Le Sabbie di Avalon
capitolo IV
------------------------------------------------------------
CAPITOLO
IV - VERSO LA STAZIONE
12
Agosto, casa Dursley
Harry
si guardava intorno con gli occhi verdi velati di apprensione. Erano ormai le
dieci e mezzo ed Hermione ancora non si era fatta vedere. Stava cominciando
davvero a preoccuparsi.
Zio
Vernon era seduto davanti a lui e mangiava con aria svogliata un toast bruciato:
quella mattina zia Petunia non era riuscita a combinare niente, troppo presa
dalla gioia di poter finalmente sbarazzarsi di Harry. La donna, meno pallida del
solito, sedeva accanto al marito e cinguettava come un usignolo, spettegolando
di questa o di quell'amica, mentre Dudley divorava con voracità la sua
colazione.
Harry
diede nuovamente uno sguardo all'orologio appeso alla parete della cucina, e
sospirò.
Che
Hermione si fosse scordata? D'improvviso, senza alcun motivo apparente, il
signor Dursley interruppe la moglie e prese parola, rivolgendosi a Harry.
"Allora
ragazzo...dove hai conosciuto questa tua amica?"
Harry
sussultò: a cosa era dovuto questo inatteso interessamento?
"Al...ehm...al...al...centro
commerciale, si, al centro commerciale...quando zia Petunia mi ha mandato a fare
la spesa..." rispose il ragazzo insicuro.
"Bene,
mi fa piacere che tu frequenti persone normali" disse Vernon con tono
compiaciuto.
Harry
non poté fare a meno di sorridere, non sapeva di essere così bravo a raccontar
frottole.
Poi,
finalmente, dopo quelle che sembrarono ore interminabili, il campanello di casa
Dursley suonò. Harry scattò in piedi sorridente e corse ad aprire la porta, al
di fuori della quale una abbronzata e radiosa Hermione aspettava insieme ad i
suoi genitori.
"Harry!"
gridò la ragazza non appena vide l'amico, gettandogli le braccia al collo.
"Ciao
Hermione...salve, signori Granger" salutò cordiale Potter.
Dalla
cucina si sentirono i passi pesanti dello zio Vernon che si avvicinava
all'ingresso.
"Buongiorno,
signori...?" chiese in maniera abbastanza gentile.
"Granger"
rispose il padre di Hermione "molto piacere signor Dursley" aggiunse
porgendo la mano.
"É
meglio se andiamo, abbiamo fatto tardi" propose la signora Granger.
"D’accordo
mamma" disse Hermione "Arrivederci...signor Dursley" aggiunse con
una punta di disgusto nella voce.
"Addio...e
se si comporta male, non esitate a punirlo" disse il signor Dursley mentre
gli altri uscivano, indicando Harry.
"Non...ehm...mancheremo"
rispose un po' stupito il signor Granger.
Harry
ed il padre di Hermione caricarono sulla bella macchina grigia e lucente i
bagagli del ragazzo, e salirono a bordo pronti a partire. Zio Vernon, sulla
soglia della porta, si stupì un po' nel vedere che i signori Granger non
fiatarono ne' sembrarono troppo sorpresi quando Harry portò in macchina la
gabbia con Hedvige.
Ma
dopo tutto cosa importava, Harry era andato prima del tempo, e ciò lo rendeva
l'uomo più felice del mondo.
"Come
mai avete fatto tardi?" chiese Harry ad Hermione quando erano ormai in
viaggio da una decina di minuti.
"Ho
dovuto aspettare una conferma da Ron...mi ha scritto ieri dicendomi che aveva
avuto dei problemi" rispose la ragazza.
"Problemi?"
"Be',
non lui...il padre. É stato molto impegnato in questi giorni e non sapeva se
avrebbe avuto la possibilità di accompagnarlo a Londra" disse Hermione.
