Lupi Solitari
La Storia della Famiglia Lupin
capitolo II
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II - GLI STRANIERI
Nei pressi di Grantown-on-Spey, nel cuore delle Highlands, Scozia, una mattina del Marzo 1768
Arnoux si alzò molto presto quella mattina, aveva molte cose da fare. Facendo il più piano possibile si sfilò dalle coperte pesanti che coprivano lui ed il fratello minore, uscì dal letto e si infilò i poveri vestiti. La madre, che come lui aveva chiarissimi capelli biondi, già lo aspettava fuori, nel campo che precedeva la capanna, unica fonte di sostentamento della piccola famiglia.
Il ragazzo respirò a pieni polmoni l'aria frizzante di quella bella mattina di Marzo. Davanti a lui si stendevano le sconfinate langhe Scozzesi, ed il cielo era così terso che si poteva arrivare a vedere l'intero paese di Grantown-on-Spey, giù a valle, ed in lontananza i boschi del clan Grant, sormontati dal grande Castello di Sir James Grant e della sua famiglia, la più antica e nobile di quel paese, ed anche la più potente. In molti dicevano che Sir James, fondatore della città, conoscesse più cose sulla magia nera di quanti fossero i quadri nel tartan di famiglia.
"Buongiorno Arnoux" salutò la signora Lupin, mentre il figlio era assorto nella vista dell'orizzonte.
"Buongiorno maman" rispose il ragazzo, distratto.
"Devi andare in paese oggi, la signora McMurray del mercato dice che prenderà il nostro latte e qualcuna delle nostre verdure questa settimana..."
"Lo so, maman...ora vado, non preoccuparti" rispose Arnoux, svogliato.
La strega tirò un sospiro. Sapeva bene quanto il figlio odiasse andare in paese, sapeva quanto il figlio odiasse il paese stesso, e tutta la gente che vi abitava. Ed aveva paura delle reazioni che egli avrebbe potuto avere, con il suo pessimo carattere...
Ormai era oltre un secolo che gli antenati della famiglia Lupin avevano lasciato la Francia per cercare fortuna e salvezza in Scozia, sfuggendo alla terribile caccia alle streghe che affliggeva il paese. Eppure, la Scozia, quella terra in cui i Lupin cercavano una nuova casa, li respingeva ancora, ancora li confinava, li trattava ancora come stranieri. La situazione non era mai cambiata, malgrado ormai la famiglia avesse girato quasi l'intero paese nel corso degli anni. Dalle coste di Aberdeen, dove approdò la Jeanne d'Arc, fino a Perth, e poi giù a Glasgow, e poi ancora a Nord, nelle Highlands, nel paesino di Balachastell, in seguito trasformato in Grantown-on-Spey per volere del clan Grant. Tutte le comunità magiche del paese avevano sempre disprezzato i Lupin, li avevano trattati da pezzenti, costretti a vivere nei ghetti riservati agli stranieri. E loro, i Lupin, ancora costretti a chiedere aiuto a quella stessa gente che li disprezzava, pur di tirare avanti.
Arnoux si fece coraggio, prese la cesta di vivande da vendere, la sua vecchia scopa di saggina, e volò basso fino al centro del paese, potendo sentire l'aria fresca che gli scompigliava i capelli chiari, costeggiando il fiume che camminava lento. Atterrò nei pressi della piazza del mercato, già piena di maghi e streghe. Si udivano starnazzi, piume di gufo volavano dappertutto, l'aria era intrisa di ogni sorta di bizzarro profumo proveniente dai calderoni delle vecchie fattucchiere. Il ragazzo si avvicinò ad una grassa signora dai capelli grigi.
"Ehm...signora McMurray?" chiese timidamente il giovane.
La donna si girò di scatto, salutando Arnoux con un sorriso falso "Oh, sei tu, francese..." disse, con un vocione mascolino.
"Mi chiamo Arnoux, signora..." rispose il ragazzo.
"Si si certo...allora, hai la roba che tua madre mi aveva promesso?" grugnì la signora McMurray.
"Ecco" disse Arnoux mostrando alla corpulenta donna la merce.
