Prof. Ferrari

PARCO del TREBBIA

INTERVENTI

data

autore

 

 

2ottobre

leo bolliger

2ottobre

3ottobre

leo bolliger

3ottobre

Prof. Ferrari

4ottobre

G.Castelnuovo

4ottobre

V.Melandri

5ottobre

Bruna Milani

6ottobre

Avv.Fantigrossi

12ottobre

Leo Bolligeri

Amici, sono molto d'accordo con i punti principali del discorso di Leo Bolliger: - andare oltre (non aspettare neppure le "destinazioni sociali" che il nuovo proprietario potrebbe scegliere; ci credero' solo quando le potro' toccare con mano) - non "lasciar perdere" (anche se le tentazioni che provo sono sempre piu' forti) - reagire in positivo, progettando invece di lamentarsi (o meglio, continuando anche a protestare, perche' nessuno pensi che siamo contenti, ma accompagnando le proteste con una solida e catafratta progettualita' (tale che nessuno possa dire che non funziona, e quindi squalificarla appigliandosi a cavilli tecnici o amministrativi) Purtroppo, invece, non riesco ad essere cosi' ottimista come lui. Anche perche' ricordo bene il discorso con cui l'Assessore Borghi presento' alcuni mesi fa il progetto del Parco del Basso Trebbia (l'ho gia' ricordato durante l'assemblea alla Rosso Tiziano; mi perdonino coloro che erano presenti): "Nessuna delle attivita' ora in corso nella zona (es. agricoltura, escavazioni) verra' in alcun modo impedita o bloccata dalla istituzione del Parco." Spero tanto che la Regione abbia specificato in un regolamento ufficiale non modificabile che cosa intende per "Parco", e che la sua definizione escluda tassativamente, per es., le escavazioni, ma non ne sono affatto sicuro. E, in ogni caso, l'intenzione dichiarata della Provincia (se non cambia idea, magari perche' gliela facciamo cambiare) e' quella di istituire il Parco del Gattopardo, che di parco ha solo il nome, e dove le cose continuano ad andare come sempre sono andate: il Consorzio di Bonifica fa strage di alberi e cementifica i canali, gli scavatori scavano, i discaricatori discaricano, i furbetti e furboni di Roma e dintorni si preparano all'acquisto all'asta della ex-polveriera di Momeliano oer le loro destinazioni non certo sociali, si costruisce a macchia di gattopardo in modo da rovinare il massimo numero di paesaggi possibile, ecc.. La lotta, credo, sara' durissima. Ma non e' questo che mi spaventa. Mi spaventa l'accorgermi della assoluta inutilita' di tutto quanto si fa nei limiti delle leggi, della civilta' e dei principi di non violenza: la democrazia delegata non impara, o non ha imparato nulla finora: basta vedere la facilita' con cui una giunta comunale che si e' inimicata vasti strati della cittadinanza ottiene il rinnovo della fiducia e la ricandidatura, e quella con cui, non essendoci nulla di meno peggio, otterra' i consensi degli stessi strati di cittadinanza che ha trattato da sudditi se non da alberi (anziche' degli animali, parlo dei vegetali, visto il suo amore particolare per questi ultimi). Conclusione? Non lasciamo perdere (sarebbe la fine), progettiamo seriamente e professionalmente le cose da fare come dovrebbero essere fatte (es. le aree militari!), ma anche trattiamo con il candidato sindaco promettendogli i nostri voti a fronte di un impegno scritto e firmato (che non faccia la fine del programma del 2002!) che preveda controlli periodici e qualche tipo di sanzione (qui non so cosa minacciare: purtroppo, il nostro ordinamento prevede la consegna completa del nostro territorio al vincitore delle elezioni, che per 5 anni puo' farne assolutamente cio' che vuole, senza limiti e senza controlli bloccanti; forse bisognerebbe poter perseguire i politici penalmente per le loro malefatte, invece di ritenerli irresponsabili anche penalmente...). Naturalmente, niente impegno solenne (auspicabilmente accompagnato da una qualche ammissione di colpa, non dalle sconce esaltazioni trionfalistiche che si leggono di questi tempi), niente voti. Anzi, una campagna elettorale avversa, a favore della scheda bianca (anche se cio' aiutera' il suo avversario). Scusate lo sfogo. Un caro saluto. Domenico Ferrari

