Water

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Dio Santo, cos’ho fatto !! Tutto, tutto … gli ho detto tutto !! Perché, perché … in un momento, tutto è successo … e in quel momento mi sono vuotato l’anima … credendo di non rivederlo mai più !! Ma ora che faccio … che gli dico quando si sveglia !! … E’ così bello mentre dorme … il viso angelico completamente rilassato, le invitanti labbra rosate appena dischiuse, i morbidi capelli di miele sparsi sul cuscino … e dire che poche ore fa credevo di poter perdere tutto questo, imprigionati com’eravamo in quell’incubo d’acqua …

 

Era una di quelle giornate di caldo asfissiante, dove l’unico desiderio che può venire in mente è quello di spogliarsi d’ogni indumento - magari tenendo le mutande per umana decenza - e buttarsi in piscina. Ed era una voglia che noi Maradeurs trattenevamo a fatica, soprattutto io, James e Peter, che dichiaravamo rumorosamente il desiderio irrefrenabile di una secchiata d’acqua gelida in testa, ansando come cammelli ; Remus, da bravo ragazzo diligente e studioso qual’era, non esternava apertamente quella che sapevamo enorme brama di fare a gavettoni con le bacchette.

Eravamo talmente asfissiati dal caldo che non avevamo neanche la forza di litigare con Malfoy, Snape o qualsiasi altro rompiballe di uno Slytherin.

Le lezioni ci parevano più lunghe e tediose del solito ( già per i nostri standard sono troppo prolungate, figurarsi quando c’è un caldo che ammazzerebbe un cammello ), la voce dei prof insopportabile e il giardino là fuori talmente invitante da non riuscire a tenere a freno le nostre voglie. Pregavamo una decina di divinità a caso che piovesse in classe o che perlomeno quelle noiosissime lezioni terminassero al più presto. Ma a quanto pare gli déi non ascoltano i poveri maghi disperati, perché a causa di Peter che fece cadere del pus di Mandragola in testa al professore di Pozioni, tutt’e quattro noi Maradeurs dovemmo rimanere ad aiutarlo a mettere a posto tutte le sue provette, accusati di una qualche collaborazione con quell’essere di Pettigrew ( tanto era palese che quel prof ci odiasse … ). Finita la punizione fra una minaccia di morte ai danni del topastro imbranato e l’altra, ci dirigemmo in giardino con la stessa velocità e furia di un branco di bufali imbestialiti della savana del Kilimangiaro in cortile, dove scoprimmo con orrore di respirare sotto un sole di 45° gradi minimo e che neanche le formiche potevano godere di un po’ d’ombra. Stavamo per far comparire una corda e un masso per buttarci a picco nel lago, quando Remus notò che c’era una grandissima quercia - mai notata prima - in prossimità dello specchio d’acqua casa della piovra gigante che generava un’enorme ed invitante frescura. Con una velocità che avrebbe fatto invidia ad un centauro ci avviammo verso di essa con la stessa delicatezza di prima : io, James e Peter cademmo sull’erba a croce, come morti, mentre Moony, ch’è sempre stato più elegante di noi tre bestie, si limitò a sedersi sull’erba a gambe incrociate. Mi ritrovai a pensare quanto fosse bello nella sua raffinatezza e come fosse splendido il suo viso completamente rilassato e imperlato di piccole gocce di sudore … cominciai a fissarlo rapito per alcuni interminabili secondi, finché quell’essere maledetto che porta il nome di Severus Snape non venne a rompere le palle.

“Senti Snape, non abbiamo proprio voglia di litigare, vattene per favore …” disse James affannato, guardando sdraiato la faccia di Snivellus.

“Oh, povero signor Potter, è troppo stanco vero ?”

“Però a letto sei più docile …” sussurrò Prongie in modo che lo sentissimo solo noi, provocando la nostra ilarità.

“Che ne dici di una sfida, tanto per pareggiare i conti ??” gridò quell’altro, ignorando o non sentendo proprio il commento del cervo.

Avevo sentito bene ?? Una sfida ?! Snivellus che ci propone una sfida ?!? Bene, l’Apocalisse era giunta … ma noi eravamo comunque troppo asfissiati per un qualche testamento.

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