LE FASI (PIU’ O MENO ATLETICHE) DELLA VITA
...di Marzia Loghi


0-10 anni:…troppo lontani nel tempo… i ricordi sono sfocati… si intravede una piscina e un gruppo di bambini con costume blu e giallo….


10-15 anni:dopo 4 anni di nuoto inizia l’avventura dell’atletica leggera al campo della Stella Polare di Ostia con la maglia rossoblu del CALI ROMA XIII. Una amichetta del tempo (che frequento tuttora) mi coinvolse in questa attività e ancora ne paga le conseguenze! Però lo scopo primario di tutto era divertirsi e lo facevamo davvero a scapito dei nostri allenatori quasi tutti ricoverati in cliniche psichiatriche per esaurimento nervoso! Le gare campestri erano una bella passeggiata con relativa chiacchierata fino all’arrivo, dove ci fermavamo qualche metro prima per fare la conta a chi dovesse tagliare per prima il traguardo (e intanto le altre concorrenti passavano e i nostri allenatori avevano travasi di bile).
Però le gare in pista erano il mio forte, tanto che più volte ero stata contattata da una società ‘seria’ per intraprendere la carriera di atleta e lasciare quella più goliardica. Ovviamente il mio (assente) spirito agonistico mi fece rifiutare più volte tale proposta finché fui costretta ad accettarla dato lo scioglimento dello storico gruppo giovanile del CALI ROMA XIII.


15-25 anni: passai così all’ATLETICA LYCEUM OSTIA e gli allenamenti divennero una cosa seria, ahimè! Lo scopo stavolta era vincere ed io cercavo inutilmente di tirare fuori dal più profondo di me stessa uno straccio di spirito agonistico solo per la soddisfazione di non sentire più il mio allenatore urlare: “Non è una maratona, sono solo 400 metri!” durante le mie gare in pista. Però nonostante tutto la mia presenza al campo era assidua: 3 ore al giorno tutti i giorni! Da questo ho capito che oltre alla mancanza di spirito agonistico forse mi mancava anche qualche rotella che mi spingeva al masochismo puro! Poi i vari impegni (università, il primo – di una breve serie – fidanzato…) e qualche infortunio mi hanno fatto capitolare e rallentare il ritmo degli allenamenti, finalmente! Feci una breve e fugace apparizione nel gruppo sportivo dei VIGILI DEL FUOCO, ma fu veramente un "fuoco di paglia".


24-28 anni: approdai così alla mitica POLISPORTIVA ROMA XIII con uno stato d’animo ben preciso: basta faticare e soffrire, torniamo a divertirci! E l’impatto (sia fisico che psicologico) con la colonna portante della società, Maurizio Alivernini, ha avuto il suo effetto… Inoltre, con tanti anni di allenamento alle spalle (volente o nolente) ero veramente in forma e alle gare facevo il mio bel figurone! Lascio quindi alla vostra (spero magnanima) immaginazione comprendere in quale forma fisica fossero gli altri ‘atleti’ del gruppo! Questo però ebbe un risvolto negativo: otite acuta dovuta al troppo utilizzo dell’ apparecchio telefonico per rispondere alle chiamate del suddetto Maurizio in prossimità di ogni gara, dai campionati societari alle più famose Mauriziadi!
Ma anche questo periodo ebbe una fine, segnata da nuovi impegni (lavoro, casa, secondo – e ultimo almeno per ora – fidanzato). Gli allenamenti (se così si possono chiamare) si fecero sempre più rari fino alla mia totale scomparsa dal campo sportivo!


32-?? anni: rieccomi qui nel campo della Stella Polare, con un senso di malinconia nel non vedere nessuno dei ‘vecchi atleti’: hanno forse avuto più pudore e buon senso di me?
Non mi soffermo sugli accidenti e improperi che alcuni muscoli (che avevano dimenticato di esistere) hanno proferito quando ho iniziato a muovere i primi passi di corsa!(Non sono riproducibili né tantomeno commentabili).
Presa dallo sconforto più totale e chiedendomi sempre più spesso:‘Ma chi me lo fa fare’?
Ho chiesto la prova d’amore al mio fidanzato e l’ho coinvolto ad iscriversi anche lui alla Polisportiva e ad iniziare, alla veneranda età di 37 anni, a praticare lo sport dell’atletica leggera (che parolone!).

Anche lui ha iniziato da subito a porsi la stessa domanda...
Ma c’è una persona (sempre lui mitico!) che invece mostra la più totale fiducia nelle tue capacità e, col rischio di procurarti di nuovo un’otite, ti coinvolge nelle gare!!!
Chi, se non Maurizio Alivernini? Per evitare l’otite (che forse era meglio…) ho accettato di fare una gara campestre e ho rinnovato la richiesta della prova d’amore al mio fidanzato costringendo anche lui nell’impresa...: "Sta seriamente pensando di diventare il mio EX-fidanzato".

Questa gara va raccontata nei dettagli, ahimè:

Si è svolta all’interno degli scavi di Ostia Antica, per un percorso di 4km.“In fondo”, mi sono detta,”ci sono anche signore di una certa età con i capelli bianchi, vuoi che non ne supero neppure una? Mi affianco ad una di loro e mantengo il loro passo finendo in bellezza magari con un piccolo scatto finale…” Le mie compagne, tutte più giovani e più allenate (ma anche più motivate) le ho mandate avanti. Si parte!!!
Mi metto rigorosamente in fondo al gruppo per evitare le gomitate, le spinte… io non le capisco proprio quelle che vogliono vincere a tutti i costi!
Sto nel gruppo di fondo (qualcuno ne dubitava forse?) e inizio subito a cercare qualche concorrente da affiancare. Dopo averne provate più d’una ed aver realizzato che anche quelle con i capelli bianchi sono davanti a me, mi sorge un sospetto, mi volto e… non c’è nessuno dopo di me! Sono ULTIMA!!! E anche con un bel distacco dalla mia concorrente precedente!
I gruppi di turisti presenti agli scavi credono che il mio numero sulla maglia sia il numero di inventario di qualche reperto archeologico e sfogliano frettolosamente le guide per cercarne la collocazione storica. Sto per fermarmi e ritirarmi: non posso sopportare una umiliazione simile! Non vedo più nessuna concorrente né davanti né dietro!..
Poi in lontananza vedo comparire una mia compagna in difficoltà che sta perdendo terreno stremata (confesso che ne sono stata sollevata… avrei almeno condiviso la figuraccia!), la affianco e insieme finiamo la gara sostenendoci a vicenda.
All’arrivo non c’è nessuno, si sono completamente dimenticati di noi e penso quindi di aver scampato la figuraccia. Ma appena lo speaker ci vede, annuncia a gran voce al microfono: “Ecco le due concorrenti della POLISPORTIVA ROMA XIII! Il vostro collega – il suddetto Maurizio Alivernini – ha vinto la scommessa poiché l’aveva detto che sareste arrivate ultime!”. Inutile commentare l’accaduto… Una sorte simile è accaduta anche al mio fidanzato che però non è arrivato ultimo in quanto salvato da Maurizio che crede fermamente nel dettoGli ultimi saranno i primi!”.
Una sola cosa mi conforta: nonostante tutto questo il mio fidanzato è rimasto tale e non è diventato EX! Amore smisurato, spirito masochista anche per lui, infinita pietà nei miei confronti, o cos’altro? Meglio non porsi tale quesito...

Marzia         






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