CASSANDRA

CASSANDRA

“…Cass…Cassandra!”. La ragazza vede vacillare il mondo intorno a sé, si sente trascinare indietro: non sa se vuole tornare, ma quella voce amata e familiare è così insistente, che non le lascia scampo. Prende fiato, e infine apre gli occhi. “Morkai, è successo di nuovo…”. L’uomo la guarda severo, ma non è che un attimo: la linea dura della bocca lascia subito il posto ad un sorriso d’affetto “Lo so, sorellina, ma devi smetterla di credere che significhi qualcosa: è un sogno, niente di più!”. La fanciulla sostiene il suo sguardo, la sua espressione è perplessa…difficilmente i suoi sogni sono solo sogni, e Morkai lo sa bene: fin dall’infanzia le capitava che col sonno invece del riposo le arrivassero conoscenze inattese, che la lasciavano angosciata e perplessa. E da un anno a questa parte le sue notti erano occupate sempre dalla stessa visione: una donna ed un uomo si fronteggiavano, la prima di un’indicibile bellezza, i lunghi capelli corvini, gli occhi come due abissi, le metteva i brividi; il secondo, il corpo perfetto, e un’ armatura di luce a sua protezione, la metteva in imbarazzo. Intorno a loro il mondo andava disgregandosi. Un’unica voce parlava, ma non apparteneva ai due protagonisti della scena: quella voce le diceva che lei avrebbe portato l’equilibrio…”Giovane Cassandra, è ora di ripartire!! Non farti attendere oltre!!” La voce di Eldur, il suo maestro spirituale, riscuote definitivamente la ragazza dal torpore del sonno e dai suoi pensieri. Proprio lui, un anno prima, le aveva parlato della sua fede in Teldon: equilibrio e armonia che nasce dalla coesistenza delle diversità; energia vitale e creativa che si sprigiona dalla natura; saggezza e pazienza, eredità del tempo che passa inesorabile; il Dono di saper ascoltare le parole che il vento sussurra con la sua brezza leggera e piacevole, e urla con le sue raffiche violente e taglienti. Era chiaro che il suo sogno parlava delle stesse cose, e la decisione di seguire quindi quel sacerdote errante come sua discepola era stata subitanea e definitiva. Si erano messi in cammino per raggiungere l’armata di Narva, ed unire la loro voce a quella degli altri fratelli narvatici: voci diverse, ma appartenenti alla stessa terra. Con loro era partito Morkai, che intendeva impedire alla sorella di mettersi nei guai, e lungo il viaggio si erano uniti loro Template, un oscuro molto diplomatico, che aveva salvato Morkai da uno scontro ormai certo con degli ubriachi che avevano mancato di rispetto a Cassandra, e Wishmerhill, un bardo piuttosto cialtrone, amante del vino e delle donne, che aveva insistito affinché essi formassero una compagnia di cui lui potesse cantare le gesta: l’Ordine della Rosa dei Venti. “Milady, credo che questo sia suo: dovrebbe fare più attenzione ad oggetti di tal genere…” Template si avvicina alla ragazza, e apre il palmo della mano, rivelandone il contenuto: un anello di magnifica fattura, il cui metallo prezioso era stato plasmato a creare un serpente. Cassandra arrossisce, chiedendosi come aveva potuto perdere l’anello appartenuto alla nonna, unico legame con le sue vere origini…chissà se mai sarebbe riuscita a ritrovare i suoi veri genitori: sicuramente non senza quell’anello!! “Grazie Template: a volte mi chiedo cosa farei se non ci fossi tu a vigilare sulla mia distrazione!” I due finiscono di raccogliere armi e bagagli, e raggiungono gli amici che si sono già incamminati: manca ancora qualche giorno di viaggio per raggiungere il Castello dell’Eterno, nei pressi di Talos, e loro sperano di arrivare in tempo per la Festa sulla Pentaroccia: un’occasione informale per presentarsi ai futuri compagni di Narva e conoscere vicende e protagonisti del Reame Incantato tutto.

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