"Uhm...si...vediamo....posso....posso darti venticinque zellini per tutto quanto..." mormorò la McMurray esaminando il contenuto della cesta.
"CHE COSA?? VENTICINQUE ZELLINI??" sbraitò il ragazzo, guardando la signora con occhi fiammeggianti "Ma, signora, questa roba vale almeno due falci..."
"Non se ne parla" rispose la vecchia "Quella é la mia offerta, prendere o lasciare...é già tanto che la prenda la roba da voi, francesi pezzenti..." continuò.
Arnoux non ci vedeva più dalla rabbia. A queste ultime parole non poté più trattenersi, guardò con profondo odio la donna, estrasse la bacchetta logora dalla cintura, la puntò contro la McMurray ed urlò con tutta la sua rabbia "GRUGNITUS!".
La signora McMurray urlò portandosi le mani al naso, che si stava velocemente trasformando in un muso da maiale. "TU!! PEZZENTE!!" urlava, sconvolta, attirando l'attenzione di tutta la piazza del mercato "ME LA PAGHERAI" sbraitò, estraendo la sua bacchetta e puntandola verso il ragazzo, decisa a mandargli una maledizione di gran lunga peggiore di quella che ora affligeva lei.
Ma prima che potesse dire una sola parola, una terza figura si contrappose tra lei ed Arnoux, dividendoli. Una snella ed altra ragazza dai lunghissimi capelli rossi fece da barriera tra il giovane e la donna, suscitando lo stupore di tutta la folla che si era radunata per assistere alla scenata.
"Santo cielo, é la giovane O'Bryen!" urlava qualcuno.
"La rossa funesta, presto andiamo via prima che ci mandi qualche malocchio!" dicevano altri.
"Per tutti i mastini maledetti, é la figlia del demonio quella!!" costatavano altri ancora.
In breve, non rimase praticamente più nessuno attorno ai tre.
"Tu, vecchia fattucchiera, non provare ad alzare un dito contro Arnoux o te la vedrai con me!" intimò la ragazza puntando il dito verso il volto trasfigurato della vecchia.
"Mhm..si...no---non farò niente, Maureen, non p-preoccuparti..." balbettò la donna impaurita. In men che non si dica era sparita come gli altri, aveva preso con se la cesta di cibo ed aveva lasciato ad Arnoux tre falci.
La ragazza si voltò verso Arnoux, lo guardò con i suoi profondi occhi verdi, ed insieme i due giovani scoppiarono a ridere a crepa pelle.
"La rossa funesta, gente scappate!!" Arnoux imitò la voce delle donne spaventate del paese, raccogliendo i soldi e la sua scopa.
"Oh mio Dio, che paese idiota! Basta fare una faccia minacciosa e puntare un dito perché corrano via a gambe levate! E tutto perché ho i capelli rossi...che idiozia!" disse Maureen, guardando il ragazzo e sistemandosi la chioma fulva. Quei capelli rossi erano la sua maledizione ed allo stesso tempo la sua arma più potente. Le avevano sempre causato l'isolamento, per la stupida credenza provinciale che le donne dai capelli rossi portassero sfortuna, e più volte si era servita di quella sua fama per cavarsi da qualche impiccio.
"Grazie, Maureen, ti devo un favore" disse Arnoux, guardando la fanciulla, mentre si incamminavano verso il ghetto, dove Maureen viveva con la sua famiglia da poco più di un anno, da quando erano arrivati in Scozia dall'Irlanda, anche loro in cerca di fortuna, anche loro vittime del razzismo di paese.
"Figurati" rispose la ragazza sorridendo "Dovevo farlo, tu sei l'unica persona in tutta la langa a non trattarmi come un mostro...attento, che la sfortuna potrebbe colpire anche te" aggiunse con un che di malinconico.
Arnoux arrossì "Tu non sei un mostro...tu sei...dolcissima, Maureen"
Anche le guance della ragazza cominciarono a colorirsi sotto le tante lentiggini. L'imbarazzo del momento fu alleviato dal fatto che la giovane era arrivata alla sua capanna. Entrando nel recinto e salutando Arnoux, disse in direzione del ragazzo "Ehm...Arnoux, ti andrebbe di venire domani a cena? Tu e la tua famiglia? Domani é San Patrizio, faremo una festa qui da noi..."