2ottobre

Parco fluviale del Trebbia e Ca'Buschi: stop and go?br> Cari amici piacentini, propongo di accettare la battuta d'arresto e di andare oltre. La questione Ca'Buschi si conclude -aspettando, perch? no?, le eventuali destinazioni sociali adombrate dal nuovo proprietario- e oltre la delusione e l'indignazione, si riaccende la sfida per chi progetta, propone e rende fattibile il miglior sistema parco possibile; e non sar? una storia breve e facile. Lo so. Anche in questa occasione hanno prevalso calcoli, progetti, interessi e processi che ai pi? rimangono trasparenti, inacessibili e ovviamente neppure lievemente modificabili e negoziabili; con buonapace di ogni conservazione e valorizzazione di assetti e specificit? storiche e culturali (lg.7/2004 sulle aree naturali protette, art.5) e pi? ancora di ogni equilibrato modello/capacit? di produrre governance veramente interattiva e beni relazionali, coesione e fiducia. Lo so. ?rave. Soprattutto se ne sono protagoniste anche strutture pubbliche. In ogni caso nonostante la tentazione di "lasciar perdere", i piacentini -tutti: nativi, acquisiti o users- non dimenticano e presto potranno dimostrarlo: per fortuna la democrazia delegata potr? imparare da una malintesa e maltrattata democrazia partecipativa. Per contribuire a questa prospettiva propongo di abbandonare la frequente tendenza a fissare l'attenzione critica su errori e sconfitte per rinforzare di molto le nostre competenze e capacit? progettuali, organizzative e realizzative e nel caso specifico, di portare ai tavoli tematici del Parco --di Agenda21 o altri e "pi? importanti"-- e all'attenzione del pubblico un disegno (confini, sedi, piano territoriale ma anche statuto, aderenti ecc.) ancor pi? fortemente orientato ed innovativo ma anche aperto ed integrato del progetto-proposta da sottoporre alla Regione per la istituzione del parco stesso (non siamo tutti d'accordo che ogni parco ? un caso unico?ome ogni nuovo ente autonomo derivato e non elettivo??). E per non rendere possibile alla fine a forza di piccoli (?!) passi solamente un "parco grigioverde" ma per dare concretezza ad alternative ragionevoli e perseguibili e considerato l'iter finora realizzato propongo -con uno sguardo alla Convenzione di Aarhus in vigore dal 30 ottobre 2003 che sancisce i diritti della cittadinanza in materia ambientale ad essere informata e ad avere accesso a documenti e riferimenti prima che i processi abbiano corso ed in tempi certi- propongo, dicevo, innanzitutto un "grande tavolo" di lavoro sul parco nelle piazze dei Comuni interessati, in primis in Pza.Cavalli, aperto a tutti ed adeguatamente facilitato, di cui chiedo qui, alle Amministrazioni ed alle associazioni interessate, l'organizzazione e la convocazione in tempi utili (potete aderire e sostenere questa richiesta inviando una email a piacenzaambiente@yahoogroups.com o sito http://it.oocities.com/piacenzaambiente ). In preparazione segnalo la possibilit? di partecipare al corso dedicato alle aree protette della Regione (iscrizione: amblavpc@associazionealer.191.it; sito web: http://www.provincia.piacenza.it/partecipa) ed alle relative visite l'ultima delle quali molto istruttiva al Parco fluviale del Taro (sito Internet http://www.parcotaro.it.) condotta con la guida della sua appassionata ed autorevole direttrice: dove si dimostra quanto contino le persone in tempi di facile "parchizzazione" e spettacolarizzazione turistica della Natura rinaturata ed ancor pi?quindi in una fase istitutiva, fondativa della possibilit? di buona gestione e di buone soluzioni, come la nostra.

