L'Inizio di una Storia

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Ogni storia, racconto o memoria

Ogni saga o romanzo

Che sia vera o inventata

Che sia pianificata o che succeda per caso

Che si snodi attraverso intere generazioni

Lasciandosi secoli alle spalle

O una affrettata breve finzione

Una corsa di giusto mezz'ora

Che sia allegra o melanconica

Grezza e pronta o finemente cesellata

Che abbia centinaia di attori

O la solitudine di un solo recitante

Ogni storia, nuova o antica

Farsa o opera d'arte

Tutte sono storie di uomini che falliscono

Tutte sono storie di amori radicati nel cuore.*

"Io ODIO ODIO ODIO queste cose" pensò Remus Lupin mentre camminava a testa bassa lungo i corridoi affollati della scuola, non badando alla gente che gli passava accanto, assorto come era nei suoi cupi pensieri.

La scuola era tutta un fremito da quando era stato annunciato che, per festeggiare San Silvestro, ci sarebbe stata una grande festa da ballo nella Sala Grande. Ogni singolo angolo del castello risuonava di brusii, di risate, di proposte per la grande serata.

"Hey Remus!" il piccolo Peter Minus si avvicinò a Lupin, che gli ripose con un freddissimo "Ciao Pete".

"Allora, come é andata?" chiese Minus, con entusiasmo.

"Come le dieci volte precedenti..."Oh, mi spiace Lupin, ho già un cavaliere per la festa"..." rispose tristemente Remus, continuando a camminare spedito verso la Torre dei Grifondoro.

"Oh...oh...mi spiace tanto" rispose Minus dando un'amichevole pacca sulla spalla dell'amico "Vedrai, troverai qualcuna prima di domenica..."

"Non fa niente...non é che mi interessi tanto andarci, a quella festa..." mentì Remus "E a te, come é andata?" chiese forzando un sorriso.

"Be'.....bene" rispose Peter, cercando di non ferirlo "La Weasley ha accettato di venire con me..." sussurrò.

"Grandioso! Ci tenevi tanto!" disse Remus, tentando di apparire il più naturale possibile "Ma bene, perfino PETER ha una ragazza per la festa..." pensò tra se e se. Pur essendo felice per il suo amico, non riusciva proprio a dimenticare che lui era probabilmente l'unico ragazzino di tutta la scuola a non avere una partner.

Lupin e Minus arrivarono nella Sala Comune dei Grifondoro, dove Sirius Black e James Potter stavano studiando Pozioni. Dal luccichio negli occhi di Potter, Remus e Peter capirono che il tentativo del loro amico di invitare al ballo la ragazza dei suoi sogni era andato a buon fine.

"Allora Jim, hai invitato Lily Evans?" chiese Peter sedendosi su una poltrona vicino ai due.

"Secondo te? Guarda come gli brillano le pupille..." rispose Sirius con una risata.

"Oh smettila Sirius!" sbraitò Potter, arrossendo.

"E tu Sirius, quante ne hai stese oggi?" continuò Minus.

"Vediamo...quattro Corvonero, cinque Grifondoro, una manciata di Tassorosso, perfino due Serpeverde...se decido di accontentarle tutte, dovrò presentarmi alla festa con una ventina di ragazze" rispose Black con aria soddisfatta, il suo irresistibile sorriso sornione sulle labbra.

"E tu muso lungo...hai trovato la tua bella del ballo?" chiese Sirius a Remus, rimasto in disparte.

"Ehm....io non vengo alla festa" disse Lupin in un bisbiglio.

"Come come, ripeti un po'!!!!" disse Sirius alzandosi ed andando a scuotere le spalle dell'amico "Come sarebbe a dire "Io non vengo alla festa"???"

"Sarebbe a dire che queste sciocchezze non mi interessano..." rispose Lupin.

"...sarebbe a dire che nessuna ragazza nell'intero castello vuole andare con lui al ballo" nella voce di Peter c'era una punta di cattiveria.

Potter e Black si guardarono con aria stupita.

"Potrei chiedere a Lily se ha qualche amica.." iniziò James.

"No, Jim...no davvero, non mi interessa. Voi andate con le vostre ragazze, io starò bene. Sapete che mi piace starmene per conto mio" si affrettó a dire mestamente Lupin.

