siamo donne e…
- …e????!!!!
- Insomma, ha detto ke dovevo prestarti un assorbente perkè ti erano tornate all’improvviso!!!
Micky cambiò varie volte il colore del suo viso: da rosso scarlatto, a viola cobalto, a blu oltremare per finire poi ad un intenso indaco. Infine prevalse il colore rosso, ke non faceva + distinguere il suo viso dai capelli.
- Davanti a Carlos?! – chiese in un sussurro Micky.
- Ehm, no – rispose l’altra. Milena tirò un sospiro di sollievo prima di riboccarsi alla continuazione della risposta dell’amica – c’era anke Leo Luciano.
- OMMIODDIOOOOOOOOO!!!!!!!! QUESTA ME LA PAGAAAA!!!!!! – e partì subito all’inseguimento di Salvatore ke intanto si stava allenando, guarda caso, insieme alla nazionale brasiliana e giapponese.
- Ma…Milena! – chiamò invano Francesca – ma non voleva sapere com’è andata ieri sera? Bèh, pazienza! – aggiunse sorridendo – glielo dirò dopo! Sono così felice. E certo…quando arriverà al campo avrà una bella sorpresa!
Campo di
allenamento
Una voce si levò nel campo.
- SAAAAALVAAAAAATOOOOOOOOREEEEEEEEEEEEEE!!!!! – disse Micky con tono vagamente isterico e stridulo.
- Ops. Qualcuno sta per prenderle. – affermò Leo Luciano ridendo di gusto, mentre Carlos le si piantò davanti prima ke la ragazza avesse il tempo di arrivare da Gentile.
- Come stai oggi? Tutto bene? – evidentemente Salvatore aveva pensato ke l’intervento di Santana l’avrebbe salvato dalla furia della ragazza, invece stava rincarando la dose. Come se non bastasse già!!! Pensava il libero italiano.
- Grr… - ringhiò solamente la ragazza, al ke Santana alzò le mani in segno di resa e si scansò. Poi si rivolse a Gentile e, con tono spettrale, disse – Saaaalvatooooreeeeee…credo tu mi debba delle spiegazioni…
- M- ma certo! I- io volevo solo…
- Ciao Milena. – intervenne Kojiro – come va oggi?
- Kojiro, togliti dai piedi se non vuoi andarci di mezzo tu!
- Adesso mi hai stancato! Non ti fai + viva ai nostri allenamenti! Non ti siedi + con noi a mangiare! E non ti fai + vedere! – la prese in spalla come un sacco di patate, tra le risate delle manager e gli sguardi divertiti degli altri. Solo Gentile non sembrava tranquillo: Milena era pericolosa finché non si calmava del tutto ed era ad una distanza di sicurezza di almeno 1 km. – ora ti siedi qui con le tue amichette e stai buona!
Immaginate la scena: Kojiro con Micky sulle spalle ke cammina in mezzo al campo sotto gli sguardi di tutti ke si erano fermati a guardare la divertente scenetta, Gentile ancora atterrito dal terrore mentre la ragazza non oppone resistenza verbale, ma fisica, dando dei pugni sulla schiena e le spalle del numero 9 giapponese. Come se potesse fargli qualcosa! Hyiuga neanke se ne accorgeva. La mise a sedere a forza tra Sanae e Yayoi ke ormai non si reggevano + dalle risate. Alla fine si rassegnò e fece la brava. Prima di andarsene però, Kojiro fece la classica “goccia ke fa traboccare il vaso” dicendo:
- E quando finiamo vedi di muoverti a portarmi il mio asciugamano e la Coca senza farla agitare troppo!!!
Neanke finì la frase ke Micky gli si piantò davanti con una lattina della suddetta bibita, ovviamente scossa a dovere, e gliela aprì in faccia. Risultato: Kojiro era bagnato fradicio dalla testa ai piedi.
- Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! – cominciò a ridere Hyiuga – adesso sì ke ti riconosco! Questa è la nostra Micky!
- Aaaaaaaah!!!!!!!! Kojiro ke caspita fai???!!! – poteva Kojiro Hyiuga lasciargliela passare liscia dopo avergli svuotato addosso una lattina intera di Coca sulla maglietta della nazionale? Indubbiamente no. Così la ripagò con la stessa moneta, solo ke con gli interessi: ben 5 lattine!
- Ehm… - cominciò Mister Mikami (“Meno male ke non era Gamo!!!!” n.d.: Milena) – ragazzi vogliamo continuare?
- Ok! – dissero i ragazzi in coro.
- Sentite – iniziò Micky rivolta alle manager – io vado ad asciugarmi ke è meglio.
- Ok, a dopo allora. – disse Sanae.
- Ci vediamo a pranzo quindi. – precisò Yoshiko.
- Sì, ciao ragazze!
Salvatore la seguì, ma Gino lo bloccò.
- Dove vai?
- Tsk. Come se non lo sapessi.
- Andiamo Salvo, non fare così. Il mister si incavolerà di brutto e…
- Gentile, vai pure.
- Cos…? Mister????!!!!
- Esatto. Vai pure, è la tua ragazza no?
- Già. – disse, e poi aggiunse sottovoce – o almeno spero lo sarà ancora.
Dopo qualke minuto, Salvatore raggiunse Milena nella hall.
- Eccoti qui finalmente. – iniziò il ragazzo, preoccupato perkè non sapeva ke reazione aspettarsi dalla ragazza. – sai, spero tu…insomma…non sia arrabbiata per… ehm…
Ma Micky non rispose, stava con la testa piegata in avanti e, di fronte a lei, era seduta Francesca ke rideva a crepapelle. Forse pensò preoccupato Gentile ride tanto perkè non l’ha mai vista così incavolata e pensa a cosa sarò diventato dopo ke Milena mi avrà tra le mani …
- Milly… - tentò di nuovo, poi si avvicinò e la guardò in faccia: per poco non gli venne un infarto. – MA MILLY!!!! Tu stai RIDENDOOOOO!!!!!!!!
- Già – rispose Francesca, dato ke Milena era troppo impegnata a ridere (le uscivano addirittura le lacrime!!) – mi stava raccontando quello ke è appena successo. L’ho incontrata nella hall.
- È…è vero… - riuscì solo a dire Mickiru tra una risata e l’altra – pensa ke non sono neanke riuscita ad andare a cambiarmi perkè… Yayoi ha le chiavi della camera!! Ma ti rendi conto??!!! Ke razza di giornata!!!
E ripresero entrambe a ridere come due matte, con Gentile ke non sapeva se ridere o piangere: allora decise di sorridere semplicemente.
Quasi nello stesso momento
- Oh, caspita!! – esclamò d’un tratto Yayoi.
- Ke c’è? – domandò Yoshiko.
- Milena ha detto ke voleva andare a cambiarsi, vero? – chiese terrorizzata.
- Sì, ma perkè? – chiese Yukari.
- Le chiavi della nostra stanza – iniziò la ragazza di Misugi, sorridendo: un sorriso molto nervoso – ce le ho io!
- Ah! Ah! Ah! Ah! – scoppiarono a ridere le altre ragazze.
- Povera la nostra piccola Milly – rise Kumi – non è proprio giornata!!
- Già!!!
Hall
- Allora – continuò Francesca – l’ho incontrata e le ho chiesto ke era successo.
- Ed io glielo ho raccontato! – concluse Micky sorridendo. – a proposito, non hai finito di raccontarmi…
- Ecco, prima ke Salvatore mi accompagnasse, io ho bevuto tutto d’un sorso la vodka, stavo per perdere l’equilibrio, quando Carlos mi ha presa tra le sue braccia e mi ha detto: “Credo ke sia ora della siesta per te. Hasta luego!” e mi ha baciata.
- Ah. – Milena era rimasta a bocca aperta. – cioè…sono senza parole.
- Congratulazioni. – disse intanto Salvatore.
- Grazie!!
- Bèh, contenta tu! No, scherzo. Sono felice per te. – sorrise Micky – ma allora state insieme?
- Boh.
- Ma come “boh”???
- Ke ne so, ci siamo baciati soltanto quindi non so se ci possiamo considerare una coppia…
Caspita! Noi non ci siamo ancora neanke baciati e stiamo insieme. Pensarono contemporaneamente Milena e Salvatore incrociando i loro sguardi per poi girarsi dall’altra parte leggermente imbarazzati. Francesca lo notò subito.
- Guardate ke non è il vostro caso. – esordì sorridendo maliziosamente – sapete entrambi di amarvi!
- Bèh, non è ke noi… - iniziò Milena con il viso in fiamme.
- Sì, in un certo senso, cioè noi non… - balbettò Salvatore. Al ke Francesca rise divertita.
- Ma tu non dovresti essere all’allenamento??! – esclamò Micky riprendendosi subito dall’imbarazzo iniziale e scattando in piedi dalla poltrona – ke ci fai qui???!
- Ero venuto a cercarti – rispose il ragazzo con fare offeso – bel modo ke hai di accogliermi dopo tutto quello ke ho fatto per convincere il mister a farmi venire (“Ke bugiardo!!” n.d.: Milena in veste di autrice.).
- Scusami… - rispose la ragazza mortificata. (“No! No! Milena, non farti imbrogliare!!!” n.d.: autrice psicopatica ke parla da sola.) – non volevo…
Ma qui, la solita incapacità di Gentile di dire bugie, lo tradisce di nuovo.
- Su, non fare così… Non è stato poi così difficile in fondo scappare dal mister… sai, Gino mi ha dato una mano e…
- Non aggiungere altro – lo bloccò Milena – stai solo peggiorando la situazione. Non preoccuparti, non sono poi così arrabbiata con te, ma ora va ad allenarti, ok?
- Ok. – disse alzandosi, e dopo aver dato un rapido bacio sulla guancia della ragazza, continuò dicendo – ci vediamo a pranzo allora?
- No. Purtroppo ho promesso a Kojiro di mangiare con loro oggi.
- Ma come?! – si lamentò Francesca.
- Va bene. Ciao Milly. – e tornò ad allenarsi.
- Perkè non mangi con lui? – le chiese Francesca dopo ke il ragazzo se ne era andato da un po’ – anke se non l’ha dato a vedere, ci è rimasto molto male…
- Lo so…e mi dispiace. Ma purtroppo ho promesso a Kojiro e alle manager giapponesi ke avrei pranzato con loro oggi…
- Io…non so ke dirti – confessò Francesca – ma non so se fai bene.
- Hai ragione e, mi sento in colpa per questo. Come faccio?!?
- Mmh… - iniziò l’altra – dunque… potresti riscattarti in qualke altro modo.
- Ah, sì? E come?
- Vieni con me!!! – commentò la ragazza ridendo.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 13.30
Residence
Torre del Mar
Milena aveva dovuto mantenere la promessa fatta a Kojiro e alle sue amiche della squadra giapponese, ma non si era pentita di averlo fatto. Aveva rischiato di perdere amici così affidabili e preziosi. Certo, non ke i ragazzi italiani fossero meno amichevoli, ma con la squadra nipponica Micky aveva tutt’un altro tipo di rapporto: erano circa 3 anni ke si conoscevano e le si erano affezionati molto in quel periodo, come lei nei loro confronti del resto. Gli altri ormai la consideravano la loro “sorellina”, così come facevano gli argentini Alan Pascal e Juan Diaz e i brasiliani Carlos Santana e Pepe; Leo Luciano un po’ di meno dato ke era da poco ke la conosceva.
I ragazzi europei le erano anch’essi affezionati, soprattutto i tedeschi (tranne Schneider) e gli italiani in quanto compatrioti. Con i francesi Micky non aveva un ottimo rapporto per 2 ragioni: 1)Non si erano visti poi così spesso. 2)La sconfitta ai mondiali del ’98 e quella agli Europei del 2000 ancora brucia…
- Allora, Micky…finalmente torni nel mondo civilizzato! – scherzò Ishizaki.
- Eh, già – sospirò la ragazza – noi poveri incivili italiani ancora non riusciamo a parare le pallonate con la faccia come fai tu con la tua eccelsa tecnica e il tuo inconfondibile stile…
- Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! Ah! – tutta la tavolata stava ridendo di gusto. Era bello riavere la loro divertente e spiritosa Micky, li faceva sempre sganasciare dalle risate, certe volte sapeva essere così comica e buffa!
Il pranzo continuò con Mickiru e Genzo ke si davano alle + pazze imitazioni: in una Micky faceva la parte di Kojiro e Sanae quella di Genzo nella loro ultima scazzottata. Tsubasa era l’unico ke non rideva: guardava, anzi fissava intensamente la bella manager Nakazawa… com’era bello il suo sorriso, così candido e contagioso, quando rideva le si illuminava il viso.
Anke Jun Misugi era parecchio distratto: guardava la sua Yayoi come se la vedesse per la prima volta: sembrava non si fosse mai accorto delle sinuose forme del corpo della ragazza, del suo viso piccolo e delicato, della sua dolcezza e sensibilità… Così anke Matsuyama fissava la sua Yoshiko… sembrava ke tutti i ragazzi della squadra giapponese si accorgessero solo ora della bellezza delle loro manager/ragazze. Ma cosa stava succedendo? Cioè, come mai proprio ora? Bèh…bastano: un trucco leggero e naturale, una pettinatura adeguata, dei vestiti semplici ma ke fanno sfigurare e…un’amica matta da legare! La persona completamente suonata in questione è Milena ke, dopo aver comprato una pila di giornali su trucchi, capelli e vestiti, ha messo in evidenza la bellezza e i punti di forza delle sue amiche: in qualke modo voleva sdebitarsi per la loro incondizionata amicizia e per non averla abbandonata nel momento del bisogno, ovvero quando Schneider la trattò come un cane…
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 12.00
Residence
Torre del Mar
-
Sanae,
così starai benissimo! Sono sicura ke Tsubasa non ti staccherà un momento gli
occhi di dosso!! – commentò entusiasta Milena – anke voi, Yayoi e Yoshiko,
starete d’incanto!!
- Grazie. – risposero le altre 2.
- Perkè ci aiuti? – domandò Sanae. – non ke dubiti di te o della tua amicizia, ma…
- È un modo per ringraziarvi per essermi state vicine nel momento del bisogno – spiegò la ragazza – e poi lo faccio anke per dimostrare ai vostri cari boys ke se non stanno attenti qualcuno potrebbe portarvi via da loro! Non dovete fargli dare la vostra presenza per scontato.
- Giusto! – asserì decisa Yayoi.
- Già, me lo ricordo… - disse invece Sanae – mi ricordo benissimo come stavi quando Schneider ti ha fatto soffrire così tanto…
- Mh mh – annuì Micky – volevo solo rimanere sdraiata sul mio letto a piangere e ad aspettare di morire, augurandomi ke fosse il + presto possibile…
- Come ti eri ridotta male. – commentò Yoshiko – non eri + tu. Passavi le giornate a ciondolare per casa senza fare niente, non volevi + uscire o parlare con qualcuno. Era un miracolo se dicevi 5 parole di fila!
