Dichiarazione del congresso di New York sullo stamp act


1.Che i sudditi di sua Maestà in queste colonie, devono la stessa fedeltà alla Corona di Gran Bretagna che è dovuta dai suoi sudditi nati nel regno, ed ogni debita soggezione a quell'augusta assemblea che il è il parlamento di Gran Bretagna.

2.Che ai fedeli sudditi di sua Maestà in queste colonie spettano tutti i diritti innati e tutte le libertà dei sudditi nati naturalmente nel regno di Gran Bretagna.

3.Che è inseparabile dalla libertà di un popolo e indiscusso diritto degli Inglesi, che non siano imposte tasse senza il loro consenso, espresso direttamente o per mezzo dei loro rappresentanti.

4.Che il popolo di queste colonie non è, e non può per le sua circostanze locali, essere rappresentante nella camera dei comuni in Gran Bretagna.

5.Che i soli rappresentanti del popolo di queste colonie, sono le persone ivi scelte da esse; che non sono mai state imposte tasse, nè possono esserlo costituzionalmente,se non dalle loro rispettive assenblee legislative.

6.Che poichè tutte le forniture inviate alla Corona sono libere donazioni del popolo, è irragionevole e incompatibile con i principi e lo spirito della costituzione britannica che il popolodi Gran Bretagna conceda a sua Maestà ciò che è proprietà dei coloni [...]

10.Che, poichè i profitti del commercio di queste colonie si accumulanoin ultima analisi in Gran Bretagna per il pagamento dei manufatti che sono obbligate ad acquistare da essa, le colonie di fatto concorrono in misura assai ampia ai contributi stanziati a favore della Corona.

11.Che le ristizioni imposte da vari recenti provvedimenti del Parlamento sul commercio di questecolonie le metteranno nell'impossibilitàdi acquistare i manufatti dalla Gran Bretagna [...]

13.Che è dirittodei sudditi di queste colonie di indirizzare petizioni al re o ad una delle due Camere del Parlamento.


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