"Guai
al Ministero? Spero di no...con tutto quello che hanno già passato alla fine
dello scorso anno scolastico"
"Non...so
se si tratta di veri e propri guai, non ha potuto dirmi molto di più,
probabilmente non ne sapeva molto neanche lui" rispose Hermione incerta
"Comunque ha detto che sono riusciti a liberarsi, il padre lo accompagnerà
alla stazione, e poi da lì prendiamo il treno per la casa del Professor Lupin...Sirius
ti ha scritto come arrivarci, vero?"
"Certo"
rispose Harry sorridendo "É tutto qui" aggiunse indicando una delle
tasche della sua giacca "Mi...ha anche scritto che ci sarà una sorpresa
per tutti..." concluse dubbioso.
"Che
genere di sorpresa?" chiese la ragazzina con interesse.
"Non
ne ho idea, ormai da quei due mi aspetto di tutto..." rispose Harry
ridendo.
Il
viaggio proseguì tranquillo fino ad una luminosa Londra di fine estate,
affollata da turisti. Arrivati alla King's Cross Station, i signori Granger
aiutarono Harry ed Hermione a caricare i loro bagagli su un carrello, e li
lasciarono poi alle cure del signor Weasley, che incontrarono subito
all'ingresso della stazione.
"Salve
Harry, salve Hermione" salutò sorridente Arthur Weasley "Ron è
dentro che vi aspetta".
I
due ragazzi non se lo fecero ripetere due volte, ed in men che non si dica si
precipitarono all'interno della stazione a salutare l'amico.
"Harry!
Ciao!" Ron gettò le braccia al collo di Potter pieno di gioia, per poi
rivolgersi verso la ragazza "Her--ehm--Hermione, ciao, come...come stai
bene" disse con una punta di imbarazzo.
"Ciao
Ron...che...che piacere rivederti" rispose Hermione.
Harry
scosse la testa e tirò un sospiro. Era un anno che andava avanti questa storia,
tra alti e bassi. Prima Ron che fa il timido...poi Hermione che fa l'arpia...e
poi Hermione in pericolo, Ron a pezzi, e poi Hermione che torna, e di nuovo la
timidezza insormontabile di Ron...quando non litigavano, non riuscivano a
spiccicare parola l'uno con l'altro...ormai non ne poteva proprio più.
Se
continuavano così avrebbe preso lui in mano la situazione, a costo di risultare
invadente e ficcanaso. "É meglio che vi affrettiate" l'attimo di
imbarazzo fu marginato dal provvidenziale intervento del signor Weasley "Il
vostro treno è quasi in partenza!"
Il
trio prese il treno per le campagne del Kent, in poche ore il paesaggio urbano
lasciò il posto ad un verde rassicurante e tranquillo. Arrivati ad una piccola
stazione di provincia completamente deserta se non per un sonnolento
capostazione, i tre amici proseguirono seguendo le indicazioni che Black aveva
fornito via lettera al figliastro.
Harry
non vedeva l'ora di rivedere Sirius. Quella settimana passata insieme a lui
prima della fine dell'anno scolastico era stata fantastica...con Sirius, e
naturalmente anche con Remus, Harry si sentiva davvero a casa.
E
poi, ora avrebbe avuto vicino a lui anche Ron ed Hermione...tutte le persone che
lui amava, tutte quelle che formavano quella che lui chiamava la sua
"Stramba famiglia".
Dopo
un tortuoso viaggio in autobus, una passeggiata per boschi, e la non poco
difficoltosa traversata di un ruscello, i tre ragazzi finalmente scorsero il
comignolo di vecchi mattoni grigi che sormontava il piccolo e familiare cottage.
Si
avvicinarono sorridenti e stanchissimi, avrebbero dato qualsiasi cosa per una
poltrona ed una tazza di tè. Quando furono davanti alla porta, Harry avanzò il
braccio e bussò con il pugno chiuso sulle assi di legno ammuffito. Si sentirono
dei passi dall'interno, la porta si aprì cigolando in maniera impressionante.
Harry fece un sorriso a quarantaquattro denti aspettandosi di vedere Sirius o
Remus, ma il sorriso si tramutò in bocca spalancata quando vide chi aveva
aperto la porta.
------------------------------------------------------------