2ottobre

3ottobre

Ringrazio il prof. Ferrari per il suo esplicito ed accorato intervento. In particolar modo tre punti mi sembrano essenziali. Innanzitutto l'accenno alla vicenda di Momeliano: chiedo al prof. Ferrari di chiarire lo stato delle cose onde non trovarci a subire di nuovo l'osservazione di essere arrivati tardi (e mi scuso se la cosa dovesse essere gi? da tutti conosciuta...io purtroppo scendo dalle montagne...). E poi: 1) la necessit? di una progettazione attiva, solida, attenta e professionale delle funzioni, delle caratteristiche emergenti e distintive, dei paesaggi e della organizzazione (statuto ecc) che accompagni/interloquisca/contraddica e/o confermi sistematicamente il percorso e gli orientamenti del committente/progettista "pubblico" del parco 2) la necessit? di fare pesare merito e metodo fino ad oggi seguiti per il Parco nella prossima "disfida" comunale. A tal proposito condivido la necessit? di un accordo chiaro ed esplicito e non solo ovviamente sul progetto parco. Rimane il problema del controllo nei cinque anni...ma certo ? necessario fissare dei punti irrinunciabili...non solo "astratti" a partire da subito. per es.: 1) L'uomo ? l'ambiente: il Piano strutturale comunale oppure 2) Orizzonti: la a-crescita, autogoverno e mercato Mi pare per? che sia difficile trovare -oltre che persone disposte a lavorare ed esporsi in tal senso- dei momenti comuni di lavoro...e prima delle sanzioni ? ovviamente necessario proporre e stabilire insieme regole, obiettivi concreti e risultati attesi da portare al tavolo del negoziato con il Sindaco.

3ottobre

>Innanzitutto l'accenno alla vicenda di Momeliano: chiedo al prof. Ferrari di >chiarire lo stato delle cose onde non trovarci a subire di nuovo >l'osservazione di essere arrivati tardi (e mi scuso se la cosa dovesse >essere gi? da tutti conosciuta...io purtroppo scendo dalle montagne...). Chiarisco, per quel poco che ne so (anch'io scendo dalle montagne, almeno quelle metaforiche, poiche' mi sento sempre piu' lontano dal piattume della realta' contemporanea): ho sentito dire (sara' pettegolezzo, ma in questi casi il gossip e' spesso pura verita') che il sig. Caltagirone (per esempio) e' in ansiosa attesa della pubblicazione del bando d'asta della ex-polveriera di Momeliano. E' ovvio che ciascuno dei terreni potenzialmente fabbricabili del demanio militare che rischiano di essere messi all'asta ecciti le brame degli speculatori nazionali oltreche' quelle degli speculatori locali. Intanto, noi ci illudiamo che, all'uscita del bando, la Provincia si precipitera' ad esercitare il diritto di prelazione, magari con il valido contributo del Comune di Gazzola.... Almeno, cerchiamo di non farci troppo conto! PS: Per quello che vale, la Delegazione FAI di Piacenza ha invitato tutti i piacentini ad indicare Momeliano come loro "luogo del cuore" nella terza raccolta di questi "luoghi". La quale e' terminata il 30 settembre scorso. Se ne avremo raccolte alcune migliaia, qualche aiuto potrebbe venire dall'iniziativa, poiche' il FAI mandera' tutte le cartoline al Comune interessato (cioe' Gazzola) e forse anche alla Amministrazione Provinciale di Piacenza, e cio' dovrebbe esercitare una qualche pressione psicologica sulle Amministrazioni coinvolte. Mah, vedremo!