- Me lo ricordo. E siete state così gentile nei miei confronti… io non vi ringrazierò mai abbastanza, davvero. Siete state così oneste e leali con me, soprattutto tu, Yoshiko, nonostante non ci conoscessimo bene. Io… davvero non ho parole per dirvi quanto…
- E allora sta zitta prima di dire qualke cavolata come al tuo solito! – scherzò Sanae abbracciandola.
- Ok. – rispose Micky asciugandosi le lacrime. – ma ora basta pensare a quell’ameba tedesca! Prepariamoci per fare uscire gli occhi dalle orbite ai vostri sregolati e scapestrati fidanzati!!!
- Ok! – dissero in coro le altre 3, poi risero tutte insieme.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 13.40
Residence
Torre del Mar
Alla tavolata italiana, il clima non era certo alle stelle come in quella nipponica… i ragazzi scherzavano come al solito, divertendosi come matti perkè Milena, sì era divertente, ma niente di +. Shingo si divertiva di meno delle altre volte ke c’era Micky, ma la sua mancanza non gli pesava + di tanto: era in grado di svagarsi anke da solo. L’unico col morale sotto terra era Gentile, poi anke Gino per solidarietà verso l’amico.
- Ehm…Salvatore, mangia qualcosa. – provò Hernandez.
- Non ho fame. – mugugnò il libero italiano.
- Guarda ke Micky è dovuta andare lì perkè Kojiro glielo ha fatto promettere, e poi per una volta ke non mangia con te…
- No. – gli rispose secco Gentile – lei non mangia con me perkè si è offesa per quello ke ho detto ieri sera a Francesca davanti a Santana e a Leo Luciano.
- Ke cosa? – chiese Gino completamente all’oscuro di tutto.
- Stammi a sentire adesso! – intervenne Francesca – Milena oggi pranza con loro per il motivo ke ti ha appena detto Gino, quindi evita di farti i tuoi “film-luce” e datti una calmata.
- Ke cosa ha detto a Santana? – domandò nuovamente il portiere italiano, stavolta rivolgendosi alla ragazza sperando in una sua risposta.
- Ok, come vuoi. – rispose, ma poi si mise a fissare Mickiru – guarda come si diverte…
- Ma allora sei proprio scemo! – esplose Cecca – ovvio ke si diverte, cos’altro dovrebbe fare? Tu dovresti divertirti ugualmente!
- Ma ke cosa ha detto di così grave ai brasiliani? – chiese Hernandez per la 3 volta.
- Si vede ke non gliene frega poi tanto di me se ride e scherza così ed io non gli manco per niente…
- Uffa! – sbroccò Francesca – io non volevo dirtelo perkè doveva essere una sorpresa, ma tu non mi lasci altra scelta! Siccome Micky era molto dispiaciuta ed abbattuta per non poter stare con te oggi a pranzo, le avevo dato un’idea per stasera, quindi aspettati una meravigliosa sorpresa!
- Cos…davvero? – mormorò Gentile, mentre un sorriso gli si allargava sulla bocca.
- Sì, ma non chiedermi + nulla – disse Francesca con fare da finta scocciata – e quando ti dirà qualcosa, fingiti sorpreso, ok?
- Qualcuno mi dice ke sta succedendo…? – chiese Gino ormai rassegnato.
- E ke cavolo! Adesso ti ci metti pure tu a stare col muso??!! Basta, siete proprio scontrosi! – e detto questo, la ragazza se ne andò.
- Bravo Gino, bel lavoro! – esclamò Salvatore riprendendo a mangiare.
- M- ma io… - iniziò il portiere italiano, ma nessuno lo stava ascoltando. Povero Gino!!!
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 18.40
Residence
Torre del Mar
Le ragazze avevano passato tutto il pomeriggio agli allenamenti dei loro ragazzi, tutte tranne Milena e Francesca ke avevano ben altro da fare.
- Sono proprio curiosa di sapere come se la stanno cavando Sanae e le altre alle prese con il loro nuovo look stendi–giocatori!!!
- Sta calma Mi. Guarda ke tu ora devi solo pensare a stasera e a come ti comporterai. – le disse Cecca facendola tornare con i piedi per terra.
- Hai ragione! Ma sono così agitata!!! – rispose l’altra con un’ansia tale da far vibrare l’aria.
- Allora: per andarlo ad avvertire, ti metti la tua bella gonna di jeans asimmetrica con il top sopra. Stasera invece, quel bellissimo abito blu ke abbiamo comprato ieri pomeriggio.
- Sì… - rispose Micky con gli occhi lucidi, poi l’abbracciò dicendo – oh, grazie Fra!!!! Se non ci fossi stata tu, non avrei saputo come fare! Grazie, sei stata davvero un’amica con me!
- Oh, Milly… - mormorò l’altra accarezzandole la testolina rossa. Accidenti, certo non immaginava ke Micky fosse fragile e affettuosa fino a quel punto. Dopo il racconto di Taro però, tutto le sembrava naturale: era comprensibile ke la sua povera amica si fosse affezionata così tanto a lei dopo la grandissima delusione amorosa avuta per colpa di Schneider e il tradimento di un suo carissimo amico. – ora sbrigati, dai. – la esortò poi. – muoviti ad avvertire Salvatore.
- Stavo pensando…perkè non venite pure tu e Santana?
- Cosa? Io e Carlos…?! Oh, no. Tu e Salvo stasera dovete stare voi 2 da soli, senza nessuno. Ed io ne approfitterò per chiarire il nostro rapporto…
- Ho così paura! – disse d’un tratto Mickiru – oddio Fra!! Io non conosco bene Salvatore, non so cosa può piacergli oppure no…
- Non preoccuparti. – la rassicurò la bella mora – fa solo quello ke ti viene in mente, sii naturale e vedrai ke andrà tutto bene. In fondo lui si è innamorato di te per quello ke sei normalmente, non se ti atteggi a gran donna o alla “timida e casta”. Tu sei dolce sensibile e non certo una suora, bensì…
- Una ninfomane. – la precedette tranquillamente Micky.
- Ma tu… - iniziò Francesca – come…come fai a sapere…?
- Oh Fra! Sono o non sono l’autrice? Sono protagonista e narratrice insieme! Sono un narratore autodiegetico!! (“Come Dante nella sua Divina Commedia, assolutamente imparagonabile a questa mia «cosa immonda ed impura» ke, per convenzione, viene identificata e classificata col termine di ff” n.d.: Milena narratrice autodiegetica.)
- Aaaaah… - disse Francesca, pensando di essere riuscita a deviare l’argomento. Povera illusa!!
- Grazie per il “ninfomane” cmq…
- Eddai! E ora non te la prenderai per una cavolata simile! Cmq faresti meglio a sbrigarti ad avvisare Salvatore! Coraggio, vai!!
- Ok, e grazie ancora!!! – ed uscì correndo dalla stanza, quasi rischiando di farsi tutte le scale di muso.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 19.00
Campo di
allenamento
Quel pomeriggio si stavano allenando tutte le squadre giovanili del mondo, poiché oramai le amichevoli stavano per cominciare. Prima partita di allenamento: indovinate un po’? Italia–Germania!!! Era appena iniziato l’intervallo e il primo tempo si era concluso sull’1-1. gol di Schneider e di un giocatore italiano di cui sinceramente non so ke nome inventarmi…dunque…sì, Del Piero. (“Chiedo perdono a tutte le lettrici anti–Juve!!” n.d.: autrice sulla difensiva.)
Proprio in quel momento, una figura si stagliava sul tramonto, in quel campo d’erba, con una graziosa gonna corta di jeans e un top decisamente scollato (“è stato un regalo di Sanae!!!” n.d.: Milena ke scarica la colpa sugli altri.) di colore azzurro, i capelli rosso scuro ke cadevano dolcemente sulle spalle ed il collo di lei. Infine, due occhi da gatta ke con il loro colore intenso, si richiamavano a quel magnifico tramonto. Milena si avvicinò sorridendo alla panchina italiana, mentre i Tedeschi erano rimasti lì a guardarla: si sarebbero aspettati ke andasse direttamente dal loro capitano Schneider, ma non fu così. Gli altri, a parte lo stesso Karl e Müller, non potevano sapere nulla degli ultimi eventi e quindi rimasero esterrefatti nel vederla andare verso la nazionale italiana, lanciando sguardi interrogativi al Kaiser per avere una qualke risposta. Ma egli stava guardando da tutt’altra parte.
- Ciao Milly, come mai qui?
- Ero venuta a dirti una cosa.
- Ciao Mi!
- Ciao Gino! – rispose la ragazza, per poi rivolgersi nuovamente a Gentile – allora, ti aspetto nella camera di Francesca stasera alle 21.00. Sii puntuale, mi raccomando!
- Aspetta, ma…
- Non fare domande e vieni! – e detto questo, se ne andò facendogli l’occhiolino. – a dopo!
Mentre se ne stava andando, Karl la seguì, per poi parlarle in disparte, lontano da orecchie ed occhi indiscreti (“E da Gentile e i suoi pugni” n.d.: Salvatore in posa da campione di Kick Boxing e di Box Thailandese.).
- Micky Diavoletta!
La ragazza si fermò di colpo. C’era solo una persona ke la chiamava in modo così stupido, e c’era una sola persona con un tono di voce così irritante. Sbuffò e poi gli disse:
- Ke caspita vuoi?
- Perkè mi tratti così male?
- E pensare ke ero così felice fino ad un attimo fa… - sospirò la ragazza, come se non avesse sentito nulla di quello ke le aveva chiesto il Kaiser e come se lui non ci fosse.
- Ti vanno bene le cose con Gentile, eh?
- Non sono affari tuoi. – disse sprezzante, ma poi, al ricordo del ragazzo italiano, sorrise: un sorriso aperto e spontaneo ke non aveva + da un sacco di tempo.
- Tsk! Me lo ricordo quel sorriso così splendido. – commentò Karl sorridendo anke lui.(“Cazzo ridi??!!!” n.d.: tutti. “Grazie!!!” n.d.: Milena/io commossa.) – è lo stesso di quando io e te eravamo una “coppia”.
- Noi non siamo mai stati una coppia. – gli fece notare la ragazza, ormai completamente arrabbiata. Lui si divertiva tanto a rinfacciarle ke l’aveva sempre considerata solo un’amica ed ora ke cosa voleva ottenere??! – non voglio rovinarmi questa bella serata quindi ora vedi di non farmi arrabbiare ancora di +, Ciao.
- Devi passare la serata con Gentile, eh?
- Non sarebbero affari tuoi, cmq sì. Perkè, c’è qualke problema?
- Sì. – le rispose smentendo la ragazza ke tutto si aspettava, fuorché una risposta affermativa.
- Come? – domandò incredula.
- Hai sentito benissimo.
- Tu stai scherzando. Ok, era molto divertente Karl, davvero. Giuro ke, per un attimo, ti ho quasi creduto.
- Ma allora non lo vuoi proprio capire??!! – si arrabbiò Schneider prendendo la ragazza per le spalle e sbattendola contro un muretto – ke ti ha detto Müller ieri mattina?!
- M- mi ha detto… ke tu volevi dirmi “Milena ich liebe”.
- Aha. – asserì lui visibilmente in imbarazzo – ed immagino tu sappia ke voglia dire!
- …
- INSOMMA MILENA!!
- V- vuol dire… “Milena ti amo”…
- Ecco. E allora?
- Credevo fosse uno scherzo e ke tu ti stessi prendendo gioco di me. – confessò Micky con le lacrime agli occhi.
- E invece era la pura verità! L’unico problema è ke me ne sono accorto troppo tardi! Io non avrei mai trovato una ragazza dolce e carina come te ke mi amasse così tanto! Al diavolo quelle ragazze altissime, biondissime e ke somigliano a delle super modelle! Io voglio una ragazza come te, ke sei speciale nella tua splendida personalità. Sei fantastica, la tua natura piena di contraddizioni e il tuo sorriso così tenero…
- Avresti dovuto pensarci prima. – rispose la ragazza con uno sforzo enorme per rimanere fredda e distaccata. Ma non era facile restare impassibile davanti ad una dichiarazione simile, una dichiarazione del ragazzo ke aveva amato + di chiunque altro a suo tempo. Non era affatto facile. Ma poi ricordò la pena e l’angoscia provate e trovò in questo ricordo la forza di continuare dicendo – Non immagini nemmeno il dolore ke mi hai procurato in tutto questo tempo… Io desideravo solo morire dopo ke mi hai piantata!!
Il Kaiser rimase immobile: gli rincresceva molto essere lui la causa di quelle lacrime ke la ragazza tratteneva con sforzo immane.
- Mi dispiace Milena…
- Ora lasciami in pace. – la voce della ragazza tremava per la rabbia ke ora si era inesorabilmente impadronita del suo animo e per il dolore provato in passato. Il suo cuore, adesso, era colmo di amarezza. – ormai non fai + parte della mia vita. Ora va, va pure dalla tua Marie. Lascia perdere questa ragazza così stupida e ingenua, ke è carina ma ke non è assolutamente il tuo tipo. Non farti + né vedere, né sentire. Addio Schneider.
- Aspetta! – la trattenne con un braccio. Le lacrime scendevano copiose lungo le guance delicate della ragazza, ma non solo: anke il ragazzo aveva il viso rigato da una lacrima. – non… non puoi lasciarmi così.
- Mi dispiace. – disse lei, piangendo ormai a dirotto. Quanti giorni aveva passato a piangere per lui, perkè non sapeva come comportarsi e se il suo amore fosse corrisposto o no. In quei giorni aveva dimenticato tutti i suoi cari e perfino se stessa. E simili emozioni e tormenti, non passano così facilmente. – io non avrei mai voluto ke andasse a finire così. Ho fatto di tutto per evitare di arrivare a questo punto, cioè ke avremmo sofferto entrambi. Io prima e tu dopo avermi persa. Ma tu… tu hai esagerato ed ora ke finalmente sono riuscita a dimenticarti…
- No. – Karl prese coraggio e la abbracciò forte – ti prego. Non voglio ke tu mi dimentichi.
- Smettila. – replicò debolmente la ragazza. In fondo l’aveva amato profondamente e, anke se l’aveva fatta soffrire, ora non riusciva ad odiarlo. Non ce la faceva perciò a scostarlo da lei.
- Milena! – chiamò una voce, al ke la ragazza corse via, cogliendo al volo quell’occasione e lasciando lì il Kaiser inerte.
- Addio Karl.
- Aspetta. Prendi una decisione: o me o Gentile. Stasera ti aspetterò alle 21 nella hall. Se non verrai, allora avrai voltato le spalle all’occasione di vivere il grande amore della tua vita. – il ragazzo sapeva ke Mickiru credeva ciecamente nell’Amore Vero e quell’affermazione l’avrebbe sicuramente fatta riflettere. Orma lui l’aveva già persa: tanto valeva fare un tentativo.
