La Soglia
capitolo III
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CAPITOLO III - UNA FESTA A SORPRESA
Harry era giunto ormai alla porta della casa della signora Figg, quando automaticamente si voltò verso casa Dursley, scrutando la porta che aveva appena lasciato, quasi a voler sperare di vedere la zia Petunia che lo richiamava sull'uscio, per parlare insieme di quelle fotografie. Ma come la parte più razionale di Harry fece notare pochi secondi dopo, le possibilità che Petunia Dursley volesse parlare con suo nipote riguardo alla sorella morta erano davvero molto scarse.
Il ragazzo tirò un sospirò e suonò il campanello della villetta della signora Figg. Sentì dei passettini venire dall'interno, l'inconfondibile rumore delle pantofole imbottite della vecchia strega. La porta si aprì e la testa ingrigita di Arabella Figg uscì fuori sorridendo.
"Oh bene bene, vieni Harry, ti aspettavo" disse la signora concitatamente, facendo entrare il ragazzo.
"Mi stavate aspettando?" chiese Harry confuso.
"Oh certo certo...su, andiamo..." la signora Figg si diresse verso il soggiorno.
"Signora Figg...io...ho portato qualche libro" iniziò Harry tirandosi da sotto la t-shirt il suo materiale scolastico "...e pensavo che se non ha nulla da fare, magari poteva aiutar--"
"Oh su su, non dire sciocchezze" lo bloccò la signora aggrottando le sopracciglia.
"Mi scusi?"
"Vorresti studiare in un giorno come questo?" chiese decisa la donna "Su su, avanti!" gli disse spingendolo all'interno del soggiorno "Farai i compiti un'altra volta"
Quando Harry fu entrato gli ci vollero alcuni secondi prima di realizzare bene cosa stesse vedendo, e quando tutta l'immagine fu ben messa e fuoco, le sue labbra si aprirono in un ampio sorriso.
Attorno ad un tavolo su cui troneggiava una splendida torta alla panna, lo aspettavano sorridenti i coniugi Weasley, Moody, Tonks ed altri membri dell'Ordine della Fenice.
"Harry!" la signora Weasley si avvicinò al ragazzo e lo strinse in un forte abbraccio "Buon compleanno" gli disse lasciandolo andare.
Harry si guardò intorno, ed in breve fu assalito da persone che gli stringevano la mano e gli auguravano un felice compleanno. Il ragazzo sorrideva e ringraziava, stupito ed al colmo della gioia.
Dopo che Tonks ebbe dato i suoi auguri, Harry si avvicinò incerto all'ultima figura presente nella stanza. Lupin era rimasto in disparte, la schiena poggiata al camino spento, il volto calmo e sorridente. Harry fece per dargli la mano, ma lui, senza dir nulla, si avvicinò e lo abbracciò, lasciandolo completamente allibito.
"Come stai?" gli bisbigliò il lupo mannaro prima di lasciarlo andare.
Harry lo guardò con occhi luccicanti. Lo osservò a fondo. Il suo aspetto, se possibile, era ancora più trasandato del solito. Harry era convinto di poter vedere ancora più rughe ed occhiaie ancora più profonde sotto gli splendenti occhi ambra, e quel sorriso, quel sorriso così sereno, aveva un sapore amaro e malinconico. Sapeva bene a cosa il suo vecchio professore si stava riferendo, chiedendogli come stava. Non rispose, abbassò semplicemente la testa, cercando disperatamente un modo per cambiare discorso.
Con suo grande sollievo, Tonks si avvicinò e ruppe l'imbarazzante silenzio.
"Harry, vieni! Abbiamo dei regali per te" disse allegramente la ragazza. Harry si allontanò da Lupin, senza voler più incontrare il suo sguardo nei minuti che passarono, mentre cercava di dimenticare il vuoto che sentiva dentro, ed obbligava la sua mente a concentrarsi sull'apertura dei bei pacchi dono.
Tonks gli pose un pacchettino incartato con un tipo particolare di carta magica che cambiava colore ad ogni più piccolo movimento. All'interno Harry trovò un CD dalla cui copertina delle giovani streghe gli sorridevano, mettendo bene in mostra i loro piercing e le chiome colorate, che nulla avevano da invidiare ai capelli sempre originali di Tonks.
"É l'ultimo album delle Weird Sisters!" affermò raggiante la giovane Auror "É tostissimo, Harry, sentirai!"
