Grand Bahama-prima parte
settembre 2003

(tutte le foto tranne quella del bacio del delfino sono dell'autore)

Baciato da un delfino (femmina)

Ecco cosa accade a chi si avventura nella dolphin bay, gestita dall "Unexco", dove vivono in semicattivita' 14 delfini. Bisogna farsi baciare da un delfino. Alla mattina sono stato ad un incontro ravvicinato con due delfini femmina in una delle grandi vasche dove vengono tenuti e studiati questi meravigliosi mammiferi. Abbiamo potuto accarezzarli, vederli da vicino, farci spruzzare l'acqua addosso per giocare. Al pomeriggio, a turno, accompagnano la barca dei loro "istruttori" al largo della costa, in mare aperto, dove in un fondale di 15 metri giocano e nuotano assieme ai sub . Poi tornano senza costrizioni nella baia protetta dove vivono accuditi e nutriti. Pesano da 150 a 200 chilogrammi e sono lunghi dai due ai tre metri. Vivono in genere 15 anni e sono felici del contatto con gli uomini.

Il viaggio

Sveglia alle 05,15 del mattino. Partenza all'alba con il primo volo per Milano alle 06,50. Ripartenza da Malpensa con un volo charter della Eurofly diretti a Roatan al largo delle coste del Belize. Volo interminabile con visione di ben tre film. Arrivati a Roatan nel pomeriggio, facciamo una sosta di due ore in questo sperduto aereoporto. Secondo il fuso di partenza sarebbero state le due di notte. Ripartiamo per Freeport, Grand Bahama, e dall'aereo ci godiamo un tramonto indimenticabile sul mare dei Caraibi. Arriviamo a Freeport alle ore 23.00 locali. Sono le cinque del mattino in Italia. Esattamente 24 ore svegli. Alla lobby dell'albergo incontro Giovanni, il responsabile del diving che mi fa sapere come piu' di dieci anni fa sia stato un impiegato del Banco di Sicilia. Mi complimento subito per il suo coraggio nell'avere dato una svolta cosi' diversa alla sua vita. Diventeremo buoni amici. Prima di riuscire a dormire si fa' l'una di notte, le sette del mattino in Italia. Per fortuna il ritorno e' stato un po' piu' breve visto che l'aereo e' partito direttamente per Milano. Nonostante cio' abbiamo atteso sei ore in aereoporto prima di potere prendere la coincidenza per Palermo. La sfaticata e' stata comunque ampiamente ripagata dalla meravigliosa vacanza.

Il sub si lascia trasportare delicatamente da Molly.


Tursiope: in inglese bottlenose dolphin (delfino con il naso a bottiglia).


Il delfino apre la bocca in attesa del premio: un pesce.

Le isole: sono tutte dotate di sterminate spiaggie candide e impalpabili, mare turchese, galeoni sommersi, piccoli villaggi pieni di charme, storie misteriose di pirati e di tesori nascosti e ancora da trovare.

Il piatto nazionale è la conch, lo strombo, una gigantesca conchiglia. Il mollusco, estratto dalla conchiglia, si cucina in svariate modalita'. Fritto, in insalata, in zuppe, stufato. In genere piccantissimo. A volonta' anche le aragoste, le cernie, e lo snapper. Il riso e piselli e' un'altra delle basi della cucina locale e non manca mai. La frutta e' quella opulenta dei tropici: manghi, banane, meloni, ananas, papaie, aranci e cocchi.


Il dollaro delle Bahamas e' considerato alla pari con quello statunitense. Le due valute sono usate indistintamente. Si puo' pagare e ricevere il resto in dollari Usa dappertutto.


Il clima e' tropicale con moderate escursioni e medie che vanno dai 25° dei mesi invernali ai 32° delle punte estive. La temperatura dell'acqua oscilla invece, dai 24° ai 30°. I mesi piu' piovosi dell'anno sono da maggio ad ottobre, ma si tratta sempre di brevi acquazzoni tropicali. Da agosto ad ottobre le isole rientrano nel percorso degli uragani.

Geografia delle Bahamas

Sono circa settecento isole coralline basse e piatte. Se contiamo anche gli atolli, il numero arriva a duemila.

Sono situate al largo della Florida, a cavallo del Tropico del cancro. Solo una trentina di esse sono abitate.