"Non posso crederci!" pensò Sirius fissando Remus "Come possono rifiutare un ragazzo come Remus?"

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I giorni che passarono furono mortificanti per Remus. Tutti non facevano altro che parlare della festa, di come si sarebbero vestiti, e di quante cose deliziose avrebbero mangiato. Le decorazioni per l'ultimo giorno dell'anno adornavano splendidamente il castello: era tutto uno scintillio di drappi multicolore, festoni in ogni angolo, per non parlare delle decine di fatine scintillanti che si rincorrevano per i corridoi e nelle classi.

Più Remus cercava di convincere i suoi amici che tutto era a posto, e che lui non voleva davvero partecipare al ballo, più Sirius si sentiva dispiaciuto per lui. Non riusciva a capacitarsi di come un ragazzo del genere potesse essere così snobbato, mentre lui aveva al suo seguito decine di ragazze.

É vero, conosceva Remus solo da pochi mesi, da quel magico giorno in cui si erano incontrati alla King's Cross Station, ma ormai aveva visto così a fondo nel suo animo da poter affermare con sicurezza che non c'era al mondo persona più dolce, sincera, comprensiva ed amichevole di Remus J. Lupin.

O forse solo lui vedeva nel ragazzo dagli occhi ambrati tutto ciò? Forse solo lui riusciva a capirlo, forse Remus restava ancora un mistero per tutti gli altri, ecco perché nessuno lo apprezzava davvero. Perfino James e Peter, per quanto amichevoli, avevano più volte confessato a Sirius di trovare Lupin strano.

"No" pensava Sirius in quelle occasioni "Remus non é strano...Remus é solo...Remus! Lui é fatto così, io lo so..."

La sera prima della festa Sirius non aveva ancora deciso con quale delle tante ragazze che gli sbavavano dietro sarebbe uscito. E per dirla tutta, non gli interessava un granché. Ne avrebbe presa una a caso, dopotutto nessuna gli piaceva davvero. Non che non fossero bellissime, o simpatiche...era solo che nessuna lo conosceva veramente. Con ciascuna di loro aveva scambiato sì e no un paio di parole, niente di più. Sapeva benissimo che tutte gli andavano dietro solo per il suo aspetto. Per un certo verso tutto ciò era divertente, gli piaceva sentirsi ammirato, ma trascorrere un'intera serata con un'oca pronta a ridere a qualsiasi sua sciocca battuta non era proprio una bella prospettiva. "Mi consolerò con il cibo" pensò Black, mentre si recava in biblioteca per restituire un libro, soprappensiero.

Entrato, vide Remus seduto ad un tavolo, assorto in una pesante lettura. Era completamente solo, un'espressione malinconica sul volto.

Sirius riconsegnò sbadatamente il suo libro alla bibliotecaria, lo sguardo ancora fisso su Remus. No. Non poteva. Non era giusto, Remus non avrebbe passato l'ultimo giorno dell'anno da solo.

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Il giorno dopo Sirius si alzò di buon ora, e senza farsi sentire sgattaiolò fuori dal suo baldacchino e si recò al letto di James. "Jim!! Jim!! Hey Jim, SVEGLIA!" disse scotendo l'amico, che aprì svogliatamente gli occhi per poi richiuderli immediatamente, e mormorò nel sonno qualcosa di incomprensibile. Dal tono della voce comunque Sirius capì che si doveva trattare di una frase del tipo "Va' al diavolo, Sirius!"

"James, avanti, ho bisogno di un favore...mi presti il tuo mantello?" chiese Sirius insistente.

"Mhm....Siri---MA SONO LE CINQUE DEL MATTINO!!" sbraitò Potter finalmente realizzando ciò che stava accadendo.

"SHHHH, ma sei matto, vuoi far svegliare gli altri!!" ammonì Sirius, quasi cercando di soffocare James con il cuscino.

"Cosa DIAVOLO VUOI??"

"Jim, mi serve il mantello, perfavoreperfavoreperfavore" iniziò Sirius, cimentandosi nella sua migliore interpretazione di cucciolo bastonato.

"Va bene, va bene, ma ti prego...LASCIAMI DORMIRE!" disse James annoiato, rigirandosi su un lato. Tempo pochi secondi, e ricominciò a ronfare come se niente fosse accaduto.