4ottobre

G.Castelnuovo

4ottobre

Cari amici, e se qualcuno c?, anche cari compagni, parto innanzi tutto con il contestare l?dea che quelle di Domenico e Giuseppe siano sfoghi di cui si debba chiedere scusa. Mi convinco sempre di pi?, che se di qualcosa ci si deve scusare, nel contesto politico nel quale ci stiamo avvi ?. (volevo scrivere avvitando, ma credo sia pi? giusto dire) avvi ?lendo, questo, sia il silenzio. Mia madre mi ammoniva che il bel tacer non fu mai scritto, ma con tutto l?more che porto oggi per la sua memoria, sono ancora per ribellarmi ad un uso superficiale di tale saggezza popolare, e preferisco misurarmi con i miei errori conclamati e declamati, piuttosto che con i miei eventuali saggi silenzi. Su questi ultimi, i nostri silenzi, una classe dirigente sempre pi? digerente, e sempre pi? volta ai propri interessi (per la parte pi? nobile di essa, magari da far coincidere, solo dopo, con gli interessi collettivi e pi? generali), galleggia beatamente senza nemmeno fare lo sforzo di voltarsi da un?ltra parte. Credo per altro che si debba dare atto a Leo, delle sue buonissime intenzioni, che mi pare siano proprio quelle di spronare noi tutti a non cedere, anche se le sue invocazioni, sono per cassarle da un ottimismo specifico e a mio parere purtroppo non spendibile, quello che Leo manifesta con questa frase: ? piacentini -tutti: nativi, acquisiti o users- non dimenticano e presto potranno dimostrarlo?..? ??sperienza purtroppo che ci dice che, non solo i piacentini, ma i cittadini italiani in genere, non solo dimenticano, ma vogliono dimenticare. E se dobbiamo aiutarli, dobbiamo avere la consapevolezza che il primo aiuto deve andare contro questa predisposizione, diciamo naturale, sicuramente, secolare. Aiutiamoli!, quindi, come dice Leo, cominciando dal ricordare loro tutto quello che Domenico e Giuseppe elencano nei loro messaggi, e senza dare per scontato che il solo ?are? si possa poi riscontrare di per se in un ?ar sapere? che non nasce mai spontaneamente. Qui per? sta l?rdua impresa, a cui dobbiamo muoverci (sempre che lo vogliamo e troviamo la forza ulteriore per provarci). Se non troviamo il modo di mettere a valore anche la pi? piccola risorsa volontaria, facendola confluire in un disegno il pi? organico possibile, andremo sempre a sbattere contro chi, presidia da sempre (bene o male organizzato) il confine dove si incontrano il potere, e in democrazia, il popolo. La partita che noi possiamo giocare, si gioca in quel campo l?! ?ltri?possono contare su ?ltre?possibilit?, possono rimanere acquattati ?ltrove?e muovere le loro mosse con successo senza nemmeno apparire agli occhi di chi poi paga puntualmente tutto anche per loro, ma per noi ?ittadini?non ci sono alternative. Oggi parlando del nascente (?) PD, Gad Lerner la dice a mio parere molto giusta quando afferma: ?essuno ha ancora inventato uno strumento di rappresentanza politica pi? democratico di un partito?.. ? mi permetto di aggiungere, non solo uno strumento pi? democratico (sulla carta almeno) ma anche lo strumento pi? efficace, per rapportarsi con i cittadini da un lato e con l?sercizio del potere dall?ltro. Ma Lerner conclude a mio parere sbagliando quando afferma che occorre: ?ercare un antidoto popolare alla debolezza della politica?? Ma quale debolezza della politica? Se parliamo della debolezza della politica (che dovrebbe essere, oltre che dirsi), democratica, nei confronti di chi controlla gli immanenti poteri economici e militari, ? un