LANCIATORE PER RIPIEGO E NON PER SCELTA!!!
...di Maurizio Alivernini


Come ben potete immaginare la mia avventura nella Polisportiva Roma XIII inizia nel lontano '73 in quel campo sconnesso in fondo a via Monti di San Paolo dove sotto lo sguardo attento di Claudio Zolesi e Co. cominciai a cimentarmi in varie discipline sportive.

La prima, come è stata per molti, fu la corsa; ma il fisico era quello che era, il fiato mancava e poi le campestri non aiutavano!!!
Lo sguardo un po' perplesso del solito Claudio inizió ben presto a far nascere in me quello spirito "Decubertiano" che da allora non mi ha più abbandonato.

Allora provai nella nascente squadra di rugby; ricordo che con non poca fatica riuscirono a mettere insieme un gruppetto di ragazzi chiassosi ed indisciplinati.
Durante gli allenamenti tra un placcaggio ed un altro, non avendo la dovuta esperienza, era facilissimo farsi male, cosicchè le file degli adepti si assottigliava di settimana in settimana fino a quando rimasti quattro gatti ed accogliendo le proteste di alcuni genitori decisero di chiudere definitivamente questo capitolo.

Un altro tentativo lo feci nel baseball dove conquistai il posto di 2° miglior lanciatore, ma da lì iniziarono i miei problemi: essendo io mancino ed avendo la squadra soltanto guantoni da destri ero ogni volta costretto a sfilarmelo per poter lanciare, perdendo del tempo troppo prezioso per una disciplina che basa tutto sulla rapidità, ed oltretutto ció, scatenava ogni volta l'ilarità generale!!!
Mi promisero che il guantone sarebbe arrivato al piu presto, ma dopo diverse settimane tra scuse ogni volta diverse decisi di rinunciare definitivamente.

Sulla strada giusta ci pensó a mettermi ancora l' omnipresente Zolesi che mi suggerì di dedicarmi ai lanci, che potevo contare su l'insegnamento di un bravissimo ex atleta delle Fiamme Gialle un certo Fabio Filipponi e che potevamo disporre di alcune attrezzature, per lo più autocostruite, che erano state montate nella ex stalla trasformata in palestra.
Fabio ebbe con me ed altri atleti come Belpassi ed Arciero (detto pastarella a causa dei molti dolci che consumava nella pasticceria del padre), molta pazienza facendoci fare molti esercizi propedeutici, spiegandoci innumerevoli volte le fasi del lancio, l'impugnatura del disco, la spinta delle gambe, etc.. etc..

Ed i risultati cominciarono ad arrivare: Adamo primatista italiano di categoria nel disco come Pastarella (nella foto), campione regionale nel lancio del peso ed al sottoscritto il titolo regionale Uisp nel disco!!!
Ci cominciai a prender gusto.......
ed ancora non ho smesso!!!

Per concludere confesso che i lanci non furono una scelta volontaria ma piano piano sono diventati, aggiungendoci anche gli altri, martello martellone e giavellotto, una delle ragioni che mi vede emotivamente coinvolto in questa splendida disciplina che è l' atletica leggera diventata per me senza scanso di equivoci scuola di vita.

Maurizio         





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