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Fonte: www.space.com

Data : 05.04.04

ANTICHE TOMBE E TEMPLI SI SPECCHIAVANO NEL SOLE E NELLE STELLE

Il sole e le stelle potrebbero essere serviti come riferimenti critici per gli uomini che, nel passato, che si adoperarono per costruire camere funerarie e templi religiosi.

L’orientamento di migliaia di tombe neolitiche erette attraverso l’Europa e l’Africa attorno al 10,000 a.C. furono apparentemente posizionate in fronte al sole nascente, a testimoniare l’importanza del sole in varie culture umane attraverso tre paesi, due continenti e le isole del Mediterraneo, secondo uno storico dell’astronomia.

“Credo che tutte queste culture considerassero il sorgere del sole un simbolo di speranza” ha dichiarato Michael Hoskin, uno storico dell’astronomia che ha condotto lo studio.

“La foggia della struttura delle tombe varia considerevolmente da regione a regione, ma la direzione in cui sono orientate è sempre molto simile”.

Hoskin, studioso del Churchill College di Cambridge, Gran Bretagna, ha anche scoperto che i santuari dell’Età del Bronzo di un’isola spagnola potrebbero essere serviti una volta come centri di cure, seppure la mancanza di qualsiasi registrazione scritta nella regione renda impossibile saperlo per certo.

“Che fossero santuari, - con finalità di cura o di altri generi - è evidente dalle statue trovate e anche dalla quantità di frammenti d’osso e sacrifici animali che sono stati individuati” ha dichiarato. I santuari, ha aggiunto, potrebbero essere stati costruiti avendo come riferimento la costellazione del Centauro. Nella mitologia Greca, il centauro Chirone insegnò la medicina agli dei.

Hoskin ha presentato le sue scoperte il 2 aprile al Meeting Nazionale di Astronomia della Royal Astronomical Society alla Libera Università Inglese.

Il numero totale di tombe neolitiche costruite con entrate orientate verso il sorgere del sole, suggerisce, se non altro, che il sole giocò un ruolo importante in coincidenza con la morte di una persona, sostengono i ricercatori.

“In studi come questo, nei quali si ha un consistente campione di tombe, si possono individuare delle tendenze” ha dichiarato E.C. Krupp, archeoastronomo e direttore dell’Osservatorio Griffith di Los Angeles, California.

Il periodo neolitico, o tarda Età della Pietra, si data tra 5,000 e 10,000 anni or sono, quando gli umani iniziarono ad intraprendere l’agricoltura, stanziandosi stabilmente dopo un’esistenza nomade di cacciatori-raccoglitori. Le tombe comuni di quell’era variano nelle modalità di costruzione: alcune, infatti, utilizzano massi ingenti, altre piccole pietre, altre sono caratterizzate da passaggi in profondità. Ma, tutto per necessità, avevano un’entrata attraverso la quale posizionare corpi addizionali.

Hoskin ha trascorso 12 anni a catalogare personalmente le posizioni di 2,000 tombe neolitiche e a ricercare descrizioni documentate di circa 1,000 altre, attraverso la Francia, il Portogallo, la Spagna ed il Nord Africa. L’entrata di circa tutte, ha dichiarato, sembra essere costruita per trovarsi di fronte al sorgere del sole, in alcuni posizioni nel corso dell’anno.

Nella regione di Alenterejo del Portogallo centrale, per esempio, ognuna delle 177 tombe misurate da Hoskin si trovavano in fronte al sole nascente, di solito nel corso dell’autunno e dell’inizio dell’inverno, con una brusca fermata al solstizio d’inverno.

“Tutte le evidenze ci portano a pensare che abbiano allineato le loro tombe al sorgere del sole nel giorno in cui è iniziata la costruzione, che è esattamente quello che sappiamo accadeva comunemente con le chiese Cristiane” ha dichiarato Hoskin. “Le chiese si trovano di fronte al sole che sorge come ad un simbolo di Cristo che risorge dai morti… nessun dubbio che i popoli neolitici vedessero il sole che sorge come un simbolo di speranza per la vita oltre la morte.”

La sola eccezione sono alcune tombe attorno alla piccola città francese di Fontveille, dove i monumenti sono stati costruiti in direzione del tramonto, in modo dissimile da qualsiasi altra scoperta, ha aggiunto Hoskin.

In uno studio separato, Hoskin ritiene di avere trovato alcune evidenze che suggeriscono che i templi costruiti sull’isola spagnola di Minorca attorno al 1,000 a.C. siano centri per le guarigioni oltre che per la preghiera.

La sua ricerca su circa 30 “taulas”, santuari costruiti nel corso dell’Età del Bronzo di Minorca, ha trovato i templi evidentemente costruiti con una chiara vista rivolta a sud, alcuni che guardano verso l’oceano mentre altri sono situati su pianure aperte. Nel 1,000 a.C., gli adoratori di Minorca sarebbero stati in grado di vedere le costellazioni della Croce del Sud e del Centauro nel cielo notturno, e se avessero avuto una mitologia relativa al Centauro simile a quella greca, è possibile che i santuari fossero visti luoghi come cercare la guarigione.

“Sappiamo che le costellazioni osservate da vari popoli del Medio Oriente e del Mediterraneo avevano molto in comune… c’era quasi un gruppo di idee comuni con varianti locali” ha riportato Hoskins. “Non conosciamo molto riguardo alle costellazioni come osservate dagli abitanti di Minorca, dal momento che non usavano forme di scrittura.”

La teoria dei centri di cura non spiegherebbe solo l’orientamento dei templi, ma anche la presenza di zoccoli di bronzo nelle rovine, come in una statua egizia che reca l’iscrizione geroglifica: “Sono il dio della medicina”.

Hoskin ha dichiarato che niente di notevole nel cielo può essere osservato dalla porta di questi santuari al giorno presente per via della precessione della Terra sul suo asse.

Perfino con una documentazione scritta, ha dichiarato Krupp, sarebbe difficile dire per certo a cosa servissero in effetti templi come quelli di Minorca.

“Ciò implica una certa organizzazione sociale nel progetto di costruzione di questi monumenti, come anche un sistema di osservazione celeste” ha aggiunto Krupp. “Ma quando si trova un allineamento astronomico, perfino se ci si sente molto convinti del suo intento, il suo reale proposito potrebbe non essere coinvolto affatto.”

 

 

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