"Ehm...grazie Tonks" disse Harry riponendo il CD su un tavolo vicino.
Mad-Eye Moody gli aveva portato un bellissimo fodero in cuoio per la bacchetta "Perché non si è mai troppo sicuri su dove si mette la bacchetta, certamente non come fai tu, nella tasca posteriore dei pantaloni, figliolo, è pericoloso, elementare sicurezza dalle bacchette magiche, nessuno ci pensa più ormai..." aveva brontolato, mentre Tonks gli faceva il verso, ben conscia di essere sotto l'inquietante sguardo dell'occhio di vetro.
La signora Weasley porse ad Harry una buona porzione di caramellato ed una t-shirt con sopra ricamata una grande H, e con un piccolo Snitch di cotone dorato che svolazzava liberamente su tutta la superficie della maglietta.
Bill Weasley e Fleur Delacour avevano mandato ad Harry un sacchetto portatile di Polvere Volante, mentre Hagrid gli aveva preparato i soliti dolci duri quanto il granito. Nella cartolina di auguri il mezzogigante aveva augurato un buon compleanno ad Harry anche da parte del "piccolo" Grawp, ed il ragazzino rabbrividì al pensiero del fratellastro del suo amico, e pensò a cosa gli sarebbe aspettato una volta tornato ad Hogwarts, se il gigante ancora non aveva imparato come ci si comporta civilmente...
"...e questi sono da parte di Ron ed Hermione" disse Molly Weasley porgendo ad Harry i due ultimi regali "Hermione è in vacanza con la sua famiglia, e a Ron è dispiaciuto moltissimo non poter venire...è dovuto rimanere con Ginny a sorvegliare la Tana, ora che io, Bill ed Arthur siamo sempre a Londra e Fred e George passano tutto il loro tempo a Diagon Alley..." aggiunse con un piccolo sospiro.
"A proposito" iniziò Harry osservando il pacco di topolini di zucchero e meringa che Ron gli aveva mandato "Come vanno gli affari per Fred e George?"
"Quei due sconsiderati..." mormorò la signora Weasley "...lasciare la scuola...in mezzo ad una strada...e dove avranno trovato i soldi..."
Harry abbassò lo sguardo arrossendo. Non avrebbe mai avuto il coraggio di confessare a Molly Weasley il segreto che legava la sua vittoria al Torneo Tremaghi ed il riuscito acquisto da parte dei due gemelli di uno spazio dove aprire un loro negozio di scherzi magici.
"Non starla a sentire!" si intromise Arthur Weasley sorridendo "Stanno andando benissimo! Ormai hanno quasi raggiunto la produzione di Zonko..."
Molly mandò un'occhiataccia al marito ed Harry intuì che forse era meglio cambiare argomento di conversazione.
"E chi è rimasto ai Quartieri Generali?" chiese spontaneamente.
"La vecchia Hestia Jones" rispose Moody, il cui occhio magico volteggiava precipitosamente "Ma comunque ormai non c'è molto da tener d'occhio...dopo la mor--" le sue parole furono smorzate da un calcio ricevuto negli stinchi da parte di Tonks, che lo guardò torvo.
"--volevo dire..." si corresse l'uomo "...dopo ciò che è successo al Dipartimento dei Misteri..."
"Con la morte dell'ultimo Black, Grimmauld Place non è più un posto interessante né per i Mangiamorte né per il Ministero, vero?" chiese amaramente Harry. Remus si avvicinò al gruppo sentendo il nome di Sirius pronunciato dalla voce flebile di Harry.
"É proprio così" annuì Molly, il cui sorriso era svanito dalle labbra.
Harry sospirò. Ormai avevano toccato l'argomento. Erano arrivati al punto in cui nessuno, durante quella festa a sorpresa, sarebbe mai voluto arrivare. Ormai ci era dentro, tanto valeva andare avanti.
"É..." chiese sforzandosi immensamente "...è stata una bella cerimonia, almeno? Ron mi ha scritto che..."
"Si" rispose Tonks mestamente "É stata una bellissima cerimonia. E Dumbledore si è detto felice della tua decisione di non partecipare...è...è stato meglio così"
"E dove...?" chiese Harry in un sussurro.