Il Kaiser tornò ad allenarsi, mentre rimase a guardare la ragazza ke si allontanava ed andava verso quella figura ke si stagliava in mezzo all’erba: pensava di averlo riconosciuto. Doveva essere uno della nazionale giapponese.
- Ke ci facevi lì con Schneider?
- Grazie per essere venuto Hikaru. – gli rispose invece la ragazza. – cmq… ecco lui…
- Non preoccuparti Hikaru. – esordì Yoshiko prendendo Micky per un braccio e trascinandola con sé – ci penso io a lei, ma tu mi raccomando: acqua in bocca!!
- Ok, ciao.
- Allora? – domandò Yoshiko, mentre stavano entrando nella stanza di Sanae dove c’erano anke quest’ultima insieme a Yayoi. – ke è successo?
- Ke succede? – chiese a sua volta la manager della Musashi F. C. .
- Hikaru l’ha vista mentre Schneider stava parlando con lei, o almeno così mi ha detto. – spiegò la deliziosa americana.
Milena scoppiò in lacrime.
- Mio Dio! – esclamò Sanae. – ma Micky, ke ti è successo??
- Coraggio tesoro – la rassicurò la dolcissima Yayoi – raccontaci ke è successo.
- Io… - iniziò la ragazza tra i singhiozzi e i pianti convulsi – Karl mi ha fermata per parlarmi… dice ke mi ama, ke solo ora si è accorto di amarmi…devo lasciare Salvatore per non voltare le spalle all’amore vero…
- Ehm… francamente non ci ho capito una mazza…
- Sanae!!! – la rimproverò Yayoi – Mickiru–chan, puoi essere un po’ + precisa?
- Mh mh. – asserì Milena asciugandosi il viso, dopo aver imbrattato di fondotinta e mascara (naturalmente quello non a prova d’acqua) la camicetta bianca, candida e appena stirata della dolce Aoba, ke intanto la stava abbracciando.
Dopo un po’ Micky Neko ultimò il suo racconto e le 3 rimasero lì senza sapere ke dire…
- Tu… - iniziò Yoshiko – ke vuoi fare?
- Spero proprio tu non voglia sentire ragioni, giusto?
- Oh, Sanae! – esclamò la ragazza – proprio tu mi dici una cosa del genere?! Tu ke hai aspettato per Dio solo lo sa quanto tempo il tuo Tsubasa, a me dici di lasciar perdere?
- Non è la stessa cosa. – le fece notare Yayoi molto dolcemente – Tsubasa non si è mai preso gioco di lei. Schneider si è comportato malissimo con te, e non credo ke questo suo ripensamento, ammesso ke sia sincero, possa cancellare il passato. Tutti sbagliamo, ma dobbiamo imparare ad assumerci le nostre responsabilità.
- Ma io l’ho amato. L’ho amato profondamente Karl, ed ora non mi sembra vero di essere corrisposta da lui… Ma non posso cmq fare un torto a Salvo–chan, lui mi ama ed io pure…
- Lo so ke è difficile Neko–chan. – intervenne Yoshiko – ma ora si tratta di scegliere tra il Vero Amore e un amore di cui sei sicura, ovvero di quello di Salvatore. Perkè ti faccio notare ke, se scegli Karl e lui poi continua a comportarsi come ha fatto finora, sappi ke avrai perso per sempre Gentile.
- È una decisione difficile e sicuramente una delle + importanti ke hai dovuto fare fino ad adesso. Ma devi farlo. Hai ancora un’ora per decidere e nessuno di noi può interferire o influenzarti in alcun modo. Deve essere tua e solo tua la scelta.
- Grazie Sanae. Lo so.
- Cmq vatti a vestire. – le disse Yayoi sorridendo – qualunque scelta farai, il vestito da sera lo dovrai mettere lo stesso.
CAPITOLO 10
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 20.40
Residence
Torre del Mar
Francesca era totalmente all’oscuro di tutta la tragedia ke affliggeva l’animo della sua amica Micky. Ora, + ke altro, era impegnata a risolvere i suoi problemi con Carlos. Infatti si trovavano l’uno di fronte all’altra, con in + i compagni di squadra del ragazzo e i 2 argentini.
-
Oi. Eu
sou Leo. Prazer em conhece-là! – disse Leo Luciano baciandole la mano.
-
Olà, y
eu sou Pepe. Prazer.
-
Hola.
Yo soy Juan.
-
Y yo
soi Alan. Mucho gusto.
-
Ah…anke
per me. – mormorò Francesca ke poi, rivolgendosi a Carlos, disse – ehm… ke
hanno detto?
-
Ke è
un vero prazer conoscere una ragazza bella come te. – le rispose lui dandole un
bacio sulla guancia.
-
Aha…da-
davvero?? – balbettò la ragazza completamente in imbarazzo.
-
Bueno
– prese la parola Leo, intuendo al volo la situazione – desculpe-me de
enteromper ma… tenemos a partida.
-
Nao de
que. Hola!
-
Hola
Carlos! – salutò Leo trascinandosi gli altri. Poi aggiunse facendogli
l’occhiolino – buona fortuna!
-
Ke
bastardo. – commentò Santana ridendo – l’ha detto apposta in italiano per far
capire anke a te!
- Perkè, credi ke non possa aver capito quello ke avete detto finora? – ribattè la ragazza con fare offeso.
- No. – rispose allegramente il brasiliano.
- Ke scemo! – sorrise lei. – senti… ke ne dici di parlare un po’ di noi?
- Eh?
Francesca aveva paura ke il ragazzo avrebbe preso molto male la sua domanda: già il fatto ke lui era straniero non aiutava, poi ci si metteva anke la loro non chiarissima situazione e l’insicurezza della ragazza…
- Andiamo a parlare da un’altra parte, ok?
- Ok, andiamo.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 21.02
Residence
Torre del Mar
Camera di
Francesca
Testo della canzone: colore automatico, carattere “Lucida
Handwriting”
Pensieri di Milena: colore rosso,
carattere “Comics Sans MS”
Pensieri di Schneider: colore
verde, carattere “Lucida Sans”
Nel residence, risuonavano le tristi ma dolci note di “infinito” di Raf, una canzone ke Milena e Karl adoravano: benché la loro storia fosse durata pochissimo, si poteva dire ke quella era la loro canzone…
L’ironia del destino vuole ke io stia ancora
qui a pensare a te
Micky: Nonostante tu mi abbia fatto
soffrire così tanto, non riesco a toglierti dalla mia mente…
Karl: Prima avevo dato per scontato ke
tu fossi sempre lì, pronta a darmi il tuo amore e il tuo affetto
incondizionatamente. Ed ora non posso fare a meno di pensare a te…
Nella mia mente flash ripetuti, attimi
vissuti con te.
Micky: Ricordo ancora i bei momenti
passati insieme a te, anke se mi prendevi in giro, anke se non mi amavi e non
ti piacevo… mi sentivo così piena, piena di amore per te. Amore, ke quasi
sicuramente non meritavi…
Karl: Ora finalmente mi rendo conto di
quanto fossero stati importanti gli istanti con te, avrei dovuto viverne ognuno
intensamente, ed invece… solo ora mi rendo conto di quello ke ho perso…
È passato tanto tempo ma tutto è talmente
nitido, così chiaro e limpido ke sembra ieri…
Micky: ricordo benissimo tutto quanto.
Anke la sofferenza e il dolore provato per causa tua…
Karl: è vero, è come se fosse stato
ieri: il tuo sorriso, eri sempre pronta a sostenermi in qualunque cosa mi
cimentassi e qualunque cosa io volessi fare. Anke se si trattava di cause perse
in partenza.
Ieri, avrei voluto leggere i tuoi pensieri
scrutarne ogni particolare ed evitare di sbagliare,
diventare ogni volta l’uomo ideale,
Micky: avrei davvero voluto sapere cosa
fare per piacerti, per essere la ragazza dei tuoi sogni. Avrei dato non so ke
cosa per piacerti…
Karl: ora vorrei aver evitato tutti
quegli errori ke ti hanno fatto allontanare da me, ora vorrei sapere se tu mi
vuoi ancora oppure vorrei essere come Gentile se è lui il tuo uomo ideale!
Ma quel giorno ke mai mi scorderò
Mi hai detto: “non so + se ti amo o no…
domani partirò
Sarà + facile dimenticare…dimenticare…
Micky: non dimenticherò mai il giorno in
cui mi hai piantata. Volevo solo morire, e nonostante io poi sono ripartita e
non ti ho + visto, non sono riuscita a dimenticarti.
Karl: ti ho lasciata prima ke tu
partissi, sperando ke una volta ke tu fossi partita, per me sarebbe stato +
facile non avere sensi di colpa nei tuoi confronti. Speravo di averti
dimenticata, ma appena ti ho vista con un altro…
…e adesso ke farai?” risposi: “io… non so”
Micky: non sapevo + ke fare… mi avevi
presa alla sprovvista, so solo ke avevo una gran voglia di piangere… forse, se
fossi scoppiata in lacrime, tu ti saresti impietosito e reso conto di quello ke
provavo per te, di quanto tu fossi importante per me…
Karl: sei rimasta senza parole, quando
te l’ho detto. All’inizio non me ne importava nulla, tu non mi piacevi davvero,
eri stata solo un passatempo…
quel tuo sguardo poi lo interpretai come un
addio,
senza chiedere perkè, da te mi allontanai
ma ignoravo ke in fondo non sarebbe mai
finita.
Micky: non dissi nulla, mi voltai e
corsi, corsi, corsi il + lontano possibile da te… pensavo ke fosse finita, ma
quando ti ho rivisto appena tornata qui… Poi, però è arrivato Salvatore…chissà
se è davvero finita?!
Karl: spero ke tra noi non sia finita…
Oh, Milena! Ti prego, il nostro amore non può finire così. Non ora ke ho
finalmente scoperto di amarti!
Teso, ero a pezzi ma un sorriso in superficie
nascondeva i segni d’ogni cicatrice
nessun dettaglio ke nel rivederti potesse
svelare
quanto c’ero stato male,
Micky: non volevo + vedere né parlare
con nessuno… volevo solo stare da sola, rannicchiata sul mio letto a piangere
ed aspettare di morire, augurandomi ke fosse il + presto possibile… ma poi,
anke da quando sono venuta qui, da quando ti ho visto… sono riuscita a rimanere
quasi impassibile davanti a te, nei confronti dei tuoi atteggiamenti.
Karl: dai tuoi bellissimi e dolcissimi
occhi, nei quali adoravo perdermi, non lasciavi trasparire alcuna minima
emozione…pensavo ke tu mi avessi dimenticato così in fretta, perciò io cambiai
atteggiamento appena ti ebbi rivisto a casa di Tsubasa iniziando a trattarti
male, peggio di prima…
Quattro anni scivolati in fretta e tu
mi piaci come sempre… forse anke di +,
Micky: appena ti ho rivisto è stato come
se fosse stata la prima volta, anzi… mi hai fatto battere il cuore ancora di +.
Karl: quando ti ho vista per la seconda
volta qui a Tokyo, a casa di tuo cugino, è stato come se ti avessi vista per la
prima volta: sono rimasto folgorato dal tuo viso angelico e dal tuo dolce
sorriso…
mi hai detto: “so ke è un controsenso ma
l’amore non è razionalità… non lo si può
capire…”
ed ore a parlare, poi abbiam fatto l’amore…
ed è stato come morire…prima di partire.
Potrò mai dimenticare… dimenticare…
Micky: ricordo… ricordo quando mi hai
portata con te a fare un giro nella tua auto… e quando poi sei venuto a
trovarmi a casa perkè non potevo venire a vedere la tua partita… mi hai dato
tutte quelle speranze appena prima di abbandonarmi… morire, era questa l’unica
cosa ke volevo quel giorno…
Karl: non so cosa mi fosse preso quella
sera quando saltai la partita per stare con te… forse perkè te ne saresti
dovuta andare, ma… non aveva senso… ed io… io poi ti ho abbandonata… come un
vigliacco meschino…
L’infinito sai cos’è? L’irraggiungibile fine
o meta
Che rincorrerai per tutta la tua vita,
“ma adesso ke farai?” “adesso io… non so…”
infiniti noi
Micky: forse è vero… ma ormai la nostra
storia è finita… destinata a tramontare prima ancora di rendere felici uno di
noi…
Karl: noi… noi dobbiamo tornare insieme…
dobbiamo essere di nuovo una cosa sola… anke se per me non lo era, ora voglio
ke sia così. Voglio ke il nostro amore sia per sempre…
“so solo ke non potrà mai finire
mai ovunque tu sarai, ovunque io sarò
non smetteremo mai
se questo è amore… è amore infinito”.
Micky: no, il nostro amore è finito… il
mio amore per te è finito. Ormai non c’è + nulla da fare… si vede ke
non era destino ke noi…
Karl: sì. Il nostro amore deve durare!
Ora ke ho capito di amarti non ti lascerò andare! Ormai sei mia per sempre!
Milena aveva deciso: doveva togliersi definitivamente dalla testa Schneider. Una parola! Era davvero innamorata follemente del tedesco, era disposta a fare qualsiasi cosa per lui, ma ora non +. Non poteva farsi vivo adesso ke tutto le stata andando finalmente bene. Ma non poteva dimenticare quello ke aveva provato per lui e come si sentiva quando ne era innamorata e uscivano “da amici”, come diceva lui. Quest’ultimo pensiero le fece ribollire il sangue! Ma ora poteva finalmente coronare il suo sogno d’amore, anke se… NO! Aveva ragione Yoshiko: se poi lui si sarebbe comportato come prima? Ki le diceva ke era realmente cambiato? E poi ora aveva in mente solo Salvatore: quando parlava di lui le si illuminavano gli occhi, quando lo vedeva poi, era come se potesse toccare il cielo con un dito! Per non parlare delle classiche “farfalle nello stomaco” quando si incontravano o stavano vicini… quelle farfalle sembravano davvero come impazzite!
Ultimò la sua preparazione con un po’ di rossetto e il mascara a prova d’acqua (la macchia sulla camicetta di Yayoi le aveva insegnato molto! Soprattutto dopo ke la ragazza di Misugi se ne fu accorta.), non si sa mai! Indossava un vestito blu scuro lungo, ke per fortuna non faceva notare il chilo e mezzo in + messo su durante il soggiorno a casa Ozora (“Zietta è molto brava a cucinare!!!” n.d.: Milena con l’acquolina in bocca al pensiero dei manicaretti della mamma di Tsubasa)
- Sì! – si disse con risolutezza guardandosi allo specchio – stasera devo pensare solo a Salvatore. Lo amo e voglio passare una splendida serata con lui!
TOCK! TOCK!!
