hegel
                    GEORG WILHELM FRIEDRICH HEGEL
Hegel è il più importante dei filosofi idealisti: secondo lui la filosofia è il proprio tempo appreso col pensiero: quella disciplina che rende l’uomo conseguenza. Hegel cerca di spiegare tutte le epoche storiche secondo un unico sistema per mostrare come, attraverso la storia, siano avvenute le manifestazioni di uno Spirito Assoluto, il principio fondamentale da cui tutto deriva. Tutto è manifestazione di un principio infinito, e la filosofia è scienza suprema del reale. Hegel crea un collegamento diretto con la realtà: il suo tema prevalente è il problema della modernità: con la rivoluzione non si ha più la stabile quiete del Medio Evo, dove Impero e papato erano in equilibrio: con l’età moderna tutto viene messo in discussione: politica, scienza arte astronomia, ma tutto viene svolto in funzione dell’affermazione di una soggettività umana, che acquista centralità nella filosofia: per esempio, la riforma protestante ha spezzato il mondo e introdotto la società nei confronti della religione, ma la liberazione della soggettività libera di interpretazione della Bibbia, può generare conflitti, il che avviene come la rivoluzione scientifica, che ribalta il rapporto Terra - Sole: l’Uomo ha perso centralità, ma si è affermata una concezione meccanicistica della Natura, o come le scoperte geografiche che hanno portato ad un progresso incontestabile, ma anche il dominio di uomini su altri uomini.
In ogni cosa è insito l’aspetto positivo e quello negativo: la modernità va vista come positiva, come il risveglio dell’Uomo dopo il periodo di torpore del Medioevo, ma ha anche i suoi limiti: per acquisire maggior conoscenza bisogna affrontare alti rischi; a favore di essa, però c’è lo: sviluppo, tecnica, progresso; anche se continuamente osteggiato dal conflitto e dalla crisi. Di fronte a questa doppiezza però entra in gioco la Filosofia, che concilia tradizione e innovazione; passato e presente, ordine e libertà. Al di sotto degli eventi che accadono nel mondo ci sono delle strutture razionali, perché gli eventi sono manifestazioni necessarie dello Spirito nel mondo. Gli uomini hanno mentalità divise: ci sono individui semplici in accordo col loro tempo, e individui eroici, che capiscono che nella realtà c’è qualcosa che non quadra, e anticipano i tempi; lo Spirito si serve di questi ultimi individui, che però abbandona quando realizzano il suo fine: la storia è una continua manifestazione e presa di coscienza dello spirito.
Hegel si considera l’ultimo dei filosofi perché ha identificato le tappe della filosofia; la sua carriera filosofica inizia a Berna e Francoforte, con gli scritti teologici giovanili (1793, 1800) che trattano la vita di Gesù, la religione razionale e il cristianesimo; vengono sviluppati i temi della positività della religione cristiana, dello Spirito del Cristianesimo e del suo destino. Segue il periodo di Jena: si parla della costituzione della Germania e del sistema dell’eticità, della differenza fra il sistema filosofico di Fichte e di Schelling e della fenomenologia dello spirito . Il periodo di Norimberga è quello successivo, (1807 - 1816), dove Hegel si occupa della scienza della logica. A Heidelberg 1817 viene stilata “l’enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio” e a Berlino (1818 1831): “lineamenti di una filosofia del Diritto”. Tutto il reale è razionale, anche tutto il razionale è reale. Il principio fondamentale del tutto non è da intendere come sostanza, bensì come soggetto: lo Spirito è attivo, è in lotta, si manifesta in vari modi; al principio c’è movimento, in contrasto con la staticità. Hegel sostiene che in Fichte, l’infinito è un falso infinito, perché procede in linea retta: l’io Empirico, deve oltrepassare gli ostacoli e l’uomo ha bisogno di porsi un’altra meta oltrepassando l’Io empirico: nel momento dell’ispirazione, l’artista crede di poter giungere all’infinito, ma quando porta a compimento la sua opera, vede l’infinito che gli sfugge; in Schelling, invece, l’Infinito è fusione di Soggetto e Oggetto, sintesi tra Natura e Spirito, quindi l’Io viene raffigurato in modo circolare: l’infinito di Schelling è un infinito vuoto: è un assoluto di tipo artificiale: è la notte in cui tutte le vacche sono nere: Si annullano le distanze sociali, il che è negativo. L’io Fichtiano e l’io di Schelling non giungono mai a compimento: restano processi insoluti, dove l’essere e il dover essere rimangono scissi in una corsa senza fine: l’identità originaria di Io e non Io è vuota e artificiosa; appiattita sotto un mondo di astrazione. Le differenze sono fondamentali, mentre Schelling precipita tutte le differenze in un abisso di indefinizione. Hegel dice: «Lo Spirito è un circolo in cui principio e fine coincidono, ma non nello stesso punto, bensì in un più elevato livello di coscienza». In una spirale ascendente si trovano le vite degli uomini, il processo che spiega la vita dello Spirito è scandito da un movimento a spirale diviso in tre parti   triade. La dialettica, legge del pensiero e della realtà che descrive la vita dello spirito e tutte le cose ad esso connesse si divide anch’essa in tre tappe: 1ª tappa: tesi , 2ª tappa: antitesi , 3ª tappa: sintesi ,
Tesi: momento in cui si affermano determinate condizioni di un certo essere.
Antitesi: emergere delle contraddizioni presenti nella tesi: è crisi, è rottura dell’equilibrio.
Sintesi: riaffermazione degli elementi positivi della tesi dopo il momento della negazione dell’antitesi.
Ecco perché non c’è circolo: la superiorità è intesa come presa di coscienza. Questo processo triadico non è unico: la vita è un insieme di triadi: la Tesi è il lato astratto intellettivo dello Spirito, l’Antistesi, il lato negativamente razionale e la Sintesi è il lato positivamente razionale o elemento speculativo. Aufheben: sforzo di superamento: togliere e conservare.
Scritti teologici giovanili:
Hegel affronta il problema di come la religione si sia affermata nella società. Il processo è diviso in tre momenti:
Tesi: Grecità: nel mondo greco c’è perfetta armonia tra l’individuo (particolare) e la società (universale), tra umano e divino. La religione greca era antropomorfa e politeista; gli dei avevano caratteristiche umane, cioè provavano sentimenti, ingannavano, prendevano parte alla vita degli uomini e ciò faceva sì che l’Uomo si sentisse in armonia con gli Dei, gli uomini, però, erano ancora incoscienti, perché non avevano ben compreso la divinità tra il particolare e l’Universale.
Antitesi: Ebraismo: Se i Greci erano felici, gli Ebrei sono tristi, perché nella religione ebraica non c’è armonia tra uomo e Dio. Il loro è un dio che punisce; l’ebreo vive in un rapporto quasi di schiavitù con Dio: c’è totale scissione tra umano e divino ad eccezione del momento della creazione.
Sintesi: Cristianesimo: superamento della tristezza e della contraddizione. Con la figura di Cristo il genere umano si è riconciliato con il divino: Cristo, per salvare gli uomini ha accettato di perdere per un po’ la natura divina, a vantaggio di quella umana. Non solo si è verificata una nuova armonia, ma c’è anche la conoscenza umana, l’uomo sa che deve fare di tutto per ottenere l’aiuto divino e aspirare alla salvezza.
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