"Grazie Jim" sussurrò Sirius sorridendo. Scese dal letto ed andò ad aprire il grande baule ai piedi di James. Scavando fra vestiti e biancheria varia, finalmente trovò lo splendente mantello argentato.

In punta di piedi, lasciò la stanza, e si precipitò giù per la scala a chiocciola. La Sala Comune, a sua grande sorpresa, non era deserta.

Lily Evans se ne stava seduta su una poltrona vicino al camino, nella sua vestaglia blu, pensierosa.

"Lily? Ma cosa ci fai qui a quest'ora?" chiese Sirius stupito.

"Oh, ciao Sirius...non riuscivo a dormire, e poi si gela su nella stanza, preferisco stare qui al fuoco...ma....piuttosto...cosa ci fai TU in piedi a quest'ora??" chiese la ragazza.

"Io...ehm...io...devo fare una cosa da...ehm...devo....devo sbrigare una cosa per un amico, qualcosa di speciale..." rispose Sirius imbarazzato, uscendo dal buco nel muro che dava sui corridoi esterni.

Lily lo guardò con aria interrogatoria mentre lasciava la Sala, e notò il mantello di James sotto una delle sue braccia "Ma che cosa sta architettando??" pensò, e non poté fare a meno di sorridere.

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Quella domenica sembrava non dover passare mai, almeno non per Remus. Cercò di concentrarsi il più possibile sullo studio, tentando di dimenticare la festa, e tutto il resto. Avrebbe potuto andarci da solo, e passare così l'ultimo giorno dell'anno con i suoi amici. Ma avrebbe retto all'imbarazzo di essere senza una ragazza, mentre tutti erano appaiati? E poi, non voleva fare da terzo incomodo, per nessuna delle tre coppie...James e Lily erano intoccabili, Peter e la Weasley così diversi tra loro che avevano bisogno di restare soli per conoscersi bene...e Sirius...con chiunque Sirius fosse andato al ballo, certamente Remus non voleva fare da spettatore alle avventure amorose dell'unica persona al mondo che aveva imparato ad ...amare davvero.

No, non ci sarebbe andato. Lui stava bene da solo, ci era abituato...e cosa aveva di così speciale l'ultima notte dell'anno? Era una sera come tante altre.

In parte consolato da questi pensieri, scoccate le otto in punto si gettò sul letto, un libro tra le mani ed un po' di cioccolata sotto al cuscino. Davanti a se vedeva James e Peter che si preparavano freneticamente..."Dove sono le mie scarpe??"..."Che fine ha fatto la cravatta??"..."Oh no, la camicia si é macchiata!! Remus, mi presti una delle tue??"

"Ragazzi, calmatevi, la festa non scappa!" disse Remus sorridendo dal suo letto "Mi raccomando, portatemi una fetta di torta!"

"Oh Remus...é un peccato che tu non voglia venire" disse James tristemente, mentre cercava di far andare via una macchia di succo di zucca dalla sua più bella camicia.

"Non preoccupatevi...ehi, ma dove é Sirius??"

"Non lo so...non l'ho visto tutto il giorno..." rispose Peter.

"Stamattina ha preso il mantello ed é scappato via..." disse James "Chissà cosa ha in mente...be', Remus, noi dobbiamo andare! Ci vediamo domani mattina, e buon anno!"

"Ciao ragazzi, divertitevi...ed augurate buon anno anche da parte mia a Sirius e Lily" rispose Remus, mentre i due amici uscivano dalla stanza.

Quando fu solo, Remus tirò un sospiro sconsolato. Si mise comodo, apri il suo libro, prese un pezzo di cioccolato da dietro il cuscino ed iniziò a leggere, cercando di non dar peso alle risate allegre degli altri ragazzi che si radunavano nella Sala Comune per recarsi tutti insieme alla festa.

D'improvviso, la porta della stanza si apri lentamente, con un cigolio.

"Chi é?" chiese Remus. Ma non ci fu risposta. Il vento, pensò, e si alzò per chiuderla.

Si girò per tornare al suo letto, ed ebbe un sussulto di stupore. Sirius era lì, davanti a lui, il mantello dell'invisibilità ai piedi, e sotto le braccia due grandi buste di tela.