- Micky-chan, sono io. Posso entrare?
- Ma certo! – sorrise la ragazza, pensando all’incredibile tempismo del ragazzo.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 21.07
Hall
I Kaiser aspettava impazientemente l’arrivo di Micky.
Dah! Ma perkè non viene?! Spero sia solo in ritardo…
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 21.11
Residence
Torre del Mar
Camera di
Francesca
- Caspita, sei davvero bellissima.
- Grazie, anke tu sei molto attraente. Anke + di quando ti vedo in pantaloncini a fare allenamento (“E vi assicuro ke è una visione paradisiaca!” n.d.: Milena con la bava alla bocca).
- Ah! Ah! Ti ringrazio amore.
La ragazza arrossì. Era la prima volta ke la chiamavano così. A volte ci si chiamavano lei e Genzo per prendersi in giro, ma neanke Taro, a suo tempo, l’aveva mai fatto. Era abituata ad essere chiamata “Milly-chan”, Micky-chan” o “Neko-chan”, ma questa era la prima volta ke sentiva indicarsi con questo “appellativo” così dolce e romantico. Ma ripensò al fatto ke lei e Salvatore erano entrambi italiani ed era + ke normale ke… Già, ecco un altro punto a suo favore: erano connazionali e sarebbero riusciti a parlare ancora + liberamente, senza equivoci. Si riscosse subito e prese due bicchieri con dello champagne (“Rubato dalla camera di Gamo! Tanto non ci avrebbe fatto nulla, io invece saprò come usarlo al meglio!!” n.d.: Milena con la tutina nera da ladra).
- Vogliamo brindare? – domandò la ragazza sorridendo.
- Sì, a ke cosa?
- A noi 2! – rispose e lo mandarono giù.
Terminato di bere, si guardarono intensamente negli occhi: entrambi stavano ripensando al discorso fatto con Francesca quella mattina… “Ke ne so, ci siamo baciati soltanto quindi non so se ci possiamo considerare una coppia…” aveva detto Francesca. Caspita! Noi non ci siamo ancora neanke baciati e stiamo insieme. Pensarono contemporaneamente Milena e Salvatore incrociando i loro sguardi per poi girarsi dall’altra parte leggermente imbarazzati. Francesca lo notò subito.
“Guardate ke non è il vostro caso. – aveva esordito sorridendo maliziosamente – sapete entrambi di amarvi!” “Bèh, non è ke noi… - aveva iniziato Milena con il viso in fiamme.” “Sì, in un certo senso, cioè noi non… - balbettò Salvatore.” Al ke Francesca aveva riso divertita.
Certo, lo sapevano di piacersi parecchio, ma avrebbero anke voluto dimostrarselo, così… automaticamente il ragazzo si sporse verso Milena, ke chiuse gli occhi e con la mano destra gli accarezzò la guancia sinistra. Iniziarono a baciarsi molto dolcemente. Ora ne era sicura: amava Salvatore ed aveva fatto la scelta giusta.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 21.17
Residence
Torre del Mar
Hall
- Ki stai aspettando Schneider?
- Cos…manager Nakazawa?? Ke ci fai qui?
- Aspetti Milena, vero? – continuò lei – bèh, sappi ke non verrà.
- Ke c’è, sei venuta qui ad infierire?!
- Oh, no. Non lo farei mai. – fece una breve pausa. – non ce ne è bisogno. Ti risparmio almeno questo. – lo guardò con crudeltà – cosa ti aspettavi? Ke forse Milena sarebbe venuta qui non appena tu l’avessi chiamata? Davvero credevi ke sarebbe corsa da te lasciando Salvatore? Davvero credevi ke avrebbe rinunciato alla sua felicità per venire da te?! Sei solo un ingenuo! Un ragazzino immaturo, capriccioso, crudele e convinto ke tutto e tutti cadano ai suoi piedi e scattino ad ogni suo comando. Mi fai pena! Sei solo un presuntuoso, hai giocato con la vita di una persona, con i suoi sentimenti, e questo è davvero deplorevole! Sei stato meschino e spregevole, ed ora stai pagando. Ma sappi ke non sarà mai abbastanza!
- E questo per te non è “infierire”? – chiese lui freddamente ed ostentando indifferenza, ma le parole di Sanae l’avevano profondamente ferito.
- No, assolutamente. Questo è quello ke io penso di te. Quello ke ti dirà Milena…oh, sarà molto peggio. Magari non ti dirà quello ke ti ho detto io, ma ti posso assicurare ke ti odia molto ma molto + di quanto ti odio io. – lo guardò via male – ma tanto a te non importerà un granché. Sei una persona totalmente fredda ed insensibile. E francamente non credo affatto nel tuo ripensamento nei confronti di Milena. Anke se lei all’inizio aveva dei dubbi.
- Davvero Milena…??
- Ehi, dove pensi di andare?!! – gli urlò dietro Sanae, ma il Kaiser si era allontanato già di molto.
Devo convincerla a tornare da me! Si diceva Karl Heinz se ha avuto dei ripensamenti, vuol dire ke ho ancora qualke possibilità! Saranno state di sicuro le sue amiche a convincerla a lasciarmi! Intanto correva verso la stanza di Mickiru…un momento! Lui non sapeva quale fosse! Prese il suo cellulare e compose il numero di Milena: lo sapeva ancora a memoria. Perfetto! Non era spento, così attese in linea.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 20.55
Giardino del
residence
- Non sapevo ke avesse addirittura un giardino, questo residence! – disse Francesca.
- Eh, già. Ma si trova in un luogo abbastanza imboscato. – rispose Carlos.
- Dovrò dirlo a Milena! – esclamò Cecca – ne sarà entusiasta!
- Ehm. – disse il brasiliano frenando l’entusiasmo della ragazza – Ke volevi dire prima?
- Ehm…ecco… vorrei sapere se possiamo considerarci come…una…ehm…cioè…
Carlos era rimasto sena parole: cosa voleva dire Francesca con quegli insensati discorsi? Ke forse la loro storia era finita prima ancora di cominciare?
- Ti faccio un esempio. – disse finalmente Francesca – se un ragazzo mi venisse a dare fastidio o mi chiedesse di uscire con lui…
-
Ki ti ha dato fastidio?!! – saltò su Carlos.
-
No, no. Dicevo per fare un esempio. Ok, allora se si
presentasse una situazione simile, tu ke faresti? Cioè, me lo proibiresti?
-
Certo ke sì! – rispose sicuro il brasiliano – tu sei la
mia ragazza. Ma perkè, non lo sapevi già?
-
Eh eh… io… lo dicevo tanto per vedere se ci tieni a me.
-
Ma se ti ho detto ke ti amo proprio ieri sera!
-
Ah…giusto… - a Francesca venne un brutto presentimento
e volle accertarsi di una cosa. – ma me l’hai detto prima ke me ne andassi,
vero?
-
Sì, proprio prima ke Gentile ti portasse da Milena.
Possibile ke tu non ti ricordi nulla?– la guardò scettico – Ma sei sicura di
stare bene?
-
S- sì, certo, certo!! – rispose prontamente la ragazza,
mentre pensava Cavolo! Ma allora ero
ubriaca fatta, alla fine!! Bèh, meno male ke è andato tutto
bene! Sono felice! Chissà cosa dirà Milena quando lo saprà! E speriamo ke vada
tutto bene l’appuntamento con Salvatore!
-
Senti… - disse d’un tratto Carlos con un certo imbarazzo.
-
Dimmi.
-
Dato
ke eri ubriaca e non ti ricordavi + nulla…
-
Ma
allora lo sapevi? – esclamò Francesca – ke gentile, sei stato molto carino a
non dire nulla per non mettermi in difficoltà. Grazie. Ma cosa volevi dire?
-
Volevo
dirtelo di nuovo ke ti amo.
Francesca
arrossì vistosamente, ma sorrise. Un sorriso meraviglioso e candido.
-
O- ok.
-
Ehm…
dunque… E- eu … Eu... gosto muito de você....
você é tão graciosa, legal, simpática... você é perfeita! Você é a
garota da minha vida!!! Eu te amo!!
-
Ti
ringrazio. – disse commossa Francesca.
-
Ma
allora…hai capito? – domandò Santana incredulo.
-
Non
tutto precisamente, ma grazie.
-
Allora
te lo traduco!
-
No,
ora ti dico quello ke penso tu abbia detto. Allora… “io ti adoro … tu sei così
graziosa e delicata, sei simpatica… sei perfetta! Sei la donna della mia
vita!!! Ti amo!!”. Giusto?
-
Giusto!
E tu cosa mi dici?
-
I love
you! – esclamò francesca ridendo – visto ke l’inglese è la lingua principale e
+ conosciuta. Poi te lo dico nel linguaggio universale!
-
E
quale sarebbe? – chiese sorridendo maliziosamente il ragazzo.
-
Questo.
E così i 2
si baciarono teneramente.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 21.25
Residence
Torre del Mar
Camera di
Francesca
Milena e
Salvatore si stavano baciando sul divano della camera di Francesca, quando ad
un certo punto, il cellulare di Milena iniziò a suonare.
-
Mmh…
maledetto affare!!! Dovevo spegnerlo! – mugugnò la ragazza ancora attaccata
alle labbra di Salvatore.
-
Non
rispondere, lascialo squillare. – disse lui senza la accennare a togliersi da
quella posizione.
-
Ma se
poi è Francesca?
Gentile si
staccò finalmente da lei e, guardandola profondamente negli occhi, disse.
-
Francesca
se la sta spassando con Santana e poi sapeva ke eri impegnata stasera.
-
No,
sono troppo curiosa. – decretò Milena dopo una ventina di secondi ed andò a
vedere.
-
Ki è?
– domandò Salvatore notando l’espressione sconvolta della ragazza e visto ke
non diceva nulla. – allora?
CRAAAAASSSSSH!!!!!!!!
-
Ma sei
matta??!
-
Era
Schneider. Per questo ho scaraventato il cellulare contro la parete – rispose
lei come se fosse la cosa + naturale del mondo.
-
Spegnerlo
no, eh?
-
Tanto
lo volevo pure cambiare. – si ravviò i capelli rosso scuro ora molto
scompigliati. – bèh, hai fame? Non posso farti passare la serata a digiuno.
-
Non me
ne importa. Voglio solo stare con te. – ribatté il ragazzo con un sorriso
smagliante, per il quale Micky a momenti non sveniva.
-
Vieni
qui. – gli disse abbracciandolo e baciandolo. Poi…
-
E-
ehm. – disse d’un tratto Salvatore.
-
Ke
succede?
-
Autrice
Milena, mi vergogno se racconti tutti i particolari.
-
Ha
ragione, mio alter-ego! – mi dice quella scapestrata della mia corrispettiva
nel ruolo di protagonista. – un po’ di rispetto per la privacy.
-
Guarda
tesoro, ke se sei lì a sbaciucchiarti e a trescare con quel pezzo di figo, lo
devi solo a me. E siccome anke io vorrei godere della sua compagnia e di quello
ke stai provando tu, almeno mi lasci descrivere quello ke mi sto perdendo!
-
Ma
così è + doloroso per te. Torna tra un po’ e va’ ad occuparti, ke so, dei nuovi
personaggi! – mi suggerisce molto astutamente Milena-personaggio.
-
Sì,
cos’ torno dopo e invece di 2, vi ritrovo in 3.
-
Non
facciamo questi giochetti sconci e scabrosi. – mi dicono con aria ingenua
contemporaneamente quei… quei 2… insomma, quei 2 non diciamo cosa.
Ok, con il
morale sotto le scarpe, me ne ritorno a fare il mio lavoro di autrice mentre
quella usa il mio corpo, la mia voce e il mio carattere per sbatacchiarsi quel
gran pezzo di gnocco di Salvatore. Ki dice ke la vita è ingiusta? Bèh, se
qualcuno lo conosce gli dica da parte mia: “Bravo, hai scoperto l’acqua calda!
Grazie per la perla di saggezza!!!”.
Aeroporto di Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 20.25
-
Uffa,
finalmente siamo arrivati! – sospirò un ragazzo dai capelli castani, gli occhi
verde scuro e con un fisico muscoloso – non ne potevo +!
-
Dai,
Gaetano. – lo rimproverò un altro ragazzo coi capelli scuri e molto alto. –
piantala di lamentarti.
-
Ma
capitano, ci siamo sorbiti + di 12 ore di volo! E poi ci sono stati pure i
ritardi e un guasto all’aereo! Peggio di così non ci poteva andare!
-
Non
dire in questo modo, ke solitamente poi accade qualcosa di ancora + brutto.
-
Ehi,
Matteo? Come mai gli altri della squadra ancora non vengono?
-
N- non
lo so… - ora anke il n°11, nonché capitano della squadra, aveva un brutto
presentimento. – grande Gaetano! Se ci hai portato sfiga, giuro ke ti sbatto
fuori squadra!
-
Ah,
sì? – lo rimbeccò l’altro – e poi ki ci pensa a contrastare Gentile??
-
Come?
-
Se non
ricordi male, nell’ultima partita contro la Juventus, sono stato io a
confrontarmi direttamente con lui. E se non era per me, non avremmo fatto il
nostro unico gol in quella partita e non avremmo pareggiato!
-
Eh sì…
- ribatté il capitano con superiorità – adesso vienimi a dire ke è tutto merito
tuo! Guarda, la prossima volta facciamo giocare solo te contro Gentile.
-
Allora
forse si riuscirà a fare + di un gol. In quella partita non è ke l’attacco sia
stato poi così efficiente. – il libero della squadra, guardò il suo capitano
sollevando leggermente un sopracciglio come a prenderlo in giro.
-
VA
BENE! – scattò Matteo – ok, hai vinto tu. Ora sei contento?
-
Eh eh…
no! Devi dire le paroline magiche!
-
Ok,
ok. Quanto rompi! Allora… Mio Caro Gaetano, Sei Assolutamente Il
Libero + In Gamba Del Mondo E Senza Di Te E Il Tuo Supporto Alla Squadra, Io
Non Avrei Saputo Concludere Nulla Come Capitano. Va bene adesso????!!!!
-
Sì,
può andare. Ma la prossima volta vedi di essere + convincente mentre lo dici.
-
E tu
vedi di andare a f******!
-
Ah!
Ah! Ah! – rise Gaetano – come giocatore fai pena, ma come cabarettista…
I 2 erano
soliti prendersi in giro in quel modo. In realtà la loro squadra, il Napoli,
era arrivato al secondo posto nel campionato dopo la Juventus e soprattutto
grazie al capitano Matteo, n°11 e centravanti, il libero n°5 GaetanoPer non
parlare poi del bomber della squadra nonché capocannoniere del campionato, il
bravissimo Alessandro e Michele, il portiere n°1, il migliore del torneo. A contendergli il posto era Gino Hernandez,
mentre Gentile si contrapponeva a Gaetano e Matteo e Alessandro erano in
profondo conflitto con Kojiro Hyiuga: il primo perkè era il suo esatto oppsto,
l’altro perkè gli somigliava molto nel modo di giocare.
