segno - significazione - significante e significato (F.De Saussure) precedente
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Molte cose riguardo quest'argomento sono state anticipate in home page: il campo di indagine della semiotica, l'intuizione dell'organizzazione dei segni in sistemi. Ma perché queste precisazioni? Purtroppo non è possibile rispondere adesso, bisogna arrivare fino al concetto di materia, forma e sostanza per capire, un po' alla lontana, quale sia la scommessa semiotica. Per cui... buon divertimento!

Il segno non è altro che una entità bifronte, costituito da due elementi: il significante e il significato. Il primo elemento (significante) si può ricondurre alla parte empirica del segno, esperibile attraverso i sensi, il secondo è la parte concettuale, il contenuto che va interpretato e capito. E' chiaro che questa operazione di ricostruzione concettuale del segno avviene nel cervello di un soggetto, per cui un segno è tale purché vi sia qualcuno che lo interpreti.


 esempi:

Entriamo in macchina, giriamo la chiave. Nessun rumore (sigificante): qualcosa non va (significato). L'assenza di rumore è sintomo che forse la batteria è scarica.

Apriamo il frigorifero, prendiamo il latte, lo annusiamo e percepiamo un cattivo odore. Pensiamo subito che probabilmente è scaduto!


Cos'è allora la significazione? Se il segno è composto da due facce di una medaglia, la significazione è la medaglia stessa. Tiene insieme e mette in relazione il significante con il significato. Sulla natura di questa relazione molte persone hanno avuto di che disquisire...

La relazione di significazione può dar luogo a strani effetti. Pensiamo alla sinonimia: due parole che hanno lo stesso significato ma diverso significante, come nascondere e celare. E con gli omonimi come la mettiamo? Hanno significante uguale ma significato diverso, ad esempio la parola riso può significare cereale o atto della risata.


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