Il Canto di Natale di Sirius Black

capitolo III

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III - LO SPIRITO DEI NATALI PRESENTI

"Ciao Sirius" il profilo iridescente di una donna si faceva sempre più chiaro nella nebbia di Privet Drive. Black la scrutò da capo a piedi...quel sorriso allegro, quell'aria dolce, quegli occhi perlati un tempo colore dello smeraldo...Lily Potter avanzava leggiadra sull'asfalto. I capelli lunghi e luminosi le coprivano le spalle, le mani lattee erano protese verso Black.

"Lily...tu...lo Spirito dei Natali Presenti...sei...bellissima, per essere morta" Sirius mormorò sorridendo. Come era accaduto con James, la presenza di Lily lo entusiasmava, ed allo stesso tempo lo rendeva terribilmente triste "É straordinario poterti rivedere...come é strana questa notte, piena di emozioni...non avrei mai creduto di poterti rincontrare un giorno. Sai Lily.." Sirius si avvicinò alla ragazza "...quella notte, quando io trovai i...i vostri corpi senza vita...e poi Harry...io guardavo negli occhi verdi di quel bambino, e vedevo te, bella e giovane, e una rabbia incredibile mi ribolliva nelle vene, due vite stroncate, e tutto per colpa mia..."

"No Sirius...non sono qui per vivere nel passato, ciò che é stato non si può cambiare, ma ciò che sta avvenendo...quello dipende da noi, e solo da noi...io sarò io la tua guida attraverso ciò che sta accadendo ora...fa tesoro di ciò che vedrai, perché potrai assistere a cosa é diventato il mondo senza Sirius Black...e forse ti convincerai che c'é qualcuno che ancora cerca il tuo aiuto"

"Lily, non iniziare anche tu...ti prego..." Sirius abbassò lo sguardo.

"Non fare storie e vieni con me.." Lily si diresse verso una delle case che davano sulla strada, il numero quattro di Privet Drive.

"Di chi é questa casa?" chiese Sirius stupito, leggendo il nome sul campanello "Vernon Dursley...chi é, Lily?"

"Mio cognato" Lily tirò un sospiro di rassegnazione.

"Tuo...ma questa allora é casa di tua sorella...Harry!" Sirius sorrise al pensiero di poter vedere il suo figlioccio, di poter vedere quanto era cresciuto in tutto quel tempo.

"Già, Harry..." Lily sospirò ancora, abbassando la testa verso il basso, in un atteggiamento sconsolato.

"Cosa c'é che non va?" chiese Black guardandola preoccupato.

"Entriamo...e vedrai" la donna sfiorò con la punta delle dita il braccio di Sirius, e si ritrovarono entrambi dentro la casa. Nella camera da pranzo un grande albero addobbato sovrastava una montagna di pacchetti regalo. Vernon Dursley, un omone corpulento e baffuto, stava giocherellando con un bambino grassoccio seduto sul tavolo, mentre la sorella di Lily, alta e magra, sceglieva con cura quale regalo dare per primo al piccolo mastodonte.

"Non...non é quello Harry, vero?" chiese Sirius indicando il bimbo.

"No...eccolo, Harry..." Lily alzò un braccio per indicare un altro bambino, che Sirius non aveva notato. Magro, con i capelli neri, se ne stava seduto in un angolo, seminascosto dalla valanga di doni, e giocava con un orsetto di pezza rattoppato cui mancava un occhio. Aveva un'espressione rattristata nei profondi occhi verdi.

"Ma cosa...Lily...perché...perché Harry é lì tutto solo, dove sono i suoi nuovi giocattoli?" Sirius si diresse verso il piccolo Potter e lo guardò con aria costernata.

"Non ci saranno giocattoli nuovi per Harry...ne' questo Natale ne' quelli successivi...mia...sorella..." Lily mandò uno sguardo d'odio alla donna pallida e bionda "...loro...trattano Harry come uno straccio vecchio...il mio bambino..." Lily si portò una mano al viso. Sirius poteva vedere lacrime argentate scenderle sulle guancia.

"No---non é possibile, non può essere...perché Silente non fa nulla, perché...oh Harry...se solo io fossi fuori da quella maledetta prigione..." Sirius strinse i pugni con rabbia.

Lily rialzò lo sguardo, lo guardò e sorrise.

"Cosa...perché ridi, Lily?" chiese Black stupito.

"É quello che volevo sentirti dire!" rispose la ragazza.

"Ma Lily...non importa...io, io non posso fare nulla..." costatò Sirius scotendo la testa.

"Ma pensaci...fino a poche ore fa anche il solo sperare di poter fare qualcosa non ti sarebbe neanche passato per la testa. Sirius, tu puoi ancora fare qualcosa per Harry...per il mio Harry. Forse non domani, ne' tra un mese, ne' tra un anno...ma tu dovrai entrare nella sua vita, lui ha bisogno di te....e forse...forse ho qualcosa che ti convincerà anche di più di questo..." Lily guardò un'ultima volta Harry. Si portò una mano alla bocca e gli mandò un affettuoso bacio con un soffio. Poi, quella stessa mano la passò davanti agli occhi di Black.

"Chiudi gli occhi" disse con la sua voce soave.

Sirius serrò le palpebre, e quando le riaprì davanti a se trovò ancora Lily, ma il paesaggio dietro di lei era completamente cambiato. Non erano più nella casa dei Dursley, ma ai margini di una scura foresta. Altissimi alberi carichi di neve si prolungavano fin dove l'occhio poteva arrivare. Nell'oscurità si distingueva a mala pena il profilo di una casetta solitaria, umile, accogliente, una lingua di fumo che fuoriusciva dal comignolo diroccato.

