| 26/10/2004: SHOWDOWN A STRASBURGO | ||||||||||||||||||
| Questa è la cronaca della giornata del 26 ottobre: a Strasburgo si tiene il dibattito che precede il voto di investitura della Commissione Europea, previsto per il giorno dopo. L'atmosfera è tesa, le scaramucce verbali sembrano anticipare quello che sarà il successivo rinvio del voto. Il confronto decisivo tra l'Europarlamento e il nuovo team di Commissari guidati da Josè Barroso sembra aver ulteriormente allargato la distanza che separa Strasburgo da Bruxelles. Il presidente designato si è presentato questa mattina di fronte all'emiciclo, deciso a fare concessioni ulteriori alle richieste del Parlamento, senza però piegarsi ad operare un rimpasto formale del suo team. Barroso ha subito fiutato la strada in salita: ha quindi evitato di indugiare sugli obiettivi programmatici, per affrontare subito il nocciolo del problema: i commissari contestati nelle audizioni. Dopo aver brevemente passato in rassegna i responsabili di Concorrenza, Energia e Fiscalità, Barroso ha dedicato ampio spazio all'unico bocciato del gruppo, l'italiano Rocco Buttiglione : "gli ho chiesto una spiegazione delle frasi contestate, lui ha espresso il suo rammarico e si è impegnato ad operare contro la discriminazione. Sono sicuro che lo farà", ha commentato Barroso, mentre un Buttiglione impassibile manteneva lo sguardo basso solo due file più indietro. Per convincere gli eurodeputati, Barroso si è impegnato a far approvare una nuova direttiva quadro sulle libertà civili, che rimpiazzerà le normative già adottate nel 2000. "Attualmente", ha osservato Barroso "le normative europee si prefiggono scopi limitati: con questo mio progetto, l'azione comunitaria coprirà tutte le aree di discriminazione, anche quelle legate all'orientamento sessuale e alla discriminazione basata sul sesso". Un impegno che Barroso ha detto di assumersi in prima persona, coordinando la squadra di quattro Commissari da lui istituita per monitorare le iniziative in tema di libertà civili. Escludendo quindi un rimpasto -che porrebbe problemi politici e istituzionali- Barroso ha ribadito l'obiettivo della sua Commissione: rendere l'Europa più competitiva e dinamica, tenendo al centro il modello sociale e di coesione. La replica dei gruppi è sembrata rimarcare un atteggiamento di distanza nei confronti del nuovo team di Commissari. Se il capogruppo dei Popolari Hans-Gert Poettering ha pronosticato un voto unanime del centrodestra a favore di Barroso, in nome del pluralismo delle opinioni, e ha chiesto una presenza costante della Commissione a Strasnurgo, il leader dei socialisti Martin Schulz ha ribadito un probabile "no" del centrosinistra, in assenza di un segnale forte come il cambio dei portafogli più contestati. "Questo è un grande ostacolo", ha detto Schulz fra gli applausi dei suoi, prima di respingere con forza l'idea che una sfiducia alla Commissione possa innescare una crisi istituzionale. "Piuttosto", ha notato Schulz, "è normale dialettica democratica". L'ago della bilancia, confermato il "no" di verdi, comunisti ed euroscettici e il "sì" della destra, resta in mano ai liberaldemocratici. Il loro leader, Graham Watson, ha tenuto un intervento accorato, a tratti critico verso Barroso e verso la scelta del premier italiano Berlusconi di nominare Buttiglione. "Fronteggiamo una decisione difficile: se i liberaldemocratici voteranno contro la Commissione , lo faranno a malincuore", ha affermato Watson in aula. A luci spente il successivo cambio di rotta, con il leader liberale disposto a caldeggiare un timido sì a Barroso, che potrebbe però non bastare: il suo gruppo infatti è spaccato a metà in vista del voto di domani. Un voto che si giocherà sul filo del rasoio: l'esito è incertissimo, anche se il sì a Barroso appare più probabile della bocciatura. A banchi vuoti riecheggia solo l'ultimo appello dell'ex-premier portoghese: una bocciatura della Commissione, ha avvertito, farebbe di domani un brutto giorno per l'Europa. |
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| Barroso:"Posso annunciare che farò ricorso ai risultati di una consultazione pubblica, con l'obiettivo di creare un'Agenzia Europea per i Diritti Fondamentali. Attenderò il contributo del Parlamento, prima di presentare una proposta legislativa su questo tema". |
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| Il capogruppo dei Popolari, Hans Gert Poettering | ||||||||||||||||||
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| Schulz: "Le abbiamo chiesto di trarre le conseguenze di un processo durato sei settimane. E la risposta che abbiamo avuto anche oggi è: "non cambio nulla, la divisione dei portafogli resta la stessa". Ma questo rappresenta un serio ostacolo". |
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| Watson: "Non possiamo e non potremo diminuire lo status di questo Parlamento, la posizione assunta dal Comitato per le Libertà Civili o la statura del posto di Commissario alla Giustizia e Affari Interni, per una sluzione di comodo. Se posso citare le parole del signor Buttiglione, noi non cambieremo i nostri principi e la nostra coscienza per una pura convenienza politica". |
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