conto ?? ? ma se parliamo della debolezza della politica nei confronti dei cittadini, compresi quelli come noi che vorrebbero davvero essere tali, non solo un giorno ogni cinque anni ?.. di quale debolezza mai si pu? parlare!!!!!?????? Quella politica, magari insufficiente, magari poco democratica, e magari anche pasticciona quando non proprio disonesta, ? fortissima, nei nostri confronti, altro che debole, e da questa sua forza non possiamo prescindere. Che fare allora? Beh, sicuramente non tacere, trovare in ogni modo la possibilit? di far sentire la nostra voce. Ma poi, nel nostro caso specifico, assistere impotenti alla ricandidatura di uno ?plendido assessore?di un egolatra ex sindaco, sicuramente oggi economista di vaglia? Nei prossimi mesi, si apre una piccola piccola finestra, per chi come noi, non solo ? portatore di valori, e idee concrete, ma ?orrebbe?anche contare, oltre che le pecore e ?. i lupi, anche qualche successo nella gara per il ?otere? Questa finestra coincide con le prossime elezioni amministrative a Piacenza, dove come sappiamo, si vince per pochi voti. Ghino di Tacco, per chi non lo ricordasse, Bettino Craxi nella rappresentazione di Eugenio Scalfari (poi dallo stesso Craxi ridotto ad acronimo-firma, GdT, sull?vanti), era un brigante che sottoponeva a ricatto chi passava sotto le sue forche caudine, ma la sua tecnica, se non si eleva a fine che giustifica i mezzi, ma si adotta con l?ntidoto della assoluta trasparenza, pu? essere adottata per motivi palesi appunto, motivi capaci di trarre forza dalla loro trasparenza. E badate che la trasparenza ? un?rma potente contro chi ? forte principalmente della propria opacit?. Poich? come ci ricorda Domenico, ?urtroppo, il nostro ordinamento prevede la consegna completa del nostro territorio al vincitore delle elezioni, per 5 anni? un obiettivo per noi dichiarato, realistico e ?inimo? potrebbe essere quello di conquistare una sorta di ?peaker? corner?(se mi vorrete concedere la civetteria), un diritto di tribuna in consiglio comunale, che, senza soverchi illusioni, tenga per? sotto schiaffo di trasparenza, il futuro ?plendido sindaco? Badate bene, sia che il futuro ?plendido sindaco?risulti quello eletto anche con i nostri voti, sia quello eletto contro i nostri voti. Su la Repubblica di luned? 2 ottobre, ? apparso un articolo dedicato ai ?archi nel mondo?che occupava una pagina, accanto ad un?ltra di sola pubblicit?, ma che era fatto di poche righe, perch?, in realt? altro non era che pubblicit? redazionale neanche tanto occulta o subliminale, per un mensile dello stesso gruppo editoriale. In quelle poche righe per? si diceva anche questo: ?.oltre il 7 per cento del totale della spesa turistica italiana si produce all?nterno dei confini delle aree protette, con un tasso di crescita annuale del 20 per cento? Se a Piacenza, una classe politica che sta al di sotto della pur bassa media italiana, non ? nemmeno capace di leggere un giornale di opinione, non possiamo illuderci di condizionarla con la ragione, ma nemmeno illuderci di disfarcene con la ?emocrazia? non ci resta che assediarla dopo avere conquistato avamposti sul suo territorio e attrezzarci per una ?attaglia?di lungo, molto lungo, periodo. Mi sembra questa il solo modo per aiutare i nostri concittadini (oggettivamente pi? sprovveduti di noi). Chiedo perdono per la lunghezza, che per?, magari in preda ad un eccesso di presunzione, non considero uno sfogo. Cari saluti a tutti vittorio(melandri

