Il Libro dei Quattro

Capitolo V

------------------------------------------------------------

V - GELOSIA

Silente diede a Remus e Sirius una stanza dove dormire, anche se nessuno dei due chiuse occhio quella notte. Passarono tutto il tempo a fissare il soffitto sopra di loro, in completo silenzio. Ma tra loro non servivano parole per capirsi a vicenda. Erano le tre del mattino, Remus era disteso tra le braccia di Sirius, gli accarezzava i lunghi capelli neri. Da quando avevano lasciato la loro casa, quello fu l'unico momento di intimità che si poterono permettere. D'improvviso, Black ruppe il silenzio.

"Lunastorta...grazie"

"Di cosa?" chiese Remus un po' stupito.

"Di essere qui..di avermi aspettato"

"Aspettato?"

"Stavo pensando a Ron e Hermione...e se la ragazza non tornasse più? Lo so che é terribile anche solo pensarlo...ma se non riuscissimo a trovare un modo per fermare Voldemort? Come starebbe Ron? Come affronterebbe la cosa? Riuscirebbe ad andare avanti? E se lei non tornasse mai più...e se io non fossi tornato mai più? E se io fossi ancora ad Azkaban?"

"Io sarei ancora lì, nella mia casetta, ad aspettarti..." disse Remus sorridendo.

"Testone...grazie, grazie di essere qui" Sirius baciò la testa di Remus, il silenzio avvolse di nuovo la stanza.

Il mattino seguente tutti i professori si trovarono nella sala grande per colazione, tutti allo stesso tavolo. Con loro, anche Remus, Sirius e Hagrid.

"SIRIUS! REMUS! Ma che cosa ci fate qui?!?" disse l'omone con la sua voce possente, abbracciando i due talmente forte che quasi li soffocava. "Ho visto la motocicletta fuori sul prato ma però quasi non ci volevo crederci!"

Durante il pasto Sirius non poté fare a meno di notare gli sguardi particolari che Fleur Delacour riservava solo per lui. Non sapeva se esserne felice o meno. Tutto ciò che sapeva era che avrebbe preferito che Remus non notasse quali attenzioni la ragazza gli riservava. O forse si stava solo immaginando tutto? Forse era solo una sua impressione...ma il pensiero che potesse ancora far colpo su una bella e giovanissima ragazza non gli dispiaceva.

Durante la prima mattinata tutti i professori affollavano la biblioteca, cercando disperatamente di trovare qualche indizio su come sconfiggere la maledizione.

Remus era immerso in un libro sulla magia nera avanzata, mentre Sirius, stremato da tutto quel leggere, si stava versando del tè, che i fantasmi continuavano a servire a tutti i professori.

D'improvviso un urlo femminile provenne dal corridoio fuori della biblioteca, e Fleur Delacour corse dentro con la faccia stravolta.

"Professor Silonte....Professor Silonte...sotto i miei occhi, é accaduto di nuovo...presto....Gazza e Hagríd...presto! La sala grande...sparita!!!" non riusciva a concludere una frase in maniera sensata, era pallidissima e visibilmente impaurita.

Tutti si alzarono di scatto e corsero nella direzione che Fleur indicava, dove si era ripetuta la tragedia. La sala grande, con i suoi tavoli, con il suo soffitto incantato, non c'era più. Al suo posto, un'insieme fumante di macerie, e Mrs. Purrs che miagolava impaurita. Sirius si avvicinò e cercò di prenderla in braccio, ma la gatta ebbe un sussulto e corse via.

"Gazza e Hagríd erano nella sala" continuò Fleur ansimando "Spariti, risucchiati nella nebbia rosa..."

"Colleghi, vi prego di tornare al lavoro. Ormai qui non c'é più nulla da fare" disse Silente, con un singhiozzo di dolore nella voce.

"Hagrid..." sussurro Remus.

"Remus...tu va nella biblioteca, io...io devo scrivere ad Harry. Deve sapere."

"Hai ragione...fai attenzione" disse Remus, stringendo il braccio di Sirius.

Sirius si incamminò verso la loro stanza, mentre tutti i professori tornavano in biblioteca, stravolti. Tutti o quasi. Sirius arrivò alla stanza e si accorse che la porta era aperta. Entrò lentamente.

"Chi c'é? Remus?" chiese, entrando nella camera buia. Appena ebbe fatto alcuni passi dentro, la porta si chiuse sbattendo alle sue spalle, e la figura di Fleur Delacour apparve, alta, elegante, statuaria.

"Cosa ci fai qui? Come sei arrivata prima di me?" chiese Sirius.

"Passaggi segreti...non puoi immaginare quanti ne nasconde questo castello" disse Fleur, la voce languida.

"E tu non puoi immaginare quanto ti sbagli" controbatté Sirius ridendo.

"Sono venuta per parlarti di tutta questa faccenda, ormai questo é il secondo attacco in pochi giorni...sei l'unico qua dentro a capirne qualcosa..." disse avvicinandosi a Black.

"Ti sbagli di nuovo...ma sei solo una ragazzina, cosa ne vuoi sapere..." disse Sirius accendendo una candela.

