Il Libro dei Quattro

Capitolo II

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II - DISSENNATORI

La motocicletta atterrò proprio a pochi metri dall'entrata del castello. Tutto sembrava tranquillo, le porte e le finestre erano sbarrate, il vento soffiava leggero sull'erba, dal camino della capanna di Hagrid usciva una lingua di fumo. Remus scese per primo dalla moto, si tolse il casco e si diresse verso il portone di legno, subito seguito da Sirius.

"Aspetta, vado prima io avanti" disse Remus. Bussò pesantemente alla porta, ma non ci fu risposta.

"Remus, guarda..." disse Sirius indicando la grande maniglia "la porta é aperta..."

Entrarono senza che nessuno se ne accorgesse, la sala d'entrata era deserta.

I passi lenti dei due risuonavano sul marmo lucido. Sembrava che la scuola fosse deserta. Un brivido di apprensione attraversò entrambi.

Poi, avvenne una cosa che li fece sobbalzare. Dalla grande scalinata centrale una figura nera scese piano, un brivido gelido attraversò la stanza.

"Dissennatori! Sirius, scappa!" urlò Remus. Ma era troppo tardi, un Dissennatore venuto da un corridoio laterale aveva già afferrato Sirius per la schiena, e lo tratteneva mentre un'altra creatura cercava di avvicinarsi all'uomo per dargli il suo bacio mortale. "NO!" Remus estrasse la bacchetta, ma non ebbe il tempo di pronunciare neanche una parola, un quarto Dissennatore gli aveva afferrato il braccio con la sua stretta di ghiaccio e aveva fatto volare la bacchetta sul pavimento.

"NO! AIUTO!" urlò Remus mentre si dimenava, cercando di liberarsi da quell'orrenda creatura e di salvare Sirius, che nel frattempo era svenuto per l'azione devastatrice dei due Dissennatori che lo tenevano. Ormai le labbra di uno dei due stavano quasi per toccare quelle di Black...Remus smise di agitarsi, girò la testa e chiuse gli occhi, disperato, le guance bagnate da lacrime...

"ADESSO BASTA!" una voce familiare risuonò per tutta la sala. Silente si diresse a passo deciso verso i Dissennatori, che avevano lasciato la presa non appena il preside era apparso in cima alle scale. "Fuori, voi, subito!" urlò Silente, ed il corteo di alte figure incappucciate uscì dal portone di ingresso, portandosi dietro il freddo agghiacciante che avevano provocato.

Liberato dalle terribili creature Remus corse verso Sirius, lo fece stendere per terra, con un braccio gli teneva su la testa, cercando di riscaldargli le mani con le sue. Black era diventato più freddo di un cadavere.

"Professor Lupin, Sirius...cosa ci fate qui?" chiese Silente con tono pacato.

"Preside...abbiamo saputo dal giornale...noi dobbiamo parlarle...prima però dobbiamo portare Sirius in infermeria, presto! Ha bisogno di cioccolata" Remus tirò su Sirius, che si era appena ripreso. Appoggiato alle spalle di Lupin e del Preside, Black camminò a passo incerto verso l'ala dell'infermeria, ancora stordito. Lo fecero stendere su un letto, mentre Silente cercava tra le cose di Madama Chips. Tirò fuori un grosso pezzo di cioccolata e lo fece mangiare a Sirius, che si riprese immediatamente.

"Non sareste dovuti venire qui...é pericoloso..." disse Silente in tono grave.

"Cosa ci fanno i Dissennatori a Hogwarts?? Come le é venuto in mente? Per quanto la situazione possa essere grave..." disse Remus con aria arrabbiata, controllando che Sirius avesse ripreso calore.

"Professor Lupin...non ho avuto scelta. Sono stato costretto. Il Ministero della Magia non ha voluto sentire ragioni...i Dissennatori sono l'unica arma a loro disposizione contro Voldemort..."

"Un mucchio di zombie incappucciati non fermerá certo Voldemort..." esordì Sirius dal letto su cui era ancora appoggiato.

"Lo so Sirius...lo so...se solo voi sapesse che genere di incantesimo il Signore Oscuro ha tra le mani adesso..."

"Lo sappiamo Silente, é per questo che siamo qui" disse Remus, in tono un po' preoccupato.

"Come? Cosa state...?"

"É una lunga storia..." disse Sirius "...e mi dispiace dirlo, ma siamo noi i colpevoli di tutto questo".

Remus e Sirius raccontarono a Silente di quella maledetta notte in cui i Malandrini scoprirono la Sala dei Quattro. Gli occhi azzurri del Preside erano intrisi di stupore. Credeva che mai nessuno studente avesse messo piedi lì...era un posto che neanche i professori conoscevano, soli i preside vi avevano accesso.

"Sono stato un testardo...uno stupido...dovevamo distruggere la formula..." disse Remus, seduto sul lettino ospedaliero di Sirius, con gli occhi ancora lucidi.

"No Professor Lupin...aveva tutte le sue ragioni. Per secoli quel terribile segreto é stato tramandato di preside in preside, e tutti noi sapevamo che i Fondatori avevano le loro buone ragioni per lasciare un incantesimo di quel genere ai posteri...mai nessuno avrebbe potuto sospettare le cose che stanno accadendo ora..."

"Ma possiamo fermarlo ancora, vero? Possiamo far tornare tutta la gente scomparsa?" chiese Remus con una vena di preoccupazione nella sua voce profonda.

"Lo spero mio caro Professore...lo spero...i poteri dei Quattro Fondatori vanno al di la di ogni mia possibile immaginazione...lo spero, Professore, lo spero..."

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