Il Canto di Natale di Sirius Black
capitolo IV
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IV - LO SPIRITO DEI NATALI FUTURI
La figura alta, nera ed incappucciata fece alcuni passi verso Black. Sirius se ne stava immobile, fissando il Dissennatore con timore. Tutto dentro il suo corpo sembrava essere diventato di ghiaccio...sangue, carne, ossa, non sentiva più nulla.
Si guardò attorno e capì dove si trovava. La chiesetta in cima alla collina, attorniata da lapidi marmoree e grigie...erano nel cimitero dove erano seppelliti James e Lily.
Sirius deglutì e trovò la forza di parlare "Tu....tu...sei lo spirito dei Natali Futuri, vero?"
Il Dissennatore si fermò, e fece di si con la testa, lentamente, senza mai mostrare il suo volto, coperto dal cappuccio scuro.
"E...siamo nel futuro? In un Natale Futuro? Questo é ciò che accadrà se...se...rinuncio alla mia libertà?"
Ancora silenzio, il Dissennatore mosse di nuovo la testa ed annuì.
"Cosa...cosa devi mostrarmi, qui, in questo posto?" chiese Sirius confuso.
Il Dissennatore alzò un braccio. La manica della tunica nera gli scivolò fino al gomito e Sirius poté vedere con orrore la mano scheletrica e putrescente dell'essere. La creatura si voltò dando le spalle a Sirius, e con il braccio alzato indicò una tomba. Sirius si accorse di non essere solo nel cimitero.
In ginocchio vicino la lapide indicata c'era una ragazzina. Indossava la tunica di Hogwarts, la cravatta oro e porpora dei Grifondoro, i capelli color nocciola le scendevano liberi e disordinati sulle spalle. Piangeva, guardando con dolore la tomba che le stava dinnanzi. Dietro di lei, in piedi, un'espressione rassegnata sul volto, c'era un ragazzo dai capelli rosso fiamma. Anch'egli aveva indosso l'uniforme dei Grifondoro. Accarezzava dolcemente le spalle della ragazza con una mano.
"Hermione..." disse d'improvviso mestamente "..andiamo..."
"Si Ron..." singhiozzò la giovane "...andiamo" si alzò asciugandosi le lacrime.
"Chi sono quei ragazzi? Di chi é quella tomba?" chiese incuriosito Black.
Il Dissennatore si mosse in direzione della lapide, seguito da Black. Arrivarono vicino ai due studenti di Hogwarts, e Sirius poté finalmente leggere la scritta sulla tomba.
"Henry James Potter...1981-1994...no..." sussurrò "...no....non può essere, cosa significa, spirito, cosa accadrà a Harry??"
Il Dissennatore, sempre più silenzioso ed enigmatico, alzò la testa in direzione dei due giovani Grifondoro. Sirius notò che si era unita a loro una terza persona, un uomo dai capelli ingrigiti, il mantello rattoppato ed il volto rugato. Malgrado l'età avesse cambiato i suoi lineamenti, Sirius riconobbe in lui il suo vecchio amico di infanzia.
"Remus!" disse. Si alzò e si avvicinò ai tre, per ascoltare i loro discorsi.
"Mi dispiace ragazzi..." diceva Lupin ai due giovani "...é...é terribile ciò che é successo a Harry...io....io non ho saputo proteggerlo..." Remus abbassò lo sguardo.
"No Professor Lupin...lei non c'entra niente... " rispose la ragazza "...Harry si é trovato faccia a faccia con Voldemort, e non c'era nessun modo di salvarlo..."
"Se solo...se solo io avessi potuto...se solo avessi saputo chi era in combutta con Voldemort...ho creduto per anni che il mio miglior amico fosse un traditore, un barbaro assassino...ed ora il vero responsabile é riuscito a vincere, é riuscito a completare il suo piano...Voldemort ha vinto" Lupin guardò Hermione e Ron con compassione "Ragazzi, voi dovete andare avanti. Harry non avrebbe voluto vedervi gettare la spugna. Anche se ora il futuro sembra buio...dovete continuare a sperare, forse un giorno tutto tornerò a posto, forse un giorno Voldemort sarà sconfitto..."
"Ma come, Professor Lupin, come??" il ragazzo dai capelli rossi esordì gridando "Non ci é riuscito nemmeno Silente! Gli unici due maghi capaci di tener testa al Signore Oscuro sono morti! Cosa possiamo fare noi?? Cosa possiamo fare?" Ron guardò la tomba di Potter "Harry era un simbolo, un simbolo per tutto il nostro mondo...un amico per noi. Ed ora che ne se é andato...no Professor Lupin, non mi venga a dire che dobbiamo ancora avere speranza"
"Ron..." disse Hermione dolcemente prendendo il braccio del ragazzo.
Il giovane evitò il contatto, si voltò "Lasciami Hermione.." disse piangendo, per poi dirigersi verso l'uscita del campo.
"Non sta accadendo ora" continuava a pensare dentro di se Black "Ricordati Sirius, ricordati delle parole di James, questa non é la realtà, tutto ciò che stai vedendo può essere cambiato, siamo noi il nostro futuro..."
Remus e la ragazza si incamminarono lungo il sentiero che portava fuori dal cimitero. Sirius si voltò ancora verso la tomba di Harry, e poi verso il Dissennatore.