"Ma che cosa---Sirius, cosa ci fai qui???"

"Sorpreso, vero? So muovermi bene, sotto quel mantello..." rispose il ragazzo, posando i sacchetti sul suo letto.

"Ma perché non sei alla festa? E cos'é quella roba?" chiese Remus stupito.

"Non ci vado alla festa"

"COSA?"

"Non ci vado" fu la semplice risposta di Black.

"E perché mai?" Remus guardava Sirius con sospetto.

"Perché non mi andava di lasciarti solo" disse Sirius in un bisbiglio.

"Come...?" Remus dovette sedersi. Tutto si aspettava, tranne che quella risposta.

"Non mi andava di lasciarti, qui, tutto solo mentre gli altri si divertono di sotto! Non sarò di grande compagnia, lo so, ma, che tu voglia o no, questa serata la passerai con me, muso lungo. E non fare quella faccia" disse Sirius, sorridendo.

"Ma...non dovevi..." Remus non poté fare a meno di regalare un grande e sincero sorriso di gratitudine al suo amico.

"Si, lo so..." rispose Sirius "Ma ora bando ai sentimentalismi, dedichiamoci alle cibarie!" disse, indicando le buste sul suo letto.

"Le migliori leccornie di Mielandia tutte per noi" continuò, riversando sul letto di Remus chili di dolciumi ed una bottiglia di champagne.

"Ma come hai fatto a pagare tutta questa roba?" chiese Remus, gli occhi ambrati che andavano da una confezione all'altra.

"E chi ti ha detto che l'ho pagata?" sorrise Sirius.

"CHE COSA????" sbraitò Remus.

"Avanti, non fare il guastafeste!! Tieni, mangia, testone!!" continuò il ragazzo dai capelli neri, offrendo a Lupin un grande blocco di cioccolata fondente "Quella che piace a te" aggiunse con un sorriso.

Remus lo guardò con aria di rimprovero, ma poi sorrise. Come aveva imparto durante quei mesi, non si poteva tenere il broncio a Sirius Black. "Grazie" sussurrò, accettando la cioccolata. Quella si riprometteva di essere una serata davvero interessante.

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Quella notte sarebbe stata ricordata da Remus come una delle più belle della sua vita. Solo lui e Sirius, ore ed ore a parlare, di cose futili, di cose importanti, a scherzare, a fare piccole magie, a conoscersi.

Non era la particolare atmosfera creata dalle poche candele accese nel buio della notte, non erano i tanti deliziosi dolci, ne’le brillanti battute di Black a rendere quelle ore memorabili...era la sola presenza di Sirius che faceva sentire Remus speciale. Nei sette anni della sua vita da licantropo, Sirius Black era la prima persona, esclusi sua madre e Silente, che si preoccupava veramente per lui. Che teneva alla sua felicità. Che apprezzava la sua compagnia. Che non lo faceva sentire un...mostro. Dal primo momento in cui Remus aveva posato i suoi occhi su Black era sicuro che quel ragazzo dai capelli neri aveva qualcosa di speciale racchiuso dentro di se. E ne stava avendo la conferma. Non era mai riuscito a parlare così apertamente con nessuno, mai nessuno lo aveva fatto sentire così importante. Ogni volta che Sirius pronunciava il suo nome, poteva avvertire una morsa al cuore. Ogni volta che Sirius lo sfiorava, anche solo con la punta delle dita, poteva sentire un brivido che gli percorreva la spina dorsale. Sirius lo faceva sentire completo. Era una cosa bellissima, una sensazione nuova, una prospettiva completamente estranea al solitario, chiuso, uggioso Lupin.

Ma non si trattava solo di lui. Anche Sirius sentiva qualcosa di particolare dentro. E questo lo spaventava a morte. Remus lo affascinava talmente, che era quasi impossibile staccargli gli occhi di dosso. Non sapeva se essere felice di aver trovato una persona con cui si trovava così bene, o se esserne terrorizzato. Con James non c'era questo problema. Potter era così caratterialmente simile a Black che si sarebbe potuti scambiarli per fratelli. E Sirius voleva bene a James come ad un fratello...ma niente di più. Quando si trovavano nella stessa stanza, Sirius non doveva evitare lo sguardo di James per non arrossire. Quando James gli parlava, Sirius riusciva a seguire i suoi discorsi, non si perdeva nella luce dei suoi occhi...tutte cose che invece gli capitavano quando si trovava con Remus, quando i loro sguardi si incontravano, creando un'atmosfera surreale in cui nulla più contava se non la presenza dell'altro ragazzo. Sirius aveva paura di Remus, eppure ancora non riusciva a fare a meno della sua compagnia, dei loro lunghi discorsi fatti solo di occhiate, del mistero che Remus racchiudeva dentro di se e che ormai rappresentava una sfida senza pari per Sirius.