"Accanto ad i tuoi genitori" rispose Remus guardando Harry profondamente "Era la cosa più naturale"
"Certo, suppongo di si..." rispose Harry con un lentissimo movimento del capo "Be'...be'...almeno adesso avrà la soddisfazione di essere stato riscattato da tutte quelle accuse infamanti...è morto combattendo i Mangiamorte..." le parole si sbriciolarono pian piano mentre Harry le pronunciava, guardando gli sguardi di apprensione che tutti i presenti si stavano scambiando.
"Cosa c'è?" chiese stupito.
"Remus...devi dirglielo" mormorò solennemente Kingsley Shacklebolt.
"Cosa?" chiese Harry allarmato.
Remus guardò l'Auror che gli era in piedi vicino, poi Harry. Gli occhi ambrati gli brillavano. Esitò per un momento.
"Harry...c'è qualcosa che devi sapere" disse incerto.
Harry rimase in silenzio, mentre Arabella Figg si fermava vicino a lui, posando un vassoio pieno di tazze da tè su un tavolo.
"Harry...il Mi--il Ministero..." la voce di Lupin tremò "...il Ministero è convinto di aver seppellito un Mangiamorte...le accuse contro Sirius non sono cadute, il suo caso è stato archiviato per...per...decesso..."
Harry lo guardò con rabbia crescente "Cosa significa?" chiese tremante.
"Significa che il mio dipartimento di Auror ha smesso di cercare Sirius Black" intervenne pacato e grave Kingsley "Perché lo abbiamo trovato morto...ucciso nel tentativo di rubare una profezia, ed a capo dei Mangiamorte evasi..."
"Che cosa?" la voce di Harry uscì dalla sua gola come un sibilo.
Arthur Weasley rispose sommesso "Harry, tutto l'Ordine ha deciso per lasciare le cose come stavano, anche Dumbledore...se il Ministero avesse scoperto che Sirius era uno di noi si sarebbero precipitati a Grimmauld Place, Fudge ha ancora paura di Dumbledore, cerca in tutti i modi di incastrarlo...non potevamo permetterci di perdere la segretezza del--"
"Non potevate permettervi? NON POTEVATE PERMETTERVI?" urlò Harry, gli occhi già pieni di lacrime.
Remus fece per calmarlo "Harry, ascolta..."
"NO!" gridò il ragazzo, scrollandosi dalle spalle le mani di Lupin "Come...come avete potuto" disse piangendo "Non potrà avere un po' di pace neanche adesso che è morto...ma...io, io ho letto per tutta l'estate il Daily Prophet, non dicevano niente di Sirius..."
"Ho chiesto personalmente ad Arabella di non farti avere gli articoli riguardanti la morte di Sirius" spiegò calmo Remus. La signora Figg annuì.
"Non...non posso crederci.." singhiozzò Harry. Tonks e Molly lo guardavano preoccupate.
"Come...COME AVETE POTUTO?" ripeté urlando "Sirius non ha mai avuto un momento di felicità da quando è uscito da Azkaban...è stato costretto a murarsi vivo in una casa che odiava, da cui era scappato" le guance erano lucenti di lacrime "...ed ora..dopo che è morte da eroe..." il ragazzino fece per scappare via, ma Remus lo fermò, trattenendogli le spalle.
"Harry" disse risoluto "Non ho voluto dirtelo prima perché credevo che il dolore per la perdita di Sirius era per te...per tutti noi...ancora troppo forte. Ma sono stato uno sciocco, un dolore come quello che abbiamo subito non è facile a rimarginarsi...probabilmente non si rimarginerà mai" Remus si morse le labbra nervosamente, uno sguardo ombrato nei suoi occhi chiari.
Continuò a voce sempre più pacata "Sirius si sarebbe comportato esattamente come noi. Lui avrebbe preferito preservare la sicurezza delle persone che amava. Ti prego Harry, cerca di capire...anche a me fa male, ma dovevamo..." i suoi occhi scintillavano di lacrime represse.
Harry si abbandonò ad altri singhiozzi, ora più sommessi. Abbassò lo sguardo arrossato di pianto, e si lanciò tra le braccia di Lupin, piangendo sulla spalla del mago.
Remus lo strinse per la seconda volta quella mattina, dandogli delle rassicuranti pacche sulle spalle.
"Piangi, Harry, è giusto...lascia che la tua rabbia esca fuori, non farla ristagnare dentro..." disse a bassa voce "...vorrei esserne capace anch'io" sussurrò talmente piano che Harry stesso stentò a capire cosa stesse dicendo.
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