"Come posso....come potrò mai cambiare questo?" chiese indicando la lapide "Come potrei salvare Harry, rinchiuso in quella prigione? Ma insomma, perché, perché mi state facendo vedere tutto questo??" Sirius si volse con rabbia verso il cielo "Perché, quando sapete benissimo anche voi che non potrò mai cambiare niente! Perché volete illudermi in questa maniera?? Perché mi fate soffrire così? Non ho già pagato abbastanza per i miei errori?" si gettò sulle ginocchia, sul terreno umido, nel fango tra le tombe, stringendo i pugni con dolore.
Il Dissennatore era diritto davanti a lui. Senza neanche un cenno del capo, si scostò, lasciando ben chiara alla vista di Sirius un'altra tomba. Sirius la squadrò per un istante. La lapide era fredda ed incolore, a differenza delle altre tombe non c'era neanche un fiore rinsecchito ad adornarla. Si avvicinò piano, guardò nel terreno, e ciò che vide lo fece trasalire. Nella tomba non c'era niente, solo un baratro oscuro ed interminabile, scavato nel terreno.
"Spirito.." iniziò Sirius rivolto alla sua guida "...di...di chi é questa tomba senza neanche un fiore e...vuota?"
Il Dissennatore si avvicinò scivolando sul fango con il suo ampio mantello scuro. Alzò di nuovo una mano, indicò la lapide. Sirius seguì la traiettoria del dito del Dissennatore ed andò a leggere l'incisione.
"Sirius Black...1960....1984..." Sirius deglutì, guardò il Dissennatore. La creatura si portò le putride mani al cappuccio, e pian piano se lo tolse dal capo. Sirius poté vedere la testa scheletrica ed orrenda dell'essere, dal colorito verde, gli occhi fiammeggianti, lo sguardo crudele. Lo spirito spinse le braccia in avanti verso Black, fece alcuni passi verso di lui, voleva prenderlo, voleva baciarlo...
"No..." mormorò Sirius "No...." urlò. Cadde a terra sulle mani, indietreggiò sempre più, fino ad arrivare ai margini della tomba aperta. Girò lo sguardo e vide il baratro dietro di se.
Il Dissennatore avanzava ancora, protendendo le sue orride labbra, e Sirius ancora indietreggiava, mise una mano su una pietra, poté sentire il taglio che si formava, la pietra si staccò dal terreno, cadde nella tomba, Sirius perse l'equilibrio, e...
"NOOOOOOOOOOO!!"
Cadde, e cadde, cadde sempre più a fondo, nel buio, tra le grida, e pensò a James, e Lily, e ciò che aveva visto...il suo passato, il presente che aveva imparato ad andare avanti senza di lui, il suo possibile futuro...svenne, passarono ore, e cadde, cadde giù per quel terribile fosso e...
Cadde...dal letto. Si sedette, poteva sentire il freddo pavimento sotto la sua pelle. Si trovò avvolto nel suo lenzuolo bucato, stordito e confuso. Aprì lentamente gli occhi, si strofinò le palpebre, si guardò attorno. La sua branda era davanti a lui, per terra ancora il piatto di coccio e la tazza di ferro. Alzò gli occhi verso la finestrella sulla parete. Un tiepido Sole del primo mattino poteva essere visto attraverso la barriera magica. Sorrise.
"É la mattina di Natale" mormorò alzandosi "É la mattina di Natale!" urlò ridendo.
La guardia arcigna si avvicinò alla cella e guardò dentro "Cosa stai urlando Black? Che ti é preso?" chiese malignamente.
"É la mattina di Natale!! Sono ancora in tempo, sono ancora in tempo!" disse gioioso Black avvicinandosi all'uomo.
"Ma che cosa stai farfugliando Black? Il cenone di Natale ti ha dato alla testa?" il carceriere appariva confuso ed un po' intimorito, guardava il prigioniero con quegli occhi piccoli ed aquilini.
"Mi hanno dato una possibilità...sono ancora in tempo...ho ancora un futuro!" continuò Sirius non badando ai commenti della guardia.
"Tu sei impazzito" dichiarò il mago curvo.
"No, non sono impazzito" rispose Black sorridendo in direzione dell'altro "anzi, direi proprio di aver ritrovato finalmente la ragione" concluse raggiante.
Era tornato...Sirius Black, Felpato, era ritornato. Non più rimpianti, non più rassegnazione. Doveva lottare, doveva combattere, doveva riuscirci......perché il mondo aveva ancora bisogno di Sirius Black. Ne aveva bisogno Harry, per poter passare dei Natali migliori, per poter conoscere tutte le gioie che un bambino dovrebbe ricevere dalla vita.
Ne aveva bisogno Remus, la cui lealtà ed il cui affetto avevano fatto capire a Sirius quanto fosse importante la loro amicizia, un'unione che neanche i Dissennatori avrebbero potuto distruggere.
Ne avevano bisogno James e Lily, la cui vita era stata spezzata nel momento più felice, e che ora dovevano essere vendicati, ad ogni costo.
E ne aveva bisogno lo stesso Sirius. Non avrebbe passato il resto della sua vita addossandosi la colpa di un crimine che non aveva commesso. Non lo avrebbe fatto, non più. Quella notte aveva capito che la vita é un bene prezioso, e finché ci è concessa non va mai sprecata, neanche un grammo, per non rimpiangerla.
Forse non l'anno successivo, forse ci sarebbe voluto parecchio...ma ora Sirius sapeva che avrebbe ritrovato il suo Natale felice.
FINE
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