Erano ormai le undici passate. Innumerevoli carte di caramelle e di cioccolata di ogni genere giacevano sul pavimento. Remus e Sirius erano seduti sul letto di quest'ultimo, le spalle contro lo schienale, le gambe distese sulla pesante coperta, ridendo a crepa pelle per una storia che Sirius aveva appena finito di raccontare circa la sua primissima magia.

"Oh mio Dio Sirius, sto per scoppiare" disse Remus tra una risata e l'altra "Troppa cioccolata, non farmi ridere così.."

"Su, avanti testone, rimettiti che la notte é giovane! Dobbiamo ancora brindare!"

Remus ancora ridacchiava, mentre si alzò per versarsi un bicchiere d'acqua "E tua madre, come reagì quando trovò il vostro cane mezzo a pois e mezzo a righe blu cobalto?" chiese, sorridendo.

Sirius si incupì "Be'...mia...mia madre non c'era..."

"Come mai?" chiese Remus andandosi e sedere sul letto.

"Mia..madre se ne andò quando ero molto piccolo. Non l'ho mai più rivista"

"Oh, mi dispiace" disse Remus, costernato.

"No, perché dovrebbe dispiacerti, non dispiace neanche a me" rispose Sirius cercando di ritrovare il sorriso "Ho passato degli anni bellissimi con mio padre, solo io e lui...gli voglio molto bene"

"Be', se potesse consolarti ti direi che le madri possono essere davvero pesanti...la mia, almeno, lo é...ma é pur sempre mia madre, lei e solo lei mi é stata vicino quando..."

"Quando?"

"Nulla...una sciocchezza...Sirius guarda, é quasi mezzanotte!!" Remus tentò di cambiare subito discorso.

Sirius si alzò lentamente guardando Remus di traverso...comprendendo che con quella domanda aveva messo il ragazzo a disagio, prese da una delle sacche la bottiglia di champagne e tornò a sorridere e scherzare "Sarà caldo, ma sempre meglio di niente..." disse, mentre Remus prendeva dei bicchieri.

Allo scoccare preciso della mezzanotte Sirius fece esplodere il tappo della bottiglia, mentre dalla Sala Grande si sentivano le urla e le felicitazioni dell'intera scuola, completate da fuochi d'artificio magici.

Sirius alzò il suo bicchiere pieno verso Remus "Buon anno, Remus J. Lupin, alla nostra amicizia che durerà per quest'anno appena iniziato e per molti altri ancora!"

Anche Remus alzò il bicchiere, sorridendo "Buon anno, Sirius Black, alla nostra amicizia...che possa crescere e farsi ancora più profonda"

I due brindarono, felici, stanchissimi, entrambi profondamente consapevoli che ormai non c'era null'altro al mondo di così importante quanto il loro legame.

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Il mattino del primo giorno dell'anno trovò Hogwarts immersa in un sonno profondo. Studenti ed insegnati, stremati per la festa della notte precedente, avevano ben pensato di rimanere a letto per gran parte della mattinata. La Sala Grande era quasi deserta. Solo poche persone occupavano i tavoli delle Quattro Case, sorseggiando svogliatamente tè o mangiando porridge e pane imburrato.

Al tavolo dei Grifondoro Lily Evans era completamente sola, alle nove del mattino. Mentre con una mano faceva raffreddare la sua colazione, con l'altra sfogliava la copia mattutina della Gazzetta del Profeta. D'improvviso una voce la distolse dalla sua lettura.

"Buon giorno Lily!" disse Sirius Black, abbassando con un gesto della mano il giornale che la ragazza stava leggendo "Allora, come é andata, sei scappata via urlando da Jim subito oppure hai resistito un paio di minuti?" aggiunse in tono ironico.

