SHALANDRA

 

"Allontanati. Intraprendi la tua strada e non tornare ."parole dure che ancora mi rimbombavano nella mente..mio padre colui che avevo amato fin dalla nascita mi aveva cacciato.
Vivevo in un villaggio nella contea di Firas di umili contadini la mia famiglia Di Lorac era molto conosciuta in quei luoghi... mi sentivo soffocare in mezzo a quei campi. I miei fratelli sempre pronti ad aiutare mio padre. Io sempre pronta a scappare da mia madre e a sognare ai piedi di grandi querce il mio futuro. Il mio destino non era quello.. mi calzava stretto e mai avrei voluto condividere la vita con qualcuno  in quel luogo. A coltivare, ad arare. Non era quella la vita che volevo vivere, per me sarebbe stato solo sopravvivere, e poi quello strano incontro mi aveva illuminato, Odrarh, un eremita che era solito farci visita al villaggio e che tutti vedevano come un ciarlatano.
Egli proveniva dal ducato di Ran, si era ritirato nei dintorni del mio villaggio per vivere i suoi ultimi anni a meditare.. io passavo la maggior parte delle mie giornate a parlare e sognare con lui e  proprio grazie a lui capii la strada da intraprendere..
Fin da piccola affascinavo gli amichetti di gioco con strani trucchi; per loro e per la mia famiglia  erano solo trucchi ma dentro sentivo una strana forza a volte incontrollabile.
Fu proprio Odrarh a insegnarmi cosa fossero e a controllarli. devo a lui la mia illuminazione e grazie ai suoi insegnamenti ora so davvero chi sono E qual'e' il mio destino: la magia e la sua luce, un unicum che nasce e cresce dentro di me e mi fa sentire in connubio con il resto del mondo.
Passarono gli anni e i miei incontri con Odrarh si fecero sempre piu' frequenti ..come le sgridate di mio padre che non concepiva i miei cambiamenti e di mia madre che pretendeva l'aiutassi nelle faccende di casa. Mai e poi mai..le mie mani avevano ben altri destini..da esse strane forze si sprigionavano ma loro cosi' umili non riuscirono mai a capirmi e per questo un giorno presi dalla rabbia mi cacciarono..
Accennai un sorriso e senza versare lacrime .li lasciai cosi' , senza parole.
"Il mio destino e' gia' scritto, non preoccupatevi non tornero' la magia mi e' amica e il mio respiro sara' come il vento tra le fronde degli alberi della foresta, non cercatemi per me da ora innanzi esistera' solo la luce eterna.. la magia.. Addio".
E senza proferire altro mi allontanai.trattenendo le strane espressioni  che segnavano il volto.. un misto di gioia e tristezza difficile da spiegare.
Raggiunsi subito Odrarh,  il mio maestro, felice quasi per cio' che era successo: ora potevo intraprendere libera il mio cammino e dedicarmi completamente a cio' che avevo tanto bramato seguire.
....Trovai Odrarh accasciato a terra senza forze..Aveva im mano una lettera e un medaglione strano, che ora indosso in suo ricordo. Non ho mai pianto cosi'..era come se fossi rimasta sola, per me era come un padre, la mia famiglia, il mio maestro.. Il suo corpo svaný all'improvviso, resto' a terra solo la sua veste e quella lettera.
".Fanciulla..sorrisi la prima volta che ti incrociai nell'altura vicino il monte... e rimasi affascinato gia' da allora dai poteri che avevi acquisito dalla nascita, per me eri stata baciata dalla magia, decisi di seguirti e diventasti come una figlia amata per me.E' giunta la mia ora lo sento.. voglio che tu tenga questo amuleto e che tu ricordi sempre i miei insegnamenti e che la via da intraprendere sara' quella verso la magia, non scordarlo mai. Shalandra, a presto in un modo o nell'altro ci incontrremo.. saro' sempre con te."
Caddi in ginocchio ai piedi di quella veste senza corpo ormai e rimasi cosi'non so per quanto.

Per giorni camminai  senza sosta per i boschi di Talos, senza accorgermene, mi trovai in uno strano e impervio territorio. Dei viandanti che avevo incrociato lungo il mio cammino mi dissero che quella era Narva: luogo oscuro di cui mi aveva parlato spesso Odrarh invitandomi a fare attenzione se un giorno mai mi fossi trovata la'.
Una notte  fui attaccata di sorpresa  da un orda di Goblin; esamine e senza forze  caddi a  terra e niente piu'ricordo da quel momento.

Mi svegliai su un morbido letto in una tenda, con vestiti puliti; sentii come in sogno strani sussurri e una strana voce.. mi basto' aprire meglio gli occhi e sorpresa trovai accanto a me una ragazza dai lineamenti fermi e decisi che mi sorrise."Ragazza..stanotte sei stata baciata dal nostro amato Dio Teldon..".
Cercai di alzarmi ma subito la ragazza mi invito' a sdraiarmi, "Ferma! meglio che riposi ancora, hai parecchio da raccontarmi credo tu venga da lontano; posso solo dirti che se non intervenivamo noi non credo che avresti attraversato viva la radura boscosa ."
"Ma dove sono? E soprattutto qual'e' il vostro nome?"
"Cassandra, e ti presento i miei compagni di avventura."
Parlammo tutta la notte e presa dall'entusiasmo di vedere una compagnia cosi' affiatata e legata decisi su invito di Cassandra di unirmi a loro.