5ottobre

Amici, purtroppo non ho quasi nessuna dimestichezza con la tecnologia avanzata e pertanto ho difficolt? a collegarmi ad internet per partecipare al forum che comunque prima o poi "legger?" e poi vi far? sapere. Per ora intendo esprimervi la mia riflessione sulle belle, stimolanti e soprattutto intelligenti lettere che ho ricevuto da Bolliger, Castelnuovo, Ferrari, Melandri (e spero di riceverne altre). Sono d'accordo praticamente su tutto anche se non sono un tecnico: non so di leggi e leggine, faccio fatica a ricordare i nomi di consiglieri e assessori, non parliamo poi delle date...Per? questo pu? rivelarsi una fortuna quando mi impedisce di "diluirmi" in cavilli cos? ho sempre ben presente il nocciolo dei problemi e sono portata ad "inventare" qualcosa per superarli. -Non sono d'accordo invece nell'andare oltre C? Buschi, nel lasciarcela alle spalle. Non perch?, come abbiamo detto gi? mille altre volte, essa sia "la madre di tutte le battaglie" ma perch? era per i politici l'esame di quinta elementare e non sono stati in grado (volutamente o no) di superarlo. Sorrido quindi quando il sindaco dice che si presenter? e cimenter? "solo su obiettivi alti"(parole sue) come voler prendere la laurea senza avere la licenza elementare. Non solo, questi politici non devono passarla liscia altrimenti ci ritroveremo nella stessa situazione alla prossima tappa, sul prossimo obiettivo, sul prossimo progetto, sulla nostra prossima proposta. - Ha ragione Ferrari. L'urgenza ora ? trovare il modo sia di impedire che gli amministratori si comportino da dittatori clientelari sia che restino impuniti altrimenti la loro arroganza, il loro disprezzo per la base, il loro menefreghismo sui patti aumenteranno sempre di pi?. Se nessuno li ferma, se non vengono costretti a rispondere e pagare per quello che fanno perch? mai dovrebbero migliorarsi? Quindi la situazione continuer? a peggiorare e noi saremo sempre solo grilli parlanti. Propongo quindi di proseguire lotte e programmi, ma soprattutto chiedo di studiare insieme tutte quelle cose non violente e legali che possano "punire" chi sappiamo. Nessuno pu? illudersi che un adulto cambi mentalit?. Fidarsi quindi delle promesse anche scritte di costoro mi sembra tempo perso troppo ingenuamente (e loro non aspettano che di ridere di noi). - Dobbiamo invece studiare nei meandri della legge, dei decreti ecc. tutto ci? che pu? portarli sul banco degli imputati. Perch? aspettare 18 mesi la risposta sulla nostra proposta di cintura verde? Non sono obbligati a rispondere entro 30 giorni? E allora al trentunesimo deve scattare la denuncia e cos? via. Se ? il caso ricorrere a trasmissioni televisive (Striscia la notizia, Report, Mi manda Rai tre). Mi spiace molto dover dire questo, perch? ? ovvio che preferirei risolvere le cose in un confronto civile e democratico ma questa ? l'ultima spiaggia e loro non hanno nulla da guadagnare se messi alla pubblica gogna. - Altro punto fermo, secondo me, sarebbe far scoppiare sempre le contraddizioni man mano che si presentano. Ad es. Ambiente e Lavoro aveva detto di "stare con la lotta per Ca' Buschi" per? non hanno versato un solo euro e non ci hanno dato una mano sui mass media n? in consiglio tramite i loro amici salvo, una volta venduta Ca' Buschi, dire ipocritamente su Libert? di "essere amareggiati", salvo ribadire nella nostra riunione alla Rosso Tiziano che erano d'accordo col comune e contro il ricorso. Esempi cos? non devono pi? accadere. Se uno aderisce a ci? che facciamo deve aderire davvero e non tenere il piede in due staffe solo per poter contare quanti siamo e conoscere in anticipo le nostre intenzioni e le nostre mosse. Vi sembrer? molto dura ed ? vero, ma non ho pi? illusioni. Se vogliamo continuare a lottare davvero per l'ambiente dobbiamo essere pi? disincantati: non bastano analisi dotte e programmi stupendi, dobbiamo anche inventarci una strategia astuta ed efficace, dobbiamo essere pi? "cattivi" seppure con mezzi assolutamente pacifici. - Dobbiamo anche concordare di non parlare pi? personalmente con la stampa, ma diamo solo comunicati ufficiali. Ci? per arginare la voluta cattiva interpretazione delle nostre parole; forse perderemo l'aura amicale per acquistarne FORSE una pi? professionale. Tanto chi ci frequenta ci conosce e chi non bazzica da noi non avr? gioco per fraintenderci. Diversa ? l'intervista in diretta. - Necessari sono a questo punto contatti con esperti sia di diritto amministrativo che di leggi europee, necessario sarebbe fare inchieste e pubblicare dossiers, cos? come una rassegna stampa su Ca' Buschi ecc. Idee ne ho molte ma il tempo e la salute sono pochi. Devo dire per? che il "nostro gruppo" mi piace sempre di pi? perch? mi sono accorta che ciascuno porta il contributo di un pensiero proprio, di una competenza specifica, nel sogno/progetto che per? ? comune a tutti noi. Insomma, ognuno ? un pezzetto del mosaico e il disegno che ne esce ? fantastico. Cerchiamo di realizzarlo. N.B. Io voter? scheda bianca o non voter?. Chi ha governato cos? male non deve essere assolto su una promessa che tanto non manterr?, deve capire che ha sbagliato e che gli errori portano conseguenze. Se vincono "gli altri" (ma dove sta poi la differenza) amen, preferisco essere tradita da loro che da quelli che considero pi? "vicini". Preferireste essere pugnalati da un figlio e da un amico o piuttosto da un estraneo? Comunque vada, io cos? non ci avr? messo mano in queste elezione e potr? presentarmi a chiunque "pulita". Accetter? quello che viene e lotter? per migliorarlo, ma assolutamente non intendo fare come se nulla fosse, perch? come ho gi? detto sembrer? che vogliamo assolvere, dimenticare e passare oltre... ridando a lor signori la possibilit? di sbagliare di nuovo restando sempre impuniti. BRUNA MILANI