"Non essere idiota...é stata una serata meravigliosa! Tranne che per la Weasley..Pete non si é staccato da lei neanche per un secondo....Ma TU dove sei stato?? Avrò contato almeno una decina di ragazze piangenti dal cuore infranto...e poi James e Peter erano preoccupati!" disse Lily con aria di rimprovero, mentre il ragazzo si sedeva di fronte a lei, versandosi del succo d'arancia.

"Sono stato con Remus" rispose Sirius diretto, servendosi dei biscotti.

"Con Remus? Tutta la sera in camera?? Perché non sei venuto alla festa?" chiese Lily un po' stupita.

"Non mi andava di lasciarlo solo, tutto qui"

"Hai un cuore grande Sirius...ti sarai annoiato a morte, tutta una serata con Remus Lupin, mio Dio..." disse Lily portandosi una mano alla fronte.

"Non é affatto vero! Non mi sono mai divertito così in vita mia. É stato uno dei migliori San Silvestri che abbia mai passato...sai, Remus non é così noioso come appare...io lo conosco bene ormai!"

"Posso immaginare..."

"No davvero, non scherzo. Remus é una persona dolcissima. É divertente, e così gentile, e amichevole, sa ascoltarti come nessun altro, davvero con lui posso esprimere tutto me stesso...é stata una serata...meravigliosa!"

"Ah, si? E quando vi sposate?" chiese Lily ridendo.

Sirius divenne d'improvviso serio "Non dire idiozie, Lily!"

"Scusa, scusa, scherzavo solamente...comunque ti credo, ancora non conosco bene Remus, ma sono sicura che in fondo é una grande persona..."

"Molto in fondo" una voce fredda e tagliente venne da sopra le spalle di Sirius, che si girò per vedere i brutti musi di Severus Piton e Lucius Malfoy, due Serpeverde.

"Malfoy, sta attento a quello che dici..." disse Sirius rivolto ai due, con aria irosa e puntando un pugno verso Lucius.

"Lucius, non essere sciocco, non sai che non si deve mai parlare del piccolo protetto di Black in presenza di Black?" disse Piton con una risatina di scherno verso il suo amico.

Sirius fece per alzarsi, ed avrebbe picchiato a morte i due Serpeverde se Lily non lo avesse trattenuto in tempo "Sirius, STA FERMO! Non facciamo danni..." disse, facendo calmare l'amico.

"Malfoy, VATTENE" disse Sirius freddo, risedendosi.

"Va bene, va bene Black...calmati...non dirò mai più niente di negativo su quel piccolo pezzente, se te la prendi tanto..." disse Lucius lanciando un'occhiata di complicità a Severus.

Sirius ormai era giunto al limite. Non poteva ascoltare oltre. Sentiva ogni fibra del suo corpo ribollire di rabbia. Non badando a Lily che cercava di fermarlo, si scaraventò su Malfoy, lo gettò per terra e lo colpì sul naso con odio.

"SIRIUS, FERMO!" gridò Lily andando a separare i due. Malfoy si alzò, il naso sanguinante "Te la farò pagare, Black!" sbraitò fermandosi il liquido rosso con la manica, per poi uscire dalla Sala seguito da Piton.

"SIRIUS, MA SEI IMPAZZITO??" urlò Lily verso Black, rimproverandolo "Questa sciocchezza costerà caro a Grifondoro..." continuò, rattristata.

"Non me ne importa niente di Grifondoro" disse Sirius risoluto, guardando Malfoy che usciva dalla stanza "Non doveva dire quelle cose. Non di Remus. Lui non lo conosce"

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Durante il primo pomeriggio un tiepido Sole riscaldò i giardini del castello, invitando molti degli studenti ad uscire per una passeggiata sulla candida e soffice neve.

Remus Lupin era solo nella sua stanza, stava riordinando il suo baule svogliatamente. Avrebbe voluto andare fuori a divertirsi con i suoi amici, ma in quel momento ciò di cui aveva davvero bisogno era di starsene per conto suo, per mettere un po' d'ordine non solo nella camera, ma soprattutto tra le sue idee.