"Una ragazzina? Siriús, non sono più una ragazzina...tu non mi conosci..." rispose Fleur, avvicinandosi così tanto a Sirius che lui ne poteva sentire il respiro.

"E tu non conosci me"

"Oh si che ti conosco...mi é bastato un attimo sai, non hai più segreti per me"

"Ed ecco il tuo terzo sbaglio...non sei così infallibile come Harry mi ha scritto"

"Ne sei proprio sicuro, Siriús?" la ragazza ormai era ad un palmo di mano da Black. Ci fu un attimo di silenzio, poi Fleur avvicinò la sua bocca a quella di Sirius, e lo bació delicatamente.

Sirius deglutì, e guardò la strega negli occhi "Fleur...non puoi neanche immaginare quanto é sbagliato quello che stai facendo...tante cose ci sono che non puoi capire...e poi...potrei essere tuo padre..."

"Mi piasciono gli uomini maturi..." Fleur avvicinò di nuovo la sua bocca a quella di Sirius, e questa volta il bacio fu più appassionato, più lungo.

In quel momento la porta della stanza si aprì.

"Sirius sei qu--" Remus non riuscì a finire la frase appena vide cosa stava accadendo alla luce fioca della candela accesa. La bocca spalancata, gli occhi che si riempivano di lacrime fissi sulla scena.

Sirius allontanò Fleur "REMUS...no...non é come pensi..Remus...aspetta"

Remus scappò via di corsa, sconvolto, senza dire una parola.

"Siriús, ma cosa...?" chiese Fleur.

"Lasciami!" disse Sirius scrollandosi di dosso la ragazza, e corse dietro a Remus, per i corridoi deserti.

"Remus, Remus aspetta!! Ti prego, stammi a sentire!" urlava.

Remus, furioso ed in lacrime, si chiuse in una classe vuota. Sirius entrò, e lo vide seduto sul pavimento, che si teneva il viso con le mani.

"Remus...io...non é come credi"

"Vattene" fu la risposta secca di Lupin.

"Ma Remus come puoi pensare che..."

"VA VIA!" urlò Remus, alzando la testa, gli occhi ambrati lucidi.

"Oh Remus..." Sirius si avvicinò e cercò di poggiare una mano sulla spalla di Lupin.

"Non mi toccare" disse Remus, allontanandosi di scatto dal contatto con Black.

"Remus ti prego, quella ragazza...é stata lei..."

La voce di Sirius fu interrotta da un assordante boato. D'improvviso un accecante lampo rosa illuminò tutta la stanza. Un vortice di luce cominciò a risucchiare tutto ciò che trovava davanti a se.

"REMUS! NO!" Lupin venne attirato dalla potenza del vortice. Sirius si avvicinò, lo prese per il colletto del mantello, ma era troppo tardi, ormai era stato risucchiato dalla nebbia elettrica rosa quasi integralmente.

"REEMUS! NOOOOOO!!!!" urlò Sirius, mentre gli occhi gli si riempivano di lacrime. Sentì qualcosa di freddo e tagliente nella mano, aveva afferrato il ciondolo di Remus. Luci, lampi, colori fluorescenti si propagarono attorno a Sirius, la mano sanguinante, il viso bagnato.

Poi in un attimo, tutto fu finito. Remus era sparito, insieme con tutti gli oggetti e le mura della classe. Sirius si ritrovò stordito, piangente, in ginocchio sul pavimento fumante, in mano ancora la catenina d'argento di Remus, che si era spezzata nelle sue mani, l'unica cosa che era riuscito a salvare.

"Remus!" singhiozzò Sirius, piegandosi in due dal dolore.

"Siriús, cosa é accaduto!!" all'orecchio di Sirius arrivò la voce di Fleur, giunta sul posto. La ragazza si guardava intorno, spaventata "Oh no..."

"Presto Siriús, andiamo ad avvertire gli altri, riporteremo indietro il tuo amico, vedrai...su non fare così, smettila di disperarti...si risolverà tutto...io so come ci si sente a perdere qualcuno a cui si vuole bene..."

"No. Tu non sai niente" disse Sirius ancora piangendo, alzandosi a stento, con il ciondolo a forma di lupo stretto nel pugno della mano.

"Avanti, riavrai il tuo amico, su, presto andiamo ad avvertire gli altri di questo nuovo attacco..."

"Amico?? Amico, Fleur? Credi che un amico avrebbe reagito così vedendo ciò che stavamo facendo in quella maledetta stanza? Amico, Fleur??" disse Sirius arrabbiato verso la ragazza, agitando le mani al cielo, mentre lei indietreggiava un po' colpita da quel comportamento.

"Oh mio Dio...cre--credo di capire, adesso...mi spiace"

"Bene brava, ci sei arrivata, complimenti madamoiselle Delacour" disse Sirius tentando di asciugarsi le lacrime.

"Io non potevo...non immaginavo...oh Siriús...la tu mano sanguina, vieni hai bisogno di essere medicato..."

"Lasciami!" Sirius allontanò Fleur "Ora ho bisogno solo di una cosa...sapere come far tornare Remus indietro...e ci riuscirò, fosse l'ultima cosa che faccio, ci riuscirò. L'ho già perso una volta, Fleur, e non ho intenzione di perderlo di nuovo"

------------------------------------------------------------