- E- ehi capitano!– urlò un ragazzo alto, con capelli e occhi castani e dal fisico straordinariamente atletico. Era Alessandro, ke prima di giocare a calcio praticava la pallanuoto. Poi si rivolse ad un ragazzo vicino a lui. – hai visto, Michele? Li abbiamo trovati! Avevo ragione io a voler andare a destra all’incrocio.
-
Sì, sì va bene. – rispose scocciato l’altro – ma ora
vediamo di andare in albergo a mangiare!
-
E a farci una doccia! – disse Alessandro.
-
Non puoi proprio fare a meno di stare lontano
dall’acqua, eh? – lo stuzzicò Gaetano, ma Alessandro era troppo ottenebrato dal
viaggio per poter formulare una delle sue famose risposte salaci.
-
E a dormire… - rispose sfinito il capitano, stremato da
un giorno intero di viaggio a sentire i suoi compagni lamentarsi di continuo.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 21.50
Residence
Torre del Mar
Camera di
Francesca
-
Sei
già qui?
-
Sì,
perkè? Qualke problema? – rispondo acida alla mia corrispettiva.
-
Sì,
molti. – ke razza di impertinete questa! Ma ora le faccio vedere io!
-
Allora
risolviteli!
-
Sei tu
il problema.
-
Ehm,
ragazze…
-
ZITTO
SALVATOREEEEE!!!!!!! – lo zittiamo simultaneamente io e l’altra Milena.
-
Bene.
– le dico – ora faccio quello ke avrei dovuto fare da un bel po’.
-
Cioè…?
– mi domanda preoccupata (e fa bene!).
-
Volevo
lasciarti un po’ di libertà in questa parte di capitolo, ma ora torniamo ad
esssere una cosa sola.
-
Oh,
no! – esclama lei.
-
Oh,
sì! – diciamo all’unisono io e Salvatore.
- Ecco, ora va meglio. – Milena si diede una sistemata ai capelli. Ma le interruzioni non erano finite.
Driiin!! Driiin!!!!
- Salvatore, è il tuo cellulare?
- Sì ma… no, ferma! – Salvatore riuscì a strappare di mano alla ragazza il suo povero cellulare, temendo ke Milena gli facesse fare la stessa fine del proprio. – ci penso io. Pronto? Come?? Matteo?! Sei proprio tu? Sì, dimmi… Aha… ho capito. Ciao!
- Allora? – domandò la ragazza non appena ebbe chiuso la comunicazione.
-
Indovina un po’? Ho una sorpresa per te! – il ragazzo
aveva un sorriso così raggiante, ke Milena si immaginava già chissà ke cosa –
sono venuti stasera alcuni miei amici del Napoli! Non è grandioso?
-
S- sì, ma…
-
Adesso sono nella hall, andiamo?
-
C- come…? – la povera Milena era rimasta così shockata
da non riuscire + a mettere in fila 4 parole.
-
Andiamo! – e se la trascinò dietro fino alla hall.
-
Maledetta, maledetta, maledetta autrice! – sibilò
Milena mentre scendeva le scale.
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 22.00
Residence
Torre del Mar
Hall
- Ehilà! Ciao Salvatore! – salutò Matteo.
-
Ciao Mattew, come stai?
-
Io
bene, grazie, ma vedo ke sei in dolce compagnia… - e girò lo sguardo verso la
graziosa ragazza vicino a Gentile ke, se non avesse avuto quell’espressione
così infuriata dipinta sul viso, sarebbe risultata ancora + gradevole. – spero
di non aver interrotto nulla…
-
Eccome
se avete interrotto! – Milena fu bloccata tempestivamente da Salvatore ke le
tappò la bocca.
-
Eh!
Eh! Lei è Milena, sai, adora scherzare e… - cercò di districarsi il libero
italiano.
-
Se per
te quello ke stavamo facendo in camera era uno scherzo… - niente da fare, Micky
non sapeva proprio trattenersi una volta ke si incavolava.
-
Ah!
Ah! Ah! – rise Matteo. – è davvero una ragazza molto divertente. Cmq gli altri
sono laggiù, vieni, andiamo a salutarli. – poi si rivolse alla ragazza e le
diede il braccio – allora, Milena. Vieni ke ti presento il resto della squadra.
-
Con
vero piacere! – e lanciò uno sguardo vendicativo al povero Salvatore ke ormai
era abituato a rimanere spiazzato dagli atteggiamenti di Milena.
-
Ah… -
sospirò – sei una ragazza così matura per la tua età, ma avolte sei peggio di
una bambina di 3 anni!
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 22.10
Residence
Torre del Mar
Hall
-
Eccoli
lì. – disse Matteo. – allora, questo è il nostro bomber Alessandro, poi c’è il
nostro portiere Michele e il libero Gaetano. Me già mi conoscete, sono il
capitano.
- Piacere di conoscervi. – rispose la ragazza. – ma voi di che squadra fate parte? Mi sembra di avervi già visto in televisione e sui giornali…
- Siamo la Juniores del Napoli, la squadra ke vincerà il campionato giovanile italiano. – annunciò per tutti Gaetano.
- Ma per farlo dovrete prima battere noi. – affermò Salvatore con un sorriso.
- In quella squadra ci siete solo tu e Hyiuga, non ci saranno problemi a battervi! – rispose Matteo. Solo Michele e Alessandro non partecipavano alla discussione: erano intenti a guardare l’orologio sperando ke quella dannata conversazione finisse al + presto. Non ke fossero gli unici a pensarla così: Milena si stava dimostrando aperta al dialogo quando invece avrebbe tranquillamente preferito tornare nella stanza di Francesca con Salvatore e Matteo stava letteralmente cascando dal sonno. Salvatore e Gaetano, invece, chiacchieravano tranquillamente. Ad un certo punto Micky si avvicinò al capitano di quella squadra un po’ strana.
- Senti, lo dico a te perkè se ne parlo con Salvatore mi fa saltare la testa. Ma quanti dei presenti sono realmente interessati alla conversazione?
- Solo quei 2. – ed indicò Gentile e Gaetano. – io sto morendo di sonno.
- Ma ke hanno da dirsi?
-
Vedi, Gaetano, essendo un libero, si contrappone
perfettamente a Gentile. E nella partita contro di loro abbiamo pareggiato per
colpa di Salvatore e per merito di Gaetano.
-
Cioè?!? – la ragazza era alquanto spiazzata da quella
stramba affermazione.
-
Oltre a contrastarsi a vicenda, i 2 bloccavano gli
attacchi degli attaccanti dell’altra squadra, capito?
-
Insomma… - rifletté un attimo Milena – in quella
partita hanno giocato solo loro 2, annullando il gioco della squadra avversaria,
dico bene?
Per Matteo quella deduzione fu come una pugnalata: detestava ammettere ke in quella partita aveva fatto praticamente tutto Gaetano. Lui, in quanto capitano, avrebbe voluto fare qualcosa: ed è anke per questo ke era venuto a Tokyo. Per riscattarsi. Poi ci fu uno scambio di sguardi tra Matteo e Michele, quest’ultimo lanciò un’occhiata eloquente a Gaetano ke concluse.
- Bèh, io sono stanco morto! Il viaggio ci ha sfiancato, ne riparleremo domani mattina, ok? Tanto + ke il nostro capitano sta morendo dal sonno.
- Ehi! Mica sono il solo ad essere stanco?! – ribatté Matteo con quel poco di forza ke gli era rimasta: ormai era solo la sua dignità a tenerlo in piedi e ad impedirgli di addormentarsi in mezzo alla hall piena di gente.
- Andiamo Salvatore. – gli intimò Milena. – andiamo, salutiamo i tuoi amici e gli diamo appuntamento a domani, ok?
- Certo! – asserì Gaetano – a domani raga!
- Ciao! – salutò Gentile mentre la ragazza lo trascinava vicino alle scale.
- Si può sapere ke ti è preso?!
- Mi ha dato molto fastidio essere interrotta dai tuoi amici.
-
Eh! Eh! Non ti facevo così passionale e gelosa!
-
Smettila, se a te importasse davvero qualcosa saresti
arrabbiato il doppio! – lo rimproverò lei.
-
Ma perkè arrabbiarsi se sono ancora le 22.30? – continuò
Salvatore sorridendo ed accarezzandole le guance – abbiamo ancora fino a domani
mattina!
-
Bene… - sorrise maliziosamente Micky a sua volta –
allora andiamo, ok?
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 22.55
Giardino del
residence
Schneider
era seduto su una panchina, fermo a fissare per terra l’erba mossa dal vento. No…pensava non può essere. Io credevo di conoscerti, Micky. Possibile? Possibile
ke tu sia cambiata così tanto dall’ultima volta?? O forse ti stai solo
vendicando…no, no. Non è da te. Anke se magari (“Ma ke magari??? SICURAMENTE !”
n.d.: Milena) me lo sarei meritato. Anke
se so ke all’inizio l’avresti fatto, ora non è possibile. Anke perkè sarebbe
stata una bastardata nei confronti di
Salvatore e… Oh, no! Questo vuol dire ke si è davvero innamorata di lui!
Allora è finita…
Tokyo, 28 giugno 2001
ORE 22.20
Residence
Torre del Mar
Hall
Qui erano
riuniti Tsubasa, Sanae, Jun, Yayoi, Hikaru e Yoshiko, mentre dall’altra parte
c’erano Pierre, ke ormai si era rassegnato nella conquista del cuore di Sanae
(“Ma sarà davvero così?” n.d.: Milena), Luise, Juan e Alan.
-
Yoshiko,
vogliamo andare a fare una passeggiata qui fuori? – domandò gentilmente Hikaru.
-
Ok,
andiamo. – poi la ragazza si rivolse a Yayoi e Jun. – venite anke voi 2?
-
Ok. –
asserì Misugi – ho sentito dire ke c’è un giardino bellissimo in questo
residence (“Le notizie volano!” n.d.: Francesca).
- Sanae, vuoi qualcosa da bere? – domandò Tsubasa. Ormai rimasto solo con la sua ragazza.
- No, grazie. Andiamoci a sedere, ke ne dici?
- Va bene.
E si sedettero. Non sapevano ke dire, nonostante tutti quegli anni in cui si erano frequentati come “amici”, ma ora Capitan Ozora voleva darsi una mossa.
- Taro e Genzo non sono in camera perkè sono andati al pub e hanno detto ke dopo sarebbero andati in disco. – esordì il ragazzo lasciando la manager esterrefatta. – torneranno domani mattina.
- A- ah sì? – la ragazza non sapeva dove lui volesse arrivare, aveva un’aria strana, ma non + di quella ke aveva Tsubasa: nel pronunciare la frase precedente, aveva mostrato un’espressione completamente alienata.
- Vogliamo andare?
Sanae deglutì a fatica. Non c’era bisogno di chiedere a Tsubasa dove volesse portarla: aveva capito e si augurava ke non si trattasse di un sogno.
CAPITOLO 11
Una strana
rissa
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 01.15
- Ehi, Genzo! – chiamò Taro – dai, vieni qui!
- No, no. Non mi va! Uffa! Da quando è stato con Milena, è diventato pure lui un cretino discotecaro! Solo, ke lei ora non ci va +. E lui è rimasto l’unico scemo. – rifletté un attimo – e ke cavolo! Se io sono qui con lui è perkè anke io sono uno scemo!
- Accidenti, ke cretinata andare in discoteca! – affermò un’avvenente ragazza bionda, con cui la natura era stata molto generosa (“Copyright di Riky! Passami il termine!!!” n.d.: Milena) e ke si era avvicinata al bancone del bar dove c’era anke Genzo.
Eh! Eh! Eh! Pensava Genzo questo sì ke è divertente. Inoltre dalla parlata della ragazza aveva capito ke era italiana e lui qualcosa la sapeva dire.
- Ehi, ciao bellezza!
- Uh? – si girò la ragazza per niente interessata. – ke vuoi?
- Ti va di bere qualcosa?
- La mamma mi ha insegnato a non accettare le cose dagli estranei. – lo prese in giro lei.
- Neanke a te piace la discoteca, eh? – ma Genzo Wakabayashi non si arrendeva per così poco! ("Ci vuole ben altro!” n.d.: Genzo con aria risoluta. “Allora ti metto alla prova!” n.d.: Milena autrice sadica e bastarda dentro fino al midollo.)
- Ke te ne frega?
- Eccome se me ne frega! – insistette il ragazzo (“Milly, non esagerare però!” n.d.: Genzo. “Ke fine ha fatto il grande Genzo Acchiappa Sempre Comunque e Dovunque??” n.d.: Milena in paranoia perkè le è crollato un mito.) – perkè neanke a me piace stare qui e, se vuoi, possiamo andare da qualke altra parte…
-
Mmh… - la ragazza ci pensò su un attimo. Sì, era
davvero un bellissimo ragazzo e di sicuro si sarebbe divertita molto di + - ok,
andiamo.
-
Posso sapere come si chiama questa meravigliosa
creatura? – le domandò prendendola sotto braccio.
-
Magda. Ma puoi chiamarmi Maddy. Tu?
-
Genzo. Ma puoi chiamarmi Gen–chan. Andiamo.
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 08.25
Residence
Torre del Mar
Tutti i ragazzi erano a fare colazione, ognuno con una faccia + sbattuta dell’altro. Tra questi, i + provati erano Milena e Salvatore, Francesca e Carlos ma soprattutto Sanae e Tsubasa: avevano delle facce davvero sconvolte.
- Sanae, Micky–chan! – chiamò Yukari ke aveva intuito i motivi della loro stanchezza – ke vi succede? Come mai così fiacche?
- Eh? – Milena alzò appena la testa poco prima ke le cadesse nel piatto.
- È vero. – disse il mister dell’Italia. – come mai sei così spossata Milena? E tu Salvatore?
- No, niente. – il ragazzo sembrava + sveglio della sua dolce compagna. Ma accidenti, proprio quel giorno dovevano riunirsi tutti gli allenatori e i giocatori?!
- Chissà ke è successo ieri sera… - iniziò il Kaiser e, con aria indifferente, continuò a bere il suo cappuccino.
- Ke diavolo vuoi, tu?! – scattò subito Salvatore.
- Mi chiedevo solo cosa sarà successo ieri sera da sfiancarvi così tanto, tutto qui…
Gli allenatori avevano smesso di mangiare e parlare: ecco, ora tutti erano nei casini.
- Non so tu, Karl, - iniziò Leo – ma io ieri sera mi sono allenato fino a tardi con Santana, Gentile e Ozora.
- Ma zitto!