"Sai dove siamo Sirius?" chiese Lily sorridente.

"Lui...lui dov'é...?" chiese Sirius senza neanche badare alla domanda del fantasma.

Lily toccò nuovamente la mano di Sirius, ed insieme entrarono nella piccola casa. Il camino era acceso e scoppiettante. Un bollitore di rame fumava sulle fiamme, la casa era riscaldata dal profumo del tè.

Addossato ad una parete c'era un vecchio letto polveroso, e tutt'intorno bauli da cui fuoriuscivano pergamene, libri dalla copertina logora. Sirius passò in rassegna ogni angolo della stanza cercando colui che disperatamente voleva vedere più di ogni altri al mondo in quel momento. Finalmente il suo sguardo cadde sull'angolo più ombroso della camera. Seduto su una sedia di legno, appoggiato ad uno scrittoio decadente, immerso tra libri e fogli, Remus Lupin se ne stava silenzioso, assorto nei suoi pensieri.

"Remus!" Sirius urlò avvicinandosi all'amico. Arrivato al tavolo, Sirius si fermò di scatto. Vide Remus in faccia. I suoi occhi ambrati non risplendevano, stava...

"Perché piange?" chiese Sirius guardando in direzione di Lily.

"Guarda cosa sta fissando..." consigliò Lily avvicinandosi.

Sirius si fece strada con lo sguardo tra la polvere dello scrittoio di Remus e, poggiata su una pila di tomi, vide una vecchia cornice d'argento. All'interno, immortalati in una foto in bianco e nero, c'erano lui, James, Peter e Lily che salutavano sorridenti.

"Oh...durante le feste é sempre difficile dire addio alle persone che se ne sono andate..." disse Sirius osservando la foto e Remus, soffermandosi sui volti di James e Lily.

"Io...non credo che Remus stia piangendo solo per me e Jim" costatò Lily mandando un'occhiata ironica a Sirius.

"Remus mi odia..." rispose Sirius, ma non poté finire la frase, quando Remus cominciò a parlare.

"Perché..." disse tra i singhiozzi, prendendo in mano la vecchia foto "...Sirius, perché lo hai fatto, perché mi hai abbandonato...mi manchi terribilmente..." Remus si chiuse su se stesso, pianse, di un pianto arrabbiato, affranto, doloroso.

Sirius lo guardava a bocca aperta. Non si sarebbe mai aspettato di vedere qualcuno dei suoi vecchi amici piangere per lui, non dopo ciò che tutti quanti erano stati indotti a credere "Remus...non...non sono stato io, Remus ti prego, ascoltami...Lily...Lily io devo parlargli..."

"É impossibile Sirius, noi siamo solo spettatori" disse in maniera calma la ragazza.

"Ma...tu...tu non capisci...questo, questo sta accadendo ora, in questo momento, io posso....io devo far sapere a Remus come stanno le cose, io...non posso sopportare di vederlo in questo stato, Lily...oh Remus..." Sirius si rivolse al mago, mentre quest'ultimo ancora teneva forte in mano la foto, ancora le guance rigate "...Remus...io non ti avrei mai tradito, non ti avrei mai ferito, Remus ascoltami...cerca di sentirmi...non...non posso vederti così, Lunastorta..."

Sirius tentò di accarezzare la testa del mago, allungò la mano e la poggiò sui suoi capelli, ma il suo essere incorporeo gli permise solo di sfiorare appena il capo dell'altro. "Non piangere, ti prego...io tornerò..." disse, e si ritrovò egli stesso con le pupille piene di lacrime.

Guardò ancora per alcuni minuti Lupin. Il giovane mago dai capelli ramati si stava asciugando gli occhi con un fazzoletto di stoffa. Aveva preso dal fuoco il bollitore e si era versato del tè fumante e profumato in una tazza di porcellana...una cosa che, come Sirius ricordava dalla loro fanciullezza, serviva sempre per calmarlo. Lo guardò, mentre sorseggiava la bevanda, gli occhi asciutti ma ancora lucidi. E pensò a cosa aveva perso, a cosa era condannato, per la colpa che aveva commesso un altro, un altro che ora era ricordato come un eroe.

Come faceva Remus a sopportare anche il solo ricordo di Black? Sirius non ci sarebbe mai riuscito, non avrebbe mai saputo perdonare...e forse neanche Remus lo aveva fatto, eppure lo aveva visto piangere, lo aveva visto piangere per lui, per la sua mancanza...il suo affetto era talmente forte e sincero da superare anche ogni più infamante accusa.

Black doveva andare avanti, ormai lo aveva capito. Per tutto l'affetto che lo legava a Remus, a Harry, doveva riuscire a riabilitare il suo nome, e far si che quel presente ormai già diventato passato si trasformasse in un futuro migliore.

"Lily, ora dove---" Sirius si girò d'improvviso credendo di ritrovare l'amica alle sue spalle, ma lo spirito di Lily non c'era più, volatilizzato come quello del signor Black ore prima. La casa di Lupin era sparita, una valle scura e terribilmente minacciosa aveva preso il suo posto. Nel buio della notte senza Luna si distinguevano diverse sagome nel terreno, sovrastate da un edificio che aveva tutta l'aria di essere una chiesa. Il tutto era attorniato da alberi alti ed affusolati. Il freddo era pungente, e l'atmosfera lugubre..e sulla sua pelle Sirius poteva sentire una strana sensazione di gelo agghiacciante.

Si volse, cercando un qualcosa che neanche lui sapeva bene cosa essere, e finalmente vide l'ombra del suo nuovo accompagnatore.

Chi aspettava Sirius al posto di Lily fece venire al mago un sobbalzo al cuore--per un momento pensò di essere tornato ad Azkaban.

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