6ottobre

Cari amici, l'entusiamo di Bruna Milani ? ammirevole e "consolatorio", ma nella parte in cui si riferisce ad una strategia di tipo "legale" ("Necessari sono a questo punto contatti con esperti sia di diritto amministrativo che di leggi europee...") richiede da parte mia, che per professione mi occupo di illegalit? dei pubblici poteri, un indirizzo di prudenza. Va ricordato al riguardo: - che il nostro ordinamento ha creato la figura del termine "ordinatorio" distinto da quello "perentorio", il primo dei quali di fatto non opera come un vero termine.....(non mi dilungo perch? stimo la vostra intelligenza); - gli atti amministrativi anche se illegittimi producono effetti obbligatori (viva il primato della legge !!) e vanno impugnati entro un termine (questo s? perentorio) di 60 giorni davanti ad un Tribunale diverso da quello delle liti fra privati e che di solito ? assai propenso a sostenere le ragioni dell'amministrazione (in questo anzi il nostro TAR di Parma si distingue per solerzia - di recente, ad esempio, ha ritenuto di non dover neppure esaminare un ricorso contro la tangenziale sud di PC presentato da un proprietario di bene solo "lambito" e non brutalmente attraversato dal tracciato, considerandolo non legittimato e condannandolo a diverse migliaia di euro di spese a favore del Comune, della Provincia e della TAV !!; inoltre non considera legittimati al ricorso i comitati spontanei di cittadini; - la sola "tassa" minima di ricorso al TAR ? stata di recente innalzata a 500 E. (e si sa che gli avvocati specializzati costano poco....). Si potrebbe continuare, ma mi pare sufficiente a considerare le azioni di tipo legale come un rimedio eccezionale e da utilizzare con grande PRUDENZA. Quando ? possibile ? meglio un accordo, anche al "ribasso", che una causa (questo ? una delle ragioni per cui il nostro paese non pu? dirsi civile e moderno). Detto questo condivido appieno l'altro messaggio di Bruna relativo ad un approccio pi? professionale alla comunicazione. Cos? come occorrerebbero professionalit? dedicate alla sistematica raccolta di fondi (ci sono anche corsi dedicati a questo) per dare alle notre battaglie un peso maggiore e per coinvolgere un sempre maggior numero di persone. Cari saluti. Umberto F. PS anche per me il forum in rete rappresenta una tecnologia un p? troppo avanzata... ed anche la posta elettronica va usata con moderazione perch? sottrae molto tempo alla giornata (questa ? la ragione per cui rispondo poco e con contributi pi? brevi di quanto sarebbe a volte necessario).

