Le Sabbie di Avalon

capitolo XVIII

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CAPITOLO XVIII - SPIEGAZIONI 

3 Settembre, Stamberga Strillante

Una luce sottilissima ed avvolgente si fece largo tra i vetri distrutti della vecchia Stamberga di Hogsmeade, andando a stuzzicare gli occhi ancora chiusi di Sirius, che si mosse nel sonno e, svegliandosi nella prima luce dell'aurora, si portò le mani al volto e si strofinò le palpebre.

Aprì gli occhi, si voltò piano per vedere il corpo nudo ed esile di Remus che, rannicchiato vicino a lui, tremava come una foglia, ancora profondamente addormentato. Sirius gli carezzò i capelli, per poi alzarsi.

Si avvicinò ad una delle sedie mezze trabballanti e frugò tra i mobili corrosi dal tempo. Finalmente trovò ciò che cercava--un vecchio lenzuolo ingrigito e polveroso. Gli diede una strattonata facendo andare via parte dello sporco, e poi lo pose delicatamente su Remus, che smise di tremare, riscaldato da quell'improvvisato riparo.

Black si avvicinò ad una delle finestre, scostò un pezzo di drappeggio ammuffito, e mandò un'occhiata fuori, tra le assi di legno marcio che sbarravano le aperture della casa.

In quello spiraglio che si apriva tra il legno, Sirius potè vedere il Sole che sorgeva timido e pallido dietro le colline, illuminando e svegliando la cittadina incantata che si stendeva ai piedi del rialzo su cui era sitiuata la Stamberga.

Tutto sembrava così quieto, così calmo e pacato. Un idilliaco paesaggio di campagna, di quelli che ti fanno pensare che il mondo sia tutto così, lieto e semplice. Eppure, non lontano, qualcosa di particolare stava avvenendo. Qualcosa che la sera prima aveva terrorizzato Lunastorta e Felpato--qualcosa che, Sirius ne era certo, aveva a che fare con quel male insormontabile che da anni sconquassava il mondo dei maghi.

Dal letto, Remus emise un piccolo gemito, che fece voltare Sirius. Il mago dai capelli ramati si era voltato nel sonno, ed ancora dormiva, placido e tenero, come un lattante avvolto nelle sue fasce.

Sirius rise a quella vista, si avvicinò al suo compagno e, con fare malandrino, prese a solleticargli i piedi, e a baciargli le guancie. Remus si svegliò in quella piacevole tortura, guardò Sirius negli occhi scuri e sorrise aggrotando le sopracciglia.

"Sveglia dormiglione..." sussurrò Black stendendosi vicino a Lupin.

"Ma che ore sono?" chiese Remus ancora sonnecchiante.

"Non lo so, probabilmente l'alba" rispose Sirius indicando i raggi del Sole che si riflettevano sul pavimento "Ma comunque dobbiamo andare, questa mattina non hai lezione?"

"Oh si" rispose Remus sbuffando e rigettandosi con la testa nel cuscino "Devo ancora ristabilizzarmi alla vita di professore" aggiunse con la faccia pigiata contro le federe consunte.

"E poi dobbiamo andare a parlare con Silente" gli ricordò Black con aria seria.

"Già" annuì Remus sollevando il capo "Sirius, ma non stavamo tanto bene nella nostra casetta tutti soli?" disse con un tono di rimpianto.

"Sei tu quello che ha deciso di tornare a Hogwarts" rispose Black con una punta di sarcasmo.

"Hai ragione, uno a zero per te. E va bene, alziamoci ed andiamo a parlare con Silente" esclamò deciso Lupin.

In breve i due furono fuori dal tunnel che portava a Hogsmeade, già oltre il Platano Picchiatore, diretti verso il castello sul prato umido di rugiada, Remus coperto alla meglio nella giacca e nel mantello di Sirius ("La prossima volta porta un paio di pantaloni di riserva!" aveva sbraitato Remus)

Erano entrati nella scuola, ancora immersa nel sonno, senza farsi notare nemmeno dal guardiano Gazza, e furtivamente si erano rintanati nella loro cameretta, per uscirne non molto dopo, una volta che Lupin si era reso presentabile. Le pendole disseminate lungo i corridoi indicavano le sette e mezzo di mattina, Sirius e Remus si diressero verso l'ufficio di Silente pronti a raccontargli tutto della serata precedente, e a chiedere informazioni.

Quando si trovarono davanti alla grande porta dell'ufficio del Preside, presero a bussare fortemente, e non si fermarono finchè l'anziano uomo, ancora nella sua vestaglia viola da notte, non venne ad aprir loro, uno sguardo di stupore dietro gli occhiali a mezza luna.

