La Rubrica di Alberto Padovani - 15 febbraio 2006 -

 In ogni gioco che si rispetti, il senso ludico va disciplinato nei comportamenti per migliorare le prestazioni. Ecco perché, non appena qualcuno riesce a mettere un po’ di ordine ad una squadra, comincia a separare i giocatori a seconda delle loro attitudini e a collocarli in modo tale da coprire il più possibile il terreno di gioco. Di conseguenza, cambia il modo di concepire la partita: lo sforzo fisico va distribuito per tutta la durata dell’incontro; la palla si passa tra i compagni perché è inutile intestardirsi in infruttuosi dribbling; la difesa si dispone a zona sfruttando i meccanismi del fuorigioco; ognuno assume in campo precisi compiti e responsabilità.

In questo modo viene dunque introdotto un principio valido ancora oggi: ottimizzando l’efficienza e la disciplina tattica, si ottengono risultati migliori, si riduce la confusione e si compensa la fatica. Un minimo di organizzazione permette inoltre di mascherare eventuali limiti tecnici dei singoli perché si oppone il collettivo alle doti individuali. Nascono i primi ruoli e i comportamenti ad essi relativi: in altre parole, quando si comincia a giocare seriamente a pallone, per poter vincere diventa necessario introdurre negli atleti collocazioni in campo più razionali e funzionali.

Questa esigenza strutturale e tattica, trova soluzione nell’applicazione pratica di teorie di natura militare. Difatti, lo scontro tecnico-fisico di due squadre di calcio ripropone logiche, motivazioni psicologiche e strategie proprie di una battaglia. Persino i vessilli e le divise distinguono platealmente gli schieramenti. Le armi sono sostituite dall’abilità tecnica individuale ma l’obiettivo finale rimane sempre quello di sconfiggere l’avversario. E la velocità e la forza fisica giocano un ruolo non secondario. Dunque, furbizia, rigore e intimidazione.”

Questi citati sono alcuni passi di un dossier tratto da www.hellastory.net riguardante la storia dei moduli e le origini tecnico- tattiche del calcio.

Da questo breve saggio,vorrei cominciare con il dire che la vittoria con il  Mozzo Pozzo porta 3 punti, 200 minuti di imbattibilità di Poli e 10 punti in 4 partite! Ma non tutto è rose e fiori e le lunghe battaglie e gli eserciti sono ancora tutti ben schierati. Infatti il Primomaggio e un finora Napoleonico 4-4-2 stanno dando ottimi risultati ma la tensione deve restare alta. infatti come è vero che ormai siamo stati capaci di far risultato sia in campi amici, ospiti, ben curati o con fondi scorbutici, anche le truppe Napoleoniche ebbero delle difficoltà, dopo tante imprese e verso est. Analogie con la squadra juniores, euforia massima,tensione in calo  e  un Montorio verso est,come la Russia appunto. Bisognerà dunque essere capaci e umili, affrontando una delicata sfida che può portare la squadra in una buona posizione e restando in un Mare Serenitatis che ospita cinque formazioni placidamente incompiute, tra le quali il nostro Primomaggio, che però non deve dimenticare e rischiare di ricadere nel  Mare Imbrium delle piogge e paludi di bassa classifica.

Servirà allora grande rigore tattico,scelte azzeccate dal mister e un aiuto di tutti affinché le imprese precedenti non siano rese vane. Con la coscienza che arrivati fino a qua lo scopo è esprimere bel gioco e portare a casa il bottino.

Lavorare bene in settimana vuol dire essere pronti ad affrontare la battaglia,aver sistemato e ritoccato ogni piccola imperfezione,non lasciare nulla al caso. Uscire da un’accademia ,militare per Napoleone, calcistica per noi. Grandi confronti e grandi sfide. Ad ogni caduta corrisponde una carica di orgoglio,ad ogni risultato una riconferma. Avanti truppe rossoblu,con ordine, sincronismi,intelligenza e la giusta  spavalderia!