- Non ci credi? Vuoi forse dire ke non ti aspetti ke noi…
- No, no. Di te, Santana e Ozora lo so ke siete dei maniaci del pallone. – guardò Salvatore sogghignando – ma qualcun altro ha preferito stare in dolce compagnia…
- Infatti. – esordì Milena sorprendendo tutti – io e Salvatore eravamo in camera di Francesca a fare questo…
E si avvicinò al mister italiano, porgendogli un foglio con scritti i vari schemi da utilizzare in una eventuale partita contro il Giappone.
- Io la conosco molto bene la squadra giapponese. – sorrise apertamente la ragazza – credo ci servirà! Ah! Ah!
Salvatore e Francesca tirarono un sospiro di sollievo: se gli allenatori avessero intuito qualcosa, avrebbero di certo preso provvedimenti; e, per quanto questi potessero essere leggeri, di sicuro i ragazzi non si sarebbero potuti + vedere.
- E perkè proprio in camera di Francesca e non nella tua? – domandò Schneider.
- Perkè nella mia la presenza di Salvatore avrebbe potuto dare fastidio a Yayoi. – rispose la ragazza ostentando molta sicurezza.
- E a Francesca non poteva dare fastidio?
- Francesca conosce bene Salvatore. Finito il 3° grado, adesso?? Non devo rendere conto a te di quello ke faccio.
E tornò il silenzio, poi ognuno continuò a parlare per conto suo.
- Milly, sei stata semplicemente grande! – si complimentò Salvatore.
- Già. – asserirono Carlos e Francesca – hai mantenuto una calma incredibile davanti alle domande di Schneider!
- Sì, ma vi confesso ke avevo una paura tremenda di tradirmi da sola.
- Ma le tue doti di attrice ti hanno salvata!
- Già, meno male Francy!
- E- ehm… Micky–chan? – domandò timidamente Sanae.
- Dimmi Sanae–chan.
- Ma ieri sera con Salvatore non avrai mica fatto quel coso?
- No, no. Ma sei matta!? Con Salvatore la sera in camera come fai a fare qualcosa ke non implichi il contatto fisico?
- Eh?
- Lascia perdere, sei troppo ottenebrata dalle ore piccole per capire la battuta…
- Come?
- Ho capito. Ora non posso parlarti, stai completamente fuori. Lascia però ke ti faccia una domanda: ieri sera hai passato la notte con Tsubasa, vero?
- S- sì…
- Lo sapevo.
- Pe– perkè?
- Lo vedo dai tuoi occhi… ora sono quelli di una donna matura ed adulta. E soprattutto felice ed appagata.
- Ma davvero…?? Si vede tanto? – si preoccupò Sanae coprendosi istintivamente il volto con le mani.
- No, no. Assolutamente. Anzi lo nascondi benissimo…
- …ma?
- Ma io ti conosco e conosco Tsubasa. Guarda anke i suoi occhi: sono quelli di un uomo.
- Già! – sorrise la manager. – e tu?
- Io niente. Almeno per il momento…
- Hai intenzione di…?
- Non lo so. – la ragazza scosse la testa – vedi, tu e Tsubasa vi conoscete da 8 anni, io e Salvatore invece…
- È + ke giusto.
- Ma ora basta. Questo non mi sembra il luogo + adatto per parlarne. – la bloccò Milena, ke poi si rivolse anke alle altre – allora, vogliamo vederci poco prima di pranzo per parlare un po’? Qui non mi sembra il caso.
- Giusto. – asserì Yoshiko.
- Ottima idea. – concordò Yayoi con il suo solito splendido sorriso.
- Ok, allora ci vediamo. – disse Francesca. – io e Milena andiamo a fare un po’ di compere.
- Ciao. – salutò Micky.
- Ciao.
- Aspetta! – la bloccò Salvatore – ti prego… - mise il suo viso vicino a quello di lei. Molto vicino. – dai, resta a vedere l’allenamento.
- E ke me ne frega di vederti correre! Io mi rompo!
- Uffa! Come sei cattiva.
- Ehi, lo sai ke sono sempre spudoratamente sincera!
- Sì, ma almeno controllati con me.
- E perkè dovrei controllarmi proprio con te? – la ragazza lo stava decisamente provocando ed intanto gli girava intorno con un sorriso malizioso – cosa sei per me??
- Sono il tuo ragazzo. – rispose lui con semplicità e dandole un rapido bacio sulle labbra.
- Ah, allora sì.
- Micky! – la chiamò Francesca – andiamo sì o no??
- Eccomi.
- No, non andare. – Salvatore l’aveva abbracciata e non sembrava voler lasciare la presa, quando…
- Ciao Salvatore! Ci trattiamo bene già di prima mattina? – era Matteo ke oggi aveva un’aria davvero brillante, come al solito e contrariamente alla sera prima.
- Ciao Matteo! – il libero della nazionale italiana si ricompose e lasciò subito la sua ragazza ke andò a finire per terra – come mai già in piedi a quest’ora? Ieri sera sembravi morto.
- Ciao Matty, io devo andare. Scusate se non mi trattengo. – si scusò Milena.
- Oh, ciao Milena. No, non preoccuparti se non puoi rimanere. Tanto ci vediamo, no?
- Ok, salutami Gaetano, Alessandro e l’altro… Mario, no, Mino, Michele.
- Tranquilla. – la rassicurò Matteo.
- Ah, scusa se non te l’ho chiesto prima. Posso chiamarti “Matty” oppure ti dà fastidio?
- Ma no, fai pure. Anzi, io posso chiamarti “Milly”?
- Ma certo. Ciao!
- Ciao dolce Milly!
- E- ehm.
- Dimmi Salvatore. – disse Matteo – vuoi essere chiamato anke tu con un affettuoso diminutivo? Totò?? Piccolo Salvatore? Salvino??? Salvuccio? Salvatorino??
- Scemo! No, volevo dire ke lo splendido feeling creatosi tra te e Milena mi dà fastidio…
- Maddai!! Per carità, è una bella ragazza ed è simpatica, ma io sono troppo grande per lei. Ho 6 anni di +!
- Ok, ok. Oh, ciao Gaetano!
- Ciao Salvatore. Allora, ci andiamo ad allenare?
- Come?
- Sì, oggi pomeriggio giocheremo una partita contro 4 di voi, tra cui ci sarete tu e Gino. – disse Alessandro. – noi ora andiamo a fare colazione. Allenatevi bene.
- Sì, sì. – sospirò Salvatore mentre pensava Uffa! Questa giornata è cominciata proprio male! Ci manca solo doversi allenare con i tedeschi…
- Salvatore! – lo chiamò Gino – ho una notizia da darti ke riguarda l’allenamento di oggi.
- Lo so, ci scontreremo nel pomeriggio con Matteo e gli altri.
- Sì, ma c’è dell’altro: il mister vuol farci allenare con la nazionale tedesca per prepararci e… ehi!!! Ma dove vai??!
- Grande! Non potrebbe andare meglio di così! – esclamò sarcasticamente Gentile ke si avviò verso il campo. (ß della serie “Me le chiamo tutte io!!”)
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 10.35
Residence
Torre del Mar
Taro e Genzo si erano appena svegliati: tra meno di un’ora dovevano trovarsi al pullman per andare a prendere visione delle divise in vista delle imminenti partite.
- Dai, Genzo!
- Mmh… - mugugnò questo – ancora 5 minuti…ronf… fiii… ronf…fiii…mmh, Maddy, tesoro sei stupenda. Sei un vero schianto. Usciamo sabato prossimo?? Ti prego dolcezza…
- Maddy?! – si stupì Misaki – e ki diavolo è??
- La mia Maddy…
- Questo l’ho capito. Ma ki è ‘sta qui? Da dove salta fuori?
- L’ho incontrata ieri in discoteca, abbiamo parlato, parlato e parlato…
- E poi?
- Poi niente! – rispose scocciato l’altro girandosi dalla parte opposta.
- Ma come?? Manco il numero di telefono ti sei fatto dare?!
- Non me l’ha dato. Ed ora lasciami in pace!
- Vorrei, ma dobbiamo andare tra… oh, cavolo! Tra 20 minuti!!!
Genzo saltò dal letto dal quale sembrava non si sarebbe mai alzato e si proiettò in bagno, mentre Taro si uccise nella sua valigia mentre era alla ricerca di un paio di pantaloni.
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 11.25
Residence
Torre del Mar
- Uffa!!! Saremo dovuti partire 10 minuti fa!! – si lamentò Milena.
- Milena, perkè ti lamenti tanto? – le chiese Misugi – in fondo sono solo 10 minuti…
- Ma io avevo altro da fare, chiaro?!
- Infatti Misugi. – intervenne Kojiro – la dolce Milena voleva passare una romantica mattinata insieme al suo Salvatore!!
THUD!!!!
- AAHIAAAA!!!! Deficiente! Cretina! Scema! Stupida! Idiota!! – le urlò Hyiuga in seguito al calcio negli stinchi ke aveva ricevuto dalla ragazza.
- Guarda ke sei tu il cretino, deficiente, scemo, idiota, stupido e pure imbecille!!
- RAGAZZI PIANTATELAAA!!!!! – urlò Gamo ke quella mattina (“Solo quella mattina??!” n.d.: tutti i personaggi) si era svegliato con la luna di traverso.
- È colpa sua! – dissero in coro i ragazzi indicandosi a vicenda.
- È colpa tua! Brutto animale, perdente, fallito!!!
- Sta zitta, donna poco seria!
- Ma come ti permetti, brutto cornuto!!!
- Ok, ora basta! – intervenne Hiroshi Jito – avanti, Kojiro, non vorrai fare a botte pure con Milena, spero…
- È lei ke se le cerca!
- Bleaaaah!! – per tutta risposta la ragazza gli cacciò la lingua – cretino! Cretino! Cretino! Impotente!!! Gay!!!
- Deficiente!! Maniaca! Depravata!
- Uffa! Ma ke vi succede, ragazzi? – domandò Wakashimazu, ke era appena arrivato per tentare di placare gli animi – non avete mai litigato in tutti questi anni…
- È colpa di Kojiro, oggi ha voglia di rompere le palle!
- Sei tu ke hai la luna storta, scema lunatica ke non sei altro!
- E noi ke ce la prendevamo con Genzo perkè ti provocava! Tu faresti perdere la pazienza anke ad un santo!! – gli urlò Micky nelle orecchie.
- Tu una santa??? Ma non farmi ridere!
- E tu non farmi incazzare!
Ci fu qualke secondo di silenzio in cui i 2 si guardarono negli occhi: sguardi omicidi, quelli ke si scambiavano tra la dolce Milena e il grande Hyiuga. Tutti temevano il peggio…
Oh, mio Dio! pensava
Jito chissà se riuscirò a trattenere
Kojiro! Ah, ma tanto c’è Ken ke porterà via Milena…
Accidenti, speriamo di riuscire a tirare Milena via in tempo! Pensava invece Wakashimazu ma tanto ci sarà Jito a trattenerlo!
- Prevedo guai… - sussurrò Shingo (“Ehilà Shingo, quanto tempo ke non ti si sentiva nella ff!” n.d.: Milena “Guarda ke è colpa tua, sei tu ke non mi hai fatto + fare e dire nulla.” N.d.: Shingo con aria da cane bastonato. “Ma non è facile muovervi tutti. Cmq rimedierò, tranquilli.” N.d.: Milena).
- Pensaci tu! – dissero all’unisono i 2 mentre lasciavano Kojiro e Micky.
Ad un tratto Milena scattò verso Hyiuga e tutti già si preparavano a chiamare il 118 dal proprio cellulare.
- Scusa Kojiro, è vero ho la luna storta oggi. – gli disse distogliendo lo sguardo. L’orgoglio è sempre orgoglio, per quanto stupido possa essere, non lo poteva calpestare fino in fondo. Non voleva calpestarlo.
- No, sono stato io a provocarti. – rispose l’altro, anke lui senza guardarla in faccia.
- Eccoci!! – urlò Genzo ke era appena arrivato – spero non siamo arrivati troppo in ritardo!
- Ke è successo? – domandò invece Taro guardando prima Milena e poi Kojiro – mi sono perso qualcosa?
- Ti sei perso una scazzottata tra Milena e Hyiuga. – spiegò tranquillamente Misugi.
- COOOSAAA??! – Genzo tornò subito ad assumere la sua aria brillante e sveglia – ke è successo??! – cominciò a tastare Micky su tutta la faccia, sulle braccia, sul collo per accertarsi delle sue condizioni fisiche – stai bene, mia piccola, tenera, dolce, indifesa Milly??
- “Indifesa” mica tanto… - commentò Hyiuga massaggiandosi lo stinco destro.
- Sì. – rispose la ragazza sorridendo – ho evitato un occhio nero per un pelo!
- Ma io non ho evitato una contusione alla tibia destra!
- Ma ke contusione! – replicò Micky scocciata – grande e grosso come sei, cosa posso averti fatto io, con un mio calcio?! Io, ke sono così piccola ed indifesa…
- Piccola??? Per te 1.70 è poco?! – domandò Urabe.
- Andiamo Urabe. – lo bloccò Kishida – lo sai ke è inutile farla ragionare sulla sua altezza… (“Ricordate il cap4 a pagina 16??” n.d.: Milena “E ki se lo scorda! Quella pagina è un concentrato di cazzate!” n.d.: tutti. “E di ke vi meravigliate? Tutta la ff è un concentrato di cazzate!” n.d.: Milena. “è vero, hai ragione!” n.d.: tutti. “WOW!! La prima volta ke mi danno ragione!!!” n.d.: Milena all’ 84° cielo. “Non farci l’abitudine!” n.d.: tutti. “;___;” n.d.: Milena demoralizzata).
- Insomma, muovetevi!! Ke aspettate ancora?! Milena! – urlò Gamo – ma è mai possibile ke sia sempre colpa tua?!
- Come colpa mia?! – esclamò Milena ancora + incavolata del mister.
- Sì, sì… fai pure la faccia da santarellina…con quegli occhioni grandi e compassionevoli!
- Questa è la mia faccia e, se non le piace, non ci posso fare niente! A meno ke non me la paga lei la plastica facciale!! E cmq è lei ke fa di me il suo capro espiatorio…
- Andiamo, forza razza di schiappe! – disse invece l’uomo.
- E KE CA**OOO!!! – esclamò la ragazza – ma si può sapere ke cavolo gli ho fatto? Ma è mai possibile, dico, ke sia sempre colpa mia??! Ma perkè caspita se la deve prendere sempre con me??! Uffa! Io non lo sopporto +!!!!
- Calma, calma… - intervenne Taro – coraggio, Micky Neko, non è niente. Ora calmati ed andiamo a fare un giretto… - e le prese una mano accarezzandola per farla calmare. Taro era l’unico ke riusciva in questo intento ed aveva l’effetto di un concentrato di 20 camomille su di lei.
- Ok, andiamo. – rispose Micky ancora un po’ adirata.