12ottobre

Parco del Trebbia, enti locali e partecipazione deliberativa Il Grande Tavolo: un esperimento di democrazia per un progetto possibile Cari piacentini, Non sono ottimista e temo che vinceranno schede bianche ed inafferrabili cupole: Tutto ? possibile!?a non sarebbe una novit? e non voglio lamentarmene! Capitali, lobbies, affaristi e "biancogrigiorossoverdi" portaborse, napoleoni e team d'avventura sono?l sale della vita! Le regole della democrazia rappresentativa, ma anche i meandri umani della burocrazia amministrativa, volgono oggi verso il populismo decisionista e la estenuata processualit? di sicurezza-consenso. Per non essere ipocrita ne accetto ed ammetto anche l'utilit? in alcuni frangenti della mia vita! e dunque anche in certi passaggi e momenti della vita pubblica locale e globale (e qs. aspetto, ? noto a tutti, non ? oggi indifferente!). Dunque non sono sorpreso. E non mi sorprendo neppure quindi, al contrario ne sono partecipe?persino tentato!, che molti per contrastare queste tendenze mettano in campo passioni e combattivit? estreme e disposte al sacrificio. Interpretando per? da laico la famosa frase "chi ? senza peccato? o molto pi? modestamente consapevole del tranello cui simile sentire allude -l'inconscia sottomissione al potere cui dice di sfuggire- vorrei tentare un'equilibrata terza via (e lasciamo perdere "quella" terza via!) che consenta poi al nostro "eterno ragazzo" il cambiamento. Dunque per es. continuo a pensare che memoria e trasparenza non dispiacciano agli uomini -anzi siano loro connaturate!-e neppure quindi ai piacentini -nativi, acquisiti, users- purch? non siano le uniche "esperienze cognitive" e gli unici argomenti convincenti del discorso ma siano accompagnate da una robusta, positiva e comune attivit? creativa e costruttiva. Penso che si dovrebbero moltiplicare allora le occasioni facilitate e info-comunicative d'incontro, discussione, progettazione, negoziazione e decisione di merito (magari non "a norma di legge" o "certificate" come Forum e simili) cui "obbligare" anche i responsabili pubblici! La iniziativa del FAI "i luoghi del cuore", le innumerevoli di Legambiente e molte altre dal capoluogo e dalla provincia costituiscono da tempo da un lato un grande contributo culturale, tecnico e d'opinione, dall'altro soffrono a mio parere di un difetto di comunicazione che attiene in parte alla loro visibilit? diffusa ed in parte e prima alla loro capacit? di fare sistema (plurale), quindi progetto (conflittuale ed aperto), decisioni ed azioni infine condivise (non compromessi). Assistiamo da tempo alla crisi della rappresentanza ed in particolare della legittimazione e dell'efficacia delle istituzioni della nostra democrazia rappresentativa. Crisi morale dei rappresentanti ma prima ancora dei processi di formazione delle decisioni, di gestione e di controllo delle responsabilit? e delle azioni a tutti i livelli ed a tutte le scale. E' la crisi del "sistema democratico" come organizzazione che interpreta lo sviluppo della societ?, dell'economia e degli Stati-nazione-territori nell'Ottocento/Novecento e nella parte occidentale del globo. Allora ancora una volta e nel nostro piccolo la vicenda ca'Buschi-Parco del Trebbia stimola una riflessione in proposito ed in particolare sullo stato e le prospettive della "questione istituzionale". Da semplice cittadino accolgo con piacere la prudenza da molti invocata rispetto alla possibilit? di seguire strade legali in relazione alla nota disputa sull'asta per ca'Buschi e vado oltre. Noto innanzitutto come l'avventura-Parco sia decollata dopo anni di argomentazioni e pressioni da parte di alcuni sempre meno minoritari settori della societ? in tal senso? non solo per la pianura!? noto poi come tale progetto segua un percorso partecipativo ufficiale privo di qualsiasi responsabilit? decisionale ma esclusivamente orientato, di fatto, da una sorta di "consenso informato" per le scelte dell'Amministrazione pubblica. Come dire: il parco nasce gi? vecchio nonostante tutti affermino essere ogni istituzione ed organizzazione di parco un caso a se stante ed originale. Nasce finalmente, dopo lunga gestazione, e solo per questo ? dunque positivo; ma il carattere pare essere gi? fortemente determinato in un contesto fortemente conservativo. Perch? da un lato legato alla regola (articolo della lg.reg 6/05) che stabilisce i componenti delegati e decisori e quelli consultivi del Consorzio-agenzia-ente derivato "Parco del Trebbia" e dall'altro perch? il suo progetto territoriale e paesistico, la sua organizzazione funzionale e logistica, le sue implicazioni sociali paiono, di fatto, e per ora (?!) oggetto di discussione-informazione top down pi? che d'elaborazione da parte di una rete autonoma di soggetti dotata di potere di decisione bottom up. In altri termini. Una sorta di "programmazione negoziata" ? avvenuta ed avviene a ben appartati tavoli tra gli attori forti pubblici (le Amministrazioni pubbliche coinvolte, cooperanti e concorrenti? e privati (? mentre alla partecipazione ? offerta solo l'occasione ex post di "dibattere" per ammortizzare e "moderare" conflitti e diversit? residue -pi? comunicative che sostanziali-tra i portatori di interesse -non certo tra singoli cittadini!-, per aggregare consenso a politiche e scelte pre-definite? questo proposito allora -in relazione al percorso finora svolto in Provincia dai gruppi tematici per il Parco-essendovi la necessit? di strutturare i processi di partecipazione, dando ad essi regole di funzionamento e tempi certi di lavoro, sarebbe stato opportuno che gli attori ?niziatori del processo? l'Amministrazione provinciale, si assumesse soltanto il compito di garante delle forme di partecipazione, del loro svolgimento e di alcuni interventi tematici informativi: i diretti promotori o responsabili della politica e delle scelte in discussione (assessori, dirigenti e funzionari dell'ente competente) avrebbero potuto intervenire ma non gestire e condurre la discussione e le riunioni?a ovviamente, date le premesse, le cose non vanno cos?? Torniamo a noi. Dicevo di andare oltre. Dopo aver visitato, all'interno del corso di accompagnamento del progetto parco, tre parchi emiliani e dopo innumerevoli, interessanti presentazioni tematiche (fauna, flora, cave, sistemi fluviali, energia ecc ecc) vorrei vedere tutti attorno ad un Grande Tavolo partecipato "autorevolmente facilitato" per progettare, disporre e proporre zone, aree, attivit?, edifici e tutto quanto potrebbe competere al nostro parco (in un tempo, un weekend? entro fine anno, ed in uno spazio, pza. Cavalli?, la fiera? opportuni?)?ompresi statuto e regolamento?con qualit? della informazione e della comunicazione e potere allargato ed effettivo di progetto-decisione pubblica: il valore aggiunto di un esperienza che sarebbe, questa s?, di eccellenza!

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