Il ricordo della sera precedente era ancora vivido in lui, e sentiva che non se ne sarebbe liberato facilmente. Dopotutto, come poteva essere possibile togliersi dalla mente Sirius Black? Era un'impresa persa sul nascere. Pensava a tante cose, pensava a cosa aveva provato con Sirius, pensava a cosa Sirius potesse provare per lui...pensava alla sua maledizione, che per tanti anni lo aveva tenuto lontano da ogni rapporto con un altro essere umano che non fosse sua madre, pensava a cosa Sirius avrebbe pensato di lui, se fosse venuto a conoscenza del suo segreto. Mentre rovistava tra libri e vestiti, penne d'oca e fogli di pergamena, sentiva un profondo vuoto interiore, una morsa allo stomaco che non aveva mai provato prima, ricordando le risate di Sirius, la voce di Sirius, il profumo di Sirius.

Chiuse finalmente con un tonfo il polveroso baule, e si alzò, recandosi alla finestra, con una mano alla fronte per asciugarsi il sudore che gli impregnava il viso.

Diede un'occhiata fuori, al prato, completamente coperto da un manto bianchissimo. Una sola, grande figura si stagliava alta prima della foresta, il Platano Picchiatore che lui così bene conosceva. Il simbolo di quella sua condizione di diverso a cui non si era mai davvero abituato. Una condizione di continua angoscia e dolore. Ma ora alla fine di quel tunnel aveva finalmente trovato una luce. Una luce che risplendeva negli occhi neri di Sirius Black--ora c'era qualcuno che lo faceva sentire di nuovo un essere umano.

Volse lo sguardo malinconico ad un gruppetto di ragazzi che giocavano sulla neve, e sotto le pesanti mantelle e le sciarpe rosso e oro riconobbe i familiari profili di Lily, Peter e...si, era proprio lui, Sirius, che con il suo solito fare confusionario inseguiva Minus carico di palle di neve pronte a colpire, ed a sua volta inseguito da Lily che cercava di fermarlo.

Remus sorrise. Nessuno poteva trattenere Sirius Black. Nessuno.

Il ragazzo sentì la porta sbattere dietro di se e si girò per vedere Potter, ancora tutto incappucciato, che lo fissava da dietro i suoi occhiali tondi.

"Ciao Remus" disse James, togliendosi il mantello ed avvicinandosi alla finestra, dove Lupin era rimasto impassibile.

"Ciao Jim" rispose Remus, con tono alterato, facendo ben capire all'altro come la sua entrata avesse interrotto la sua voluta solitudine.

"Be', Lily mi ha detto che ieri sera tu e Sirius avete festeggiato qui, soli" disse James, sfregandosi le mani per riscaldarle "Vi siete divertiti?" aggiunse, freddo.

"Si" Remus rispose con un ampio sorriso, mentre teneva gli occhi scintillanti ancora puntati su Black, che ora era riuscito a riempire di neve sia Peter che Lily.

"Remus, ascoltami" disse James, attirando a se l'attenzione dell'altro ragazzo "Che cosa sta succedendo?" chiese con voce grave.

"Come?" chiese stupito Lupin, distogliendo per un momento la sua mente da Black "Cosa vuoi dire, Jim?"

"Lo sai benissimo...Sirius é il migliore amico che io abbia mai avuto, io non voglio che soffra. E non voglio veder soffrire nemmeno te. Che cosa c'é tra te e Sirius?" disse James tutto d'un fiato, come se si stesse liberando da un grosso peso.

Remus spalancò la bocca, ma non ne uscì neanche un minimo suono. Riprese controllo di se e riuscì a farfugliare qualcosa "Che--che co-cosa vuoi dire, James...me...Sirius...io...cosa...perché....cosa ci dovrebbe essere tra me e..."

James sorrise. Nei momenti di imbarazzo anche l'impassibile Remus J. Lupin balbettava come un idiota, pensò.

"Jim" disse Remus, questa volta risoluto, guardando l'espressione divertita sulla faccia dell'amico "Cosa dovrebbe esserci tra me e Black??"

"Non cascare dalle nuvole, Remus. É così chiaro che tu provi qualcosa per Sirius che mi meraviglio di come lui non se ne sia già accorto"

Remus prese un profondo sospiro "James, ma cosa vai dice---....Sono così ovvio?" chiese sconsolato, guardando James negli occhi.

"Be', ogni volta che Sirius entra in camera ti sciogli come neve al Sole.." disse Potter sorridendo.