Malgrado l'improvvisata di prima mattina, il mago accolse i due con la sua solita gentilezza "Professor Lupin...in cosa posso esservi utile?" chiese mentre tutti e tre salivano le scalette a chiocciola che portavano all'interno dell'ufficio.

"Io--io e Sirius avremmo alcune domande da farle" rispose Remus, entrando nell'accogliente camera piena di quadri ed alambicchi. Silente, con sguardo falsamente assente, andò dietro la sua scrivania, carezzo la fenice Fanny ancora addormentata sul suo trespolo, e cominciò a trafficare con una teiera e delle bustine aromatiche.

"Certo certo...ma perchè prima non prendiamo un buon tè? Sono sicuro che neanche voi avete ancora fatto colazione..."

"Il tè può aspettare" lo interruppe secco Sirius "Silente...qui sta succedendo qualcosa di strano, nella foresta...e lei lo sa" Remus guardò Sirius con apprensione.

"Suvvia mio caro Sirius, non siamo precipitosi, cosa mai ci sarà di così..."

"Creature. Strane creature si aggirano nella foresta. Io e Lunast--eh--Remus le abbiamo viste ieri notte, nel folto della foresta. Due Elfi di Luce e...un'altra cosa...stavano davanti ad una specie di tempio, un altare, sembrava stessero proteggendo qualcosa..." Sirius si liberò dal peso che lo stava tormentando tutto d'un fiato.

"Elfi?" chiese Silente con un sorriso di imbarazzo "Andiamo, sapete bene che..."

"No Preside, è vero, noi abbiamo visto tutto" intervenne Remus con risolutezza "E poi...gli Elfi al Paiolo. E la stampa che continua a parlare di accordi segreti tra il Ministero e le Fate..."

"Sono tutte sciocezz---" ma la frase di Silente fu interrotta d'improvviso.

Delle urla, urla di donna, si sentivano dalla porta d'ingresso del suo ufficio "ALBUS!!!" chiamavano disperate. Immediatamente il preside ed i suoi due ospiti si precipitarono giù per vedere cosa stesse accandendo. Fuori dell'ingresso trovarono l'infermiera, Madama Chips, completamente bianca in volto, madida di sudore ed affannata.

"Cosa succede Poppy...?" chiese rassicurante il mago, mentre gli altri due guardavano la scena sempre più sorpresi.

"Sibilla...Sibilla...presto, vieni, vieni a vedere!" disse la donna sbracciandosi "É peggiorata"

Remus mandò un'occhiata interrogativa a Sirius. Lui non aveva saputo da Harry del comportamento preoccupante della Professoressa Cooman. L'infermiera e Silente si affrettarono verso l'ala dell'infermeria, e Sirius, preso Remus per un braccio, si era gettato dietro di loro con l'intezione di veder finalmente chiaro in quella faccenda.

I quattro entrarono nella stanza ospedaliera in punta di piedi. I letti erano tutti vuoti, tranne che per quello esposto alla luce diretta del Sole. Il silenzio che caratterizzava l'intera ala era rotto a scatti solo dai gemiti che venivano da quel letto. Sopra di esso, distesa su lenzuola bianche e pulite, stava la Professoressa Cooman, il corpo alto e magro contorto come in uno spasmo di dolore, mentre con le mani si tormentava il ventre ed il volto. Il suo viso, libero dai grandi occhiali, era impregnato di sudore e pallido come quello di un cadavere, gli occhi chiusi, la bocca contratta, i capelli arruffati e liberi sul cuscino.

"AAAAH" d'improvviso la strega emise un urlo che fece trasalire i presenti. Continuava a dimenarsi, completamente persa nella sua mente. Dopo quello strillo incontrollato, la Cooman prese a mormorare frasi sconnesse nel suo delirio. Era difficile capire cosa stesse dicendo. Poche parole si riuscivano a comprendere nel suo discorso senza capo ne coda...sembrava che continuasse a ripetere una parola più insistentemente delle altre..."Lydia" continuava a mormorare, ora a voce bassissima, ora con tono più chiaro.

Sirius e Remus la osservarono con orrore, mentre Silente le tastava la fronte bruciante. Nessuno fece caso a ciò che stava dicendo, credettero quelle parole solo un insieme di deliri senza senso.

"Cos'ha?" chiese Remus in un respiro.

"Poppy, per favore, prendi altra medicina" intimò Silente, prendendo una sedia, accomodandosi vicino al letto della malata, e non dando ascolto alle parole di Lupin.

"Allora, COS'HA?" reagì rabbiosamente Sirius, con uno dei suoi scatti passionali.

"Stia calmo, la prego" disse pacato Silente "Credo proprio che sia giunto il momento di dirvi tutto"

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