"Va---va bene, Maureen" rispose Arnoux timidamente, salutando con la mano la ragazza e dirigendosi verso casa.
L'indomani sera Arnoux era agitatissimo, anche se non voleva darlo a vedere. Continuava a guardarsi nello specchio, cercando di sistemare al meglio il suo mantello da festa.
"Arnoux si fa bello perché é innamorato della rossa, vero maman??" continuava a ripetere il fratellino, sorridendo e saltellando intorno al ragazzo.
"Piantala Leverett, non é divertente" urlò Arnoux adirato.
"Su, su Arnoux...lascialo stare...avanti, smettila di sistemarti, sei bellissimo" sorrise la signora Lupin, sistemando affettuosamente la camicia del figlio.
I tre si recarono nella casetta degli O'Bryen, non lontana dalla loro. La signora ed il signor O'Bryen, rubicondi e simpatici, li accolsero con tutti gli onori alla modesta ma felice mensa, arricchita da fatine e simpatici folletti tutti vestiti di verde.
Quando Arnoux vide Maureen ebbe un sussulto. Era meravigliosa, i capelli color del fuoco le scendevano liberi su un abito di velluto smeraldo, arricchiti da una ghirlanda di trifogli, gli occhi verdi scintillavano alla luce delle candele accese. Una visione, un sogno.
Si sedettero tutti a tavola, Arnoux vicino a Maureen, visibilmente imbarazzato.
"Cosa festeggiate oggi?" chiese il ragazzo cercando di rompere il ghiaccio, mentre la padrona di casa serviva.
"San Patrizio" rispose la ragazza dolcemente "É il nostro Santo Patrono...ogni 17 Marzo, ricordiamo la sua morte. Convertì le popolazioni dell'Irlanda dal paganesimo al cristianesimo, e qualcuno dice che fosse anche un potente mago...in molti sostengono che cacciò dalla nostra isola tutti i serpenti, le creature più spregevoli del mondo, e per questo si inimicò Salazar Serpeverde, che gli lanciò una maledizione..."
"Serpeverde?" chiese il ragazzo "Uno dei Fondatori di Hogwarts?"
"Si" rispose Maureen "Tu sei stato a Hogwarts?" chiese con curiosità.
"No" rispose Arnoux chinando il capo "La mia famiglia é troppo povera...i miei antenati, i primi che vennero dalla Francia, credo che qualcuno di loro ci sia stato...e tu?"
"Nemmeno io ci sono stata...per i tuoi stessi motivi, ma giuro che se mai avrò dei figli, frequenteranno Hogwarts" disse risoluta Maureen.
Le vivande furono portate in tavola, e tutti iniziarono a chiacchierare felici.
"Cos'é questa roba?" chiese Arnoux mentre Maureen beveva da un grande boccale pieno.
"Cosa? Non posso crederci, non hai mai bevuto birra?" sbraitò il signor O'Bryen, rosso in volto.
"Eh...veramente, no" rispose il ragazzo.
"É una bevanda del nostro paese...devi assaggiarla...signori, un brindisi!" disse O'Bryen alla tavolata. Tutti presero un boccale tra le mani.
"Alla felicità di quest'allegra mensa...alla faccia di questi maledetti scozzesi...e al futuro dei nostri figli...chissà, magari un futuro in comune...ragazzo mio, fai attenzione, donna rossa e funesta, la mia Maureen...ha un caratteraccio!" disse l'uomo, sorridendo ed alzando il boccale in direzione di Maureen e Arnoux.
La ragazza arrossi "Papà, ti prego!"
"Allora si troveranno bene insieme, perché anche il mio ha un carattere intrattabile, ne sa qualcosa la signora McMurray..." aggiunse sorridendo la signora Lupin, alzando il boccale e guardando il figlio in maniera tagliente e divertita.
Arnoux cercò di nascondere il suo imbarazzo immergendo il muso nel boccale. Dopo aver bevuto, i due ragazzi si guardarono dolcemente, ed entrambi pensarono che forse l'augurio del signor O'Bryen non era poi così lontano dalla realtà...
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