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 12.45
- Forza ragazzi, forza! – Gino incitava i suoi compagni. – dai, Salvo! Passa ad Alex!!
- Gentile, tornatene in difesa, sei solo un inutile libero! – lo schernì Schneider – non venire all’attacco, faresti solo una brutta figura!! Lascia fare l’attaccante a ki lo sa fare, è meglio!
- Ora vedremo! – ribatté Gentile.
- No! No Salvatore! – si disperò Hernandez – torna qui, altrimenti rimaniamo scoperti in difesa!!
Ma il libero italiano sembrava non sentire il suo capitano: egli non vedeva altro ke Schneider. Il suo obbiettivo: BATTERLO! Ecco ke i 2 si stavano scontrando… pochi secondi all’impatto… il Kaiser era a pochissimi passi dal difensore italiano… ecco l’urto! Scontro durissimo tra i 2 campioni europei, le forze di ambedue sembravano equivalersi, quand’ecco ke Gentile ebbe la meglio e sbalzò via Schneider! Gentile si avvicinava intanto all’area di rigore, intervennero in tackle Kalz e Margus… ma niente da fare! Il giovane campione italiano li saltò entrambi! Ed ora è il turno di Schester, ma con un magnifico pallonetto, Gentile si liberò anke del capitano del Brema! Ecco ke si trovò solo davanti al portiere… Müller decise di uscire dai pali per sbarrargli lo specchio della porta, ma venne dribblato!! Gentile ora si trovava davanti alla porta vuota…stava per tirare!
- No! Non ti lascerò passare! – urlò Schneider.
- Questo lo dici tu! – ribatté Salvatore.
- Ma come ti permetti, insignificante libero mediocre e scadente?!
- Eh! Eh! Schneider! Tu hai mai dedicato un tuo tiro a Milena?!
- I- io…
- Questo è per te, Milena! Ti dedico questo gol!!! VAAAIIIIIII!!!!
Tiro fortissimo di Salvatore Gentile dell’Italia ke sfondò la rete tedesca rimasta inviolata per lungo tempo grazie al bravissimo Müller, ke però nulla aveva potuto stavolta contro il tenace e coraggioso libero della nazionale italiana.
- Ma ke bravo il nostro Salvatore, eh? – disse Alessandro rivolto a Matteo.
- Già. È molto migliorato. – asserì questo – ma noi… abbiamo qualcun altro ke si è potenziato, per così dire… giusto Gaetano?
- Certo capitano! – esclamò il libero – a questa nostra piccola “arma segreta” non potranno fare niente né Gentile, né tantomeno Hernandez.
- Maledetto! – sibilò Schneider a denti stretti, mentre vedeva il suo “rivale” andare a festeggiare coi compagni.
- Bravo Salvo! – urlò Alex.
- Sei grande! – esclamò Gino – hai avuto un spavalderia ed una ostinatezza ke mai mi sarei immaginato! Complimenti cmq! La prossima volta ke vuoi fare di testa tua…bèh, fallo!
- Grazie! Grazie tante capitano! – rise Salvatore, poi lanciò uno sguardo provocatorio a Schneider. La provocazione riuscì a meraviglia.
- Senti un po’, brutto deficiente! – il Kaiser si avvicinò al libero italiano.
- Allora, SS? – lo apostrofò Gentile.
- Non darti troppe arie solo perkè hai segnato un gol.
- Io sto solo festeggiando con i miei compagni. È una cosa ke si fa sempre dopo un gol. Oppure in Germania avete usanze diverse rispetto al resto del mondo?
- Chiudi il becco e fai poco lo spiritoso!
- Ma ke succede Salvo? – chiese Hernandez – ma ke gli hai fatto?
- Io proprio niente. – si discolpò Gentile – sai, il moccioso viziato non è abituato a perdere. E per uno ke non ci è abituato è dura ricevere 2 sconfitte consecutive, prima una in ambito amoroso ed ora una in ambito calcistico…dimmi, cos’è ke ti fa + male, il gol subito ora, oppure il fatto ke ti ho soffiato Milena?
Schneider non resistette +. Al diavolo quello ke diceva Milena: “Non dovete picchiarvi, se lo fate ora non potrete + giocare perkè sarete squalificati entrambi.”, anzi, al diavolo pure Milena e Salvatore!! Il Kaiser si avvicinò a Gentile con tutta l’intenzione di dargli un pugno, ma quest’ultimo lo evitò facilmente un po’ perkè Schneider era troppo accecato dalla rabbia, ma soprattutto perkè Salvatore si aspettava una cosa del genere. Contrattaccò, quindi, e colpì Karl sulla guancia sinistra, facendolo cadere a terra.
- Salvatore, ma ke fai?! – urlò Hernandez, ma il libero italiano non lo degnò di una risposta.
- Schneider, tutto ok? – domandò Schester, mentre anke tutti gli altri suoi compagni si radunavano attorno al loro capitano.
Non ci fu bisogno di trattenere Gentile, poiché egli era rimasto immobile da quando aveva colpito il biondino e lo guardava truce.
- Cosa credevi, ke ci sarebbe stata ancora Milena a difenderti?
- Guarda ke Milena ha difeso te l’ultima volta. – gli rispose il giovane imperatore tedesco ancora a terra.
- Sai cosa ti dico? – disse Gentile guardandolo sprezzantemente – mi fai pena. Non voglio neanke picchiare un bamboccio come te!
- Ora basta! – gridò Schneider attaccando nuovamente – mi hai stancato con le tue paternali!
Stavolta il colpo andò a segno e colpì l’occhio destro di Salvatore, ke si era girato appena in tempo per prendere il pugno del tedesco.
- Maledetto. Pezzo. Di. Cretino. – iniziò con una calma pericolosa il ragazzo italiano – io volevo risparmiarti la squalificazione e le ossa rotte, oltre alla brutta figura, e tu continui ad insistere?
- … - Karl non sapeva come prendere quelle parole.
- Salvatore… - iniziò Gino temendo una reazione dell’amico.
- No, non preoccuparti capitano. – rispose il ragazzo con un sorriso – Ho promesso a Milena ke non l’avrei picchiato e soprattutto ke avrei vinto tutte le amichevoli per lei. Non mi farò squalificare per colpa di un cretino qualunque, sta tranquillo. Ed ora scusatemi, vado a mettermi un po’ di ghiaccio… - si fermò di colpo con gli occhi sbarrati – Milena!!!
- Come? – si girò Schneider. Milena?? Lì???!!! Ma soprattutto…A un orario così mattiniero?? Anke gli altri la guardavano stupiti. (“Ehi, manco aveste visto la Madonna di Loreto!!” n.d.: Milena ke si sta offendendo. “Ma se l’orario + mattiniero in cui te sei svegliata in periodo di vacanza sono state le 11!!!” n.d.: Tsubasa ke non può farsi i fatterelli suoi e ke spiffera informazioni private. “Guarda ke dico a tutti ki è Mirto!!” n.d.: Milena vendicativa. “NO! No, ti prego!!” n.d.: Tsubasa ke ha paura. “Ki è???” n.d.: tutti. “È una lunga storia…” n.d.: Milena[cioè ve lo dico dopo!! Ih! Ih! Ih!])
- Sì, sono io. Ke vi aspettavate, l’imperatrice Giapponese?? (Nulla contro l’imperatrice, naturalmente!)
- Milly, non ci sono mai state imperatrici in Giappone. – le fece notare Gino.
- Paese maschilista! – sbuffò la ragazza.
- Milly, ke ci fai qui? – domandò Salvatore.
- Salvo!!! – esclamò la ragazza con le lacrime agli occhi – ma ke ti è successo tesoro?? Stai bene??
- Sì, sì. Non preoccuparti, piccola mia. È ke ho picchiato Schneider.
- Come??! Ma Salvo, mi avevi promesso ke…
- Sono stato io a provocarlo. – il Kaiser si alzò finalmente da terra e guardò negli occhi Micky – e lui poi ha reagito. Ma non ha continuato.
- … - Micky si girò verso gli altri non credendo alle proprie orecchie.
- Dice ke deve tener fede ad una promessa fatta ad una certa persona! – intervenne Gaetano sorridendo e strizzando l’occhio a Gentile – giusto, Salvatore?
- La… la promessa… - iniziò Milena mentre un allegro e dolce sorriso le si apriva lentamente sulle labbra – te ne sei ricordato!
- Naturalmente. – sorrise a sua volta Salvo.
- Ke bello, amore! – esclamò la ragazza gettandogli le braccia al collo e dandogli un bacio sulla guancia – non pensavo te ne ricordassi!
- Ma mio piccolo tesoro, certo ke me ne ricordo! Io mi ricordo di tutto quello ke mi dici!
- Accidenti, vai in infermeria! – si ricordò d’un tratto la ragazza – ti si sta gonfiando l’occhio… il tuo splendido, meraviglioso, stupendo, bellissimo, sublime, occhio verde–acqua…
- Eh eh… grazie amore.
- Milena, se vuoi accompagnalo tu. – Matteo le strizzò l’occhio – sbaglio o mi hai detto ke hai fatto da tirocinante da un veterinario??
- Eddai!!! – si arrabbiò scherzosamente la ragazza – cmq è vero. Il mio Salvo è il mio micio!!!
- E tu la mia gattina! – aggiunse il ragazzo dandole una bacio sulla testa.
- Bleah! Puah! – commento di Alessandro e Michele. – mi state facendo venire la carie ai denti…
- Uffa, un po’ di romanticismo non ha mai fatto male a nessuno! – li giustificò Matteo.
- Giusto, Matty! Ma ora andiamo, ok Salvo?
- Certo amore!
Magda: no, aspetta.
Milena: ke c’è? Sei appena arrivata e già crei problemi…
Magda: EHI!!!!
Milena: ma no, scherzo! Dicevi?
Magda: Qui urge una piccola chiarificazione…
Milena: dica, dica.
Magda: scusa, ma tra il gol, la scazzottata, le tue effusioni amorose e i commenti vari…
Milena: …sì?
Magda: ma i mister in tutto ciò?
Milena: a prendersi un caffè!
Magda: ah, ora è tutto chiaro! ^___^
Milena: bene, allora procediamo!!!
- A- ahia… - si lamentava Salvatore – fai + piano.
- Ok, uffa ma quanto sei lagnoso!! – lo sgridò la ragazza disinfettandogli l’occhio – meno male ke sei il libero numero uno del mondo!
- Cioè?
- Cioè, contrasti giocatori del calibro e della stazza di Hyiuga, Hino, Victorino etc. e poi ti lamenti per un piccolo livido! – così dicendo, iniziò ad applicare una benda.
- Eddai, Milena. Non essere cattiva!!! – disse lui leccandole la guancia.
- Ah! Ma ke fai?!
- Hai detto tu ke sono il tuo micio, no?
- Sì, ma ora sei solo il mio ragazzo ke si è preso a botte e ke ha un occhio nero. Ed io devo curarlo! – la medicazione era quasi ultimata, mancava solo il ghiaccio e… magari qualcos’altro!
- Dammi un bacio. – reclamò ad un tratto Salvatore.
- No.
- Dammelo.
- No.
- Ti prego!
- Puoi stare qui a chiedermelo fino a domani, io non te lo do.
- Allora te lo do io.
Detto ciò, il ragazzo baciò Milena ke avvampò. Dopo qualke minuto, la ragazza disse.
- Se viene qui il mister ci uccide.
- No. – si disperò Salvatore – perkè hai rovinato questo bel momento? E, soprattutto, perkè stai facendo la fredda e distaccata??
- Vuoi la verità? – disse la ragazza dopo un lungo sospiro.
- S- sì.
- Sono preoccupata per gli eventuali provvedimenti ke potrebbero prendere gli allenatori in seguito alla vostra scazzottata…
- No, Schneider non dirà nulla. – affermò sicuro Gentile.
- Ah, già. Altrimenti verrà squalificato anke lui…
- No, non solo. – continuò il ragazzo con aria seria – credo ke con la lezione di oggi sia diventato + maturo…
Micky continuava a guardarlo senza riuscire ad afferrare bene il senso di quelle parole, tuttavia lasciò perdere e ultimò la medicazione applicandogli una borsa di ghiaccio sull’occhio malato.
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 13.25
Residence
Torre del Mar
- Uffa, ma dov’è quell’idiota di Micky–chan? – si chiedeva Sanae.
- Io vorrei solo sapere perkè è così ritardataria da qualke giorno! – sbuffò Yoshiko.
- Iniziamo a parlare un po’ lo stesso? – propose Yayoi.
- Ma poi… - iniziò Francesca – iniziamo senza di lei?
- Tanto ci sei tu! – le fece l’occhiolino Sanae.
- Cioè?
- Allora. – cominciò la ragazza di Matsuyama – noi non abbiamo tempo libero, per cui, basta ke ci sia tu qui adesso così provvederai a dirlo tu a Micky!
- Ah, ok.
- Bene, ki comincia? – domandò Nakazawa – voi 2?
- Ok. – iniziò Yayoi – allora, nel giardino del residence c’è anke un laghetto, lo sapevate?
- Ma davvero?
- Carlos non me lo ha detto.
- Bèh, Francy… evidentemente non l’avrà visto. Cmq siamo andate io e Yoshiko insieme a Jun e Hikaru a fare un giro in barca e poi…ci siamo abbandonate tra le braccia dei nostri “amati”!
- Già, è stupendo poter stare di nuovo insieme ad Hikaru!!
- Perkè dici così? – domandò Francesca.
- Perkè Yoshiko abita negli Stati Uniti. – spiegò Yayoi – quindi era da tempo ke non si vedevano. Sai, abitare dall’altra parte del mondo…
- Già… - disse solamente la ragazza italiana, pensando a cosa andava incontro avendo iniziato una storia con Carlos.
- E tu, Francy? – chiese Yoshiko – lo chiediamo a te perkè vogliamo lasciarci Sanae alla fine così la sente anke Micky. Sempre se arriva…
- Ok, allora… Carlos mi ha detto ke mi ama, ci siamo baciati e poi…boh, basta così. Certo, sono stata benissimo abbracciata a lui, ma cmq ho passato la notte in bianco.
- Sanae, ora tocca proprio a te! – sogghignò Yayoi
- Già. Eh! Eh! Eh! Eh!
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 13.35
- Ke ore sono? – chiese Micky.
- Le 13.35.
- Oh, no! – esclamò la ragazza.
- Perkè ti allarmi tanto? – domandò stupito Salvatore.
- Avevo appuntamento con le ragazze poco prima di pranzo… - continuò con un’espressione terrorizzata al pensiero di quello ke avrebbero potuto farle le amiche.
- Allora, vai?
- Sì, mi dispiace. – diede un bacio al ragazzo ed uscì di corsa – ciao ciao!!! E non farti male!!!
- Ma guarda ke dovresti preoccuparti ke io non faccia male a qualcuno. – le fece notare Gentile.