"Se é così chiaro, perché te ne saresti accorto solo tu?" chiese Remus, tagliente.

"Perché tutti gli altri non vogliono vedere ciò che non capiscono...perché sono uno dei pochi a cui Sirius Black sta veramente a cuore, perché mi preoccupo per lui come se fosse mio fratello..." rispose James, guardando Remus con uno sguardo rigido "Remus...io non ho niente contro di te, non ho niente contro i tuoi sentimenti. E non so neanche se Sirius provi qualcosa per te che vada oltre la compassione.." a queste parole Remus chinò il capo, il viso incupito.

"Comunque" continuò Potter "Chissà, forse Sirius potrebbe sentire qualcosa per te, mi sono accorto di quanto ti sia legato..il punto é che non voglio che lui soffra, in nessuna maniera. Quindi sei avvertito Lupin, non ferirlo, in nessun caso, o te ne pentirai" dette queste ultime parole, James uscì dalla stanza "Raggiungo Lily...a dopo, Remus" e chiuse la porta dietro di se.

Remus restò fermo per alcuni istanti, il viso fissato sul pavimento. Incredibile. James si era accorto di un sentimento che fino ad allora non era completamente chiaro nemmeno per lui. Ripensò a ciò che l'amico aveva detto...compassione...solo compassione...no, non era possibile. Non poteva essere. Era convinto che tutto ciò che lui e Sirius avevano condiviso durante quei mesi andava oltre la compassione, ne era sicuro...eppure, ancora una terribile sensazione si insinuava nella sua testa. Distolse la mente da quei pensieri, guardò di nuovo fuori dalla finestra, di nuovo verso Black, gli occhi ambrati fissi sul ragazzo.

Black notò la figura solitaria di Remus alla finestra, e mentre Minus e Lily con fare vendicativo lo sommergevano di palle di neve, salutò il ragazzo agitando energicamente il braccio e sorridendo.

Remus sorrise, e rispose al saluto con un calmo movimento della mano. Anche se in lontananza Remus poteva vedere il luccichio nelle pupille nere di Black, poteva avvertirne la presenza. Oh, come si sbagliava James. Quella non poteva essere solo compassione. E forse con il tempo Sirius avrebbe trovato il coraggio per ammettere i suoi sentimenti...

Nel frattempo, Remus poteva sentire che dalla notte precedente qualcosa era cambiato, qualcosa si era mosso, il loro rapporto si stava evolvendo.

Quello poteva davvero essere considerato l'inizio di una storia...l'inizio della loro storia.

Vivevo la mia vita nell'ombra
Mai il Sole sul mio volto
Non sembrava così male, comunque
Credevo che quello fosse il mio posto
Ora sono immerso nella luce
C'é qualcosa che non va

Sono sotto il tuo incantesimo
Altrimenti come potrebbe essere possibile
Che qualcuno mi noti?
É magia, ne sono sicuro

Come mi hai reso libero

Facendomi uscire fuori così facilmente
Conoscevo un mondo incantato

Spiriti ed incantesimi nell'aria

Ero sempre stato sicuro

Di essere l'unico lì

Ma il tuo potere risplende

Più luminoso di qualsiasi altro che abbia mai conosciuto

Sono sotto il tuo incantesimo
Non c'é niente che possa fare

Tu hai semplicemente portato via la mia anima con te

Hai saputo pronunciare bene il tuo incantesimo

Finalmente so

Che tutto ciò che sognavo era realtà

Tu mi hai fatto sperare...

La Luna sulla Marea

Posso sentirti dentro di me

Sono sotto il tuo incantesimo
Ondeggiando disperatamente come il mare

Legato a te senza possibilità di uscita

Lascio da parte ogni inibizione

Perso nell'estasi

Disteso dietro il mio Salice magico...

Mi fai sentire completo...*

FINE

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* "Every Story is a Love Story", musica di Elton John, testo di Tim Rice, interpretata da Sherie Rene Scott, dal musical "Aida"

* "I'm Under your Spell", musica e testo di Joss Whedon, interpretata da Amber Benson, dall'episodio "Once More with Feeling" del telefilm "Buffy l'Ammazzavampiri" (Buffy the Vampire Slayer, di Joss Whedon)