Archivio Precolombiane -- Archivio News -- Home

Precolombiane

Ultime notizie:

Fonte: http://www.bday.co.za/bday/index/direct/1,3524,6078-0,00.html

Data: 31.01.04

Immondizie e turisti minacciano le antiche linee nel deserto del Perù.

Stando in mezzo all’intreccio di misteriose linee e figure che hanno posto quest’arida regione sulla mappa turistica, l’archeologo di stato Alberto Urbano individua un immondezzaio delle dimensioni di un campo da calcio.

“Più giù lungo questa strada vi sono anche miniere d’oro illegali” aggiunge, notando che il sentiero che percorre è in realtà il lato di un immenso trapezoide. “Guardate quanto è dritta”.

Ma non solo immondizia e cacciatori d’oro minacciano le fragili linee di Nazca peruviane. Anche saccheggiatori di tombe, trattori e turisti hanno lasciato il loro segno sul mammut inciso più di 1000 anni or sono lungo una striscia di deserto di 56 km.

In molti modi, il danno riflette l’incapacità del paese a proteggere la suo miriade di gemme archeologiche.

Urbano punta il dito sulla decisione della municipalità di Nazca in Ottobre, che aveva autorizzato temporaneamente lo scarico di immondizie all’interno della zona protetta di 450 km², dichiarata Patrimonio dell’Umanità dalle Nazioni Unite nal 1994. Tre mesi prima, gli ufficiali delle stazioni ferroviarie avevano dovuto spostare una stazione di carico 16 km a nord della zona per bloccare il traffico di camion da trasporto che tagliava attraverso le linee per evitare di pagare il pedaggio.

Situate a 400 metri a sud di Lima, le linee hanno interrogato scienziati, mistici, e perfino ispirato un’eccentrica matematica tedesca che ha dedicato gli ultimi cinque decenni della sua vita a studiarle e tentare di proteggerle.

Ogni anni, circa 80,000 turisti volano sulle pittografie. Ma, a malapena controllato di giorno, il sito rimane del tutto incustodito di notte.

Dalla morte della matematica tedesca Maria Reich nel 1998, all’età di 95 anni, la custodia del sito è responsabilità di un manipolo di uomini che una volta lavoravano per lei, e di Urbano, il solitario archeologo di stato.

Le guardie rimaste finanziano le loro operazioni chiedendo ai turisti meno di 2$ per scalare una torre d’osservazione di metallo prossima all’autostrada Panamericana, che taglia essa stessa il sito, attraversando la sfortunata immagine di una lucertola.

La squadra ha in dotazione un antico motociclo per la ricognizione della zona. Urbano ha un salario mensile di circa 515 dollari dall’Istituto Nazionale di Cultura e normalmente usa la sua bicicletta o chiede passaggi per spostarsi sul sito.

Il sindaco di Nazca, Daniel Mantilla vorrebbe che la municipalità si prendesse a cuore le sorti delle linee. Ha dichiarato di essere stato costretto a scaricare i rifiuti nella zona protetta perché l’Istituto Culturale non si era ancora espresso riguardo la collocazione di una nuova discarica regolare.

“Le linee sono in pericolo” afferma. “Il governo deve decidere chi se ne deve fare carico”

Il commento del sindaco riflette un problema più ampio, con l’istituo per la cultura sottodimensionato e sotto finanziato e con le autorità locali in continuo conflitto attraverso la nazione.

Nel frattempo, le Nazioni Unite hanno criticato l’Agenzia per non essere riusciti a prendersi debitamente cura dei 10 siti peruviani inclusi nel Patrimonio dell’Umanità. In ottobre, ha richiesto una verifica dei danni provocati dal pesante traffico turistico presso la cittadella Inca di Machu Picchu e una regolamentazione dello sviluppo urbanistico presso le Ande meridionali del Perù, coperte di giungla.

Sulla costa peruviana del Pacifico, capanne e baracche nelle periferie della vicina città di Trujillo minacciano le parti devastate di Chan Chan, considerata la più grande città di mattoni cotti al sole delle Americhe.

A Nazca, l’archeologo italiano Giuseppe Orefici, che ha studiato la cultura Nazca per 22 anni, ritiene che il danno sia già esteso. “Vi sono migliaia di altri geroglifici che si trovano oltre i confini e saranno distrutti rapidamente” ha dichiarato al centro di ricerca.

Orefici non è l’unico a preoccuparsi. Il membro del Congresso Luis Gonzales Posada, nel cui distretto di competenza si trova Nazca, vorrebbe che le Nazioni Unite estendessero il sito patrimonio dell’Umanità al fine di proteggere anche linee meno conosciute a Palpa, poco più a nord della linee di Nazca.

Il legislatore ha chiesto all’aeronautica del Perù di riprendere nuove immagini aeree a colori della regione per catalogare l’ampiezza del danno. Le immagini in bianco e nero attualmente in uso sono state scattate tre decenni or sono. Nessuno sa perché la cultura pre-Inca di Nazca creò le linee, alcune delle quali lunghe chilometri, ripulendo la superficie scura delle rocce ed esponendo le polveri chiare sottostanti.

Tra le teorie, le linee potrebbero essere servite come un calendario o come mappa del sistema di sorgenti sotterraneo- Alcuni hanno perfino speculato si trattasse di piste d’atterraggio per veicoli spaziali.

Malgrado alcune delle linee possano essere viste da terra, l’immensità delle pittografie può essere colta appieno solo dall’aria. Lunghe fino a 275 m, includono una scimmia dalla coda a spirale, un condor in volo, e quello che alcuni considerano un uomo spaziale con tanto di casco a forma di bolla. Le linee sono virtualmente congelate nel tempo dalle condizioni climatiche pressoché stabili di uno dei più aridi deserti del mondo. Così sono i danni dell’uomo moderno che le mettono in serio pericolo.

Sorvolando le figure del cane e della scimmia, un cratere chiaro segna il sito dell’incidente di due aerei da turismo che si scontrarono nel 1997.

  Altre news...

Home

1