- E ke me ne frega degli altri? A me importa solo di te!!! (“Grazie!!!” n.d.: tutti. “M. ma io…” n.d.: Milena ke non sa + ke dire) – disse sorridendo, poi se ne andò definitivamente.
- Caspita, meglio ke continui ad allenarmi. – si disse il ragazzo, così andò via anke lui.
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 13.40
Residence
Torre del Mar
- Alla buon ora! – si arrabbiò Sanae.
- La puntualità non è il tuo forte, vero? – domandò Yoshiko.
- L’orologio ce l’hai per bellezza, eh? – scherzò Yayoi.
- Un po’ + tardi no, eh? – disse infine Francesca.
- Anke io sono felice di vedervi, ragazze. – disse Milena sconsolata. – scusatemi ma ho dovuto accompagnare Salvatore in infermeria.
- Perkè, si è fatto male? – domandò allarmata Yayoi.
- No, nulla. Si è preso a botte con Schneider.
- E per te è nulla???! – strepitò la manager Nakazawa.
- Ma dice ke tanto Schneider non dirà niente…
- E certo! Altrimenti finisce male pure lui! – disse sprezzantemente Francesca.
- È quello ke penso anke io. – asserì Milena – però Salvo mi ha detto ke non lo farà non solo per questo motivo…
- E per cos’altro?
- Boh, io non c’ero durante la scazzottata. Bisognerebbe chiedere a qualcuno di quelli ke erano presenti…ma ora parliamo di quello di cui dovevamo parlare…
- Arrivi tardi, abbiamo finito. – la informò Yayoi – mancate solo tu e Sanae.
- Un piccolo riassuntino ino ino??? – implorò la ragazza con gli occhi lucidi da cane bastonato.
- Io e Carlos stiamo insieme ufficialmente…
- Caspita! Avete fatto presto!
- Zitta e non interrompere. – la rimproverò scherzosamente Sanae.
- Sì, sì. Ke poi tanto tocca a te! – Milena le cacciò la lingua.
- E- ehm! – Francesca si schiarì la voce – insomma, ha detto di amarmi e poi ci siamo baciati e io sono stata tutta la notte tra le sue braccia.
- Wow! – commentò Micky – e voi?
- Ci siamo fatte un giretto in barca qui nel residence. – disse Yoshiko.
- C’è un lago qui?? – domandò incredula la giovane italiana.
- Sì. – rispose Yayoi – ci siamo fatti un bel romantico giretto e poi ci siamo scambiati tenere effusioni amorose e romantiche dimostrazioni d’affetto.
- Così poco?!
- Ma come sarebbe “così poco”?! – sbraitò Yayoi – ke ti aspettavi ke facessimo??!
Milena la guardò con un’espressione eloquente – Vuoi davvero ke te lo dica?
- Bah, lasciamo perdere! – si spazientì Aoba.
- E tu? – domandò Sanae tentando di sviare l’attenzione dalla sua esperienza.
- Sono stata con Salvatore, ci siamo baciati per un po’ e…
- Ah, Micky! Ke ci facevi nella hall? – domandò d’un tratto Yoshiko – non dovevi essere in camera di Francesca?
- Infatti, stavo per dirlo. Sono venuti 4 ragazzi della Juniores del Napoli per sfidare alcuni ragazzi della nazionale italiana, o almeno mi pare di aver capito così…
- Sì, mi pareva di aver visto delle facce nuove… - commentò Yayoi.
- E allora? – interruppe Sanae.
- Allora, questi tizi hanno chiamato Salvatore al cellulare per farlo scendere nella hall e lui è andato a salutarli! – Milena stava iniziando ad arrabbiarsi - e pensate ke non se ne voleva andare!
- E poi ke è successo? – domandò ancora la ragazza di Tsubasa.
- Per fortuna gli amici erano stanchi e se ne sono andati a dormire.
- Mentre tu e Salvo… - lasciò in sospeso la frase la dolce Francy ke guardava la sua amica con un sorrisetto malizioso.
- Siamo tornati in camera tua a “scambiarci tenere effusioni amorose e romantiche dimostrazioni d’affetto”.
- Ah. Ah. – disse Yayoi – davvero molto divertente.
- Lo so! – sorrise Micky – ah! Ah! Ah!
- A proposito, perkè non rispondi + al cellulare?? O, per essere + precisi, perkè ce l’hai sempre spento? – domandò Francesca.
- L’ho scaraventato contro il muro perkè mentre ero con Salvo, Schneider non faceva altro ke chiamare…
- COOOOOSAAAAA????!!!
- Avete sentito benissimo. Anzi, vediamo se si accende…
- Impossibile! Mi ci gioco 20 €! – disse Sanae.
- E allora guarda qui e paga! – rise Milena.
Inserire codice PIN:
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- NOOOOO!!!!!
- SÌÌÌÌÌÌÌ!!!! Ed ora, dulcis in fundo, tocca a te, Sanae. Ma tanto mi sa ke abbiamo capito tutte cos’è successo. – Milena girò lo sguardo verso le altre ke annuirono imbarazzate (“Spudorata, svergognata, spregiudicata!” n.d.: Francesca. “Senti ki parla! Intanto tu e le altre avete capito, maliziose e malpensanti ke non siete altro!!!” n.d.: Milena sulla difensiva).
- Bèh… - disse solamente Sanae imbarazzata – è successo.
- Finalmente… AAAAHIIIIIAAAA!!! – urlò Milena in seguito ad pugno ke le arrivò sulla testa da parte di Francesca in seguito al suo commento assolutamente fuori luogo.
- Ti sta bene! – le disse Yayoi – Sanae continua pure…
- Bèh, cosa devo dire?
- Le tue impressioni. – propose Micky ke nel frattempo era ritornata seria. – la vedi come una cosa positiva o negativa? Sei felice o no?
- Io sì. Tsubasa, poi, è stato fantastico. Mi ha dimostrato una maturità incredibile e ke mai mi sarei aspettata!
- È lui ke ha dominato, sì? – volle accertarsi Yayoi.
- Deficiente! – la rimproverò Milena – e poi dici a me!
- Ehm, cmq…sì. – continuò Sanae – è stato al tempo stesso così dolce…non avrei potuto immaginare una prima volta + bella di così!
- Sono felice per te! – le disse Milena, mentre intanto, come tutte le altre, pensava: e la mia? Come sarà? Mi piacerà?? E, soprattutto, con ki sarà?
CAPITOLO 12
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 14.22
Si svegliò sentendo il clacson di un’auto suonare a matò.
- Ma ki diavolo è l’idiota, cafone, scostumato ke si mette a suonare e fare tutto ‘sto casino di prima mattina?! – la ragazza controllò l’orario prima di affacciarsi e dirne 4 a quel disgraziato. – oh, mamma! Alla faccia della “prima mattina”!!! A questo devo fargli un monumento!! Meno male ke mi ha svegliata! Ho solo 8 minuti per prepararmi ed andare ad allenarmi!!!
Corse subito in bagno, ed in 7 minuti uscì fuori mezza vestita.
- Ehi, Magda!!! – chiamò una voce femminile da fuori la porta – non sei ancora pronta? Guarda ke dobbiamo essere al campo tra meno di mezzo minuto!
- Eccomi, arrivo Erika!
Magda uscì. Era una ragazza bionda, con gli occhi castani ed un bel sorriso. Aveva un fisico atletico visto ke era anke il capitano della squadra femminile di basket italiana ed era lì con le sue compagne per disputare degli incontri al livello internazionale. La sua amica, invece, Erika, era una ragazza bionda, alta e slanciata, con amichevoli occhi chiari e il sorriso perennemente stampato sulle labbra.
- Andiamo, allora? – chiese al suo capitano.
- Ok, Erikuccia. – annuì Magda – scendiamo e diamo inizio alla tortura.
- Devo dirti una cosa prima. – la avvertì l’altra – ecco, vedi Magda, io…
- Cosa?
- Ehm… oggi non c’è allenamento.
- COOMEEEEEEE???!!! E perkè diavolo ieri sera appena tornate dalla discoteca mi hai detto ke avevamo allenamento alle 14.30??!
- Perkè dovevo parlarti.
- E non potevi aspettare ke mi svegliassi da sola??! – disse Magda fingendo di essersi svegliata perkè aveva l’impegno di allenarsi.
- Sì, così ti svegliavi stasera alle 20.00!!
- Non è vero. Cmq ke c’è?
- Non parliamone qui. – disse Erika – andiamo a fare un giro in centro?
- Ok.
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 15.40
Campo di
allenamento
- Tsubasa, stai bene? – domandò Taro.
- S- sì, certo, perkè?
- Niente. Solo ke oggi tu hai l’aria brillante ke solitamente ha Genzo e Genzo ha l’aria imbambolata ke di solito hai tu.
- Ehi! Come sarebbe “imbambolata”??!
- Allora?
- Allora niente.
- A me puoi dirlo.
- Non dipende solo da me. – Tsubasa non aveva voglia di andare a dire in giro cos’era successo tra lui e Sanae la sera prima. Non ne avevano ancora parlato e non voleva rovinare la loro così bella esperienza.
- Ok, allora quando avrai chiesto il permesso a questa persona, se ti andrà, ti confiderai con me, ok?
- Ok, grazie Taro. Sei un amico.
- Figurati. – e continuarono a correre.
- Ehm, Misaki? – lo chiamò d’un tratto Ozora
- “Misaki”??! – domandò il n°11 – e da quando in qua mi chiami per cognome nella ff?
- Scusa, la forza dell’abitudine nel manga…
- Sì, tra un po’ finisce ke mi chiami Tom Becker per colpa dell’adattamento italiano dell’anime…
- Mi fai finire?!
- Ok, spara.
- Ke è successo a Genzo?
- Perkè?
- Oh, e meno male ke sono io poi quello imbambolato! – sbuffò Tsubasa – ma Taro, mi hai detto tu ke Genzo oggi è strano!
- Ieri sera in disco, pare ke abbia conosciuto una tipa ke lo ha letteralmente stregato, ammaliato, sedotto, affascinato, incantato, abbagliato…!
- Ok, ok. Hai reso l’idea. – lo bloccò il capitano giapponese.
- EHI, OZORAA!!!!! – urlò Gamo, stanco delle chiacchiere dei 2 attaccanti (“Con me però si incavola subito!” n.d.: Milena ke ha voglia di essere polemica.) – ne avete ancora per molto??! Volete un caffè?! (ß classica battuta del cavolo ke fanno sempre gli allenatori e i prof.… ma non si rinnovano mai??!) Stai diventando peggio di tua cugina!!!! (“Ehi…” n.d.: Milena)
- Scusi, scusi. (ß lecchino!!!!) Allora, Taro, mi dicevi?
- È innamorato perso ed ora è uno straccio.
- Ma perkè non la chiama?
- Non è riuscito a strapparle il numero di cellulare.
- Come?! – Tsubasa era a dir poco allibito: Genzo Wakabayashi, il grande Genzo Acchiappa Sempre Comunque e Dovunque (“Ahò, ma ‘sta definizione si è diffusa!” n.d.: Genzo. “L’ho messa in giro io! E ringraziami!” n.d.: Milena con già pronti i diritti d’autore) ke non è riuscito a strappare il numero di cellulare ad una ragazza??! – Taro, ma sei sicuro?
- Sicurissimo. Ma non rinfacciarglielo, altrimenti…
- Ok, ho capito. – si voltarono entrambi a guardare il SGGK correre, anzi, trascinarsi per tutto il campo con un’espressione tanto afflitta e abbattuta, da far andare in paranoia anke un bambino di 10 anni al parco giochi (“Piaciuta la metafora?? No?? Bèh, su…sorvolate…^^'” n.d.: Milena).
Tokyo, 29 giugno 2001
ORE 14.00
Residence
Torre del Mar
- Avanti, Micky–chan. – le disse dolcemente Yayoi – su, è ora di alzarsi.
- Mmh… - mugugnò la ragazza – ancora 5 minuti…
- Alzati, deficiente! – la aggredì Francesca – mi avevi promesso ke oggi mi avresti accompagnata a comprare il regalo a Carlos e la mia ricarica per il cellulare!
- Ah, sì? Bèh, guarda un po’… io invece mi devo ricomprare tutto il cellulare!
- Ma non era funzionante?? – chiese Sanae.
- Sì, ma si spegne ogni 20 secondi.
- Cazzi tuoi! Sei tu la menomata ke l’ha scaraventato contro il muro! – continuò Francesca.
- Non riesco ancora a crederci… - Yoshiko scosse la testa – ma come ti è venuto in mente? Già, ma ke ti è preso?
- Te lo dico io! – disse Francesca quel giorno di pessimo umore – non dovreste scandalizzarvi tanto. Una cosa del genere suscita scalpore se compiuta da una persona ritenuta sana di mente e qui, la persona in questione è Milena, quindi, non c’è da sconvolgersi affatto.
- Schiser!
- Ke cavolo hai detto?!
- Eh! Eh!
- Avanti, Milena, non farmi arrabbiare. Sputa il rospo o io…
- O tu adesso la smetti di scaricare le tue frustrazioni di Donna In Crisi Depressiva Perkè Tutto Le Sta Andando Troppo Bene su di me!
- Ah! Ah! Ah! – iniziò a ridere Yoshiko.
- Effettivamente Francy… - iniziò Yayoi – oggi mi sembri un po’ nervosa…
- È vero… - ammise la ragazza – ma è perkè non so cosa comprare a Carlos…
- E allora muoviti! – le disse Milena scattando in piedi con aria risoluta.
- Sì, sì. Adesso fai tanto la dura, ma non ero io quella distesa a dormire sul divano della hall fino a 2 secondi fa…
- Quel ke è stato è stato! Ora basta! Andiamo, ke ne approfitterò per comprare qualcosina ina ina anke a Salvo–chan!!!!
- Macché “approfittare anke”! – la guardò accigliata Francesca – tu ci vieni solo per comprare qualcosa a Salvatore.
- Andiamo Francy, in marcia! Non c’è un secondo da perdere! – disse ignorando le parole dell’amica e mutando completamente atteggiamento nel suo solito battagliero di quando andava a fare shopping (“In amore e nello shopping, tutto è lecito!!” n.d.: Milena ke conia nuovi proverbi <<ke fanno veramente schifo, tra l’altro>> n.d.: mia sorella. “Ehi, era da un po’ ke non ti si sentiva!” n.d.: Milena. <<Eh! Eh! Goditi i brevi momenti in cui non posso intervenire perkè ho l’esame!!>> “Me li sto godendo attimo per attimo, ma non ti farò + intervenire!” <<E poi perdi metà del tuo pubblico, ke già ne è poco!>> “Vattene o ti faccio chiamare dal tuo caro Faccia di Porco!” <<NOOOOOO!!!!>> “Eh! Eh! Si continua!”)