Palestina : il crocevia del mondo!

Quel che sta accadendo in questi giorni in Palestina non è solo un terribile crimine contro un popolo che non si è piegato al regime di occupazione israeliano, ma è anche in linea con la strategia posta in essere dalle potenze imperialiste che premono, come abbiamo già detto in altri contributi, per un’accelerazione degli eventi che portino ad una guerra su vasta scala .

L’analisi che si può fare, purtroppo, ci conduce ad essere poco ottimisti: la pervicace apparente ottusità della dirigenza israeliana nel perseguire i suoi piani di morte non sono spiegabili razionalmente, se non si pone attenzione al fatto che Usa ed Israele hanno bisogno di ristabilire un equilibrio che si stava progressivamente sfaldando.

 

L’impotenza europea nella questione palestinese è spiegabile con il timore di causare tensioni nella stessa sfera occidentale in un momento molto critico per l’intero sistema di dominio capitalista che potrebbe lacerarsi in contrapposti imperialismi prima di quanto si possa pensare.

Israele vuole una guerra nella regione mediorientale che elimini definitivamente il problema dei paesi arabi che non accettano l’attuale dominio israeliano nell’area e ciò coincide perfettamente con i piani dell’amministrazione Bush per la "normalizzazione" dell’area in questione.

E’ ovvio che non mancano le divergenze tra i due Stati su come condurre l’offensiva: Bush vorrebbe un classico approccio "morbido" che tenga conto delle alleanze con i regimi arabi, isolando paesi come l’Irak e l’Iran; Israele, invece, tende a far precipitare la situazione in modo tale da coinvolgere l’amministrazione americana davanti al fatto compiuto.

Che i palestinesi, del resto, possano riporre la loro unica speranza in un intervento simultaneo di tutti i paesi arabi a loro sostegno, è altrettanto palese: le ipocrite profferte di pace che periodicamente, in un macabro balletto, vengono avanzate dagli americani e da Peres servono solo a protrarre il regime di servitù e di apartheid ai danni del popolo palestinese.

Ora l’obiettivo israeliano è chiaro: rioccupare i Territori, eliminare Arafat e tutta la dirigenza dell’ANP decapitandola manu militari e provocare un vuoto politico in Palestina, per cui sarà impossibile trattare con chicchessia, dato che con i "terroristi" non si tratta.

Ed allora, ritorna molto più chiara l’interpretazione da dare agli avvenimenti dell’11 settembre ed i suoi riflessi sulla politica internazionale: il "casus belli" che permette all’imperialismo di condurre sino in fondo la sua "guerra preventiva" contro tutti i popoli ed i movimenti di opposizione che vedono cancellata la loro legittimità ad esistere ed operare in nome della "guerra al terrorismo".

La stessa scusa che permette a Sharon di massacrare civili e distruggere le città palestinesi, potendo accampare la scusa che le formazioni della Resistenza palestinese sono state inserite da George Bush nel famigerato elenco di organizzazioni dedite al "terrorismo" e che permetterà la cancellazione del popolo iracheno e forse di quello iraniano.

Ora tutto è più tragicamente chiaro e fosche nubi si addensano all’orizzonte dell’umanità: anche per questo motivo la lotta del popolo palestinese è la nostra lotta, insieme a quella di tutte le persone libere del mondo che hanno ancora a cuore la sorte della libertà.

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