Le Onde di R. N. Elliott
©  di Tiziano Giusto
The Elliott Wave Principle


(Questo articolo è stato pubblicato sul sito www.cobraf.com in data 18.11.99)

Divorzio fra il Dow e i Tbond ?

C'è molta attenzione negli ultimi tempi alle decisioni delle Banche Centrali in materia di tassi d'interesse, soprattutto se si guarda al mercato azionario. In generale, nei mezzi d'informazione, è ben radicata l'idea che un rialzo dei tassi di interesse possa essere negativo per il mercato azionario come invece un ribasso possa favorire la crescita delle quotazioni.

L'obiettivo di questo articolo è di verificare con i dati se questa relazione esiste realmente e se può essere di utilità in una strategia di analisi del mercato azionario.

Per questa ricerca verranno utilizzati i dati dell'indice americano Dow Jones e i tassi dei TBond americani.

Nel primo grafico (scala logaritmica) i dati partono dal 1919 e arrivano fino ai giorni nostri. I valori sono mensili e dove possibile rappresentano la media delle quotazioni giornaliere.


Indice DJIA Vs. Tasso T.Bond - Grafico 1


Senza scendere nei particolari e guardando alla direzione generale del mercato, si può chiaramente dire che i tassi americani hanno avuto tre tendenze principali (vedi grafico):

1) al ribasso dal 1920 al 1946
2) al rialzo dal 1946 al 1981
3) al ribasso dal 1981 ad oggi (1998)

Nel primo caso (1920-1946) l'indice Dow Jones ha avuto 3 periodi di rialzo rispettivamente a) dal 1921 al 1929, b) dal 1932 al 1937 e c) dal 1942 al 1946 e 2 periodi di ribasso a) dal 1929 al 1932 e b) dal 1937 al 1942.

Nel secondo caso (1946-1981) l'indice Dow Jones ha avuto 1 lungo rialzo dal 1946 al 1966 e un ribasso o consolidamento dal 1966 al 1981.

Nel terzo caso (1981 ad oggi) l'indice Dow Jones ha avuto un rialzo che sta proseguendo fino ai giorni nostri.

Utilizzando la formula della correlazione (fra le due serie storiche e per tutto il periodo) otteniamo un valore di 0,55. Questa formula statistica ci dovrebbe dire se due serie di dati hanno dei movimenti simili (in questo caso il valore dovrebbe essere uguale a 1) oppure opposti (che è quello che ci si aspettava fra tassi d'interesse e azioni ed in questo caso il valore dovrebbe avvicinarsi a - 1) oppure se non c'è nessuna relazione statisticamente valida (in questo caso più il valore si avvicina a zero più è alta la probabilità che fra i dati analizzati non esista nessun rapporto).

Tengo a precisare che la correlazione è stata fatta utilizzando i valori logaritmici (a mio avviso appropriati quando si fa un confronto fra quotazioni di lungo periodo) e non i valori reali delle due serie storiche. In quest'ultimo caso il valore sarebbe stato di 0,27, quindi ancora più deludente del precedente.

Storicamente possiamo quindi dire che non esiste una relazione diretta fra i tassi d'interesse ed i valori azionari visto che un rialzo degli indici può verificarsi (e storicamente si è verificato) sia in presenza di tassi al rialzo che al ribasso, come pure un calo delle quotazioni azionarie si può sviluppare sia in condizione di crescita dei tassi che nel caso opposto.

Tuttavia, un'analisi più attenta, dimostra che nel terzo caso (dal 1981 ad oggi) questa relazione ha avuto un senso e probabilmente giustifica l'attenzione dei mezzi d'informazione a questo tipo di approccio al mercato azionario.

Non a caso negli ultimi 18 anni l'indice di correlazione fra le due serie storiche è di - 0,91 (sempre su valori logaritmici) e quindi molto vicino al valore richiesto di - 1,00.

A questo punto, studiando solo gli ultimi 18 anni, desidero portare alla vostra attenzione il grafico 2 evidenziato qui sotto.


Indice DJIA Vs. Tasso T.Bond - Grafico 2


In questo periodo di correlazione negativa fra i due indici ci sono stati altri tre rialzi paragonabili, sia a livello temporale che di estensione, a quello attuale. Sono indicati con le lettera A-B-C-D. L'analisi è stata fatta utilizzando le chiusure giornaliere di entrambi e l'obbiettivo era di verificare il valore dell'indice DJ all'inizio del rialzo dei tassi e alla fine dello stesso per provare l'influenza negativa che questo avrebbe avuto sulle quotazione azionarie.

La tabella sotto sintetizza tutti i dati con i risultati relativi.

Minimo dei Tassi

Valore dei Tassi e del DJ

Massimo dei Tassi

Valore dei Tassi e del DJ

Aumento in % dei Tassi e del DJ

Durata del rialzo in giorni

05/10/1998

4,718

26/10/1999

6,381

35,2%

386

7721,350

10302,130

33,4%

15/10/1993

5,780

07/11/1994

8,160

41,2%

388

3629,730

3808,870

4,9%

15/07/1986

7,120

19/10/1987

10,250

44,0%

461

1768,700

1738,740

-1,7%

04/05/1983

10,270

30/05/1984

13,940

35,7%

392

1212,650

1102,590

-9,1%


I risultati fino all'ultimo rialzo confermano l'influenza che in questi ultimi anni i tassi hanno sulle quotazioni azionarie.

Nel primi due casi (05.1983-05.1984 e 07.1986-10.1987) il mercato, nonostante la crescita iniziale (più evidente nel caso del 1987) ha terminato, alla fine del rialzo dei tassi, a un livello inferiore rispetto alla data di inizio del movimento.

Nel terzo caso (10.1993-11.1994) il mercato azionario, se paragonato con il movimento precedente e successivo, ha avuto certamente una pausa di consolidamento terminando a livelli quasi invariati rispetto alla data di inizio del movimento.

La sorpresa, per ora, è quest'ultimo caso (10.1998-10.1999?). Nonostante i tassi siano cresciuti in maniera simile ai casi precedenti, il mercato azionario è cresciuto costantemente e di pari importo.

Le conclusioni sono a mio avviso due ed entrambe valide.

1. O la relazione negativa fra i tassi e il mercato azionario che dura ormai da 18 anni è terminata e quindi
    il futuro andamento dei tassi non avrà più nessuna influenza sul mercato azionario
.
     Abbiamo visto nel primo grafico che storicamente è già successo e quindi dobbiamo accettare il fatto
     che può accadere di nuovo.

2. oppure (se la relazione esiste ancora) due considerazioni devono essere fatte:

    a) i tassi non hanno raggiunto il loro apice , ma un ulteriore rialzo risulta probabile sopra i livelli
      del 26.10.1999 a 6,381


    b) e durante questo rialzo il mercato azionario dovrebbe calare fino a raggiungere il livello che
      aveva all'inizio del movimento, cioè 7.721,35.


       Altri target, se paragonati ai risultati precedenti, sono:

      7721,350

-9,1%

7020,56

-1,7%

7590,56

4,9%

8102,43


Questo significa un calo del 20%-30% di valori attuali. Come sempre la risposta al mercato.

©  Tiziano Giusto


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