Emergono dal Bahamas Bank, un'area di 180.000 chilometri quadrati di secche e banchi di corallo poco profondi, che si snodano per piu' di 1300 chilometri dalla Florida (55 miglia da Palm Beach) fin quasi a sfiorare l'estremita'settentrionale di Cuba.

Le isole occupano un'area pari piu' o meno al Trentino e l'Alto Adige messi insieme. La capitale e' Nassau, nell'isola di New Providence, e gli abitanti sono 288.000 (1997).

Possiede la seconda barriera corallina del mondo dopo quella australiana: 200 chilometri di corallo che fronteggia l'isola di Andros.


Arnold il domatore di squali
Il centro subacqueo "Xanadu" e' l'unico che organizza lo "shark feeding". Il "feeder", colui che imbocca gli squali, deve proteggersi da eventuali morsi con una specie di muta formata da minuscoli anellini di metallo che non permettono ai denti del pescecane di tagliare e procurare ferite. I primi "feeder" cominciarono a dare il pesce agli squali a mani nude, rischiando ogni volta le proprie dita. Poi inventarono i guanti di metallo, e subito dopo per maggiore tranquillità tutto il vestito di metallo. E' divertente vedere gli squali che eccitati cominciano a mordere il subacqueo (feeder) sul collo, alle braccia, alle mani. Qualche volta come se sapessero che "lui" resta in vita grazie all'erogatore che gli fornisce l'aria cercano di strapparglielo dalla bocca. Una cosa e' certa: tra i dive master del Caribe gli "shark feeder" godono di grande ammirazione.

Arnold il piu' bravo "shark feeder", colui che dà da mangiare direttamente in mare agli squali.Nella foto e' riuscito a mettere in tranche uno squalo facendogli una carezza sotto il muso. Lo squalo si ferma per circa quattro minuti ed Arnold, afferatolo per la pinna, lo porta a fare toccare ai sub che stanno assistendo al "feeding". Non sempre il giochetto riesce. Pare che il metallo del guanto provochi qualche scompenso nella percezione dei campi elettrici (lo fa attraverso le ampolle di Lorenzini che ha sul muso) ed in questo modo subisce una sorta di stordimento o tranche.

 

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La storia delle Bahamas

Tutto comincio' il 12 ottobre di quasi cinquecento anni fa'.Cristoforo Colombo vide i segni della terra e approdo' su una delle tante isole delle Bahamas che chiamo' San Salvador. Questa storia la sentirete in ogn'una delle isole Caraibiche, perche' in realta' nessuno sa dove Colombo sbarco' quando credette di avere trovato l'America.

Erano abitate dagli indios Lucayo (tribu' degli Arawak).

Se gli Spagnoli furono i primi a sbarcare, gli Inglesi nel 1629 le occuparono, durante il regno di Carlo I.

Dal 1670 in poi furono sopratutto i corsari a frequentare le isole ed a stabilire qui i loro covi tra la fine del seicento ed i primi del settecento. Il Bahama channel era sulla rotta che veniva seguita dai galeoni spagnoli nel loro viaggio dal Nuovo Mondo alla Spagna per catturare i venti.

Il capitano Rogers inviato da Giorgio I nel 1718 riusci' a fare piazza pulita dei pirati.

Nel 1726 le isole contavano 1140 abitanti concentrati per lo piu' a New Providence, Eleuthera e Harbour Island.Il primo parlamento fu' inaugurato il 29 settembre 1729.

Durante la guerra civile americana un grosso business si apri' per gli abitanti delle Bahamas perche' sbarcavano armi e medicinali in cambio di cotone nei porti tenuti dai Confederati in aperta sfida con il blocco navale dei nordisti.

L'indipendenza delle Bahamas fu' proclamata il 10 luglio 1973.Oggi sono uno stato indipendente nell'ambito del Commonwealth britannico. La regina Elisabetta d'Inghilterra e' considerata formalmente il capo dello stato.Molte le tradizioni di antico stampo britannico, come la guida asinistra sulle strade.

La nascita del turismo risale agli anni Cinquanta anche se Ernest Hemingway scendeva a Bimini gia' negli anni Trenta. Leggete il suo "Isole nella corrente" ambientato da quelle parti, i Caraibi che tanto amava.

L'economia nazionale e' basata sul turismo, industria che occupa il 70 per cento della popolazione, e sulle banche ( ce ne sono circa 400).

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